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	<title>poesia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>LA SCOMPARSA DI EUGENIO NASTASI. IL POETA CHE ASCOLTÒ IL VENTO DELLA CALABRIA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 16:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenio Nastasi]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1414" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/484b4659-20ae-499e-b954-ab4b1f01d8d9.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/484b4659-20ae-499e-b954-ab4b1f01d8d9.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/484b4659-20ae-499e-b954-ab4b1f01d8d9-300x207.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/484b4659-20ae-499e-b954-ab4b1f01d8d9-1024x707.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/484b4659-20ae-499e-b954-ab4b1f01d8d9-768x530.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/484b4659-20ae-499e-b954-ab4b1f01d8d9-1920x1326.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/484b4659-20ae-499e-b954-ab4b1f01d8d9-1170x808.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/484b4659-20ae-499e-b954-ab4b1f01d8d9-585x404.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Eugenio Nastasi sta tra i fili del tempo. Non fa rumore. Tesse. Tesse mani, nidi, arcobaleni, risacche, stanze. Tesse un saluto capace di stupire il passante. Tesse una regola: i&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Eugenio Nastasi sta tra i fili del tempo. Non fa rumore. Tesse.</em><br />
<em>Tesse mani, nidi, arcobaleni, risacche, stanze. Tesse un saluto capace di stupire il passante. Tesse una regola: i colori si amano tra loro. In un’epoca di lacerazioni e di cadute, la sua poesia è resistenza</em></p>
<p>di Pierfranco Bruni</p>
<p>Ci ha lasciato Improvvisamente un vero poeta. Eugenio Nastasi. Lo avevo incontrato soltanto qualche giorno fa a Castiglione di Paludi.  In una passeggiata francescana lungo il percorso del Parco archeologico.  Non lo vedevo da molto tempo. Eugenio (Gegè) sempre con la sua gentilezza, la sua delicatezza, il suo garbo&#8230; Un poeta vero!<br />
La sua  poesia non urla. Ha una nervatura religiosa come la sua pittura dentro una visione cristiana  Si posa. Si posa come la luce del crepuscolo sui frutteti, come la risacca di un ultimo settembre, come un saluto che “corrompe i passanti con un tratto di stupore”. È una poesia che sta tra i fili del tempo, tra una mano che dipinge e una voce che scrive. Perché Nastasi è stato due cose insieme, e non a caso: poeta e pittore dal tratto sottile e malinconico. Gegè non amava il chiasso. Piuttosto molto riservato. Ma  la sua biografia interiore era è immensa e la sua poesia lo rivela. Un poeta della Calabria e dei luoghi che ha sempre amato. È incluso nel Quadernario Calabria – Quasi a filo di luna – Almanacco di poesia,  pubblicato da LietoColle nel 2017, la grande antologia che ha raccolto ventuno poeti calabresi contemporanei e il ricordo di undici maestri scomparsi. Un’opera di circa trecento pagine nata per dire che la Calabria che regala una &#8220;poetica un tono alto, anzi altissimo”: una terra in cui la magia si fa vita natura fatalità e destino.<br />
E Nastasi è figlio di questa gravità. Ha pubblicato presso Edilazio &#8220;L’occhio degli alberi&#8221;, titolo che già dice tutto: uno sguardo che non guarda l’uomo soltanto, ma guarda ciò che l’uomo abita. È uno dei suoi libri profondamente marcanti. Gli alberi, le strade, il nido, il mare. La sua poesia esce in un tempo in cui la Calabria poetica si raccoglie e si riconosce: tra Calogero e Costabile, tra Alvaro e Grisi. Nastasi sta lì, non in cattedra, ma nel margine. Dove stanno i veri poeti. Perché di un vero poeta sto parlando. Nel tratto del pittore si vive  il respiro del poeta in una eredità intoligica. Perché Nastasi dipinge con le parole. In alcuni versi si ascolta: “Lasciarsi prendere dall’occhio / in cammino, / restare opera non finita, / bagnata dalle voci di dentro”.<br />
È pittura. È affresco steso “sulle mani / per strade che portano al nido”. Il suo occhio non giudica. Accoglie. È l’occhio degli alberi: testimone, non padrone. E poi c’è il colore.<br />
“Dire al mondo la regola dell’arcobaleno / i colori si amano tra loro”.<br />
Qui c’è tutta la sua etica. In un tempo di divisioni, lui insegna convivenza in una visione orante. I colori non si combattono. Si amano. È una regola semplice e rivoluzionaria. Il crepuscolo per lui non è fine. È “raggio illeso”, luce che resiste anche quando il sole si ritira. Una luce che accarezza i frutteti “appena mossi dal sole”. Movimento minimo, eppure vita. Il mare, il suo nostro mare,  e il tempo nell&#8217;“Ultimo settembre” è una carezza d&#8217;anina.<img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-127011" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/3ec2158e-a13b-4d14-b217-62cec8e65d6b-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/3ec2158e-a13b-4d14-b217-62cec8e65d6b-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/3ec2158e-a13b-4d14-b217-62cec8e65d6b-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/3ec2158e-a13b-4d14-b217-62cec8e65d6b-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><br />
Infatti con Ultimo settembre Nastasi entra nel ritmo della terra calabrese. “Le onde del mare hanno ripreso / il livore sommerso, la risacca / instancabile schiocca un battere / di sassi e di spuma”. Il mare non è paesaggio da cartolina. È memoria che torna. È livore, è risacca che non si stanca. È suono. E mentre la luce “s’allontana dalla riva”, entrano “venti laschi” e le foglie “azzardano un rito di danza”. C’è danza anche nella perdita. C’è rito anche nello spogliarsi. Finisce con un’immagine che è tutta lui: “Tremante umida mano di criniere / carezza l’assenza”.<br />
La mano trema, è umida, ma carezza. Anche l’assenza. Soprattutto l’assenza.<br />
Questo è lo scavo umano di Nastasi: non negare il vuoto, accarezzarlo. La memoria è abitata come stanza. In quest&#8217;altri versi il tono si fa più grave: “Oltre la porta il tempo muove / come silenzio dentro al grano”. Il tempo non corre. Si muove dentro. Come il grano. E qui arrivano “i nostri nessuno”: i morti, gli assenti, quelli di cui non resta “abitudine dei nomi”. “Di sonni sfatti i nostri nessuno / girano le stanze d’un tratto universali”. La casa diventa universale quando la abitano i ricordi. Resta “un brivido nei volti / come pastura che guarda al passato”. E la domanda finale è la domanda di ogni poesia vera: “Ma dove portano quel che di loro ci appartenne?”.<br />
Nastasi non risponde. Lascia la porta aperta. Perché il poeta non chiude. Accompagna. Ecco perché è un poeta dello scavo. Nastasi è “un vero poeta dello scavo umano”? Ha saputo ascoltare il vento della Calabria: quel vento che porta odore di agrumi, di sale, di boschi interni, di comunità ebraiche e albanesi, di baie improvvise.<br />
La sua Calabria non è folklorica. È interiore. È provincia dell’anima. La sua malinconia non è lamento. È attenzione. È il tratto sottile del pittore che non riempie tutta la tela. Lascia respiro. È il poeta che resta “opera non finita”, perché sa che l’uomo non si compie mai e resta tra i fili del tempo. Eugenio Nastasi sta tra i fili del tempo. Non fa rumore. Tesse.<br />
Tesse mani, nidi, arcobaleni, risacche, stanze. Tesse un saluto capace di stupire il passante. Tesse una regola: i colori si amano tra loro. In un’epoca di lacerazioni e di cadute, la sua poesia è resistenza. È dire che si può ancora “sentire il raggio illeso del crepuscolo”. È dire che anche l’assenza si può carezzare. È dire che i nostri nessuno continuano a girare le stanze, e che noi abbiamo il dovere di ricordare dove hanno portato “quel che di loro ci appartenne”.<br />
Nastasi non è poeta da premi e da salotti. È poeta da soglia. Sta sulla soglia tra pittura e parola, tra mare e terra, tra presente e memoria. E da lì guarda. Con l’occhio degli alberi. Come la sera del nostro incontro e del nostro abbraccio tra le &#8220;pietre&#8221; parlanti di Castiglione di Paludi.  Era nato a Rossano nel 1948. È scomparso il 13 Agosto del 2026. Il poeta dello  scavo umano tra il crepuscolo e la risacca.</p>
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		<title>Torna a Roma “La Città Sommersa”, rassegna di Arte, Musica e Pensiero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 19:19:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[LA città sommersa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/472942742_602867092330243_2295984802591973303_n-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/472942742_602867092330243_2295984802591973303_n-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/472942742_602867092330243_2295984802591973303_n-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/472942742_602867092330243_2295984802591973303_n-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Il 18 ottobre 2026 il Largo Venue ospita un laboratorio itinerante dedicato alle trasformazioni urbane e sociali, con talk, concerti, reading ed esposizioni. Aperte fino al 12 settembre le candidature&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/30/torna-a-roma-la-citta-sommersa-rassegna-di-arte-musica-e-pensiero/">Torna a Roma “La Città Sommersa”, rassegna di Arte, Musica e Pensiero</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-image size-large"><em><strong>Il 18 ottobre 2026 il Largo Venue ospita un laboratorio itinerante dedicato alle trasformazioni urbane e sociali, con talk, concerti, reading ed esposizioni. Aperte fino al 12 settembre le candidature per musicisti, artisti visivi e poeti under 35</strong></em></p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-112306" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/LCS-Roma-L-V-cornice-819x1024.png" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/LCS-Roma-L-V-cornice-819x1024.png 819w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/LCS-Roma-L-V-cornice-240x300.png 240w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/LCS-Roma-L-V-cornice-768x960.png 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/LCS-Roma-L-V-cornice.png 1080w" alt="" width="819" height="1024" /></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Domenica 18 ottobre 2026</strong> <strong>a LARGO VENUE dalle ore 18:00</strong> si svolgerà la quarta edizione romana del laboratorio itinerante di Milano Youth.</p>
<p>Il talk, la musica, la poesia e le arti visive saranno al centro della rassegna pensata da <strong>Luciano Panama</strong> e <strong>Roberto Sciarrone</strong>,che ha come obiettivo principale quello di creare e condividere strumenti di pensiero sull’esistente e sull’esistenza, per approfondire il senso delle città in cui viviamo individuando luoghi e professionalità dediti all’evoluzione sociale culturale e politica dei suoi abitanti.</p>
<p><strong>Tre le call for artists</strong>: “<strong>Suona alla Città Sommersa</strong>” dedicato ai progetti musicali, “<strong>Esponi alla Città Sommersa</strong>” per gli artisti visivi e, ultima novità della rassegna, “<strong>Premio – La Città Sommersa – Poesia</strong>” per le nuove voci della poesia italiana under 35.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-112307" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/472792587_602867055663580_7054434699509728314_n-1024x768.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/472792587_602867055663580_7054434699509728314_n-1024x768.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/472792587_602867055663580_7054434699509728314_n-300x225.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/472792587_602867055663580_7054434699509728314_n-768x576.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/472792587_602867055663580_7054434699509728314_n-1536x1152.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/472792587_602867055663580_7054434699509728314_n-678x509.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/472792587_602867055663580_7054434699509728314_n-326x245.jpg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/472792587_602867055663580_7054434699509728314_n-80x60.jpg 80w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/472792587_602867055663580_7054434699509728314_n.jpg 2048w" alt="" width="1024" height="768" /></figure>
<p>Tutte le <em>call</em> si concluderanno il <strong>12 settembre</strong> a mezzanotte.</p>
<p><strong>Media partner del festival:</strong> <strong>Radio Sapienza</strong> con <strong>Mihaela Gavrila</strong>, Responsabile scientifico Radio Sapienza e Presidente RadUni – Associazione Italiana dei Media e degli Operatori Radiofonici Universitari, <strong>Radio UnitelmaSapienza</strong>, <strong>Radio Kaos Italy </strong>con il direttore <strong>Rocco Foggia,</strong> <strong>Faradio</strong> con la responsabile <strong>Stella Valzecchi</strong>, Sabina Smart Hub APS. Le radio seguiranno l’evento con approfondimenti video e dirette, coordinate dalla speaker e autrice di Radio Kaos Italy <strong>Katia Picciariello</strong>.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-112308" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/473036172_602867892330163_549447207721228910_n-768x1024.jpg" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/473036172_602867892330163_549447207721228910_n-768x1024.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/473036172_602867892330163_549447207721228910_n-225x300.jpg 225w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/473036172_602867892330163_549447207721228910_n-1152x1536.jpg 1152w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/473036172_602867892330163_549447207721228910_n.jpg 1536w" alt="" width="768" height="1024" /></figure>
<p><strong>L’area Arte</strong> sarà coordinata da <strong>Luisa Valeriani</strong>, artista romana e curatrice che selezionerà le opere degli artisti per l’esposizione dal titolo <em>Geometrie invisibili</em>, “Le architetture dell’anima nella città contemporanea”.</p>
<p><em>Le città non sono fatte soltanto di strade, edifici e piazze. Esistono trame invisibili che le attraversano: relazioni, memorie, assenze, desideri, confini e conflitti. Una geografia silenziosa che plasma il nostro modo di vivere e di abitare il mondo. La Città Sommersa invita gli artisti a esplorare la città oltre la sua forma fisica, indagando quei confini, visibili e invisibili, entro i quali prende forma la sua essenza. </em></p>
<p>Partecipa scrivendo a <a href="mailto:esponiallacittasommersa@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esponiallacittasommersa@gmail.com</a> . Ogni artista potrà candidare un massimo di due opere. Sono ammesse opere di pittura, fotografia, scultura, installazione e altri linguaggi delle arti visive. Tutti i dettagli sulle pagine social de La Città Sommersa (IG, FB)</p>
<p><strong>L’area Editoria </strong>quest’anno prevede una grande novità:<strong> Premio – La Città Sommersa – Poesia </strong>, in collaborazione con <strong>Matteo Chiavarone,  </strong><strong>Ensemble Edizioni </strong>e <strong>Il Salotto Letterario di Olivia Balzar</strong> con il supporto di <strong>Services4Media</strong>.</p>
<p>Ogni autore potrà partecipare inviando da tre a dieci poesie e una breve nota biografica all’indirizzo <a href="mailto:esponiallacittasommersa@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">editorialacittasommersa@gmail.com</a> .</p>
<p>Nel corso della rassegna tutti gli autori selezionati leggeranno i propri testi in un reading e saranno proclamati i vincitori. Durante la serata interverranno anche poeti e autori già noti. Le poesie dei vincitori saranno pubblicate in un’antologia intitolata “La Città Sommersa”, edita da Ensemble, che conterrà per ciascuno un profilo biografico e una selezione di tre poesie. La copertina sarà realizzata a partire da un’opera di un’artista della sezione Arte della rassegna.</p>
<p>Tutti i dettagli sulle pagine social de La Città Sommersa (IG, FB)  e su</p>
<p><a href="http://www.edizioniensemble.it/la-citta-sommersa-pensiero-musica-arte" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.edizioniensemble.it/la-citta-sommersa-pensiero-musica-arte</a></p>
<p><strong>L’area Live, </strong>anche per questa edizione, lascia spazio a set musicali di vario tipo. Partecipa inviando una mail con breve bio e link-ascolto  a</p>
<p><a href="mailto:esponiallacittasommersa@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">suonaallacittasommersa@gmail.com</a>. Confermato il live di <strong>Luciano Panama </strong>che presenterà in anteprima i brani tratti dal suo nuovo album in uscita nei mesi a seguire.</p>
<p><strong>Il talk</strong> <em>“Le città del futuro” </em>moderato e organizzato da <strong>Roberto Sciarrone</strong>, storico e giornalista, responsabile di Radio <strong>UnitelmaSapienza</strong> approfondirà con ospiti dal mondo delle radio nazionali l’evoluzione sociale culturale e politica di una città e dei suoi abitanti, individuando luoghi e professionalità e analizzando il ruolo della radio nel linguaggio moderno.</p>
<p><strong>Il programma e le call sono in aggiornamento e saranno consultabili sulla pagina IG e FB @Lacittasommersa</strong></p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-112309" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/473034345_602868042330148_4665613407761750672_n-1024x684.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/473034345_602868042330148_4665613407761750672_n-1024x684.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/473034345_602868042330148_4665613407761750672_n-300x200.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/473034345_602868042330148_4665613407761750672_n-768x513.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/473034345_602868042330148_4665613407761750672_n-1536x1025.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/473034345_602868042330148_4665613407761750672_n.jpg 2048w" alt="" width="1024" height="684" /></figure>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il mondo sciamanico come soglia della parola segreta che rivela il mistero della poesia</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/17/il-mondo-sciamanico-come-soglia-della-parola-segreta-che-rivela-il-mistero-della-poesia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-mondo-sciamanico-come-soglia-della-parola-segreta-che-rivela-il-mistero-della-poesia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 21:51:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[mistero]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="822" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28F1C6D7-E31B-4AA1-BEC3-0ED5D7C7B52F.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28F1C6D7-E31B-4AA1-BEC3-0ED5D7C7B52F.jpeg 822w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28F1C6D7-E31B-4AA1-BEC3-0ED5D7C7B52F-257x300.jpeg 257w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28F1C6D7-E31B-4AA1-BEC3-0ED5D7C7B52F-768x897.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28F1C6D7-E31B-4AA1-BEC3-0ED5D7C7B52F-585x683.jpeg 585w" sizes="(max-width: 822px) 100vw, 822px" /></p>
<p>Lo Sciamano e il poeta stanno sulla stessa sponda. Uno con tamburo. L&#8217;altro con sostantivi di materia. Misurano la distanza tra la ferita e la cura e tra il canto&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Lo Sciamano e il poeta stanno sulla stessa sponda. Uno con tamburo. L&#8217;altro con sostantivi di materia. Misurano la distanza tra la ferita e la cura e tra il canto e l&#8217;ascolto.  Lo Sciamano non ha vanità. Il poeta invece convive con la propria vanità. Entrambi tolgono peso affinché il varco si apra e vada oltre in una visione profondamente metaforica&#8221;</em></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi è stato chiesto più volte chi è lo Sciamano. Perché spesso mi sono riferito e mi riferisco allo sciamano come proiezione dell&#8217;anima e della Spiritualità. Mi è stato chiesto più volte se il mio passaggio poetico è un samsara. Tra lo Sciamano e il campo di Budda in un riferimento che ha del religioso il Cristo o Francesco come &#8220;alter Cristo&#8221;.<br />
Domande che restano dentro il mio viaggio tra seduzione e estetica. Certo non credo alla storia come non credo al razionale. Sono dentro il metafisico e il mistero. Un percorso onirico oltre la soglia del reale.<br />
Va chiarita immediatamente una voce. Lo Sciamano è colui che attraversa. Non chi possiede risposte. Il mondo sciamanico appare nella lettura come stratigrafia. Ovvero sotto la crosta del logos occidentale corre la vena del sogno. Sotto la grammatica sta il respiro. Sotto la città sta la grotta.<br />
La letteratura e lo sciamanesimo condividono la metafora del viaggio. Lo sciamano lavora con l’oggetto povero. Come il bastone il tamburo il filo di lana. Il poeta si serve a volte di un sostantivo scarno. Entrambi tolgono peso affinché il varco si apra e vada oltre in una visione profondamente metaforica<br />
Il tempio non è mai un edificio. È sostanzialmente una manutenzione della soglia. Nei testi che incrociano Tommaso D&#8217;Aquino, penso ai suoi studi sull&#8217;alchimia, e la fascia orfico-pagana, lo sciamanesimo diventa armonia dell’onirico. La coscienza ordinaria cede. Il linguaggio quotidiano lascia spazio a glossolalie, iterazioni, sillabe bruciate. Non c&#8217;è fuga. Ma cura.<br />
Gurdjieff è un riferimento. La strada è complessa e tocca Eliade e Castaneda oltre che Guenon e il mondo dei nativi d&#8217;America e la cultura indù. Qui però Gibran riassume tutto il mondo islamico e persiano. Sul piano cristiano San Paolo resta un riferimento forte. C&#8217;è sempre comunque l&#8217;individuale che diventa soggettivo.<br />
Lo sciamano definisce la ferita dell&#8217;anima-tempo come malattia. La conduce fuori dal villaggio sotto forma di canto. La poesia fa un identico gesto. Prende il frammento domestico (esempio: bicicletta appoggiata al muro, coppo rotto) e lo espone perché il lettore completi la cura. La cura è uscire dalla storia completamente.<br />
Qual è il risultato?<br />
Il risultato è ascesi della forma. Analoga alla perfetta letizia. Gioia che nasce dalla sottrazione. Il tamburo chiama non dio ma attenzione. Il verso chiama non verità ma ascolto. La poesia non è verità. Il mondo sciamanico non è esotismo. Bensì specchio.<br />
Lo sciamano sa che la guarigione comincia quando si accoglie il bianco tra i versi. La pausa che lo sciamano chiama notte è l&#8217;isola che è allegoria della solitudine. Ovvero l&#8217;isola dalla quale osservare il buio perfetto.<br />
Forse è la definizione che vale per entrambi. Lo Sciamano e il poeta stanno sulla stessa sponda. Uno con tamburo. L&#8217;altro con sostantivi di materia. Misurano la distanza tra la ferita e la cura e tra il canto e l&#8217;ascolto. Lo Sciamano non ha vanità. Il poeta invece convive con la propria vanità.<br />
Non si diventa poeta. Non si diventa sciamani. C&#8217;è sempre una alchimia profonda che lacera il deserto dei loro cammini. Dietro c&#8217;è sempre un Dio sconosciuto. Bisogna seguirlo nel segreto e nel mistero. Non chiedere mai di rivelarsi. Il maestro che sia sciamano o poeta (o meglio sciamano e poeta) deve viversi in quell&#8217;attimo di &#8220;magaria&#8221; e prima di ascoltare deve ascoltarsi.</p>
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<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-87123" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1-1024x1024.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1-300x300.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1-150x150.jpg 150w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1-768x768.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1.jpg 1080w" alt="" width="283" height="283" /></figure>
</div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La  letteratura è finita. Resta la dialettica che si fa polemica. Siamo in un tempo senza estetica</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/11/la-letteratura-e-finita-resta-la-dialettica-che-si-fa-polemica-siamo-in-un-tempo-senza-estetica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-letteratura-e-finita-resta-la-dialettica-che-si-fa-polemica-siamo-in-un-tempo-senza-estetica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 11:37:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-1-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-1-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-1-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-1-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>In un tempo come il nostro la letteratura ha perso due caratteristiche fondamentali. Il disincanto e l&#8217;evocazione. La morte della letteratura comincia quando lo scrittore non è più lo scrittore,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/11/la-letteratura-e-finita-resta-la-dialettica-che-si-fa-polemica-siamo-in-un-tempo-senza-estetica/">La  letteratura è finita. Resta la dialettica che si fa polemica. Siamo in un tempo senza estetica</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>In un tempo come il nostro la letteratura ha perso due caratteristiche fondamentali. Il disincanto e l&#8217;evocazione. La morte della letteratura comincia quando lo scrittore non è più lo scrittore, ma il razionale decifratore di immagini, di cronache, di strutture…</p></blockquote>
<p>di Pierfranco Bruni</p>
<p>In un tempo &#8220;volgare&#8221; che ha smarrito l&#8217;eleganza della scrittura e la parola come segno di stile e estetica della bellezza la letteratura vera può avere ancora un senso?<br />
La letteratura è morta. La scrittura della letteratura è morta. La morte della letteratura comincia quando lo scrittore non è più lo scrittore, ma il razionale decifratore di immagini, di cronache, di strutture. Oggi la letteratura alla Bevilacqua, alla Sgorlon, alla Berto, alla Morselli, alla Salvalaggio, alla Saviane, alla Grisi… (per restare alla generazione ultima degli scrittori veri) è morta. Sono rimasti pochi, ma molto pochi, scrittori che solcano questa via… ma non amano il clamore… Restano a vivere il mistero della parola… La letteratura premiata non è letteratura… La letteratura vive tra le maglie dell&#8217;estetica del disincanto.<br />
In un tempo come il nostro la letteratura ha perso due caratteristiche fondamentali. Il disincanto, appunto, e l&#8217;evocazione. Non sono categorie espressive ma costituiscono due sentieri dell&#8217;anima. Ovvero sono i luoghi dell&#8217;essere e della recitazione interiore. La crisi dello scrittore non è soltanto crisi di scrittura. E&#8217; molto più profonda e tocca dimensioni della coscienza che rappresentano i veri intervalli tra la parola e l&#8217;immagine.</p>
<p>Se oggi si parla spesso che la letteratura ha perso il suo senso, in termini puramente letterari, è anche vero che lo scrittore è diventato altro rispetto alla sua funzione. Uno scrittore pensante o un poeta pensante. Non è su questi aspetti che si possa confrontare l’essere dello scrittore e la parola. Lo scrittore se non resta un alchimista e se non viaggia tra le ragnatele di una magia onirica assume una sua vestale di &#8220;operatore&#8221; del realismo.</p>
<p>Lo scrittore è altro da sé. Non l&#8217;investigatore. Ma il magico intagliatore di anime. Il grido del silenzio. Il silenzio che si fa meraviglia. E&#8217; Kierkegaard: &#8220;…Semplicemente persi nell&#8217;intervallo fra il grido della nascita e la ripetizione di questo grido…&#8221;. Solo un poeta poteva decifrare i codici dell&#8217;esistenza che segnano la nascita e la morte. Ma i poeti sono i navigatori dell&#8217;esistenza della memoria. E viaggiano nel tempo. Un tempo come se fosse mare. Come se fosse vento. Come se fosse terra. E non hanno maschere perché recitano sempre se stessi. Si portano dentro un atlante. La geografia dell&#8217;anima. Ogni luogo è un sogno e una tristezza. Ogni luogo è una partenza e un ritorno. L&#8217;estetica della vocazione è nei luoghi che si ascoltano nelle metafore.</p>
<p>Quanti viaggi immaginari. Quanti silenzi abbandonati nelle parole. quante agonie. Il poeta è il navigatore che non dimentica. E non ha bisogno di bussole. Ci sono le stelle. Basta guardarle. La bellezza delle stelle. Un punto che illumina. Abbiamo bisogno di punti che illuminano il cammino.</p>
<p>Tante volte ho osservato la stella e mi ha sempre raccontato i destini del mistero. Mi ha raccontato i segni della provvidenza. La stella è un punto che guida. Il faro per i marinai. Quel faro che misura distanze. Ma la stella non misura distanze. Ci siamo addormentati con la stella negli occhi mentre il mare tagliava la roccia. E ci siamo svegliati all&#8217;alba quando la stella non c&#8217;era più e le onde continuavano a sbattere la roccia. Il poeta quante immagini riesce a dipingere ascoltando una stella.</p>
<p>La poesia è fatta di parole ma sono le parole che sono impregnate di altro. Già, la stella nel solo guardarla crea poesia. Ma poi bisogna pronunciarla. Pronunciamo la parola stella. Nazareth. Il deserto. Verso la terra promessa. Siamo antichi come i sogni di Omero e come le leggi di Mosè. Il viaggio mitico il viaggio nel sacro.</p>
<p>Ci perdiamo come Ulisse in un mare colore del vino ma abbiamo l&#8217;attesa dei Magi che seguono la stella cometa. Sulla battigia non ci sono più i nostri passi. Siamo andati via con un tempo che non ritorna e con i nostri anni. Ma è impossibile arrenderci fino a quando i ricordi affolleranno i nostri dubbi.</p>
<p>I tuoi occhi avevano il silenzio delle streghe. E la mia inquietudine era una pazzia senza consolazione.Chiedere altro. Ma cosa? I poeti viaggiano e sanno portarsi dentro agonie e disperazioni ma sanno anche capire la bellezza. Un amore che finisce non è solo tristezza. Conserva dentro di sé l&#8217;armonia di un amore vissuto anche se non c&#8217;è più. E questa armonia è una straordinaria bellezza.</p>
<p>Cosa direbbe Sthendal? Il rosso e il nero. Quando non si ha paura d&#8217;amare è la bellezza che prende il sopravvento. Le storie che finiscono non devono straziare. Paura della morte? Anonimo veneziano di Giuseppe Berto: &#8220;E&#8217; la paura della morte che mi fa paura. Non è un gioco di parole. se accadesse senza che me ne accorgessi, non me ne importerebbe niente… Terrore e attrazione…&#8221;.</p>
<p>Il poeta disperato è l&#8217;uomo che ha paura di non amare più. E non di non essere amato. La bellezza era nel suo sorriso e la tenerezza era nel perdersi tra le foglie dei suoi capelli. La passione è il dilungarsi di una notte d&#8217;amore quando la pazzia invade l&#8217;anima e l&#8217;attrazione è una penetrazione di corpi. Ma perché i poeti sono i navigatori dell&#8217;esistenza? Amore e morte. Le parole sono nella conchiglia e recitano la vita. L&#8217;immenso desiderio di vivere. Il tempo tocca gli anni. Gli amori abbandonati lungo le strade sono appuntamenti falliti. Il vento riporta echi.</p>
<p>Se non ci fossero le parole avrebbe più senso guardarci negli occhi? La stella del viandante è un riflesso di sguardi. Ci si perde e ci si ritrova. Proprio come tanto tempo fa. La bellezza di Nausicaa è impareggiabile di fronte a quella di Penelope.</p>
<p>Ma cosa è la bellezza? Ciò che sento? Ciò che vedo? Gesù che parla nell&#8217;Orto degli Ulivi è un esplodere della bellezza. Arriva il tempo che il viaggio sembra compiuto ma è soltanto un infinito desiderio di capire. Non riusciremo mai a capire fino in fondo.</p>
<p>La morte che incombe in una tragica Venezia mentre la musica imperterrita tocca le corde del sogno. E la storia non c&#8217;è. Non può fermarsi nella tragica Venezia che suona una viola di morte.</p>
<p>Ancora Berto nel finale del veneziano anonimo: &#8220;…nell&#8217;antico concerto che dice la rassegnata disperazione per la morte di un uomo, e forse d&#8217;una città, e forse anche di tutto ciò che è già vissuto abbastanza&#8221;. Solo il tempo è un lento bussare mentre le porte si aprono senza insistere. I poeti non restano nella storia. E&#8217; buffo. Può anche essere un mistero buffo. I poeti non sono ciarlatani. Né attori inconsolabili.</p>
<p>Te ne sei andata in una notte di bugia e la tua assenza è un costante ascoltare frammenti di vuoto. Avrei voluto raccontare la nostra storia d&#8217;amore ma la parola storia è terribile, mi fa tremare le vene, mi fa incattivire. Ma quale storia raccontare? La storia di un&#8217;emozione o di una passione. Storia. Tra noi nulla si è storicizzato. Un amore non si storicizza. Resta nella memoria dell&#8217;indefinibile.</p>
<p>Libero Bigiaretti in Disamore: &#8220;…il nostro amore fu dunque una vacanza nel bel mezzo della vita?&#8221;. I poeti inventano destini. Si scaldano intorno alla cenere spenta dei falò e scrivono poesie con i bagliori della stella. Non sono né testimoni né protagonisti di quel tempo che vivono. Si lasciano vivere dal tempo e cercano la durata nella bellezza.</p>
<p>&#8220;La tenni appena contro di me. I corpi si sfioravano. La guardavo dentro gli occhi verdi e vi vidi l&#8217;amore: chiedeva aiuto&#8221;, Giorgio Saviane in Eutanasia di un amore. La bellezza di quegli occhi, i sogni che lasciavano il mare, il desiderio che diventava immenso. La bellezza di rincontrarsi.</p>
<p>La bellezza. Ma se i poeti non cercano la bellezza perché dovrebbero scrivere? Quale orizzonte attraversare? L&#8217;estetica dell&#8217;evocazione è anche l&#8217;estetica del silenzio. e il poeta &#8211; scrittore non può che navigare tra le maree di queste immagini che vivono dentro di noi e ci portano altrove pur restando sempre con noi. Gli scrittori dell&#8217;evocazione nell&#8217;estetica del disincanto.</p>
<p>Tu che mi stavi accanto e mi parlavi della stella. Poi il silenzio. ci siamo svegliati all&#8217;alba, con le voci dei marinai che spingevano le barche sulla riva.</p>
<p>Ma i poeti sono i navigatori… Appunto. Verso quale letteratura? Le dimensioni dell&#8217;essere non sono strutture. Sono luoghi. Ma la letteratura che vive nei luoghi dell&#8217;essere si serve dell&#8217;immaginario dell&#8217;utopia. Un segno che potrebbe farci riscoprire il viaggio grande del mistero della parola e del mistero dei linguaggi. Quando la letteratura muore resta la dialettica che si fa polemica. Ovvero abbiamo a che fare con la bruttezza. E poi i tempi volgari si testimoniano anche dai &#8220;vestimenti&#8221;. Cosa vuol dire? È vero che l&#8217;abito non fa il monaco. Ma è anche vero che il monaco fa l&#8217;abito che indossa. È questione appunto di estetica. Ma di quella vera!</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-117414" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1-640x640.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1.jpeg 1440w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/11/la-letteratura-e-finita-resta-la-dialettica-che-si-fa-polemica-siamo-in-un-tempo-senza-estetica/">La  letteratura è finita. Resta la dialettica che si fa polemica. Siamo in un tempo senza estetica</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Una vita per la poesia. In percezione di sorriso di Pierfranco Bruni è una finestra di vetri policromi</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/25/una-vita-per-la-poesia-in-percezione-di-sorriso-di-pierfranco-bruni-e-una-finestra-di-vetri-policromi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=una-vita-per-la-poesia-in-percezione-di-sorriso-di-pierfranco-bruni-e-una-finestra-di-vetri-policromi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 08:13:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[im percezione di sorriso]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-1.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-1-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Un viaggio  affascinante e profondo tra intarsi di vita e di anima in cui Storia e storie si intrecciano. Profonde riflessioni mediate dal mistero della parola perpetuato dalla poesia Una&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/25/una-vita-per-la-poesia-in-percezione-di-sorriso-di-pierfranco-bruni-e-una-finestra-di-vetri-policromi/">Una vita per la poesia. In percezione di sorriso di Pierfranco Bruni è una finestra di vetri policromi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un viaggio  affascinante e profondo tra intarsi di vita e di anima in cui Storia e storie si intrecciano. Profonde riflessioni mediate dal mistero della parola perpetuato dalla poesia</em></p>
<p>Una vita per la poesia.<br />
In percezione di sorriso di Pierfranco Bruni è una finestra di vetri policromi, intarsi di vita e di anima, in cui Storia e storie si intrecciano rivelando profonde riflessioni mediate dal mistero della parola perpetuato dalla poesia.  Avventurarsi, allora, fra le pagine di questo libro significa intraprendere il sentiero interiore del naufrago ungarettiano e smarrirsi fra le onde – come Odisseo – senza però mai perdere frammenti della propria identità, in cui la memoria e le ricordanze risuonano leopardiane.<br />
La metafisica bruniana, tuttavia, non manca di farsi fenomenologia, abbracciando la vita nella sua interezza e nei suoi molteplici significati che si radicano fra passato e contemporaneità, fra amori vissuti e amori dissolti, biografia e liriche dantesche, fra Bella Achatovna Achmadulina, Boris Pasternak e conflitto russo-ucraino, fra la percezione di un sorriso nel mezzo di fotogrammi familiari, del dolore dei lutti e della constatazione della caducità della vita umana in un percorso di griglie simboliche.<br />
Uno spaccato di un uomo e del mondo – suo e di tutti – condensato in oltre trecento pagine, fra poesia, prosimetro, metafore e il coraggio della sperimentazione.<br />
[ISBN-979-12-5988-207-3]<br />
Pagg. 368 &#8211; € 22,00, Solfanelli Tabula Fati editore</p>
<p>——-<br />
Pierfranco Bruni è nato in Calabria. Archeologo, <img loading="lazy" decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-115008 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-150x150.jpg" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-640x640.jpg 640w" alt="" width="150" height="150" />direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/25/una-vita-per-la-poesia-in-percezione-di-sorriso-di-pierfranco-bruni-e-una-finestra-di-vetri-policromi/">Una vita per la poesia. In percezione di sorriso di Pierfranco Bruni è una finestra di vetri policromi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Libri. “Stracci di Vita” poesie come frammenti dell’esistenza</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/20/libri-stracci-di-vita-una-raccolta-di-poesie-che-esplora-attraverso-versi-brevi-e-incisivi-i-frammenti-dellesperienza-umana/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=libri-stracci-di-vita-una-raccolta-di-poesie-che-esplora-attraverso-versi-brevi-e-incisivi-i-frammenti-dellesperienza-umana</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 15:18:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Aurelio Coppeto]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Stracci di vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="240" height="374" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2144.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2144.jpeg 240w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2144-193x300.jpeg 193w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /></p>
<p>Una raccolta poetica intensa e personale, in cui Aurelio Coppeto esplora, attraverso versi brevi e incisivi, i frammenti dell’esperienza umana e del quotidiano. Un diario esistenziale fatto di istantanee emotive,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/20/libri-stracci-di-vita-una-raccolta-di-poesie-che-esplora-attraverso-versi-brevi-e-incisivi-i-frammenti-dellesperienza-umana/">Libri. “Stracci di Vita” poesie come frammenti dell’esistenza</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="240" height="374" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2144.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2144.jpeg 240w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2144-193x300.jpeg 193w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /></p><p><em>Una raccolta poetica intensa e personale, in cui Aurelio Coppeto esplora, attraverso versi brevi e incisivi, i frammenti dell’esperienza umana e del quotidiano. Un diario esistenziale fatto di istantanee emotive, ricordi e stati d’animo profondi, restituiti in un linguaggio semplice e diretto. La prefazione di Pierfranco Bruni accompagna la lettura valorizzando la dimensione filosofica dei testi, invitando alla lettura contemplativa</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Stracci di Vita è una <strong>raccolta poetica intensa e personale</strong>, in cui Aurelio Coppeto esplora attraverso versi brevi e incisivi i frammenti della sua esperienza umana e del quotidiano. Il titolo stesso evoca immagini di esistenza lacerata, pezzi di pensieri e vite che si intrecciano, si strappano e si ricompongono nel linguaggio della poesia.</p>
<p>Nei versi risaltano:</p>
<ul>
<li><strong>emozioni personali e stati d’animo profondi</strong> — la solitudine, la speranza, il dolore e il desiderio di senso;</li>
<li><strong>riflessioni sulla vita quotidiana</strong>, sulle relazioni e sui piccoli momenti che spesso sfuggono alla nostra attenzione;</li>
<li>un modo intimista di confrontarsi con l’essere e l’esistere, dove ogni poesia agisce come una piccola tessera di un mosaico più ampio.</li>
</ul>
<p>Il tono è semplice, diretto e spesso evocativo, lasciando al lettore la libertà di interpretare immagini e simboli secondo la propria sensibilità.</p>
<p>Lo stile si distingue per:</p>
<ul>
<li>un linguaggio accessibile ma poetico, che non si perde in artifici troppo astratti;</li>
<li>una struttura fluida che privilegia la suggestione emotiva più che il rigore metrico;</li>
<li>un ritmo che tende più alla <strong>riflessione interiore</strong>che alla mera musicalità formale.</li>
</ul>
<p>Questa scelta stilistica permette a Stracci di Vita di risultare <strong>immediato e leggibile</strong>, ideale anche per chi non è un lettore abituale di poesie.</p>
<p>La raccolta funziona un po’ come un <strong>diario esistenziale</strong>: non propone una narrazione lineare, ma una serie di istantanee emotive che possono risvegliare nel lettore sensazioni familiari, riflessioni sul proprio passato e sulla propria interiorità. Per molti, questo tipo di poesie può essere toccante proprio perché parla a un livello molto personale e universale allo stesso tempo.</p>
<p>Non è poesia “accademica” o fortemente sperimentale, ma piuttosto <strong>poesia che parla alla quotidianità</strong>, fatta di emozioni, ricordi, speranze e dubbi — un invito a guardare dentro se stessi attraverso piccoli stracci di vita ricomposti in versi.</p>
<p>Nella sua prefazione a Stracci di Vita, <strong data-start="765" data-end="785">Pierfranco Bruni</strong> interpreta la raccolta di <strong data-start="812" data-end="831">Aurelio Coppeto</strong> come un viaggio nella “materia esistenziale” del quotidiano, dove i versi sono <strong data-start="911" data-end="958">frammenti di vita resi visibili e palpabili</strong>. Bruni, noto per la sua profonda sensibilità verso il linguaggio poetico e la capacità di cogliere l’essenza delle esperienze umane nelle parole degli altri, apre il libro non come un critico distaccato ma come un testimone coinvolto dell’umanità che i versi raccontano.</p>
<p>Bruni sottolinea come in Stracci di Vita si percepisca una <strong data-start="1386" data-end="1423">tensione tra il sentire e il dire</strong>, tra il vissuto concreto e la sua trasposizione in immagine poetica. Per lui, non si tratta semplicemente di poesie “è il racconto di un’esistenza in costante divenire”: ogni singolo verso funziona come un microcosmo, un piccolo universo che riflette domande profonde sull’essere, il tempo, il dolore e la speranza. Questa lettura fa emergere la <strong data-start="1772" data-end="1808">universalità insita nei dettagli</strong>, quel momento in cui l’esperienza individuale diventa ponte per l’esperienza altrui.</p>
<p>Secondo Bruni:</p>
<ul>
<li data-start="2017" data-end="2137"><strong data-start="2017" data-end="2056">La poesia di Coppeto non è evasione</strong> ma un confronto diretto con la realtà, con le sue fratture e le sue lacerazioni;</li>
<li data-start="2140" data-end="2309">i “stracci” non sono scarti di vita, ma <strong data-start="2180" data-end="2203">resti significativi</strong>, brandelli di esperienza che sopravvivono alla superficialità, arricchendo la consapevolezza del lettore;</li>
<li data-start="2312" data-end="2436">il linguaggio, pur essendo accessibile, è scelto con cura per rivelare con precisione <strong data-start="2398" data-end="2435">lo spirito del tempo e dell’anima</strong>;</li>
<li data-start="2439" data-end="2564">l’insieme dei testi non chiede al lettore una sola chiave interpretativa, ma lo invita a <strong data-start="2528" data-end="2563">riconoscersi dentro ogni poesia</strong>.</li>
</ul>
<p>L’intervento di Bruni pone l’accento su un elemento spesso trascurato nelle raccolte di versi contemporanee: <strong data-start="2733" data-end="2769">la poesia come forza conoscitiva</strong>, non soltanto espressiva. Leggendo la prefazione prima di addentrarsi nelle poesie, il lettore è guidato a cercare nelle parole di Coppeto non solo un’estetica del sentimento, ma una <strong data-start="2953" data-end="2983">morfologia dell’esperienza</strong> — come se ogni componimento fosse una mappa dell’intimità esistenziale.</p>
<p>Con l’aggiunta della prefazione di Pierfranco Bruni, Stracci di Vita si presenta non solo come una raccolta di versi intensi e accessibili, ma anche come un’opera <strong data-start="3270" data-end="3312">dotata di spessore critico e culturale</strong>: la parola poetica diventa mezzo di esplorazione, e la guida di un letterato di calibro internazionale aiuta il lettore a entrare più profondamente nelle pieghe del testo.</p>
<p>Stracci di Vita emerge come un libro di poesia che parla di esistenza, vulnerabilità e riscatto umano — e la prefazione di Bruni contribuisce significativamente a inserirlo in un orizzonte di <strong data-start="3701" data-end="3747">riflessione filosofica e poetica più ampio</strong>, valorizzandone i contenuti e invitando alla lettura contemplativa.</p>
<div class="google-auto-placed ap_container"></div>
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		<item>
		<title>Antonia Pozzi rivive a Milano tra musica e poesia</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/29/antonia-pozzi-rivive-a-milano-tra-musica-e-poesia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=antonia-pozzi-rivive-a-milano-tra-musica-e-poesia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 16:02:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Antonia Pozzi]]></category>
		<category><![CDATA[melologo]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Museo del 900]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=113633</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/MILANO-Museo-del.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/MILANO-Museo-del.png 650w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/MILANO-Museo-del-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/MILANO-Museo-del-585x396.png 585w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Per  900INMUSICA la Sala Fontana del Museo del Novecento ospita il melologo  con musiche originali di Rossella Spinosa sul testo di Antonetta Carrabs dedicato alla poetessa milanese.  Martedì 2 dicembre&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/29/antonia-pozzi-rivive-a-milano-tra-musica-e-poesia/">Antonia Pozzi rivive a Milano tra musica e poesia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Per  900INMUSICA la Sala Fontana del Museo del Novecento ospita il melologo  con musiche originali di Rossella Spinosa sul testo di Antonetta Carrabs dedicato alla poetessa milanese.  Martedì 2 dicembre ore 17.00 </strong></em></p>
<p>Dopo il successo al Museo del Teatro alla Scala  che ne ha ospitato l’ultima esecuzione,  il <strong>Museo del Novecento </strong> ospita <strong>martedì 2 dicembre alle ore 17,00 nella Sala Fontana</strong>, il <strong>melologo “Antonia Pozzi</strong>” con musiche originali di <strong>Rossella Spinosa</strong> su testo della poetessa <strong>Antonetta Carrabs</strong>.</p>
<p>Il testo di Antonetta Carrabs dà voce alla poetessa Antonia Pozzi, attraverso una germinazione vibrante di penombre, silenzi, dolore ed esilio, di figure e luoghi cari ad Antonia in cui la poetessa riesce sempre a sorprendersi e a custodire l’incanto di una bellezza fatta di cose semplici e di natura. Un proscenio di delicatezza e di nostalgie dove si incontrano le sue ferite e le sue intimità che sanno di epifanie e sofferenze, intrise di quel desiderio di infinito, di attesa e di riconciliazione che caratterizzeranno la sua breve vita. Le musiche originali di Rossella Spinosa, compositrice e pianista, sono state composte sul testo, dando vita a un melologo denso e che la critica ha accolto con grande entusiasmo e calore. Un omaggio alla grande poetessa milanese, figlia di Roberto Pozzi, importante avvocato, e della contessa Lina Cavagna Sangiuliani, nipote di <strong>Tommaso Grossi</strong>; Antonia scrive le prime poesie ancora adolescente. Studia nel Regio Liceo –<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-113643 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Antonia_Pozzi_2-207x300.png" alt="" width="207" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Antonia_Pozzi_2-207x300.png 207w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Antonia_Pozzi_2.png 246w" sizes="(max-width: 207px) 100vw, 207px" /> Ginnasio Alessandro Manzoni di Milano per poi iscriversi alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano. Dal diario e dalle sue lettere si evincono i molteplici interessi culturali, dalla fotografia, alle lunghe escursioni in bicicletta, dalla progettazione di un romanzo storico sulla Lombardia, allo studio delle lingue (tedesco, francese e inglese). Viaggia, oltre che in Italia, in Francia, Austria, Germania e Inghilterra, ma il suo luogo prediletto è la settecentesca villa di famiglia, a Pasturo, ai piedi delle Grigne, nella provincia di Lecco, dove si trova la sua biblioteca e dove studia, scrive a contatto con la natura solitaria e severa della montagna. La grande italianista Maria Corti, che la conobbe all’università, disse che «il suo spirito faceva pensare a quelle piante di montagna che possono espandersi solo ai margini dei crepacci, sull’orlo degli abissi. Era un ipersensibile, dalla dolce angoscia creativa, ma insieme una donna dal carattere forte e con una bella intelligenza filosofica; fu forse preda innocente di una paranoica censura paterna su vita e poesie. Senza dubbio fu in crisi con il chiuso ambiente religioso familiare. La terra lombarda amatissima, la natura di piante e fiumi la consolava certo più dei suoi simili». A soli ventisei anni si tolse la vita; nel suo biglietto di addio ai genitori parlò di «disperazione mortale»; la famiglia negò la circostanza «scandalosa» del suicidio, attribuendo la morte a polmonite. Il testamento della Pozzi fu distrutto dal padre, che manipolò anche le sue poesie, scritte su quaderni e allora ancora tutte inedite.</p>
<p>Prenotazione obbligatoria: c.inaugurazionim900@comune.milano.it</p>
<p>Contatti e info: c.inaugurazionim900@comune.milano.it</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/29/antonia-pozzi-rivive-a-milano-tra-musica-e-poesia/">Antonia Pozzi rivive a Milano tra musica e poesia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Pierfranco Bruni: Istambul … versi come sollievo metafisico nel dolore</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/10/30/pierfranco-bruni-istambul-versi-come-sollievo-metafisico-nel-dolore/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pierfranco-bruni-istambul-versi-come-sollievo-metafisico-nel-dolore</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 09:10:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/Piove-su-Istanbul-Pierfranco-Bruni-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/Piove-su-Istanbul-Pierfranco-Bruni-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/Piove-su-Istanbul-Pierfranco-Bruni-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/Piove-su-Istanbul-Pierfranco-Bruni-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>C’era il crepuscolo nel battere delle sere&#8230;Tra me e te&#8230;I viaggi sono pensieri sospesi&#8230;In questa fase dell’anno, così densa di religiosità e immersa nel mistero della morte per noi credenti,&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>C’era il crepuscolo nel battere delle sere&#8230;Tra me e te&#8230;I viaggi sono pensieri sospesi&#8230;In questa fase dell’anno, così densa di religiosità e immersa nel mistero della morte per noi credenti, riprendo un testo del 2023 che nasce dal mio dolore e trova nelle antologie di Bruni una guida nei sentieri onirici dei ricordi&#8230;</em></p>
<p>Catania, 29 ott. 2025 – In questa fase dell’anno, così densa di religiosità e immersa nel mistero della morte per noi credenti, riprendo oggi un testo scritto nel 2023, frutto di un percorso interiore segnato dalla perdita di un amore profondo…</p>
<p>Quel dolore non diminuisce; rimane una scia costante che guida il mio cammino e orienta il mio sguardo sulla vita.</p>
<p>In questo contesto, la poesia di Pierfranco Bruni ha avuto un ruolo importante. Torno a rileggere spesso i suoi versi, che non cancellano il dolore ma offrono strumenti di riflessione e momenti di sollievo. La scrittura di Bruni diviene emozione creando uno spazio in cui ricordi e tempo si incontrano.</p>
<p>Leggere Bruni significa confrontarsi con la metafisica della vita e del sentimento. Il dolore può essere costante e intenso, ma anche fonte di orientamento e comprensione. Il suo lavoro poetico mi accompagna senza sostituirsi alle emozioni anche dolorose ma  consente di riflettere sul senso onirico e reale  della vita…</p>
<p>Il mio testo del 2023 resta intatto, testimone di un momento della mia vita. Insieme ai versi di Pierfranco Bruni rimane un dialogo tra sensazioni e poesia, tra  dolore personake e capacità della parola poetica di offrire profondità e strumenti di riflessione.</p>
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<p><mark class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color"><strong>Testo del 2023</strong></mark></p>
<p>Profonda immersione ontologica nel viaggio introspettivo dell’essenza metafisica della propria esistenza.<br />
Un alternarsi emozionale forte e simbolico degli echi del tempo.<br />
Destini e sentieri che intrecciano nostalgie oniriche in un immaginario pervaso da ardenti connessioni sensoriali e spirituali.<br />
Un confronto tra essere ed esistere che diviene consapevole coscienza dell’infinito oltre la morte, in un costante superamento del confine umano del compiuto che porta in sé la finitezza di un percorso irrisolto.</p>
<p>Il Pathos nella tensione del desiderio che si rinnova nel pensiero del dolore esistenziale attraversa l’intensità antropologica della lirica poetica di Pierfranco Bruni, magico regista del pensiero filosofico-letterario contemporaneo.</p>
<p>—</p>
<p>Dalla raccolta antologica</p>
<p>“<strong><mark class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Piove su Istanbul e la luna sfoglia i ricordi”</mark></strong></p>
<p>di Pierfranco Bruni</p>
<p><em>Ascolto il profumo di cipria sul tuo viso<br />
ed ho la bellezza degli anni maturi tra le dita<br />
che sfiorano le parole e il tuo sguardo.<br />
I miei occhi hanno i tramonti del meriggio<br />
nelle distanze degli infiniti. Ti avrò amato<br />
tantissime volte fino ad amarti ancora<br />
per tantissime notti in un imbrunire di voci.<br />
Siamo amanti in silenzio che si cercano<br />
lungo la brughiera del vento. Sul tuo viso<br />
scende una linea d’alba come se fosse<br />
mattino e le labbra in un bacio soltanto<br />
hanno un rigo della sera. È quest’amore<br />
che sigilla i nostri destini.</em></p>
<p>—</p>
<p><em>Mi racconti una storia. Il tempo del mare è navigato.<br />
Sfoglia il cerchio del vento. Ti raggiungerò sull’incavo della pioggia.<br />
Poi sulle rive della vita ci ameremo.</em></p>
<p>—</p>
<p><em>A dir di sera ciò che in aurora taccio non è virtù di tempo<br />
ma consolazione di malinconie che legano le tue alle mie mani.<br />
Lo spazio della stanza è un luogo di passi che osservo<br />
mentre cammino dalla porta alla poltrona.<br />
Piove. Dalla finestra ascolto il tinteggiare delle gocce sui vetri<br />
che sanno di freddo nell’inverno di mare dei tuoi occhi.<br />
La città si muove lenta e ogni rumore è stanco.<br />
Viverti vorrei addormentato sul tuo seno<br />
con i tuoi capelli sul mio viso.</em></p>
<p>—</p>
<p><em>C’era il crepuscolo nel battere delle sere</em></p>
<p><em>Tra me e te</em></p>
<p><em>Non più àncore e porti</em></p>
<p><em>I viaggi sono pensieri sospesi.</em></p>
<p>La critica antropologico-letteraria individua in <strong>Pierfranco Bruni</strong> una voce tra le più significative della poesia contemporanea italiana.<br />
Nei suoi versi, l’esperienza del tempo diventa viaggio interiore e si trasforma in linguaggio dell’anima. Bruni non racconta semplicemente, evoca. Costruisce paesaggi emotivi in cui amore, silenzio, destino e nostalgia convivono in una tensione costante tra realtà e infinito.</p>
<p>Il suo linguaggio poetico, carico di simboli e richiami culturali, diventa un percorso antropologico dell’esistenza. Un modo di abitare la parola come luogo di verità e mistero.</p>
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<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-97114" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/Mimma-Cucinotta-Pucci-Mauro-2020-copyright--1024x691.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/Mimma-Cucinotta-Pucci-Mauro-2020-copyright--1024x691.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/Mimma-Cucinotta-Pucci-Mauro-2020-copyright--300x203.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/Mimma-Cucinotta-Pucci-Mauro-2020-copyright--768x518.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/Mimma-Cucinotta-Pucci-Mauro-2020-copyright-.jpg 1080w" alt="" width="392" height="265" /><figcaption class="wp-element-caption">Mimma Cucinotta</figcaption></figure>
</div>
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<p><strong>Pierfranco Bruni</strong>, nato in Terra Calabra cui è profondamente legato, vive tra Roma e la Puglia da molto tempo. Archeologo,<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-91362" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241.jpeg 639w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> antropologo, letterato e linguista, fecondo saggista e poeta è presidente del Centro Studi Francesco Grisi e vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Dal carismatico e sopraffine stile letterario, Bruni è alla seconda candidatura al Nobel per la Letteratura. Già Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali e componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero, nel corso della sua carriera è stato docente in Sapienza Università di Roma ed ha appronfondito lo studio rivolto alla tutela e alla conoscenza delle comunità di minoranze etnico-linguistiche.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<div class="wp-block-image"></div>
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		<title>Carlo Michelstaedter. Il linguaggio del tempo e la morte degli dei</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/27/carlo-michelstaedter-il-linguaggio-del-tempo-e-la-morte-degli-dei/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=carlo-michelstaedter-il-linguaggio-del-tempo-e-la-morte-degli-dei</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 09:46:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Michelstaedter]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Buni]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="758" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39.jpg 1080w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39-300x211.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39-1024x719.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39-768x539.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39-585x411.jpg 585w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Un poeta che segna il nostro tempo in una “ebbrezza infinita” dove amore e morte si incontrano e si ritrovano proprio “ai confi­ni del mare”. Un poeta moderno che riesce&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/27/carlo-michelstaedter-il-linguaggio-del-tempo-e-la-morte-degli-dei/">Carlo Michelstaedter. Il linguaggio del tempo e la morte degli dei</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Un poeta che segna il nostro tempo in una “ebbrezza infinita” dove amore e morte si incontrano e si ritrovano proprio “ai confi­ni del mare”. Un poeta moderno che riesce a strappare al linguaggio ottocentesco una innovazione.  E la sua presenza nel panorama poetico resta un punto di riferimento.</em></p></blockquote>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Il tempo ha la pazienza inviolabile del delirio. È l’arco di Ulisse nella potenza del divino. Quando gli dei muoiono noi tutti invecchiamo. La letteratura senza il mito è acrobazie di parole. Sancisce la fine della bellezza.<br />
Il Novecento poetico italiano è legato ad alcune coordinate che si intrecciano tra forme romantiche e annunci decadenti. La presenza di un “esercizio” della funzione letteraria esistenzialista gioca una partita importante all’interno del contesto della lirica che si libera dalle forme precostituite e assume una funzione onirico – tragica. Un poeta che ha saputo vivere in questa visione o in questo intreccio è certamente Carlo Michelstaedter. Nato a Gorizia nel 1887 e morto suicida nel 1910.<br />
Ci sono degli elementi che serpeggiano all’interno della sua parola – metafora – linguaggio. Essi sono: – La tragedia e il labirinto. – Il tempo e la morte. – Il senso di infinito e il riferimento mitico.<br />
In Carlo Michelstaedter tutto ciò è un attraversamento lirico vissuto sul tracciato della vi­ta. Non ci sono rapporti impossibili. Anzi costituiscono quella dimensione del dolore dentro la quale i segni e i simboli, le voci e la memoria hanno una elevata esplosione poetica. Una poetica dalle coordinate precise. Una poetica nella quale si creano nuclei mitici di ritorno. Quasi una tensione magica. Ed è proprio nel rapporto tempo-morte che questa tensione si sviluppa.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-84202" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore.jpg" sizes="(max-width: 232px) 100vw, 232px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore.jpg 232w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore-181x300.jpg 181w" alt="" width="232" height="385" /><figcaption class="wp-element-caption">Carlo Michelstadter</figcaption></figure>
</div>
<p>C’è un dialogo costante con i suoni e le luci della natura. Quasi in ogni poesia c’è un rafforzarsi dell’immagine prece­dente. Certo la poesia michelstaedteriana non procede soltanto per immagini. C’è il sentimento del ritorno che è soprattutto un sentimento della tensione. C’è un vociare ad incastro. Il sentimento del tragico è il tema conduttore. È la centralità ‘del discorso poetico. Ed è qui, in un incastro fra dolore e tem­po, fra inquietudine e solitudine, fra senso del perduto e ri­cerca del viaggio (viaggio come riconquista di una terra e co­me reimpossessamento della metafora della riconquista) che il suicidio diventa 1’ “estremo rifugio”.<br />
1 nuclei mitici che ritornano sono raggruppabili in un iti­nerario quale il mare, il vento, il porto, la nave, il deserto, la terra. Il senso del distacco fa da corollario. Sono temi dell’ir­ragiungibilità e della distanza. Ma sono anche poli della ac­comunanza.<br />
La terra michelstaedteriana è si il “deserto” (l’agonia nella disperazione) ma è anche la speranza (o forse l’illusione) di una terra promessa. Ma il dolore è nell’inquietudine:<br />
“Dato ho la vela al vento e in mezzo all’onde del mar selvaggio nella notte oscura,<br />
solo, in fragile nave ho abbandonato<br />
il porto della sicurezza inerte.<br />
Né deserto e triste<br />
m’è apparso il mar sonante nella notte,<br />
anzi la voce sua come un appello<br />
mi sonò in cor della mia stessa vita,<br />
mi parve dolce cosa naufragare<br />
nel seno ondoso che col ciel confina,<br />
né temuta ho la morte…”<br />
E così l’inquietudine si fa tensione tragica. Nei versi ap­pena citati (appartengono alla poesia “A Senia”) c’è un pro­fondo travaglio esistenziale disteso completamente su una di­mensione dove i nuclei mitici sono precisi punti di riferimen­to. C’è il “deserto mare”, c’è, come abbiamo visto, “il porto della sicurezza inerte”, ci sono le “notti insonni”, c’è un re­citativo poetico che si intreccia a un canto tipico di ballata.<br />
Ma la grande forza mitica (che forma un paesaggio da luo­ghi quasi sacrali) è ne “I figli del mare”.<br />
Qui Itti e Senia si parlano e si trasmettono segni di iden­tità lungo il corso di un viaggio che pone continui interroga­tivi. C’è il porto. E c’è la morte. Un canto dove vibra un alo­ne magico teso sulla corda di un andare melanconico.<br />
Ecco un passaggio:<br />
“Senia, il porto non è la terra<br />
dove a ogni brivido del mare<br />
corre pavido a riparare<br />
la stanca vita il pescator.<br />
Senia, il porto è la furia del mare,<br />
è la furia del nembo più forte,<br />
quando, libera ride la morte<br />
a chi libero la sfidò.”<br />
E’ un ritornello che fortifica non solo la parola, ma anche le immagini che dipingono la parola. E c’è la morte, la morte come rifugio, la morte come vita, la morte come equilibrio, la morte, infine, come scelta nel viaggio.<br />
Emblematico resta, a tal proposito, il “Canto della crisa­lide”. Ma è anche ne “1 figli del mare” che il dettato, dettato mitico soprattutto, si compie.<br />
Così:<br />
“No, la morte non è abbandono<br />
disse Itti con voce più forte<br />
`ma è il coraggio della morte’<br />
onde /a luce sorgerà.<br />
Il coraggio di sopportare<br />
tutto il peso del dolore,<br />
il coraggio di navigare<br />
verso il nostro libero mare,<br />
il coraggio di non sostare<br />
nella cura dell’avvenire,<br />
il coraggio di non languire<br />
per godere le cose care.<br />
Nel tuo occhio sotto la pena<br />
arde ancora la fiamma selvaggia,<br />
abbandona la triste spiaggia<br />
e nel mare sarai la sirena.<br />
Se t’affidi senza timore ben più forte saprò navigare, se non copri la faccia al dolore<br />
giungeremo al nostro mare.<br />
Senia, il porto è la furia del mare,<br />
è la furia del nembo più forte,<br />
quando libera ride la morte<br />
a chi libero la sfidò.”<br />
In questi versi ci sono elementi importanti che, in un cer­to qual modo, caratterizzano il quadro poetico di Michelstaed­ter. Non solo l’inquieto e angoscioso paesaggio di una dispe­razione antica è nell’identità di questo poeta, c’è anche una trasformazione mitica che coinvolge sia il processo lirico che la condensazione dei contenuti. Ecco, dunque, la consapevo­lezza del dolore e quel rapporto esemplare che dice: “la vita nella morte” e “la morte nella vita”. Bisogna combattere la paura della morte. Bisogna confrontarsi costantemente con il dolore.<br />
“Non dare agli uomini — egli scrive in La persuasione e la rettorica — appoggio alla loro paura della morte, ma to­glier loro questa paura; non dar loro la vita illusoria e i mez­zi a che sempre ancora la chiedono, ma dar loro la vita ora, qui, tutta perché non chiedono: questa è l’attività che toglie la violenza dalle radici”.<br />
Non bisogna barattare la morte con le illusioni. Ecco la sua scelta.<br />
Ecco la sua coerenza graffiata sulla pagina di una trage­dia che è viva nel cuore di una poesia che non si dimentica. Il suicidio, per Michelstaedter, non è fuggire la solitudine. E’ saper vivere la solitudine in una consapevolezza che interessa tutta la storia dell’uomo.<br />
In Michelstaedter c’è sempre “l’o­ra del distacco”. Una poesia della tensione tragica. Un poeta che segna il nostro tempo in una “ebbrezza infinita” dove amore e morte si incontrano e si ritrovano proprio “ai confi­ni del mare”. Un poeta moderno che riesce a strappare al linguaggio ottocentesco una innovazione. Innova in un contesto in cui il Futurismo non è ancora esploso completamente. E la sua presenza nel panorama poetico resta un punto di riferimento.<br />
D’altronde il poeta nasce dentro un processo esistenziale dettato dalla filosofia. Poesia e filosofia si intrecciano attraverso un modello linguistico che porta sia al simbolo che alla metafora. Proprio intorno a questa visione la sua modernità diventa contemporaneità al di là degli esercizi soltanto stilistici. Un poeta nella profondità della vita. Un goriziano tra filosofia e poesia. Michelstädter ha conosciuto il diluvio e il deserto. Un destino errante in cui gli dei hanno toccato la morte.</p>
<p>….</p>
<p>Pierfranco <strong>Bruni</strong> è nato in Calabria.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-74814" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Pierfranco-Bruni-1-300x264-1.jpg" alt="" width="300" height="264" /><br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
</div>
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		<title>Verso i Tre Anni…Dai miei viaggi nel tempo…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 19:28:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Pucci Mauro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0326.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0326.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0326-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0326-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Verso i Tre Anni. Dai miei viaggi nel tempo… …Non dipendo più. Non chiedo, non mi accontento. Il dolore mi ha cambiata. Silenziosamente, mi ha insegnato a camminare da sola.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Verso i Tre Anni.<br />
Dai miei viaggi nel tempo…</p>
<p>…Non dipendo più.<br />
Non chiedo, non mi accontento.<br />
Il dolore mi ha cambiata.<br />
Silenziosamente, mi ha insegnato a camminare da sola.<br />
Ma da quando lui non c’è più,<br />
tutto intorno è diverso.</p>
<p>Eppure aleggia ancora.<br />
Lo sento nei dettagli che nessuno nota.<br />
Nel pensiero che mi accompagna,<br />
nelle sere silenziose,<br />
nel modo in cui osservo il mondo.</p>
<p>Mi manca infinitamente.<br />
Mi manca il nostro confronto quotidiano,<br />
quel dialogo vivo sui nostri interessi,<br />
le passeggiate lente,<br />
le sere di pioggia passate a casa,<br />
il fuoco del camino che guardavamo per ore.<br />
Casa Bianca tra rumore del mare e profumo di agrumi<br />
il libro letto a due voci.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-94638" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20250521-180137_Facebook-872x1024.jpg" sizes="(max-width: 872px) 100vw, 872px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20250521-180137_Facebook-872x1024.jpg 872w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20250521-180137_Facebook-255x300.jpg 255w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20250521-180137_Facebook-768x902.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20250521-180137_Facebook.jpg 1058w" alt="" width="872" height="1024" /></figure>
</div>
<p>Mi manca la sua sensualità silenziosa,<br />
il suo sguardo magnetico,<br />
raffinato, dolcemente suadente.<br />
Mi manca la sua voce.<br />
E “Acqua e sale” alla chitarra,<br />
cantata piano, solo per me.</p>
<p>Ora scelgo il silenzio,<br />
ma non perché non senta.<br />
Anzi.<br />
Perché in quel silenzio,<br />
lui c’è.<br />
E resta.<br />
Intorno a me, dentro me.<br />
Ovunque…</p>
<p>(Catania, 15 settembre 2025)</p>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-94637" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20230929-232225_Gallery.jpg" sizes="(max-width: 827px) 100vw, 827px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20230929-232225_Gallery.jpg 827w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20230929-232225_Gallery-300x286.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20230929-232225_Gallery-768x732.jpg 768w" alt="" width="827" height="788" /><figcaption class="wp-element-caption">Pucci Mauro – Mimma Cucinotta</figcaption></figure>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/18/verso-i-tre-annidai-miei-viaggi-nel-tempo/">Verso i Tre Anni…Dai miei viaggi nel tempo…</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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