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	<title>poesia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>poesia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Il mondo sciamanico come soglia della parola segreta che rivela il mistero della poesia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 21:51:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[mistero]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="822" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28F1C6D7-E31B-4AA1-BEC3-0ED5D7C7B52F.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28F1C6D7-E31B-4AA1-BEC3-0ED5D7C7B52F.jpeg 822w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28F1C6D7-E31B-4AA1-BEC3-0ED5D7C7B52F-257x300.jpeg 257w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28F1C6D7-E31B-4AA1-BEC3-0ED5D7C7B52F-768x897.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28F1C6D7-E31B-4AA1-BEC3-0ED5D7C7B52F-585x683.jpeg 585w" sizes="(max-width: 822px) 100vw, 822px" /></p>
<p>Lo Sciamano e il poeta stanno sulla stessa sponda. Uno con tamburo. L&#8217;altro con sostantivi di materia. Misurano la distanza tra la ferita e la cura e tra il canto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/17/il-mondo-sciamanico-come-soglia-della-parola-segreta-che-rivela-il-mistero-della-poesia/">Il mondo sciamanico come soglia della parola segreta che rivela il mistero della poesia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Lo Sciamano e il poeta stanno sulla stessa sponda. Uno con tamburo. L&#8217;altro con sostantivi di materia. Misurano la distanza tra la ferita e la cura e tra il canto e l&#8217;ascolto.  Lo Sciamano non ha vanità. Il poeta invece convive con la propria vanità. Entrambi tolgono peso affinché il varco si apra e vada oltre in una visione profondamente metaforica&#8221;</em></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi è stato chiesto più volte chi è lo Sciamano. Perché spesso mi sono riferito e mi riferisco allo sciamano come proiezione dell&#8217;anima e della Spiritualità. Mi è stato chiesto più volte se il mio passaggio poetico è un samsara. Tra lo Sciamano e il campo di Budda in un riferimento che ha del religioso il Cristo o Francesco come &#8220;alter Cristo&#8221;.<br />
Domande che restano dentro il mio viaggio tra seduzione e estetica. Certo non credo alla storia come non credo al razionale. Sono dentro il metafisico e il mistero. Un percorso onirico oltre la soglia del reale.<br />
Va chiarita immediatamente una voce. Lo Sciamano è colui che attraversa. Non chi possiede risposte. Il mondo sciamanico appare nella lettura come stratigrafia. Ovvero sotto la crosta del logos occidentale corre la vena del sogno. Sotto la grammatica sta il respiro. Sotto la città sta la grotta.<br />
La letteratura e lo sciamanesimo condividono la metafora del viaggio. Lo sciamano lavora con l’oggetto povero. Come il bastone il tamburo il filo di lana. Il poeta si serve a volte di un sostantivo scarno. Entrambi tolgono peso affinché il varco si apra e vada oltre in una visione profondamente metaforica<br />
Il tempio non è mai un edificio. È sostanzialmente una manutenzione della soglia. Nei testi che incrociano Tommaso D&#8217;Aquino, penso ai suoi studi sull&#8217;alchimia, e la fascia orfico-pagana, lo sciamanesimo diventa armonia dell’onirico. La coscienza ordinaria cede. Il linguaggio quotidiano lascia spazio a glossolalie, iterazioni, sillabe bruciate. Non c&#8217;è fuga. Ma cura.<br />
Gurdjieff è un riferimento. La strada è complessa e tocca Eliade e Castaneda oltre che Guenon e il mondo dei nativi d&#8217;America e la cultura indù. Qui però Gibran riassume tutto il mondo islamico e persiano. Sul piano cristiano San Paolo resta un riferimento forte. C&#8217;è sempre comunque l&#8217;individuale che diventa soggettivo.<br />
Lo sciamano definisce la ferita dell&#8217;anima-tempo come malattia. La conduce fuori dal villaggio sotto forma di canto. La poesia fa un identico gesto. Prende il frammento domestico (esempio: bicicletta appoggiata al muro, coppo rotto) e lo espone perché il lettore completi la cura. La cura è uscire dalla storia completamente.<br />
Qual è il risultato?<br />
Il risultato è ascesi della forma. Analoga alla perfetta letizia. Gioia che nasce dalla sottrazione. Il tamburo chiama non dio ma attenzione. Il verso chiama non verità ma ascolto. La poesia non è verità. Il mondo sciamanico non è esotismo. Bensì specchio.<br />
Lo sciamano sa che la guarigione comincia quando si accoglie il bianco tra i versi. La pausa che lo sciamano chiama notte è l&#8217;isola che è allegoria della solitudine. Ovvero l&#8217;isola dalla quale osservare il buio perfetto.<br />
Forse è la definizione che vale per entrambi. Lo Sciamano e il poeta stanno sulla stessa sponda. Uno con tamburo. L&#8217;altro con sostantivi di materia. Misurano la distanza tra la ferita e la cura e tra il canto e l&#8217;ascolto. Lo Sciamano non ha vanità. Il poeta invece convive con la propria vanità.<br />
Non si diventa poeta. Non si diventa sciamani. C&#8217;è sempre una alchimia profonda che lacera il deserto dei loro cammini. Dietro c&#8217;è sempre un Dio sconosciuto. Bisogna seguirlo nel segreto e nel mistero. Non chiedere mai di rivelarsi. Il maestro che sia sciamano o poeta (o meglio sciamano e poeta) deve viversi in quell&#8217;attimo di &#8220;magaria&#8221; e prima di ascoltare deve ascoltarsi.</p>
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<figure class="alignleft size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-87123" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1-1024x1024.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1-300x300.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1-150x150.jpg 150w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1-768x768.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1.jpg 1080w" alt="" width="283" height="283" /></figure>
</div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La  letteratura è finita. Resta la dialettica che si fa polemica. Siamo in un tempo senza estetica</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/11/la-letteratura-e-finita-resta-la-dialettica-che-si-fa-polemica-siamo-in-un-tempo-senza-estetica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-letteratura-e-finita-resta-la-dialettica-che-si-fa-polemica-siamo-in-un-tempo-senza-estetica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 11:37:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-1-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-1-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-1-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-1-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>In un tempo come il nostro la letteratura ha perso due caratteristiche fondamentali. Il disincanto e l&#8217;evocazione. La morte della letteratura comincia quando lo scrittore non è più lo scrittore,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/11/la-letteratura-e-finita-resta-la-dialettica-che-si-fa-polemica-siamo-in-un-tempo-senza-estetica/">La  letteratura è finita. Resta la dialettica che si fa polemica. Siamo in un tempo senza estetica</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>In un tempo come il nostro la letteratura ha perso due caratteristiche fondamentali. Il disincanto e l&#8217;evocazione. La morte della letteratura comincia quando lo scrittore non è più lo scrittore, ma il razionale decifratore di immagini, di cronache, di strutture…</p></blockquote>
<p>di Pierfranco Bruni</p>
<p>In un tempo &#8220;volgare&#8221; che ha smarrito l&#8217;eleganza della scrittura e la parola come segno di stile e estetica della bellezza la letteratura vera può avere ancora un senso?<br />
La letteratura è morta. La scrittura della letteratura è morta. La morte della letteratura comincia quando lo scrittore non è più lo scrittore, ma il razionale decifratore di immagini, di cronache, di strutture. Oggi la letteratura alla Bevilacqua, alla Sgorlon, alla Berto, alla Morselli, alla Salvalaggio, alla Saviane, alla Grisi… (per restare alla generazione ultima degli scrittori veri) è morta. Sono rimasti pochi, ma molto pochi, scrittori che solcano questa via… ma non amano il clamore… Restano a vivere il mistero della parola… La letteratura premiata non è letteratura… La letteratura vive tra le maglie dell&#8217;estetica del disincanto.<br />
In un tempo come il nostro la letteratura ha perso due caratteristiche fondamentali. Il disincanto, appunto, e l&#8217;evocazione. Non sono categorie espressive ma costituiscono due sentieri dell&#8217;anima. Ovvero sono i luoghi dell&#8217;essere e della recitazione interiore. La crisi dello scrittore non è soltanto crisi di scrittura. E&#8217; molto più profonda e tocca dimensioni della coscienza che rappresentano i veri intervalli tra la parola e l&#8217;immagine.</p>
<p>Se oggi si parla spesso che la letteratura ha perso il suo senso, in termini puramente letterari, è anche vero che lo scrittore è diventato altro rispetto alla sua funzione. Uno scrittore pensante o un poeta pensante. Non è su questi aspetti che si possa confrontare l’essere dello scrittore e la parola. Lo scrittore se non resta un alchimista e se non viaggia tra le ragnatele di una magia onirica assume una sua vestale di &#8220;operatore&#8221; del realismo.</p>
<p>Lo scrittore è altro da sé. Non l&#8217;investigatore. Ma il magico intagliatore di anime. Il grido del silenzio. Il silenzio che si fa meraviglia. E&#8217; Kierkegaard: &#8220;…Semplicemente persi nell&#8217;intervallo fra il grido della nascita e la ripetizione di questo grido…&#8221;. Solo un poeta poteva decifrare i codici dell&#8217;esistenza che segnano la nascita e la morte. Ma i poeti sono i navigatori dell&#8217;esistenza della memoria. E viaggiano nel tempo. Un tempo come se fosse mare. Come se fosse vento. Come se fosse terra. E non hanno maschere perché recitano sempre se stessi. Si portano dentro un atlante. La geografia dell&#8217;anima. Ogni luogo è un sogno e una tristezza. Ogni luogo è una partenza e un ritorno. L&#8217;estetica della vocazione è nei luoghi che si ascoltano nelle metafore.</p>
<p>Quanti viaggi immaginari. Quanti silenzi abbandonati nelle parole. quante agonie. Il poeta è il navigatore che non dimentica. E non ha bisogno di bussole. Ci sono le stelle. Basta guardarle. La bellezza delle stelle. Un punto che illumina. Abbiamo bisogno di punti che illuminano il cammino.</p>
<p>Tante volte ho osservato la stella e mi ha sempre raccontato i destini del mistero. Mi ha raccontato i segni della provvidenza. La stella è un punto che guida. Il faro per i marinai. Quel faro che misura distanze. Ma la stella non misura distanze. Ci siamo addormentati con la stella negli occhi mentre il mare tagliava la roccia. E ci siamo svegliati all&#8217;alba quando la stella non c&#8217;era più e le onde continuavano a sbattere la roccia. Il poeta quante immagini riesce a dipingere ascoltando una stella.</p>
<p>La poesia è fatta di parole ma sono le parole che sono impregnate di altro. Già, la stella nel solo guardarla crea poesia. Ma poi bisogna pronunciarla. Pronunciamo la parola stella. Nazareth. Il deserto. Verso la terra promessa. Siamo antichi come i sogni di Omero e come le leggi di Mosè. Il viaggio mitico il viaggio nel sacro.</p>
<p>Ci perdiamo come Ulisse in un mare colore del vino ma abbiamo l&#8217;attesa dei Magi che seguono la stella cometa. Sulla battigia non ci sono più i nostri passi. Siamo andati via con un tempo che non ritorna e con i nostri anni. Ma è impossibile arrenderci fino a quando i ricordi affolleranno i nostri dubbi.</p>
<p>I tuoi occhi avevano il silenzio delle streghe. E la mia inquietudine era una pazzia senza consolazione.Chiedere altro. Ma cosa? I poeti viaggiano e sanno portarsi dentro agonie e disperazioni ma sanno anche capire la bellezza. Un amore che finisce non è solo tristezza. Conserva dentro di sé l&#8217;armonia di un amore vissuto anche se non c&#8217;è più. E questa armonia è una straordinaria bellezza.</p>
<p>Cosa direbbe Sthendal? Il rosso e il nero. Quando non si ha paura d&#8217;amare è la bellezza che prende il sopravvento. Le storie che finiscono non devono straziare. Paura della morte? Anonimo veneziano di Giuseppe Berto: &#8220;E&#8217; la paura della morte che mi fa paura. Non è un gioco di parole. se accadesse senza che me ne accorgessi, non me ne importerebbe niente… Terrore e attrazione…&#8221;.</p>
<p>Il poeta disperato è l&#8217;uomo che ha paura di non amare più. E non di non essere amato. La bellezza era nel suo sorriso e la tenerezza era nel perdersi tra le foglie dei suoi capelli. La passione è il dilungarsi di una notte d&#8217;amore quando la pazzia invade l&#8217;anima e l&#8217;attrazione è una penetrazione di corpi. Ma perché i poeti sono i navigatori dell&#8217;esistenza? Amore e morte. Le parole sono nella conchiglia e recitano la vita. L&#8217;immenso desiderio di vivere. Il tempo tocca gli anni. Gli amori abbandonati lungo le strade sono appuntamenti falliti. Il vento riporta echi.</p>
<p>Se non ci fossero le parole avrebbe più senso guardarci negli occhi? La stella del viandante è un riflesso di sguardi. Ci si perde e ci si ritrova. Proprio come tanto tempo fa. La bellezza di Nausicaa è impareggiabile di fronte a quella di Penelope.</p>
<p>Ma cosa è la bellezza? Ciò che sento? Ciò che vedo? Gesù che parla nell&#8217;Orto degli Ulivi è un esplodere della bellezza. Arriva il tempo che il viaggio sembra compiuto ma è soltanto un infinito desiderio di capire. Non riusciremo mai a capire fino in fondo.</p>
<p>La morte che incombe in una tragica Venezia mentre la musica imperterrita tocca le corde del sogno. E la storia non c&#8217;è. Non può fermarsi nella tragica Venezia che suona una viola di morte.</p>
<p>Ancora Berto nel finale del veneziano anonimo: &#8220;…nell&#8217;antico concerto che dice la rassegnata disperazione per la morte di un uomo, e forse d&#8217;una città, e forse anche di tutto ciò che è già vissuto abbastanza&#8221;. Solo il tempo è un lento bussare mentre le porte si aprono senza insistere. I poeti non restano nella storia. E&#8217; buffo. Può anche essere un mistero buffo. I poeti non sono ciarlatani. Né attori inconsolabili.</p>
<p>Te ne sei andata in una notte di bugia e la tua assenza è un costante ascoltare frammenti di vuoto. Avrei voluto raccontare la nostra storia d&#8217;amore ma la parola storia è terribile, mi fa tremare le vene, mi fa incattivire. Ma quale storia raccontare? La storia di un&#8217;emozione o di una passione. Storia. Tra noi nulla si è storicizzato. Un amore non si storicizza. Resta nella memoria dell&#8217;indefinibile.</p>
<p>Libero Bigiaretti in Disamore: &#8220;…il nostro amore fu dunque una vacanza nel bel mezzo della vita?&#8221;. I poeti inventano destini. Si scaldano intorno alla cenere spenta dei falò e scrivono poesie con i bagliori della stella. Non sono né testimoni né protagonisti di quel tempo che vivono. Si lasciano vivere dal tempo e cercano la durata nella bellezza.</p>
<p>&#8220;La tenni appena contro di me. I corpi si sfioravano. La guardavo dentro gli occhi verdi e vi vidi l&#8217;amore: chiedeva aiuto&#8221;, Giorgio Saviane in Eutanasia di un amore. La bellezza di quegli occhi, i sogni che lasciavano il mare, il desiderio che diventava immenso. La bellezza di rincontrarsi.</p>
<p>La bellezza. Ma se i poeti non cercano la bellezza perché dovrebbero scrivere? Quale orizzonte attraversare? L&#8217;estetica dell&#8217;evocazione è anche l&#8217;estetica del silenzio. e il poeta &#8211; scrittore non può che navigare tra le maree di queste immagini che vivono dentro di noi e ci portano altrove pur restando sempre con noi. Gli scrittori dell&#8217;evocazione nell&#8217;estetica del disincanto.</p>
<p>Tu che mi stavi accanto e mi parlavi della stella. Poi il silenzio. ci siamo svegliati all&#8217;alba, con le voci dei marinai che spingevano le barche sulla riva.</p>
<p>Ma i poeti sono i navigatori… Appunto. Verso quale letteratura? Le dimensioni dell&#8217;essere non sono strutture. Sono luoghi. Ma la letteratura che vive nei luoghi dell&#8217;essere si serve dell&#8217;immaginario dell&#8217;utopia. Un segno che potrebbe farci riscoprire il viaggio grande del mistero della parola e del mistero dei linguaggi. Quando la letteratura muore resta la dialettica che si fa polemica. Ovvero abbiamo a che fare con la bruttezza. E poi i tempi volgari si testimoniano anche dai &#8220;vestimenti&#8221;. Cosa vuol dire? È vero che l&#8217;abito non fa il monaco. Ma è anche vero che il monaco fa l&#8217;abito che indossa. È questione appunto di estetica. Ma di quella vera!</p>
<p><strong><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-117414" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1-640x640.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/c375caa1-8696-4188-af08-5d5749f34544-1.jpeg 1440w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F02%2F11%2Fla-letteratura-e-finita-resta-la-dialettica-che-si-fa-polemica-siamo-in-un-tempo-senza-estetica%2F&amp;linkname=La%20%20letteratura%20%C3%A8%20finita.%20Resta%20la%20dialettica%20che%20si%20fa%20polemica.%20Siamo%20in%20un%20tempo%20senza%20estetica" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F02%2F11%2Fla-letteratura-e-finita-resta-la-dialettica-che-si-fa-polemica-siamo-in-un-tempo-senza-estetica%2F&#038;title=La%20%20letteratura%20%C3%A8%20finita.%20Resta%20la%20dialettica%20che%20si%20fa%20polemica.%20Siamo%20in%20un%20tempo%20senza%20estetica" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/11/la-letteratura-e-finita-resta-la-dialettica-che-si-fa-polemica-siamo-in-un-tempo-senza-estetica/" data-a2a-title="La  letteratura è finita. Resta la dialettica che si fa polemica. Siamo in un tempo senza estetica"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/11/la-letteratura-e-finita-resta-la-dialettica-che-si-fa-polemica-siamo-in-un-tempo-senza-estetica/">La  letteratura è finita. Resta la dialettica che si fa polemica. Siamo in un tempo senza estetica</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Una vita per la poesia. In percezione di sorriso di Pierfranco Bruni è una finestra di vetri policromi</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/25/una-vita-per-la-poesia-in-percezione-di-sorriso-di-pierfranco-bruni-e-una-finestra-di-vetri-policromi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=una-vita-per-la-poesia-in-percezione-di-sorriso-di-pierfranco-bruni-e-una-finestra-di-vetri-policromi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 08:13:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[im percezione di sorriso]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-1.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Progetto-senza-titolo-1-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Un viaggio  affascinante e profondo tra intarsi di vita e di anima in cui Storia e storie si intrecciano. Profonde riflessioni mediate dal mistero della parola perpetuato dalla poesia Una&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/25/una-vita-per-la-poesia-in-percezione-di-sorriso-di-pierfranco-bruni-e-una-finestra-di-vetri-policromi/">Una vita per la poesia. In percezione di sorriso di Pierfranco Bruni è una finestra di vetri policromi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un viaggio  affascinante e profondo tra intarsi di vita e di anima in cui Storia e storie si intrecciano. Profonde riflessioni mediate dal mistero della parola perpetuato dalla poesia</em></p>
<p>Una vita per la poesia.<br />
In percezione di sorriso di Pierfranco Bruni è una finestra di vetri policromi, intarsi di vita e di anima, in cui Storia e storie si intrecciano rivelando profonde riflessioni mediate dal mistero della parola perpetuato dalla poesia.  Avventurarsi, allora, fra le pagine di questo libro significa intraprendere il sentiero interiore del naufrago ungarettiano e smarrirsi fra le onde – come Odisseo – senza però mai perdere frammenti della propria identità, in cui la memoria e le ricordanze risuonano leopardiane.<br />
La metafisica bruniana, tuttavia, non manca di farsi fenomenologia, abbracciando la vita nella sua interezza e nei suoi molteplici significati che si radicano fra passato e contemporaneità, fra amori vissuti e amori dissolti, biografia e liriche dantesche, fra Bella Achatovna Achmadulina, Boris Pasternak e conflitto russo-ucraino, fra la percezione di un sorriso nel mezzo di fotogrammi familiari, del dolore dei lutti e della constatazione della caducità della vita umana in un percorso di griglie simboliche.<br />
Uno spaccato di un uomo e del mondo – suo e di tutti – condensato in oltre trecento pagine, fra poesia, prosimetro, metafore e il coraggio della sperimentazione.<br />
[ISBN-979-12-5988-207-3]<br />
Pagg. 368 &#8211; € 22,00, Solfanelli Tabula Fati editore</p>
<p>——-<br />
Pierfranco Bruni è nato in Calabria. Archeologo, <img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-115008 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-150x150.jpg" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-640x640.jpg 640w" alt="" width="150" height="150" />direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F01%2F25%2Funa-vita-per-la-poesia-in-percezione-di-sorriso-di-pierfranco-bruni-e-una-finestra-di-vetri-policromi%2F&amp;linkname=Una%20vita%20per%20la%20poesia.%20In%20percezione%20di%20sorriso%20di%20Pierfranco%20Bruni%20%C3%A8%20una%20finestra%20di%20vetri%20policromi" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F01%2F25%2Funa-vita-per-la-poesia-in-percezione-di-sorriso-di-pierfranco-bruni-e-una-finestra-di-vetri-policromi%2F&#038;title=Una%20vita%20per%20la%20poesia.%20In%20percezione%20di%20sorriso%20di%20Pierfranco%20Bruni%20%C3%A8%20una%20finestra%20di%20vetri%20policromi" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/25/una-vita-per-la-poesia-in-percezione-di-sorriso-di-pierfranco-bruni-e-una-finestra-di-vetri-policromi/" data-a2a-title="Una vita per la poesia. In percezione di sorriso di Pierfranco Bruni è una finestra di vetri policromi"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/25/una-vita-per-la-poesia-in-percezione-di-sorriso-di-pierfranco-bruni-e-una-finestra-di-vetri-policromi/">Una vita per la poesia. In percezione di sorriso di Pierfranco Bruni è una finestra di vetri policromi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Libri. “Stracci di Vita” poesie come frammenti dell’esistenza</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/20/libri-stracci-di-vita-una-raccolta-di-poesie-che-esplora-attraverso-versi-brevi-e-incisivi-i-frammenti-dellesperienza-umana/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=libri-stracci-di-vita-una-raccolta-di-poesie-che-esplora-attraverso-versi-brevi-e-incisivi-i-frammenti-dellesperienza-umana</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 15:18:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Aurelio Coppeto]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Stracci di vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="240" height="374" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2144.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2144.jpeg 240w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2144-193x300.jpeg 193w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /></p>
<p>Una raccolta poetica intensa e personale, in cui Aurelio Coppeto esplora, attraverso versi brevi e incisivi, i frammenti dell’esperienza umana e del quotidiano. Un diario esistenziale fatto di istantanee emotive,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/20/libri-stracci-di-vita-una-raccolta-di-poesie-che-esplora-attraverso-versi-brevi-e-incisivi-i-frammenti-dellesperienza-umana/">Libri. “Stracci di Vita” poesie come frammenti dell’esistenza</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="240" height="374" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2144.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2144.jpeg 240w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2144-193x300.jpeg 193w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /></p><p><em>Una raccolta poetica intensa e personale, in cui Aurelio Coppeto esplora, attraverso versi brevi e incisivi, i frammenti dell’esperienza umana e del quotidiano. Un diario esistenziale fatto di istantanee emotive, ricordi e stati d’animo profondi, restituiti in un linguaggio semplice e diretto. La prefazione di Pierfranco Bruni accompagna la lettura valorizzando la dimensione filosofica dei testi, invitando alla lettura contemplativa</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Stracci di Vita è una <strong>raccolta poetica intensa e personale</strong>, in cui Aurelio Coppeto esplora attraverso versi brevi e incisivi i frammenti della sua esperienza umana e del quotidiano. Il titolo stesso evoca immagini di esistenza lacerata, pezzi di pensieri e vite che si intrecciano, si strappano e si ricompongono nel linguaggio della poesia.</p>
<p>Nei versi risaltano:</p>
<ul>
<li><strong>emozioni personali e stati d’animo profondi</strong> — la solitudine, la speranza, il dolore e il desiderio di senso;</li>
<li><strong>riflessioni sulla vita quotidiana</strong>, sulle relazioni e sui piccoli momenti che spesso sfuggono alla nostra attenzione;</li>
<li>un modo intimista di confrontarsi con l’essere e l’esistere, dove ogni poesia agisce come una piccola tessera di un mosaico più ampio.</li>
</ul>
<p>Il tono è semplice, diretto e spesso evocativo, lasciando al lettore la libertà di interpretare immagini e simboli secondo la propria sensibilità.</p>
<p>Lo stile si distingue per:</p>
<ul>
<li>un linguaggio accessibile ma poetico, che non si perde in artifici troppo astratti;</li>
<li>una struttura fluida che privilegia la suggestione emotiva più che il rigore metrico;</li>
<li>un ritmo che tende più alla <strong>riflessione interiore</strong>che alla mera musicalità formale.</li>
</ul>
<p>Questa scelta stilistica permette a Stracci di Vita di risultare <strong>immediato e leggibile</strong>, ideale anche per chi non è un lettore abituale di poesie.</p>
<p>La raccolta funziona un po’ come un <strong>diario esistenziale</strong>: non propone una narrazione lineare, ma una serie di istantanee emotive che possono risvegliare nel lettore sensazioni familiari, riflessioni sul proprio passato e sulla propria interiorità. Per molti, questo tipo di poesie può essere toccante proprio perché parla a un livello molto personale e universale allo stesso tempo.</p>
<p>Non è poesia “accademica” o fortemente sperimentale, ma piuttosto <strong>poesia che parla alla quotidianità</strong>, fatta di emozioni, ricordi, speranze e dubbi — un invito a guardare dentro se stessi attraverso piccoli stracci di vita ricomposti in versi.</p>
<p>Nella sua prefazione a Stracci di Vita, <strong data-start="765" data-end="785">Pierfranco Bruni</strong> interpreta la raccolta di <strong data-start="812" data-end="831">Aurelio Coppeto</strong> come un viaggio nella “materia esistenziale” del quotidiano, dove i versi sono <strong data-start="911" data-end="958">frammenti di vita resi visibili e palpabili</strong>. Bruni, noto per la sua profonda sensibilità verso il linguaggio poetico e la capacità di cogliere l’essenza delle esperienze umane nelle parole degli altri, apre il libro non come un critico distaccato ma come un testimone coinvolto dell’umanità che i versi raccontano.</p>
<p>Bruni sottolinea come in Stracci di Vita si percepisca una <strong data-start="1386" data-end="1423">tensione tra il sentire e il dire</strong>, tra il vissuto concreto e la sua trasposizione in immagine poetica. Per lui, non si tratta semplicemente di poesie “è il racconto di un’esistenza in costante divenire”: ogni singolo verso funziona come un microcosmo, un piccolo universo che riflette domande profonde sull’essere, il tempo, il dolore e la speranza. Questa lettura fa emergere la <strong data-start="1772" data-end="1808">universalità insita nei dettagli</strong>, quel momento in cui l’esperienza individuale diventa ponte per l’esperienza altrui.</p>
<p>Secondo Bruni:</p>
<ul>
<li data-start="2017" data-end="2137"><strong data-start="2017" data-end="2056">La poesia di Coppeto non è evasione</strong> ma un confronto diretto con la realtà, con le sue fratture e le sue lacerazioni;</li>
<li data-start="2140" data-end="2309">i “stracci” non sono scarti di vita, ma <strong data-start="2180" data-end="2203">resti significativi</strong>, brandelli di esperienza che sopravvivono alla superficialità, arricchendo la consapevolezza del lettore;</li>
<li data-start="2312" data-end="2436">il linguaggio, pur essendo accessibile, è scelto con cura per rivelare con precisione <strong data-start="2398" data-end="2435">lo spirito del tempo e dell’anima</strong>;</li>
<li data-start="2439" data-end="2564">l’insieme dei testi non chiede al lettore una sola chiave interpretativa, ma lo invita a <strong data-start="2528" data-end="2563">riconoscersi dentro ogni poesia</strong>.</li>
</ul>
<p>L’intervento di Bruni pone l’accento su un elemento spesso trascurato nelle raccolte di versi contemporanee: <strong data-start="2733" data-end="2769">la poesia come forza conoscitiva</strong>, non soltanto espressiva. Leggendo la prefazione prima di addentrarsi nelle poesie, il lettore è guidato a cercare nelle parole di Coppeto non solo un’estetica del sentimento, ma una <strong data-start="2953" data-end="2983">morfologia dell’esperienza</strong> — come se ogni componimento fosse una mappa dell’intimità esistenziale.</p>
<p>Con l’aggiunta della prefazione di Pierfranco Bruni, Stracci di Vita si presenta non solo come una raccolta di versi intensi e accessibili, ma anche come un’opera <strong data-start="3270" data-end="3312">dotata di spessore critico e culturale</strong>: la parola poetica diventa mezzo di esplorazione, e la guida di un letterato di calibro internazionale aiuta il lettore a entrare più profondamente nelle pieghe del testo.</p>
<p>Stracci di Vita emerge come un libro di poesia che parla di esistenza, vulnerabilità e riscatto umano — e la prefazione di Bruni contribuisce significativamente a inserirlo in un orizzonte di <strong data-start="3701" data-end="3747">riflessione filosofica e poetica più ampio</strong>, valorizzandone i contenuti e invitando alla lettura contemplativa.</p>
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		<title>Antonia Pozzi rivive a Milano tra musica e poesia</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/29/antonia-pozzi-rivive-a-milano-tra-musica-e-poesia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=antonia-pozzi-rivive-a-milano-tra-musica-e-poesia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 16:02:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Antonia Pozzi]]></category>
		<category><![CDATA[melologo]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Museo del 900]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/MILANO-Museo-del.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/MILANO-Museo-del.png 650w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/MILANO-Museo-del-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/MILANO-Museo-del-585x396.png 585w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Per  900INMUSICA la Sala Fontana del Museo del Novecento ospita il melologo  con musiche originali di Rossella Spinosa sul testo di Antonetta Carrabs dedicato alla poetessa milanese.  Martedì 2 dicembre&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/29/antonia-pozzi-rivive-a-milano-tra-musica-e-poesia/">Antonia Pozzi rivive a Milano tra musica e poesia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Per  900INMUSICA la Sala Fontana del Museo del Novecento ospita il melologo  con musiche originali di Rossella Spinosa sul testo di Antonetta Carrabs dedicato alla poetessa milanese.  Martedì 2 dicembre ore 17.00 </strong></em></p>
<p>Dopo il successo al Museo del Teatro alla Scala  che ne ha ospitato l’ultima esecuzione,  il <strong>Museo del Novecento </strong> ospita <strong>martedì 2 dicembre alle ore 17,00 nella Sala Fontana</strong>, il <strong>melologo “Antonia Pozzi</strong>” con musiche originali di <strong>Rossella Spinosa</strong> su testo della poetessa <strong>Antonetta Carrabs</strong>.</p>
<p>Il testo di Antonetta Carrabs dà voce alla poetessa Antonia Pozzi, attraverso una germinazione vibrante di penombre, silenzi, dolore ed esilio, di figure e luoghi cari ad Antonia in cui la poetessa riesce sempre a sorprendersi e a custodire l’incanto di una bellezza fatta di cose semplici e di natura. Un proscenio di delicatezza e di nostalgie dove si incontrano le sue ferite e le sue intimità che sanno di epifanie e sofferenze, intrise di quel desiderio di infinito, di attesa e di riconciliazione che caratterizzeranno la sua breve vita. Le musiche originali di Rossella Spinosa, compositrice e pianista, sono state composte sul testo, dando vita a un melologo denso e che la critica ha accolto con grande entusiasmo e calore. Un omaggio alla grande poetessa milanese, figlia di Roberto Pozzi, importante avvocato, e della contessa Lina Cavagna Sangiuliani, nipote di <strong>Tommaso Grossi</strong>; Antonia scrive le prime poesie ancora adolescente. Studia nel Regio Liceo –<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-113643 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Antonia_Pozzi_2-207x300.png" alt="" width="207" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Antonia_Pozzi_2-207x300.png 207w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Antonia_Pozzi_2.png 246w" sizes="(max-width: 207px) 100vw, 207px" /> Ginnasio Alessandro Manzoni di Milano per poi iscriversi alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano. Dal diario e dalle sue lettere si evincono i molteplici interessi culturali, dalla fotografia, alle lunghe escursioni in bicicletta, dalla progettazione di un romanzo storico sulla Lombardia, allo studio delle lingue (tedesco, francese e inglese). Viaggia, oltre che in Italia, in Francia, Austria, Germania e Inghilterra, ma il suo luogo prediletto è la settecentesca villa di famiglia, a Pasturo, ai piedi delle Grigne, nella provincia di Lecco, dove si trova la sua biblioteca e dove studia, scrive a contatto con la natura solitaria e severa della montagna. La grande italianista Maria Corti, che la conobbe all’università, disse che «il suo spirito faceva pensare a quelle piante di montagna che possono espandersi solo ai margini dei crepacci, sull’orlo degli abissi. Era un ipersensibile, dalla dolce angoscia creativa, ma insieme una donna dal carattere forte e con una bella intelligenza filosofica; fu forse preda innocente di una paranoica censura paterna su vita e poesie. Senza dubbio fu in crisi con il chiuso ambiente religioso familiare. La terra lombarda amatissima, la natura di piante e fiumi la consolava certo più dei suoi simili». A soli ventisei anni si tolse la vita; nel suo biglietto di addio ai genitori parlò di «disperazione mortale»; la famiglia negò la circostanza «scandalosa» del suicidio, attribuendo la morte a polmonite. Il testamento della Pozzi fu distrutto dal padre, che manipolò anche le sue poesie, scritte su quaderni e allora ancora tutte inedite.</p>
<p>Prenotazione obbligatoria: c.inaugurazionim900@comune.milano.it</p>
<p>Contatti e info: c.inaugurazionim900@comune.milano.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F11%2F29%2Fantonia-pozzi-rivive-a-milano-tra-musica-e-poesia%2F&amp;linkname=Antonia%20Pozzi%20rivive%20a%20Milano%20tra%20musica%20e%20poesia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F11%2F29%2Fantonia-pozzi-rivive-a-milano-tra-musica-e-poesia%2F&#038;title=Antonia%20Pozzi%20rivive%20a%20Milano%20tra%20musica%20e%20poesia" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/29/antonia-pozzi-rivive-a-milano-tra-musica-e-poesia/" data-a2a-title="Antonia Pozzi rivive a Milano tra musica e poesia"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/29/antonia-pozzi-rivive-a-milano-tra-musica-e-poesia/">Antonia Pozzi rivive a Milano tra musica e poesia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Pierfranco Bruni: Istambul … versi come sollievo metafisico nel dolore</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/10/30/pierfranco-bruni-istambul-versi-come-sollievo-metafisico-nel-dolore/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pierfranco-bruni-istambul-versi-come-sollievo-metafisico-nel-dolore</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 09:10:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/Piove-su-Istanbul-Pierfranco-Bruni-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/Piove-su-Istanbul-Pierfranco-Bruni-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/Piove-su-Istanbul-Pierfranco-Bruni-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/Piove-su-Istanbul-Pierfranco-Bruni-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>C’era il crepuscolo nel battere delle sere&#8230;Tra me e te&#8230;I viaggi sono pensieri sospesi&#8230;In questa fase dell’anno, così densa di religiosità e immersa nel mistero della morte per noi credenti,&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>C’era il crepuscolo nel battere delle sere&#8230;Tra me e te&#8230;I viaggi sono pensieri sospesi&#8230;In questa fase dell’anno, così densa di religiosità e immersa nel mistero della morte per noi credenti, riprendo un testo del 2023 che nasce dal mio dolore e trova nelle antologie di Bruni una guida nei sentieri onirici dei ricordi&#8230;</em></p>
<p>Catania, 29 ott. 2025 – In questa fase dell’anno, così densa di religiosità e immersa nel mistero della morte per noi credenti, riprendo oggi un testo scritto nel 2023, frutto di un percorso interiore segnato dalla perdita di un amore profondo…</p>
<p>Quel dolore non diminuisce; rimane una scia costante che guida il mio cammino e orienta il mio sguardo sulla vita.</p>
<p>In questo contesto, la poesia di Pierfranco Bruni ha avuto un ruolo importante. Torno a rileggere spesso i suoi versi, che non cancellano il dolore ma offrono strumenti di riflessione e momenti di sollievo. La scrittura di Bruni diviene emozione creando uno spazio in cui ricordi e tempo si incontrano.</p>
<p>Leggere Bruni significa confrontarsi con la metafisica della vita e del sentimento. Il dolore può essere costante e intenso, ma anche fonte di orientamento e comprensione. Il suo lavoro poetico mi accompagna senza sostituirsi alle emozioni anche dolorose ma  consente di riflettere sul senso onirico e reale  della vita…</p>
<p>Il mio testo del 2023 resta intatto, testimone di un momento della mia vita. Insieme ai versi di Pierfranco Bruni rimane un dialogo tra sensazioni e poesia, tra  dolore personake e capacità della parola poetica di offrire profondità e strumenti di riflessione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><mark class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color"><strong>Testo del 2023</strong></mark></p>
<p>Profonda immersione ontologica nel viaggio introspettivo dell’essenza metafisica della propria esistenza.<br />
Un alternarsi emozionale forte e simbolico degli echi del tempo.<br />
Destini e sentieri che intrecciano nostalgie oniriche in un immaginario pervaso da ardenti connessioni sensoriali e spirituali.<br />
Un confronto tra essere ed esistere che diviene consapevole coscienza dell’infinito oltre la morte, in un costante superamento del confine umano del compiuto che porta in sé la finitezza di un percorso irrisolto.</p>
<p>Il Pathos nella tensione del desiderio che si rinnova nel pensiero del dolore esistenziale attraversa l’intensità antropologica della lirica poetica di Pierfranco Bruni, magico regista del pensiero filosofico-letterario contemporaneo.</p>
<p>—</p>
<p>Dalla raccolta antologica</p>
<p>“<strong><mark class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Piove su Istanbul e la luna sfoglia i ricordi”</mark></strong></p>
<p>di Pierfranco Bruni</p>
<p><em>Ascolto il profumo di cipria sul tuo viso<br />
ed ho la bellezza degli anni maturi tra le dita<br />
che sfiorano le parole e il tuo sguardo.<br />
I miei occhi hanno i tramonti del meriggio<br />
nelle distanze degli infiniti. Ti avrò amato<br />
tantissime volte fino ad amarti ancora<br />
per tantissime notti in un imbrunire di voci.<br />
Siamo amanti in silenzio che si cercano<br />
lungo la brughiera del vento. Sul tuo viso<br />
scende una linea d’alba come se fosse<br />
mattino e le labbra in un bacio soltanto<br />
hanno un rigo della sera. È quest’amore<br />
che sigilla i nostri destini.</em></p>
<p>—</p>
<p><em>Mi racconti una storia. Il tempo del mare è navigato.<br />
Sfoglia il cerchio del vento. Ti raggiungerò sull’incavo della pioggia.<br />
Poi sulle rive della vita ci ameremo.</em></p>
<p>—</p>
<p><em>A dir di sera ciò che in aurora taccio non è virtù di tempo<br />
ma consolazione di malinconie che legano le tue alle mie mani.<br />
Lo spazio della stanza è un luogo di passi che osservo<br />
mentre cammino dalla porta alla poltrona.<br />
Piove. Dalla finestra ascolto il tinteggiare delle gocce sui vetri<br />
che sanno di freddo nell’inverno di mare dei tuoi occhi.<br />
La città si muove lenta e ogni rumore è stanco.<br />
Viverti vorrei addormentato sul tuo seno<br />
con i tuoi capelli sul mio viso.</em></p>
<p>—</p>
<p><em>C’era il crepuscolo nel battere delle sere</em></p>
<p><em>Tra me e te</em></p>
<p><em>Non più àncore e porti</em></p>
<p><em>I viaggi sono pensieri sospesi.</em></p>
<p>La critica antropologico-letteraria individua in <strong>Pierfranco Bruni</strong> una voce tra le più significative della poesia contemporanea italiana.<br />
Nei suoi versi, l’esperienza del tempo diventa viaggio interiore e si trasforma in linguaggio dell’anima. Bruni non racconta semplicemente, evoca. Costruisce paesaggi emotivi in cui amore, silenzio, destino e nostalgia convivono in una tensione costante tra realtà e infinito.</p>
<p>Il suo linguaggio poetico, carico di simboli e richiami culturali, diventa un percorso antropologico dell’esistenza. Un modo di abitare la parola come luogo di verità e mistero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-97114" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/Mimma-Cucinotta-Pucci-Mauro-2020-copyright--1024x691.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/Mimma-Cucinotta-Pucci-Mauro-2020-copyright--1024x691.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/Mimma-Cucinotta-Pucci-Mauro-2020-copyright--300x203.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/Mimma-Cucinotta-Pucci-Mauro-2020-copyright--768x518.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/Mimma-Cucinotta-Pucci-Mauro-2020-copyright-.jpg 1080w" alt="" width="392" height="265" /><figcaption class="wp-element-caption">Mimma Cucinotta</figcaption></figure>
</div>
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<p>_________</p>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong>, nato in Terra Calabra cui è profondamente legato, vive tra Roma e la Puglia da molto tempo. Archeologo,<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-91362" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241.jpeg 639w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> antropologo, letterato e linguista, fecondo saggista e poeta è presidente del Centro Studi Francesco Grisi e vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Dal carismatico e sopraffine stile letterario, Bruni è alla seconda candidatura al Nobel per la Letteratura. Già Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali e componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero, nel corso della sua carriera è stato docente in Sapienza Università di Roma ed ha appronfondito lo studio rivolto alla tutela e alla conoscenza delle comunità di minoranze etnico-linguistiche.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<div class="wp-block-image"></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Carlo Michelstaedter. Il linguaggio del tempo e la morte degli dei</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/27/carlo-michelstaedter-il-linguaggio-del-tempo-e-la-morte-degli-dei/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=carlo-michelstaedter-il-linguaggio-del-tempo-e-la-morte-degli-dei</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 09:46:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Michelstaedter]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Buni]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="758" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39.jpg 1080w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39-300x211.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39-1024x719.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39-768x539.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39-585x411.jpg 585w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Un poeta che segna il nostro tempo in una “ebbrezza infinita” dove amore e morte si incontrano e si ritrovano proprio “ai confi­ni del mare”. Un poeta moderno che riesce&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/27/carlo-michelstaedter-il-linguaggio-del-tempo-e-la-morte-degli-dei/">Carlo Michelstaedter. Il linguaggio del tempo e la morte degli dei</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Un poeta che segna il nostro tempo in una “ebbrezza infinita” dove amore e morte si incontrano e si ritrovano proprio “ai confi­ni del mare”. Un poeta moderno che riesce a strappare al linguaggio ottocentesco una innovazione.  E la sua presenza nel panorama poetico resta un punto di riferimento.</em></p></blockquote>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Il tempo ha la pazienza inviolabile del delirio. È l’arco di Ulisse nella potenza del divino. Quando gli dei muoiono noi tutti invecchiamo. La letteratura senza il mito è acrobazie di parole. Sancisce la fine della bellezza.<br />
Il Novecento poetico italiano è legato ad alcune coordinate che si intrecciano tra forme romantiche e annunci decadenti. La presenza di un “esercizio” della funzione letteraria esistenzialista gioca una partita importante all’interno del contesto della lirica che si libera dalle forme precostituite e assume una funzione onirico – tragica. Un poeta che ha saputo vivere in questa visione o in questo intreccio è certamente Carlo Michelstaedter. Nato a Gorizia nel 1887 e morto suicida nel 1910.<br />
Ci sono degli elementi che serpeggiano all’interno della sua parola – metafora – linguaggio. Essi sono: – La tragedia e il labirinto. – Il tempo e la morte. – Il senso di infinito e il riferimento mitico.<br />
In Carlo Michelstaedter tutto ciò è un attraversamento lirico vissuto sul tracciato della vi­ta. Non ci sono rapporti impossibili. Anzi costituiscono quella dimensione del dolore dentro la quale i segni e i simboli, le voci e la memoria hanno una elevata esplosione poetica. Una poetica dalle coordinate precise. Una poetica nella quale si creano nuclei mitici di ritorno. Quasi una tensione magica. Ed è proprio nel rapporto tempo-morte che questa tensione si sviluppa.</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-84202" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore.jpg" sizes="(max-width: 232px) 100vw, 232px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore.jpg 232w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore-181x300.jpg 181w" alt="" width="232" height="385" /><figcaption class="wp-element-caption">Carlo Michelstadter</figcaption></figure>
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<p>C’è un dialogo costante con i suoni e le luci della natura. Quasi in ogni poesia c’è un rafforzarsi dell’immagine prece­dente. Certo la poesia michelstaedteriana non procede soltanto per immagini. C’è il sentimento del ritorno che è soprattutto un sentimento della tensione. C’è un vociare ad incastro. Il sentimento del tragico è il tema conduttore. È la centralità ‘del discorso poetico. Ed è qui, in un incastro fra dolore e tem­po, fra inquietudine e solitudine, fra senso del perduto e ri­cerca del viaggio (viaggio come riconquista di una terra e co­me reimpossessamento della metafora della riconquista) che il suicidio diventa 1’ “estremo rifugio”.<br />
1 nuclei mitici che ritornano sono raggruppabili in un iti­nerario quale il mare, il vento, il porto, la nave, il deserto, la terra. Il senso del distacco fa da corollario. Sono temi dell’ir­ragiungibilità e della distanza. Ma sono anche poli della ac­comunanza.<br />
La terra michelstaedteriana è si il “deserto” (l’agonia nella disperazione) ma è anche la speranza (o forse l’illusione) di una terra promessa. Ma il dolore è nell’inquietudine:<br />
“Dato ho la vela al vento e in mezzo all’onde del mar selvaggio nella notte oscura,<br />
solo, in fragile nave ho abbandonato<br />
il porto della sicurezza inerte.<br />
Né deserto e triste<br />
m’è apparso il mar sonante nella notte,<br />
anzi la voce sua come un appello<br />
mi sonò in cor della mia stessa vita,<br />
mi parve dolce cosa naufragare<br />
nel seno ondoso che col ciel confina,<br />
né temuta ho la morte…”<br />
E così l’inquietudine si fa tensione tragica. Nei versi ap­pena citati (appartengono alla poesia “A Senia”) c’è un pro­fondo travaglio esistenziale disteso completamente su una di­mensione dove i nuclei mitici sono precisi punti di riferimen­to. C’è il “deserto mare”, c’è, come abbiamo visto, “il porto della sicurezza inerte”, ci sono le “notti insonni”, c’è un re­citativo poetico che si intreccia a un canto tipico di ballata.<br />
Ma la grande forza mitica (che forma un paesaggio da luo­ghi quasi sacrali) è ne “I figli del mare”.<br />
Qui Itti e Senia si parlano e si trasmettono segni di iden­tità lungo il corso di un viaggio che pone continui interroga­tivi. C’è il porto. E c’è la morte. Un canto dove vibra un alo­ne magico teso sulla corda di un andare melanconico.<br />
Ecco un passaggio:<br />
“Senia, il porto non è la terra<br />
dove a ogni brivido del mare<br />
corre pavido a riparare<br />
la stanca vita il pescator.<br />
Senia, il porto è la furia del mare,<br />
è la furia del nembo più forte,<br />
quando, libera ride la morte<br />
a chi libero la sfidò.”<br />
E’ un ritornello che fortifica non solo la parola, ma anche le immagini che dipingono la parola. E c’è la morte, la morte come rifugio, la morte come vita, la morte come equilibrio, la morte, infine, come scelta nel viaggio.<br />
Emblematico resta, a tal proposito, il “Canto della crisa­lide”. Ma è anche ne “1 figli del mare” che il dettato, dettato mitico soprattutto, si compie.<br />
Così:<br />
“No, la morte non è abbandono<br />
disse Itti con voce più forte<br />
`ma è il coraggio della morte’<br />
onde /a luce sorgerà.<br />
Il coraggio di sopportare<br />
tutto il peso del dolore,<br />
il coraggio di navigare<br />
verso il nostro libero mare,<br />
il coraggio di non sostare<br />
nella cura dell’avvenire,<br />
il coraggio di non languire<br />
per godere le cose care.<br />
Nel tuo occhio sotto la pena<br />
arde ancora la fiamma selvaggia,<br />
abbandona la triste spiaggia<br />
e nel mare sarai la sirena.<br />
Se t’affidi senza timore ben più forte saprò navigare, se non copri la faccia al dolore<br />
giungeremo al nostro mare.<br />
Senia, il porto è la furia del mare,<br />
è la furia del nembo più forte,<br />
quando libera ride la morte<br />
a chi libero la sfidò.”<br />
In questi versi ci sono elementi importanti che, in un cer­to qual modo, caratterizzano il quadro poetico di Michelstaed­ter. Non solo l’inquieto e angoscioso paesaggio di una dispe­razione antica è nell’identità di questo poeta, c’è anche una trasformazione mitica che coinvolge sia il processo lirico che la condensazione dei contenuti. Ecco, dunque, la consapevo­lezza del dolore e quel rapporto esemplare che dice: “la vita nella morte” e “la morte nella vita”. Bisogna combattere la paura della morte. Bisogna confrontarsi costantemente con il dolore.<br />
“Non dare agli uomini — egli scrive in La persuasione e la rettorica — appoggio alla loro paura della morte, ma to­glier loro questa paura; non dar loro la vita illusoria e i mez­zi a che sempre ancora la chiedono, ma dar loro la vita ora, qui, tutta perché non chiedono: questa è l’attività che toglie la violenza dalle radici”.<br />
Non bisogna barattare la morte con le illusioni. Ecco la sua scelta.<br />
Ecco la sua coerenza graffiata sulla pagina di una trage­dia che è viva nel cuore di una poesia che non si dimentica. Il suicidio, per Michelstaedter, non è fuggire la solitudine. E’ saper vivere la solitudine in una consapevolezza che interessa tutta la storia dell’uomo.<br />
In Michelstaedter c’è sempre “l’o­ra del distacco”. Una poesia della tensione tragica. Un poeta che segna il nostro tempo in una “ebbrezza infinita” dove amore e morte si incontrano e si ritrovano proprio “ai confi­ni del mare”. Un poeta moderno che riesce a strappare al linguaggio ottocentesco una innovazione. Innova in un contesto in cui il Futurismo non è ancora esploso completamente. E la sua presenza nel panorama poetico resta un punto di riferimento.<br />
D’altronde il poeta nasce dentro un processo esistenziale dettato dalla filosofia. Poesia e filosofia si intrecciano attraverso un modello linguistico che porta sia al simbolo che alla metafora. Proprio intorno a questa visione la sua modernità diventa contemporaneità al di là degli esercizi soltanto stilistici. Un poeta nella profondità della vita. Un goriziano tra filosofia e poesia. Michelstädter ha conosciuto il diluvio e il deserto. Un destino errante in cui gli dei hanno toccato la morte.</p>
<p>….</p>
<p>Pierfranco <strong>Bruni</strong> è nato in Calabria.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-74814" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Pierfranco-Bruni-1-300x264-1.jpg" alt="" width="300" height="264" /><br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Verso i Tre Anni…Dai miei viaggi nel tempo…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 19:28:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Pucci Mauro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0326.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0326.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0326-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0326-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Verso i Tre Anni. Dai miei viaggi nel tempo… …Non dipendo più. Non chiedo, non mi accontento. Il dolore mi ha cambiata. Silenziosamente, mi ha insegnato a camminare da sola.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/18/verso-i-tre-annidai-miei-viaggi-nel-tempo/">Verso i Tre Anni…Dai miei viaggi nel tempo…</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Verso i Tre Anni.<br />
Dai miei viaggi nel tempo…</p>
<p>…Non dipendo più.<br />
Non chiedo, non mi accontento.<br />
Il dolore mi ha cambiata.<br />
Silenziosamente, mi ha insegnato a camminare da sola.<br />
Ma da quando lui non c’è più,<br />
tutto intorno è diverso.</p>
<p>Eppure aleggia ancora.<br />
Lo sento nei dettagli che nessuno nota.<br />
Nel pensiero che mi accompagna,<br />
nelle sere silenziose,<br />
nel modo in cui osservo il mondo.</p>
<p>Mi manca infinitamente.<br />
Mi manca il nostro confronto quotidiano,<br />
quel dialogo vivo sui nostri interessi,<br />
le passeggiate lente,<br />
le sere di pioggia passate a casa,<br />
il fuoco del camino che guardavamo per ore.<br />
Casa Bianca tra rumore del mare e profumo di agrumi<br />
il libro letto a due voci.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-94638" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20250521-180137_Facebook-872x1024.jpg" sizes="(max-width: 872px) 100vw, 872px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20250521-180137_Facebook-872x1024.jpg 872w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20250521-180137_Facebook-255x300.jpg 255w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20250521-180137_Facebook-768x902.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20250521-180137_Facebook.jpg 1058w" alt="" width="872" height="1024" /></figure>
</div>
<p>Mi manca la sua sensualità silenziosa,<br />
il suo sguardo magnetico,<br />
raffinato, dolcemente suadente.<br />
Mi manca la sua voce.<br />
E “Acqua e sale” alla chitarra,<br />
cantata piano, solo per me.</p>
<p>Ora scelgo il silenzio,<br />
ma non perché non senta.<br />
Anzi.<br />
Perché in quel silenzio,<br />
lui c’è.<br />
E resta.<br />
Intorno a me, dentro me.<br />
Ovunque…</p>
<p>(Catania, 15 settembre 2025)</p>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-94637" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20230929-232225_Gallery.jpg" sizes="(max-width: 827px) 100vw, 827px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20230929-232225_Gallery.jpg 827w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20230929-232225_Gallery-300x286.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot_20230929-232225_Gallery-768x732.jpg 768w" alt="" width="827" height="788" /><figcaption class="wp-element-caption">Pucci Mauro – Mimma Cucinotta</figcaption></figure>
</div>
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		<item>
		<title>Isabella Morra. La mia Isabella. Un Rinascimento meridionale: tra Basilicata, Puglia,  Calabria e il pensiero Mediterraneo</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/05/isabella-morra-la-mia-isabella-un-rinascimento-meridionale-tra-basilicata-puglia-calabria-e-il-pensiero-mediterraneo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=isabella-morra-la-mia-isabella-un-rinascimento-meridionale-tra-basilicata-puglia-calabria-e-il-pensiero-mediterraneo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 15:24:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Morra]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Progetto-senza-titolo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Progetto-senza-titolo.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Progetto-senza-titolo-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Chi ricorda più la tragedia della poetessa Isabella Morra? Era il 1546 quando Isabella Morra veniva uccisa.  Aveva 26 anni.  Ed era bella”. Ci sono racconti che imprigionano misteri e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/05/isabella-morra-la-mia-isabella-un-rinascimento-meridionale-tra-basilicata-puglia-calabria-e-il-pensiero-mediterraneo/">Isabella Morra. La mia Isabella. Un Rinascimento meridionale: tra Basilicata, Puglia,  Calabria e il pensiero Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><i>Chi ricorda più la tragedia della poetessa Isabella Morra? Era il 1546 quando Isabella Morra veniva uccisa.  Aveva 26 anni.  Ed era bella”. Ci sono racconti che imprigionano misteri e racconti che si chiudono nella solitudine.  I destini si incrociano.  Isabella e Diego Sandoval.Poesia e morte. Un binomio antico. Ha attraversato intere generazioni. Ritorna spesso. Ma è la poesia che fa discutere di questi intrecci.</i></p></blockquote>
<p>Nei versi di un amore impossibile ho vissuto anni delle mie impressioni di vita con Isabella Morra. Ho molto lavorato in decenni passati. Con pubblicazione, servizi in Rai, convegni e un raccontare di esistenze.<br />
Un legame forte. Poesia e morte. Un binomio antico. Ha attraversato intere generazioni. Ritorna spesso. Ma è la poesia che fa discutere di questi intrecci. Chi ricorda più la tragedia della poetessa Isabella Morra? Era il 1546 quando Isabella Morra veniva uccisa.  Aveva 26 anni.  Ed era bella.</p>
<p>Bella con i sogni tra i versi e le parole che raccontavano solitudini nel tempo perduto in un feudo tra la Calabria e la Basilicata.  Suo padre era il signore di Favale.</p>
<p>Un feudo nella valle del Sinní.  Era avverso agli spagnoli e quando i francesi vennero scacciati dal Regno di Napoli il padre di Isabella si rifugiò in Francia.  Isabella fu affidata alla cura dei fratelli che la costrinsero a vivere in una tragica solitudine.</p>
<p>Isabella si innamorò del poeta Diego Sandoval de Castro sposato con Antonia Caracciolo.  I fratelli appena scoperta la relazione, senza pensarci due volte, uccisero Isabella e poco dopo tesero un agguato al suo amante e lo trucidarono.</p>
<p>Era bella Isabella.  Nel castello di Favale.  Era bella mentre tendeva lo sguardo a Diego Sandoval, mentre si amavano, mentre giocavano nel tempo tragico a perdersi e a ritrovarsi.  Era bella Isabella nell’ultimo amplesso mentre con tristezza recitava:</p>
<p>“Ogni mal ti perdono,/né l’alma si dorrà di te giammai,/se questo sol farai,/ahi, ahi, Fortuna (e perché far no ‘i dei?):/che giungan al gran Re li sospiri miei.”</p>
<p>L’eco di lontananza e le voci del vento setacciate nella notte. Notte di stelle e di tragedie.  Favale era un deserto.  Giovanni Michele di Morra al servizio del Gran Re si trovava lontano dalla sua terra.  Isabella lo invocava.</p>
<p>Lanciava messaggi.  E cantava una melanconia struggente:</p>
<p>“Torbido Siri, del mio mal superbo/or ch’io sento da presso il fine ama/…/Dilli come, morendo, disacerbo /l’aspra fortuna e lo mio lato avaro, /e, con esempio miserando e raro,/nome infelice a le tue onde io serbo. /Tosto cb’ei giunga a la sassosa riva /(a che pensar m’adduci, o fiera stella,/come d’ogni mio ben son cassa e priva!),/inquieta l’onde con crudel procella, /e di: &lt;&lt;M’accrebber sì, mentre fu viva, /non gli occhi no, ma i fiumi d’Isabella&gt;&gt;.”</p>
<p>Isabella morì sotto i colpi dei fratelli.  E anche l’amante poeta. Tra i sogni in un gioco infinito.  Si perse un amore nel tradimento consumato.  E la fantasia era nella vita.  Fantasia e biografia: su questo tracciato si snocciola il mondo poetico di Isabella Di Morra.  Un tracciato poetico teso sulla corda di una esistenzialità inquieta e addolorata.</p>
<p>Che cosa fu la poesia per Isabella?  Una tragica coincidenza?  Il linguaggio come liberazione o come sintesi di una vita ? Chi lo potrà mai confermare? E’ certo che Isabella invocò sempre il padre.  Il padre come identità perduta.  L’amore per Diego Sandoval come riferimento ritrovato.  Ma le coincidenze a volte sono più crudeli della vita stessa.</p>
<p>Gli amanti traditi in un rapporto d’amore vissuto sul tradimento.  E Antonia Caracciolo ?  Quale tradimento più atroce dovette subire ? Tradita e beffata.  E non c’era, nel tutto, un filo sottile d’ironia.  Ma il destino è un cammino segnato che tocca le corde del tempo e incrocia l’amore con la morte.</p>
<p>Isabella era bella lungo il fiume Siri (o Sinni).  E raccoglieva parole per raccontare favole o gloria di un tempo andato.  E chiedeva al padre di ritornare.  Ma il tempo è lungo e le ore sono brevi.  Il tempo si sbriciola e i ricordi si condensano nella memoria.  Tutto, alla fine, è memoria.  Anche il suo canto è una voce nella memoria che ritaglia sogni nelle fantasie che si fanno futuro.</p>
<p>Ci sono racconti che imprigionano misteri e racconti che si chiudono nella solitudine.  I destini si incrociano.  Isabella e Diego Sandoval. 0 quell’altra storia di sofferta malinconia tra Bianca Lancia di Agliano e Federico.  L’imperatore Federico e Bianca.  L’imperatore muore poco dopo aver coronato il suo sogno d’amore con Bianca.</p>
<p>Dopo aver legittimato suo figlio Manfredi.  Ci sono viaggi imprevedibili e percorsi che diventano insondabili e indefinibili.  Isabella e Diego si sono amati pur sapendo a cosa andavano incontro.  Ma ci sono segreti tra le pieghe di ognuno di noi che non vorremmo rivelare neppure a noi stessi.  La vita è una tragedia che continua.</p>
<p>Per Isabella non c’era uscita diversa dalla sua tragedia.  Il suo canto disperato è una testimonianza di fuoco.  Erano le lacrime e il sangue che scorrevano nel Siri.  E si faceva triste la sera.  Sotto la luna si intonavano rime di dolore. Una delle prime raccolte delle poesie di Isabella apparve a Venezia nel 1552 ma a Napoli venne pubblicata la raccolta integrale nel 1693.  Fu Benedetto Croce a riscoprirla.</p>
<p>Poesia di meditazione.  Poesia semplice. Poesia di tristezza.  Poesia della consapevolezza.  Sono state usate tante terminologie.  Isabella Di Morra resta nella poetica della tragedia: sia biograficamente sia letterariamente.  Forse anche una poesia della solitudine.</p>
<p>“Quella ch’è detta la fiorita etade,/secca ed oscura, solitaria ed erma,/tutta ho passato qui cieca ed inferma.”</p>
<p>Una commozione intensa pervade il dettato poetico.  I sogni sono dentro l’angoscia e le disperazioni sono graffi sui muri del castello di Favale.  E’ un fiume che scorre.  Ci sono parametri letterari sui quali si potrebbe riflettere.  Ma Isabella è la biografia che si fa poesia e gioca con le onde di un amore – fantasia.</p>
<p>“Deh, mentre ch’io mi lagno e giorno e notte,/ o fere, o sassi, o orride ruine,/o selve incolte, o solitarie grotte,/ulule e voci, del mal nostro indovine,/piangete meco a voci alte interrotte/il mio più d’altro miserando fine.”</p>
<p>In Leopardi ritorna questo canto.  Una tensione senza sirene che freme nell’angustia dei giorni che passano e conducono inavvertitamente alla fine.  In ogni fìne c’è sempre la fine di un tempo.  Ci si consuma aggrappati ad una attesa.  E Isabella è stata colta dentro questa attesa.  Ma forse c’è anche un’attesa che manca.</p>
<p>Una poesia fatta di tensioni.  Nelle biografie ci sono sempre misteri intrecciati a segni indecifrabili.</p>
<p>Chi potrà mai penetrare i misteri o chi potrà mai entrare dentro il fiume dei segreti? E’ vero.  Isabella era bella.  Nella disperazione era bella. La sua poesia è una testimonianza che continua a tracciare percorsi.</p>
<p>La solitudine e poi la tragedia di Isabella alla fine si trasformano in disperazione.  Disperazione senza speranze, disperazione senza ancore, disperazione chiusa nel silenzio.  Amore e morte.  Ma l’amore è nella morte e la morte (e aveva ragione Michelstadter) è nell’amore – vita.</p>
<p>Il destino crudele la circondò. La avvolse nel suo mantello.  Il suo testamento non giunse a termine.  Pagine bianche.  E poi c’è la morte.  Ma il tempo è più della morte.  Ecco perché ancora si racconta di Isabella Di Morra: donna di Favale nata nel 1520 e morta uccisa nel 1546.</p>
<p>I suoi versi recitano e il suo amore per Diego Sandoval è oltre il fiume.  Ma la vita è nel tempo e l’amore è un segreto. È bello pensare che oltre le geremie della critica letteraria certi destini hanno bisogno del raccontare. Il raccontare e il mistero con Isabella è il tutto. Perché diventa emozione. Il resto resta un banale discutere.</p>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image"></div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-107965" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_2784-284x300.jpeg" alt="" width="284" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_2784-284x300.jpeg 284w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_2784.jpeg 371w" sizes="(max-width: 284px) 100vw, 284px" /><br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F09%2F05%2Fisabella-morra-la-mia-isabella-un-rinascimento-meridionale-tra-basilicata-puglia-calabria-e-il-pensiero-mediterraneo%2F&amp;linkname=Isabella%20Morra.%20La%20mia%20Isabella.%20Un%20Rinascimento%20meridionale%3A%20tra%20Basilicata%2C%20Puglia%2C%20%20Calabria%20e%20il%20pensiero%20Mediterraneo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F09%2F05%2Fisabella-morra-la-mia-isabella-un-rinascimento-meridionale-tra-basilicata-puglia-calabria-e-il-pensiero-mediterraneo%2F&#038;title=Isabella%20Morra.%20La%20mia%20Isabella.%20Un%20Rinascimento%20meridionale%3A%20tra%20Basilicata%2C%20Puglia%2C%20%20Calabria%20e%20il%20pensiero%20Mediterraneo" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/05/isabella-morra-la-mia-isabella-un-rinascimento-meridionale-tra-basilicata-puglia-calabria-e-il-pensiero-mediterraneo/" data-a2a-title="Isabella Morra. La mia Isabella. Un Rinascimento meridionale: tra Basilicata, Puglia,  Calabria e il pensiero Mediterraneo"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/05/isabella-morra-la-mia-isabella-un-rinascimento-meridionale-tra-basilicata-puglia-calabria-e-il-pensiero-mediterraneo/">Isabella Morra. La mia Isabella. Un Rinascimento meridionale: tra Basilicata, Puglia,  Calabria e il pensiero Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Donna che guardi il mare. Pierfranco Bruni. L’amore come eco perduta in viaggio tra memoria e presente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jun 2025 15:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Donna che Guardi il Mare]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="334" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Donna-che-guardi-il-mare-libro-Pierfranco-Bruni-678x334-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Donna-che-guardi-il-mare-libro-Pierfranco-Bruni-678x334-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Donna-che-guardi-il-mare-libro-Pierfranco-Bruni-678x334-1-300x148.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Donna-che-guardi-il-mare-libro-Pierfranco-Bruni-678x334-1-585x288.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Recensione a cura di Mimma Cucinotta  Malinconia e attesa, intrappolata in un ciclo infinito di ricordi nel silenzio, e impossibilità di ricongiungersi al passato sono i temi ricorrenti in &#8220;Donna&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/29/donna-che-guardi-il-mare-pierfranco-bruni-lamore-come-eco-perduta-in-viaggio-tra-memoria-e-presente/">Donna che guardi il mare. Pierfranco Bruni. L’amore come eco perduta in viaggio tra memoria e presente</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione a cura di Mimma Cucinotta </strong></p>
<p><em>Malinconia e attesa, intrappolata in un ciclo infinito di ricordi nel silenzio, e impossibilità di ricongiungersi al passato sono i temi ricorrenti in &#8220;Donna che guarda il mare&#8221; per i tipi Zaffiro Luigi Pellegrini Edizioni (2025). Intrecciando poesia e prosa Pierfranco Bruni ci guida in un viaggio introspettivo che evidenzia il suo desiderio di distacco dal passato, pur riconoscendo la sua inevitabile influenza sul presente nella ineluttabilità del tempo che scorre sfumando le tracce della felicità vissuta&#8230;</em></p>
<p>Intriso di poesia e malinconia, evocando immagini profonde e riflessioni sull’eterna danza tra passato, presente e futuro. La “donna che guarda il mare” di <strong>Pierfranco Bruni </strong>per i tipi Zaffiro Luigi Pellegrini Editore (2025) diventa un simbolo potente della nostalgia e del desiderio di ritrovare il perduto.<br />
Nel volume emerge una dicotomia silenzio/rumore. L’autore si presenta come raffinato coltivatore del silenzio, nel fastidio dei rumori assordanti dei ricordi.<br />
<em>“I ferragosti che sono rimasti dentro di me sono quelli dell’infanzia in Calabria con mio padre, mia madre e mia sorella. A quel tempo resta legata la mia spensieratezza e il mio essere ciò che sono stato negli anni e ciò che continuo a essere. C’è un ricordo in particolare ed è legato a prima che mio padre comprasse la sua, nostra, millecento rossa D fiammeggiante con il cambio allo sterzo.<br />
La nostra vacanza estiva, e quindi anche il Ferragosto, la trascorrevamo a Trebisacce…</em>“</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-86208" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Donna-che-guardi-il-mare-Pierfranco-Bruni-libro.png" sizes="(max-width: 280px) 100vw, 280px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Donna-che-guardi-il-mare-Pierfranco-Bruni-libro.png 280w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Donna-che-guardi-il-mare-Pierfranco-Bruni-libro-194x300.png 194w" alt="" width="280" height="433" /></figure>
</div>
<p>Questo contrasto evidenzia il suo desiderio di distacco dal passato, pur riconoscendo la sua inevitabile influenza sul presente.<br />
L’amore come eco perduta. La descrizione dell’incontro amoroso passato intensamente evocativo, crea un senso di struggente nostalgia. Il mare diventa metafora della vastità del tempo e dell’impossibilità di ricatturare i momenti fugaci.<br />
Scorrendo le pagine del libro, Pierfranco Bruni sembra interrogarsi sulla natura dei ricordi e sul loro ruolo nella vita umana. La frase “Beati coloro che credono, a cosa?, e si affidano al fatto che ci sia un cielo che possa contenere anime e sguardi e giudizi” suggerisce una possibile risposta alla domanda di senso, ma l’autore stesso sembra rifiutarla, abbracciando invece l’alchimia interiore. In definitiva, il testo rappresenta un intenso viaggio introspettivo che invita il lettore a riflettere sulla propria esperienza con il passato, il presente e la speranza di un futuro ancora da scrivere.</p>
<p>Come melanconia del ricordo in un’Anima attraversata dal tempo, è quanto</p>
<pre style="text-align: right;">Copertina del Libro tratta da Ragazza alla finestra (Muchacha en la ventana) un dipintorealizzato nel 1925 dal pittore spagnolo Salvador Dalí. 
Custodito nel Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía a Madrid</pre>
<p>Bruni ci restituisce nella seconda parte del testo, impegnato ad esplorare la complessa relazione dell’uomo con i ricordi, il tempo che passa e l’impossibilità di rievocare pienamente il passato. “Donna che guardi il mare” è una prosa suggestiva e ricca di immagini evocative, si confronta con la nostalgia del perduto, riflettendo sulla natura effimera dei momenti felici e sul peso della solitudine.</p>
<p>Ed ancora la figura della “donna che guarda il mare” emerge come simbolo di malinconia e attesa, intrappolata in un ciclo infinito di ricordi e desideri irrealizzabili. Il silenzio, la lontananza e l’impossibilità di ricongiungersi al passato sono temi ricorrenti, sottolineando l’ineluttabilità del tempo che scorre sfumando le tracce della felicità vissuta.</p>
<p>La poesia si intreccia alla prosa creando un effetto suggestivo e malinconico, evocando atmosfere intime e suggestive. Pierfranco Bruni ci guida in un viaggio introspettivo attraverso il labirinto dei ricordi, lasciandoci con una profonda sensazione di struggimento e di accettazione della natura transitoria dell’esistenza.</p>
<div class="wp-block-image"></div>
<p><strong>Pierfranco </strong><strong>Bruni</strong> è nato in Calabria. Vive tra Roma e la Puglia.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-91362 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241.jpeg 639w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Gr</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>isi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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