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	<title>potere Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Satira e responsabilità: la libertà che illumina il potere, non il dolore dei fragili</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/09/satira-e-responsabilita-la-liberta-che-illumina-il-potere-non-il-dolore-dei-fragili/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=satira-e-responsabilita-la-liberta-che-illumina-il-potere-non-il-dolore-dei-fragili</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 18:48:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/b7e196c7-9f8a-4022-aae3-b49799dd5c50.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/b7e196c7-9f8a-4022-aae3-b49799dd5c50.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/b7e196c7-9f8a-4022-aae3-b49799dd5c50-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/b7e196c7-9f8a-4022-aae3-b49799dd5c50-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/b7e196c7-9f8a-4022-aae3-b49799dd5c50-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/b7e196c7-9f8a-4022-aae3-b49799dd5c50-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/b7e196c7-9f8a-4022-aae3-b49799dd5c50-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/b7e196c7-9f8a-4022-aae3-b49799dd5c50-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Quando la risata diventa coscienza democratica e quando, invece, si trasforma in una ferita collettiva La satira, quando è autentica, non nasce per compiacere. Nasce per disturbare. È un gesto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/09/satira-e-responsabilita-la-liberta-che-illumina-il-potere-non-il-dolore-dei-fragili/">Satira e responsabilità: la libertà che illumina il potere, non il dolore dei fragili</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/b7e196c7-9f8a-4022-aae3-b49799dd5c50.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/b7e196c7-9f8a-4022-aae3-b49799dd5c50.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/b7e196c7-9f8a-4022-aae3-b49799dd5c50-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/b7e196c7-9f8a-4022-aae3-b49799dd5c50-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/b7e196c7-9f8a-4022-aae3-b49799dd5c50-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/b7e196c7-9f8a-4022-aae3-b49799dd5c50-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/b7e196c7-9f8a-4022-aae3-b49799dd5c50-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/b7e196c7-9f8a-4022-aae3-b49799dd5c50-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p><p><em>Quando la risata diventa coscienza democratica e quando, invece, si trasforma in una ferita collettiva</em></p>
<p>La satira, quando è autentica, non nasce per compiacere. Nasce per disturbare. È un gesto culturale che rompe la superficie delle cose, incrina le versioni ufficiali, sposta il punto di vista. In una democrazia viva non è un ornamento: è un presidio. Perché mentre il potere tende naturalmente ad autoassolversi, la satira lo costringe a guardarsi allo specchio. Gli toglie il trucco, il protocollo, la liturgia dell’intoccabilità. E in quel momento restituisce ai cittadini una possibilità preziosa: non genuflettersi.</p>
<p>Ma proprio qui, nel cuore della sua funzione pubblica, si apre una domanda che oggi non possiamo più aggirare: tutto ciò che fa ridere è automaticamente legittimo? La risposta, se vogliamo essere seri senza diventare moralisti, è no. La libertà della satira è grande, ma non è mai neutra. Ogni battuta ha una direzione, e la direzione conta più dell’effetto immediato. Non basta dire “era solo una battuta” per cancellare il peso simbolico di una parola pronunciata in pubblico, rilanciata da milioni di schermi, trasformata in clima.</p>
<p>Il punto decisivo è semplice, eppure scomodo: una cosa è colpire chi ha potere, un’altra è colpire chi ha già ferite. Quando la satira sale verso l’alto, verso i privilegi, verso le retoriche manipolative, verso chi governa immaginari e risorse, allora compie un atto civile. Quando invece scende verso chi vive già una condizione di marginalità, verso corpi stigmatizzati, identità ridotte a bersaglio, minoranze trasformate in scorciatoie narrative, non sta più facendo critica del potere: sta facendo manutenzione del pregiudizio. E in quel passaggio, spesso invisibile ma devastante, la risata smette di liberare e comincia a schiacciare.</p>
<p>Dire questo non significa invocare censura. Significa pretendere maturità democratica. La libertà di espressione non è l’assenza di responsabilità: è la sua prova più alta. In una società adulta possono convivere tre diritti che non si escludono, ma si tengono insieme: il diritto dell’autore a esprimersi, il diritto del pubblico a criticare, il dovere collettivo di non normalizzare la disumanizzazione. La falsa alternativa “o libertà assoluta o bavaglio” è una scorciatoia tossica che semplifica il dibattito e lo avvelena.</p>
<p>C’è poi un confine che nel rumore contemporaneo si perde facilmente: quello tra irriverenza e umiliazione. L’irriverenza è intelligente perché apre un varco critico: incrina l’aura del potente, smonta la propaganda, costringe a pensare. L’umiliazione, invece, è pigra: usa cliché già pronti, stereotipi consumati, riflessi di branco. L’irriverenza può essere dura, perfino feroce, ma resta un’operazione culturale. L’umiliazione è un automatismo sociale: riduce una persona a etichetta e la offre alla platea come bersaglio legittimo. E quando questo accade, non siamo davanti a più libertà; siamo davanti a meno civiltà.</p>
<p>Per orientarsi senza cadere nelle tifoserie, servono criteri concreti, non slogan. Il primo criterio riguarda il bersaglio: quella battuta colpisce un sistema di potere o una fragilità umana? Il secondo riguarda l’effetto: dopo la risata resta una domanda che ci rende più consapevoli, oppure resta solo una ferita che conferma gerarchie di disprezzo? Il terzo riguarda l’asimmetria: chi paga davvero il costo simbolico di quella comicità? Se a pagare sono sempre quelli che hanno meno voce, non è coraggio artistico, è comodità narrativa travestita da provocazione.</p>
<p>Nel digitale tutto si amplifica. Una frase estratta dal contesto diventa sentenza definitiva. Una clip di pochi secondi diventa identità pubblica. L’algoritmo premia ciò che divide, incendia, polarizza. E così il criterio artistico viene rimpiazzato da quello performativo: non “questa battuta è ben costruita?”, ma “quanto rumore produce?”. In questo ecosistema, l’umiliazione è redditizia, la complessità è lenta, la profondità spesso perde. Per questo oggi la vera alfabetizzazione non è solo mediatica: è etica. Dobbiamo reimparare a distinguere tra satira come critica del potere e satira come economia dell’insulto.</p>
<p>Anche il pubblico, però, non è innocente. Ogni click è un voto culturale. Ogni condivisione è una scelta di campo. Se premiamo sistematicamente la battuta più crudele, non stiamo solo consumando intrattenimento: stiamo finanziando un modello di linguaggio. Se confondiamo dissenso con linciaggio, critica con gogna, libertà con impunità, contribuiamo a rendere normale ciò che normale non dovrebbe essere mai: la trasformazione del dolore altrui in spettacolo.</p>
<p>Una satira eticamente solida non è una satira addomesticata. Non è tiepida, non è neutra, non è perbene nel senso conformista del termine. Può essere scomoda, ruvida, provocatoria. Può dare fastidio. Deve poterlo fare. Ma deve sapere dove mettere la sua forza. La sua bussola è una sola: colpire i meccanismi di dominio, non l’umanità già esposta. Se perde questa direzione, non diventa più audace: diventa più facile. E la facilità, in arte come in politica, è spesso il primo passo verso la superficialità.</p>
<p>Viviamo un tempo in cui il cinismo viene venduto come intelligenza e la compassione viene derisa come debolezza. È una menzogna culturale che ci sta impoverendo. Serve molto più talento per far ridere senza disumanizzare che per provocare usando stereotipi pronti. Serve molta più lucidità per costruire una battuta che smaschera il potere rispetto a una battuta che umilia il fragile e raccoglie applausi automatici. La vera satira non evita il conflitto: lo eleva. Non evita la ferita del reale: la attraversa senza trasformarla in carne da consumo.</p>
<p>Alla fine, la domanda che conta resta una, e vale per autori, editori, piattaforme e pubblico: stiamo ridendo contro qualcuno o stiamo finalmente capendo qualcosa? Perché una democrazia non ha bisogno di comici obbedienti né di artisti sterilizzati. Ha bisogno di voci libere, lucide, responsabili. Voci capaci di guardare in faccia il potere senza paura e di guardare in faccia il dolore senza cinismo. Voci che sappiano pungolare in alto senza calpestare in basso.</p>
<p>È lì che la satira ritrova il suo volto più vero: non quando vince il rumore, ma quando apre uno spazio condiviso di verità. Una verità scomoda, sì. A tratti dura. Ma umana. E quindi, finalmente, trasformativa.</p>
<p>@Riproduzione riservata Francesco Mazzarella</p>
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		<title>In libreria “La Panacea Letale” il saggio  di Pierfrancesco Bruni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2020 11:21:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<category><![CDATA[potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="265" height="320" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/08/C32B0C8A-0A15-4760-A3A7-D669C63BE9B8.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/08/C32B0C8A-0A15-4760-A3A7-D669C63BE9B8.jpeg 265w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/08/C32B0C8A-0A15-4760-A3A7-D669C63BE9B8-248x300.jpeg 248w" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" /></p>
<p>In tempi di pandemia Pierfranco Bruni pubblica un manuale filosofico di sopravvivenza all’esistere La verità è ancora una ricerca da stabilire. È mai possibile assistere a televisive dispute banali? Il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2020/08/01/in-libreria-la-panacea-letale-il-saggio-di-pierfrancesco-bruni/">In libreria “La Panacea Letale” il saggio  di Pierfrancesco Bruni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="265" height="320" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/08/C32B0C8A-0A15-4760-A3A7-D669C63BE9B8.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/08/C32B0C8A-0A15-4760-A3A7-D669C63BE9B8.jpeg 265w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/08/C32B0C8A-0A15-4760-A3A7-D669C63BE9B8-248x300.jpeg 248w" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" /></p><p class="s10"><strong><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><span class="s2">In tempi di p</span><span class="s2">andemia Pierfranco Bruni pubblica un manuale filosofico di sopravvivenza all’esistere</span></span></span></strong></p>
<p class="s10"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">La verità è ancora una ricerca da stabilire. È mai possibile assistere a televisive dispute banali? Il problema si pone. Ed è molto serio. Se la scienza riesce a guardare alla spiritualità diventa salvezza. Se vive di potere diventa dominio e sabotaggio della verità. Un’eterna battaglia che continua tuttora. Se quasi tutti i filosofi che si occuparono di scienza conobbero il marchio dell’eretico o vennero uccisi, il dialogante connubio tra epistemologia scientista e metafisica logica è un’arma pericolosa per il potere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”.</span></span></p>
<p class="s13"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Il rapporto tra scienza e potere impone una riflessione. Il saggio di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Pierfranco Bruni</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">dal titolo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">La panacea letale &#8211;</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> Il rapporto tra scienza e potere</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> (</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Ferrari Editore</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">)</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> è s</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">aggio estremo e chiaro, libello graffiante, manuale filosofico di sopravvivenza all’esistere: La panacea letale è tutto questo. </span></span></p>
<p class="s13"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Pierfranco Bruni</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> tenta di configurare, per renderli ancora più visibili, antichi e nuovi chiaroscuri storici: dalle scoperte rivoluzionarie di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Galileo Galilei </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">alla teoria</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> dell’universo infinito di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Giordano Bruno</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">, dalla vocazione critico-razionalistica di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Giulio Cesare Vanini</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> al Manifesto degli scienziati razzisti, sino ai domini dell’economia politica e all’emergenza sanitaria più importante della nostra epoca.</span></span></p>
<p class="s14"><span class="s12"><span class="bumpedFont15">SCIENZA E POTERE, dunque.</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Pierfranco Bruni </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">con il suo saggio filosofico su Potere e Scienza nell&#8217;era della “Panacea letale” si confronta con la pedagogia della modernità nelle civiltà delle dissolvenza. Una lunga meditazione in cui la scienza deve intrecciarsi con la spiritualità profonda dell&#8217;uomo.<br />
</span></span><span class="s15"><span class="bumpedFont15">LA PANACEA LETALE.</span></span> <span class="s15"><span class="bumpedFont15">Il rapporto tra </span></span><span class="s15"><span class="bumpedFont15">scienza</span></span><span class="s15"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s15"><span class="bumpedFont15">potere</span></span><span class="s15"><span class="bumpedFont15"> impone una riflessione. </span></span><span class="s15"><span class="bumpedFont15">Saggio</span></span><span class="s15"><span class="bumpedFont15"> estremo e chiaro, libello graffiante, manuale </span></span><span class="s15"><span class="bumpedFont15">filosofico</span></span><span class="s15"><span class="bumpedFont15"> di sopravvivenza all’esistere: il </span></span><span class="s15"><span class="bumpedFont15">libro</span></span><span class="s15"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">Pierfranco Bruni</span></span><span class="s15"><span class="bumpedFont15"> è tutto questo.</span></span></p>
<p><strong><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Pierfranco Bruni</span></span></strong></p>
<p class="s14"><span class="s17"><span class="bumpedFont15">Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali &#8220;</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">Via Carmelitani</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">&#8220;, &#8220;</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">Viaggioisola</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">&#8220;, &#8220;</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">Per non amarti più</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">&#8220;, &#8220;</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">Fuoco di lune</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">&#8220;, &#8220;</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">Canto di Requiem</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">&#8220;, &#8220;</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">Ulisse è ripartito</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">&#8220;, &#8220;</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">Ti amer</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">ò</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15"> fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">&#8220;), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati &#8220;</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">L&#8217;ultima notte di un magistrato</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">&#8220;, &#8220;</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">Paese del vento</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">&#8220;, &#8220;</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">Claretta e Ben</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">&#8220;, &#8220;</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">L&#8217;ultima primavera</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">&#8220;, &#8220;</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">E dopo vennero i sogni</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">&#8220;, &#8220;</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">Quando fioriscono i rovi</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">&#8220;, &#8220;</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">Il mare e la conchiglia</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">&#8220;). Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D&#8217;Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15"> e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
</span></span>Numerosi sono i suoi testi sulla letteratura italiana ed europea del Novecento.<span class="s17"><span class="bumpedFont15">Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e si considera profondamente mediterraneo.<br />
Ha scritto, tra l&#8217;altro, un libro su </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Fabrizio De André </span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">e il Mediterraneo (“</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">Il cantico del sognatore mediterraneo</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">&#8220;, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni. </span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">I due segmenti fondamentali che caratterizzano il suo viaggio letterario sono la memoria e la nostalgia. Il mito è la chiave di lettura, secondo </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Pierfranco Bruni</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Tutta la sua poetica vive di queste atmosfere. Non ha mai creduto al realismo in letteratura. Il realismo è cronaca, è rappresentazione, è documento.</span></span> <span class="s17"><span class="bumpedFont15">Il simbolo, invece, è mistero. E&#8217; metafora, è fantasia, è sogno. </span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">Il suo poderoso saggio-racconto dal titolo “</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella Letteratura contemporanea</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">” è una testimonianza emblematica del suo pensiero.</span></span> <span class="s17"><span class="bumpedFont15">Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. È convinto che la letteratura e la vita senza il sogno, l&#8217;amore e l&#8217;ironia non avrebbero senso. L&#8217;amore quando è sogno ha sempre delle illuminazioni. Gli orizzonti sono nel viaggio e le albe e i tramonti possono anche somigliarsi ma non hanno mai lo stesso colore. Lungo il suo cammino ci sono stati e ci sono molti libri incompiuti, ma non ha alcuna intenzione di definirli. Non viaggia per ritrovarsi perché è convinto che gli approdi non sono mai consapevolezza e che gli arrivi s&#8217;intrecciano con le partenze e i ritorni e vanno sempre oltre Itaca. </span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">Molti fra i suoi test</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">i sono stati tradotti in Paesi e</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">steri.</span></span></p>
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