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	<title>Reportage Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Reportage Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>REPORTAGE DAGLI STATES: LE GIORNATE A NEW YORK E QUELLE IN TEXAS</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 12:55:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Palmerini]]></category>
		<category><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
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		<category><![CDATA[viaggio New York]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/new-york.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/new-york.png 650w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/new-york-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/new-york-585x396.png 585w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Racconto di viaggio di un gruppo di studenti universitari dell’Aquila e del loro parroco don Federico di Goffredo Palmerini &#160; L’AQUILA – Settembre, andiamo, è tempo di migrare! Siamo infatti&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/10/10/reportage-dagli-states-le-giornate-a-new-york-e-quelle-in-texas/">REPORTAGE DAGLI STATES: LE GIORNATE A NEW YORK E QUELLE IN TEXAS</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Racconto di viaggio di un gruppo di studenti universitari dell’Aquila e del loro parroco don Federico</strong></h3>
<p>di <strong>Goffredo Palmerini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’AQUILA – <em>Settembre, andiamo, è tempo di migrare!</em> Siamo infatti andati dall’Aquila, da dove iniziava il <strong>Tratturo Magno</strong>, ma non verso il Tavoliere pugliese dove per secoli hanno migrato i nostri pastori e le loro greggi percorrendo <em>“un erbal fiume silente”</em>, come l’immaginifica creatività di <strong>D’Annunzio</strong> poetava. Siamo andati invece in <strong>America</strong>, trasvolando l’oceano, in una migrazione di appena due settimane (dal 10 al 24 settembre), non certo come di quelle sui bastimenti che tanti italiani hanno affrontato nella Grande Emigrazione, ma con un comodo volo di 9 ore da Roma a New York. Undici studenti universitari aquilani e fuori sede, un gruppo simbolico in rappresentanza dei tanti giovani che frequentano la Parrocchia Universitaria “San Giuseppe Artigiano” dell’Aquila, insieme alla loro guida spirituale, il parroco <strong>don Federico Palmerini</strong>, hanno voluto fare questa esperienza per conoscere direttamente il fenomeno migratorio riguardante una tra le rotte più seguite dalla nostra emigrazione, dopo quelle del <strong>Brasile</strong> e dell’<strong>Argentina</strong>, appunto gli <strong>Stati Uniti</strong>, dove le varie generazioni degli emigrati italiani con gli italo-discendenti costituiscono oggi una cospicua comunità di oltre 18 milioni di oriundi. Una comunità che dopo le sofferenze ed i pregiudizi patiti all’inizio delle due ondate migratorie nei due secoli precedenti ha saputo riscattarsi ed affermarsi in tutti i campi, conquistando stima e prestigio, insieme al rispetto della società americana. Traguardi di successo, costati prove durissime alle generazioni precedenti, che oggi sono talmente evidenti da trovare consacrazione, come tra alcuni giorni accadrà, negli eventi del <strong>Columbus Day</strong>, in tutti gli States ma soprattutto a <strong>New York</strong>, nella celebre Parata sulla Quinta Avenue, dove ogni anno si palesa la più grande manifestazione dell’orgoglio italiano in America.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La missione negli <strong>Stati Uniti</strong> del gruppo universitario dell’Aquila si è dispiegata in 6 giorni nella Grande Mela e gli altri 8 in <strong>Texas</strong>. Gli undici studenti universitari (Matteo, dell’Aquila; Matteo, Mattia, Giuseppe e Corrado di Vasto; ⁠Monica di Montesilvano; ⁠Cornelia di Pordenone; ⁠Mattia, Luca e Margherita di Torino; ⁠Giacomo di Chieti) e il loro parroco <strong>don Federico</strong> hanno chiesto a chi scrive di accompagnarli, almeno a <strong>New York</strong>, anche per promuovere e organizzare qualche incontro significativo che li avvicinasse al tema dell’emigrazione. Ho accettato di buon grado, anticipando questa volta a settembre l’annuale visita d’ottobre a New York o in altre città degli States, perché mese celebrativo della cultura italiana. Siamo così partiti ed arrivati quasi alla stessa ora, loro con un volo Delta, chi scrive con ITA. Questo reportage esce alcuni giorni dopo il loro rientro, giusto il tempo di raccogliere appunti del viaggio e le loro emozioni, se possono interessare qualche lettore. La prima settimana a <strong>New York</strong> la racconto in prima persona, avendola vissuta quasi del tutto insieme al gruppo. Il 15 settembre, mentre loro volavano a <strong>Houston</strong>, chi scrive rientrava in Italia per un impegno culturale a <strong>Gorizia</strong>, dove il 19 settembre si sarebbe tenuto il Premio internazionale d’Eccellenza “Città del Galateo”. La settimana in <strong>Texas</strong> è invece il racconto <em>“de relato”</em>, attraverso le annotazioni e le esperienze vissute dal gruppo, riportate a mo’ di diario di viaggio da <strong>don Federico</strong>. Ecco dunque, giorno per giorno, il racconto della missione in America.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mercoledì 10 settembre</strong>, intorno alle 14 l’arrivo al JFK Airport. Grande fila agli sportelli dell’immigrazione, un’ora e mezza per le pratiche d’ingresso. Il gruppo dei dodici vanno in metro verso il loro alloggio, a <strong>East Harlem</strong>, presso il convento <strong>Our Lady of Mount Carmel</strong>, una buona sistemazione, trovata dopo diversi altri tentativi grazie alla segnalazione di <strong>don Luigi Portarulo</strong>, uno dei sacerdoti della Cattedrale di St. Patrick. Per chi scrive è stato meno agevole l’arrivo al 145W della 55^ Strada, per via dei lavori in corso sull’autostrada d’accesso all’aeroporto, due ore abbondanti di taxi. All’arrivo l’abbraccio di <strong>Piero Picozzi</strong>, mio ospite e fraterno amico, con il quale condivido l’amicizia affettuosa verso <strong>Mario Fratti</strong>, il grande drammaturgo d’origine aquilana scomparso due anni fa, ed ora la custodia della sua memoria. Piero mi ha aspettato sulla porta fino al mio arrivo, rinviando un appuntamento di lavoro, segno di premura e di amicizia davvero commendevole che mi commuove. Mi dà le chiavi della casa e va al suo appuntamento. Lascio in casa il mio bagaglio e subito approfitto per una passeggiata rilassante tra il verde e l’ombra del <strong>Central Park</strong>, animato come sempre di varia umanità. Ristora camminare per il parco, il cuore verde di New York che ti fa subito immergere nell’atmosfera della città e delle sue innumerevoli stimolazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_110037" style="width: 510px" class="wp-caption alignright"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-110037" class="wp-image-110037" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/4.2-Al-Russ-Berrie-Pavilion-con-il-Prof.-Accili-300x156.jpg" alt="" width="500" height="259" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/4.2-Al-Russ-Berrie-Pavilion-con-il-Prof.-Accili-300x156.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/4.2-Al-Russ-Berrie-Pavilion-con-il-Prof.-Accili-1024x531.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/4.2-Al-Russ-Berrie-Pavilion-con-il-Prof.-Accili-768x398.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/4.2-Al-Russ-Berrie-Pavilion-con-il-Prof.-Accili-1170x607.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/4.2-Al-Russ-Berrie-Pavilion-con-il-Prof.-Accili-585x303.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/4.2-Al-Russ-Berrie-Pavilion-con-il-Prof.-Accili.jpg 1533w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><p id="caption-attachment-110037" class="wp-caption-text">Al Russ Berrie Pavilion con il Prof. Accili</p></div>
<p><strong>Giovedì 11 settembre</strong>. Nella mattinata il gruppo dei dodici sceglie la suggestiva passeggiata sull’<strong>High</strong> <strong>Line</strong>, la vecchia ferrovia di New York diventata un parco lineare sopraelevato che si snoda per circa tre chilometri tra il Meatpacking District, Chelsea e l&#8217;Hudson Yards, un’attrazione unica per aree verdi e scorci panoramici sulla città. Nel pomeriggio, alle 14:30, l’incontro con <strong>Domenico Accili</strong>, medico endocrinologo, professore ordinario della <strong>Columbia University</strong>. Lo avevo concordato con lui più di due mesi fa, in ragione dei suoi molteplici suoi impegni. Arriviamo con qualche minuto d’anticipo al Centro di ricerca dove ci aspetta. Il <strong>prof. Accili</strong>, aquilano d’origine – per essere amico di famiglia lo chiamo confidenzialmente Mimmo – ci accoglie con grande cordialità. In una sala riunioni ha fatto preparare per noi un buffet di dolci, caffè e bevande. Poi, chiesto ai giovani città d’origine e le facoltà dove seguono gli studi a <strong>L’Aquila</strong>, Mimmo ci racconta la sua storia professionale e la sua particolare <strong>“emigrazione”</strong> negli Stati Uniti. Laureato all&#8217;Università Cattolica di Roma, ha seguito presso il Policlinico Gemelli la formazione in Medicina interna. Venuto negli Stati Uniti con una borsa di studio Fogarty presso l&#8217;Istituto nazionale del diabete e delle malattie renali digestive di <strong>Bethesda</strong>, nel Maryland, è diventato direttore della Sezione Genetica e azione ormonale del prestigioso National Institutes of Health. Dal 1999, chiamato dalla <strong>Columbia University</strong>, insegna presso il College of Physicians &amp; Surgeons e come medico curante presso il <strong>Columbia Presbyterian Hospital</strong>.  Fin dal suo arrivo, nel 1998, la <strong>Columbia University</strong> lo incaricò di creare un Centro di ricerca utilizzando una donazione della <strong>Fondazione Russel Berrie</strong>. Ed è così che il <strong>prof. Accili</strong> fece nascere, a cominciare dalla costruzione della struttura, il <strong>Russ Berrie Medical Centre</strong>, centro di ricerca e cura tra i più prestigiosi al mondo nel campo della diabetologia e della scienza dell&#8217;alimentazione, il quale Centro ogni anno continua ad avere il sostegno economico dalla Fondazione per un’entrata pari a un terzo del suo bilancio. Mimmo ha illustrato le qualità e l&#8217;eccellenza del Centro che egli stesso fondò 25 anni fa su incarico della Columbia, facendolo diventare un’eccellenza mondiale. Ha poi ricordato i suoi anni a <strong>L&#8217;Aquila</strong> e <strong>Roma</strong>, poi in Usa a <strong>Bethesda</strong>. Quindi l&#8217;assunzione come professore alla <strong>Columbia University</strong> e primario nel più grande ospedale policlinico privato di New York. Ha quindi dialogato con gli studenti, rispondendo alle loro domande. Poi ha fatto domande sulla sua città, <strong>L&#8217;Aquila</strong>, e sulla sua ricostruzione. Egli è figlio di un politico, il <strong>Sen. Achille Accili</strong>, che tanto ha dato alla nostra città e all&#8217;Abruzzo, Senatore della Repubblica per ben 5 legislature e Sottosegretario di Stato. Ho ricordato ai giovani universitari che proprio al <strong>Sen. Accili </strong>si deve la statizzazione dell’Università dell’Aquila, che ha consentito lo sviluppo successivo dell’ateneo portandolo ai 27mila studenti prima del terremoto del 2009. È stato un incontro davvero ricco di informazioni utili e soprattutto di emozioni. Il prof. Accili, con il suo talento il riconosciuto prestigio negli States e nel mondo, onora <strong>L&#8217;Aquila</strong>, l&#8217;<strong>Abruzzo</strong> e l&#8217;<strong>Italia</strong>. Abbiamo concluso l’incontro con un abbraccio e una foto ricordo. Nel resto del pomeriggio tutto il gruppo ha fatto una lunga scarpinata per il Central Park, sulla Quinta Avenue, una visita alla Cattedrale di St. Patrick, al Rockfeller Center e a Times Square. Nel frattempo alcuni hanno gustato a <strong>Broadway</strong> il musical <em>Harry Potter</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Venerdì 12 settembre</strong>, mattinata alla Statua della Libertà e visita ad <strong>Ellis Island</strong>, un’immersione nella storia dell’emigrazione italiana negli States attraverso gli archivi di quello che fu la struttura dove gli immigrati venivano registrati, verificati e tenuti in quarantena, prima di raggiungere le loro destinazioni. Oppure talvolta rispediti al paese d’origine, se giudicati inidonei, fatto che non di rado portava diverse persone al suicidio. Alle ore 16 tutti all&#8217;<strong>Istituto</strong> <strong>Italiano di Cultura</strong>, in Park Avenue, per l&#8217;incontro con <strong>Valentina Fratti</strong>, nella Sala-museo che l&#8217;Istituto ha dedicato a</p>
<div id="attachment_110035" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-110035" class="wp-image-110035 size-full" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.3-Claudio-Pagliara-direttore-IIC-con-Goffredo-Palmerini-e-Valentina-Fratti-.jpg" alt="" width="720" height="528" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.3-Claudio-Pagliara-direttore-IIC-con-Goffredo-Palmerini-e-Valentina-Fratti-.jpg 720w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.3-Claudio-Pagliara-direttore-IIC-con-Goffredo-Palmerini-e-Valentina-Fratti--300x220.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.3-Claudio-Pagliara-direttore-IIC-con-Goffredo-Palmerini-e-Valentina-Fratti--585x429.jpg 585w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><p id="caption-attachment-110035" class="wp-caption-text">Claudio Pagliara, direttore IIC, con Goffredo Palmerini e Valentina Fratti</p></div>
<p><strong>Mario Fratti</strong>, il grande drammaturgo aquilano scomparso il 15 aprile 2023, uno dei più grandi autori di teatro al mondo. Abbiamo parlato con la figlia <strong>Valentina</strong>, autrice e regista teatrale, della drammaturgia del padre, delle tematiche sociali e dell&#8217;imprevedibilità delle sue opere, che ne hanno costituito il successo negli Stati Uniti e in tutto il mondo. <strong>Fratti</strong> arrivò a</p>
<div id="attachment_110068" style="width: 450px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-110068" class=" wp-image-110068" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.1-Con-Valentina-Fratti-allIstituto-Italiano-di-Cultura-300x203.jpg" alt="" width="440" height="298" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.1-Con-Valentina-Fratti-allIstituto-Italiano-di-Cultura-300x203.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.1-Con-Valentina-Fratti-allIstituto-Italiano-di-Cultura-1024x694.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.1-Con-Valentina-Fratti-allIstituto-Italiano-di-Cultura-768x521.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.1-Con-Valentina-Fratti-allIstituto-Italiano-di-Cultura-1536x1042.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.1-Con-Valentina-Fratti-allIstituto-Italiano-di-Cultura-1170x793.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.1-Con-Valentina-Fratti-allIstituto-Italiano-di-Cultura-585x397.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.1-Con-Valentina-Fratti-allIstituto-Italiano-di-Cultura.jpg 1600w" sizes="(max-width: 440px) 100vw, 440px" /><p id="caption-attachment-110068" class="wp-caption-text">Con Valentina Fratti all&#8217;Istituto Italiano di Cultura</p></div>
<p><strong>New York</strong> nel 1963 per assistere alla rappresentazione del suo dramma <em>&#8220;Suicidio&#8221;,</em> che <strong>Lee Strasberg</strong> aveva messo in scena. Iniziò da quel fatto la sequela di successi delle sue opere teatrali che lo portarono a vincere ben <strong>7</strong> <strong>Tony Award</strong> &#8211; nel teatro come gli Oscar per il cinema &#8211; specie con il famosissimo musical <em>&#8220;Nine&#8221;.</em> <strong>Mario Fratti</strong> appena dopo il suo arrivo a New York fu subito chiamato dalla <strong>Columbia University</strong> ad insegnare Storia del teatro, poi per 27 anni è stato docente dell&#8217;Hunter College della City University of New York (Cuny). <strong>Mario Fratti</strong> amava tanto <strong>L&#8217;Aquila</strong>, dove era nato il 5 luglio 1927. A <strong>New York</strong> è stato talmente famoso che bastava dire <strong>Mario</strong> che tutti pensavano a lui o all’altro Mario, <strong>Cuomo</strong>, anch’egli d’origine italiana, Governatore dello Stato di New York. Finito l&#8217;incontro è arrivato il nuovo direttore dell&#8217;Istituto di Cultura, <strong>Claudio Pagliara</strong>, giornalista RAI e responsabile della sede di corrispondenza per gli Stati Uniti. Le altre ore della sera hanno consentito la visita alla <strong>Grand Central Station</strong>, artistica stazione cuore delle linee ferroviarie della Grande Mela, insieme alla Pennsylvania Station. Infine una capatina alla <strong>Public Library</strong> di New York, la più grande biblioteca del mondo.</p>
<p><strong>Sabato 13 settembre</strong>. Nella mattinata <strong>don Federico</strong> ha concelebrato Messa nella chiesa parrocchiale di Sant’Ignazio di Loyola, su Park Avenue, dove poi il gesuita che ha presieduto la celebrazione &#8211; <strong>Padre James Casciotti</strong>, genitori originari di <strong>Carpineto Romano</strong>, paese di Leone XIII &#8211; e una signora della parrocchia, <strong>Gerardina Rizzo</strong>, con genitori emigrati napoletani, hanno offerto a tutto il gruppo una gustosa colazione. È seguita la visita al <strong>Ground Zero Memorial</strong>, che ricorda le 2.750 vittime delle Torri Gemelle, quindi la visita ai Musei d’arte moderna <strong>MoMA</strong> e <strong>Guggenheim</strong>.</p>
<p><strong>Domenica 14 settembre</strong>. Nella mattinata ci siamo dati appuntamento a Little Italy, alla <strong>Old Cathedral St. Patrick</strong>. Gran fermento a <strong>Mulberry Street</strong>, la strada posteriore alla chiesa, lato dell’abside. Già piena di bancarelle di merce italiana, <em>food street</em> con varie preparazioni alimentari e leccornie del Belpaese. La comunità italiana, e quella napoletana in particolare, si prepara a festeggiare San Gennaro, il 19 settembre, anche con questa specie di fiera o mercato rionale che impegna in tutta la sua lunghezza Mulberry Street. La percorriamo tutta, fino a <strong>China Town</strong>, poi torniamo indietro, abbiamo appuntamento con <strong>don Luigi Portarulo</strong> alle 11 per un incontro di saluto, poi per la Messa domenicale. La Basilica di St. Patrick, meglio conosciuta come <strong>St. Patrick&#8217;s Old Cathedral</strong>, è una chiesa parrocchiale cattolica, ex cattedrale dell&#8217;arcidiocesi di <strong>New York</strong>, situata nel quartiere di Little Italy a Lower Manhattan. Costruita tra il 1809 e il 1815 su progetto di <strong>Joseph-François Mangin</strong> in stile neogotico, fu sede dell&#8217;arcidiocesi fino all&#8217;inaugurazione nel 1879 dell&#8217;attuale Cattedrale di San Patrizio sulla Fifth Avenue. Le liturgie vi vengono celebrate in inglese, italiano, spagnolo e cinese. La chiesa, al 260-264 di Mulberry Street, ha l&#8217;ingresso principale su Mott Street. Old St. Patrick è stata dichiarata nel 1966 punto di riferimento di New York City e il complesso della cattedrale è stato aggiunto nel 1977 al Registro nazionale dei luoghi storici. È stata elevata a Basilica minore da Papa <strong>Benedetto XVI</strong> nel giorno di San Patrizio, il 17 marzo 2010.</p>
<p>Vicino alla vecchia <strong>Cattedrale di St. Patrick</strong> c’è la chiesa del <strong>Preziosissimo Sangue</strong> e le due parrocchie, che si sono fuse in una, condividono sacerdoti e personale amministrativo. La costruzione della chiesa del Preziosissimo Sangue fu completata nel 1904. A partire dalla fine del XIX secolo, gli immigrati italiani in cerca d’i una vita migliore in America iniziarono ad arrivare a <strong>New York</strong> in gran numero. Le ondate di immigrati che si stabilirono a Lower Manhattan all&#8217;inizio del Novecento e formarono il quartiere poi chiamato <strong>Little Italy</strong>. Non fu affatto facile la vita per gli immigrati nella loro nuova terra. Le famiglie erano stipate in case sovraffollate, squallide, spesso antigeniche. Agli immigrati italiani, evitati dai newyorkesi affermati che li consideravano gente inferiore, non era permesso pregare nelle chiese della città, ma venivano relegati in spazi improvvisati negli scantinati per le celebrazioni religiose. Considerando la precaria situazione di questi immigrati, nel 1888 il Vaticano decretò l&#8217;istituzione di una Parrocchia italiana per servire la popolazione in rapida crescita. Un gruppo di <strong>Padri Scalabriniani</strong> fu incaricato di formare la Parrocchia nazionale italiana del Preziosissimo Sangue. Tre anni dopo, essi acquistarono un terreno a Baxter Street e iniziarono la costruzione della chiesa. Subito dopo l&#8217;apertura al culto, vari gruppi chiesero il permesso alle autorità ecclesiastiche di ammettere nella chiesa statue di santi relative alle loro città e paesi italiani. Gli immigrati da Napoli e campani, assai numerosi tra i residenti di Mulberry Street, portarono a <strong>New York</strong> la loro</p>
<div id="attachment_110052" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-110052" class="wp-image-110052 size-large" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street-1024x636.jpg" alt="" width="1024" height="636" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street-1024x636.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street-300x186.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street-768x477.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street-1536x953.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street-1920x1192.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street-1170x726.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street-585x363.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-110052" class="wp-caption-text">New York, fiera di San Gennaro a Mulberry Street</p></div>
<p>devozione a San Gennaro, martire romano del terzo secolo e patrono di Napoli, la cui festa canonica è il 19 settembre. I frati Francescani, succeduti agli Scalabriniani, dotarono la chiesa d’una reliquia del sangue essiccato di San Gennaro. Iniziò così la Festa di San Gennaro. Nel corso degli anni l&#8217;evento è cresciuto fino ad includere una processione della statua per le strade di Little Italy, seguita da una fiera di strada, che attualmente dura undici giorni.</p>
<p>Torniamo ora alla visita di oggi 14 settembre alla <strong>Old Cathedral St. Patrick</strong> del gruppo degli universitari dell’Aquila con don Federico. Alle 11:30 vi incontriamo <strong>don Luigi Portarulo</strong>, inviato due anni fa dal Vaticano, dove prestava il suo servizio pastorale, per rafforzare la Parrocchia italiana di New York. Don Luigi ci dice che molta della sua attività è dedicata ai giovani, con ottimi risultati, anche per la sua giovane età. Il sacerdote è nato a <strong>Bernalda</strong>, città in provincia di Matera che è gemellata con <strong>L&#8217;Aquila</strong>. È molto lietamente sorpreso quando chi scrive, per molti anni amministratore e vicesindaco dell’Aquila, gli dice di aver contribuito a far nascere nel 1981 il gemellaggio tra le due città ed essere stato più volte a Bernalda nella festa del patrono San Bernardino, che è anche compatrono dell’Aquila. Poi don Federico gli parla dell’attività della Parrocchia Universitaria, invitandolo a visitare <strong>L’Aquila</strong>, magari in agosto nei giorni della Perdonanza celestiniana, il giubileo istituito da Celestino V nel 1294 quando fu incoronato papa a L’Aquila. Alle 12 tutti ci rechiamo in Cattedrale per la Messa. La celebrazione è presieduta da don Luigi, concelebranti don Federico e <strong>P. Enzo Del Brocco</strong>, passionista di origini ciociare, attualmente Rettore di un Istituto teologico a Chicago, dove si formò <strong>papa Leone XIV</strong>. Nell’omelia, P. Enzo ha richiamato il piacere dell’incontro con don Federico, pronipote di <strong>P. Umberto Palmerini</strong>, per molti anni Segretario Generale della Congregazione dei Passionisti a Roma, che è stato uno dei suoi maestri. Quante casualità talvolta s’incrociano, dico a P. Enzo salutandolo dopo la celebrazione. Come pure singolare è l’incontro del tutto casuale, in chiesa, con <strong>Marzia Bortolin</strong>, già funzionaria dell’<strong>ENIT</strong> a New York e amica cara, con la quale finita la Messa scambio parole di sorpresa e di cordialità.</p>
<p>È l’una passata, chiamo<strong> Maria Fosco</strong> per avvisarla che arriveremo con mezz’ora di ritardo al club Orsogna MAS, dove siamo attesi per le 2 pomeridiane. Dirigente del <strong>Queens College</strong> e vicepresidente de <strong>IAM</strong> (Italian American Museum), Maria è soprattutto un’esponente di punta della comunità italiana di New York. Nata negli States e figlia di emigrati abruzzesi, conserva ed alimenta le radici culturali della famiglia originaria di Orsogna, bel borgo in provincia di Chieti. Non esiste a <strong>New York</strong> un’associazione degli Abruzzesi, troppo dispersiva è la metropoli. Esistono invece due associazioni di Orsognesi entrambe situate nel quartiere di <strong>Astoria,</strong> nel distretto di Queens. A cavallo del 1943 ed i primi anni del dopoguerra molti emigrati lasciarono <strong>Orsogna</strong>, distrutta dai bombardamenti durante la terribile battaglia di Ortona tra Alleati e Tedeschi, sulla <strong>linea Gustav</strong> che spaccava in due l’Abruzzo arrivando fino al Tirreno, sotto Gaeta. Avendo le case distrutte, una marea di Orsognesi venne a New York, dove nel quartiere di Astoria già esisteva l’associazione di mutuo soccorso <strong>Orsogna Mutual Aid Society</strong>. Attualmente in Astoria si stimano oltre diecimila Orsognesi di varie generazioni, quando Orsogna in Abruzzo ne conta 4.161.</p>
<p>Ho scelto di programmare con <strong>Maria Fosco</strong> e con il presidente del club Orsogna MAS, <strong>Tony Ferrari</strong>, un incontro con la delegazione di studenti universitari dall’Aquila per consentire loro di conoscere l’emigrazione abruzzese dal vivo di una comunità. Il club ha approntato una conviviale per accoglierci. Arriviamo quasi alle 3 al club, ci stanno aspettando il presidente Ferrari e una cinquantina di soci. Ci vengono subito incontro <strong>Maria Fosco</strong> e il compagno <strong>Sante Auriti,</strong> che è stato uno dei migliori ebanisti della fabbrica di pianoforti <strong>Steinway &amp; Sons</strong>, con sede nel quartiere di Astoria. <strong>Tony Carlucci</strong>, past president del club, ha preparato il pranzo insieme a tre collaboratori. La struttura è di proprietà del club, molto ampia con diversi locali, tra cui un bar e una vasta sala da 200 posti a sedere. C’è un grande cortile, con un campo da bocce e un pergolato dal quale pendono grappoli d’uva bianca matura. È una giornata calda, hanno preparato i tavoli sotto all’ombra della veranda. Il <strong>presidente Ferrari</strong> ci dà il suo saluto di accoglienza, <strong>don Federico</strong> recita una preghiera di benedizione, <strong>Maria</strong> scatta foto di continuo, il pranzo viene servito. Un’agape davvero fraterna, nel corso della quale si raccontano storie di vita. Prima del brindisi porto il mio saluto ai nostri corregionali, molte volte sono stato in visita da loro. Parole di ringraziamento, non solo per l’ospitalità affettuosa, quanto soprattutto per l’onore che hanno reso e rendono all’Abruzzo e all’Italia nei vari campi di attività dove si sono conquistati rispetto e stima. Finito il pranzo c’è la finale di bocce tra due coppie di gioco, miste uomo-donna. Gara molto tirata ed appassionante, che si conclude con l’ovazione alla coppia vincitrice. Alcuni giovani universitari giocano poi con i soci del club, con gli anziani, molto curiosi di conoscere dettagli dei loro studi e delle loro provenienze ma anche di raccontarsi. Il gruppo pensava di poter stare nel club un paio d’ore, invece sono le 8 di sera quando salutiamo i nostri ospiti con un abbraccio. Nel lungo pomeriggio numerosi i canti abruzzesi elevati al cielo dai giovani, con un sorprendente <strong>Tony Ferrari</strong> tenore che si cimenta in <em>“Nessun dorma”</em> dalla Turandot di Puccini, insieme a Corrado e persino a chi scrive. È stata per tutti un’esperienza davvero emozionante, documentata dalle foto e dai video che <strong>Maria</strong> con grande perizia ha realizzato. Mentre prendo la metro per tornare a casa, il gruppo di giovani vuole invece godersi tutti gli scampoli della serata sul <strong>ponte di Brooklyn</strong>. In notturna c’è una magnifica vista del profilo di <strong>Manhattan</strong> con i suoi grattacieli svettanti, che fa da <em>pendant</em> con il panorama dall’alto ammirato ieri dalla balconata dell’Empire State Building.</p>
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<div id="attachment_110039" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-110039" class="wp-image-110039 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle-1024x768.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle-1920x1440.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle-1170x878.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle-585x439.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-110039" class="wp-caption-text">New York &#8211; Columbus Circle</p></div>
<p><strong>Lunedì 15 settembre.</strong> Questa sera riparto dal JFK Airport per rientrare in Italia e a L&#8217;Aquila. Non poteva però mancare il mio omaggio a <strong>Cristoforo Colombo</strong>, come quasi tutti gli anni faccio venendo al monumento dedicato al grande navigatore genovese, all&#8217;angolo sud-ovest del Central Park, per la cerimonia di Proclamation del <strong>Columbus Day</strong>. Quest&#8217;anno sono venuto a <strong>New York</strong> un mese prima del 12 ottobre, giorno della scoperta dell&#8217;America, ma non voglio mancare l&#8217;omaggio in forma strettamente personale e non istituzionale come succede invece in ottobre. <strong>Columbus Circle</strong> oggi si presenta splendente, in una bella giornata di sole con un cielo terso senza l&#8217;ombra d’una nuvola, come d&#8217;altronde è stato in tutti e 6 i giorni passati qui nella Grande Mela. Oggi <strong>don Federico</strong> con il gruppo degli 11 universitari parte per <strong>Houston</strong>, per completare in <strong>Texas</strong> la loro missione negli States. Auguro loro un&#8217;altra bella esperienza, come lo sarà certamente, diversa da quella vissuta intensamente e con grandi emozioni qui a New York, che è un universo singolare e del tutto speciale, in termini culturali, politici e sociali. <strong>New York</strong> è New York, l&#8217;America è un&#8217;altra cosa. Ringrazio tutte le straordinarie persone che abbiamo incontrato, a partire dal prof. <strong>Domenico Accili</strong>, l&#8217;amico e concittadino Mimmo, la carissima <strong>Valentina Fratti</strong>, <strong>Maria Fosco</strong> e <strong>Tony Ferrari</strong> e gli amici abruzzesi dell’Orsogna MAS, <strong>don Luigi</strong>, <strong>Padre Enzo</strong> passionista, <strong>don Claudio</strong> che ha una parrocchia a Brooklyn, <strong>Josephine Maietta</strong> con il suo programma “Sabato italiano” a <strong>Radio Hofstra</strong>, infine il caro e fraterno amico <strong>Piero Picozzi</strong> con cui ho passato sei giorni d’amicizia fraterna, nel ricordo, attraverso aneddoti e storie vissute insieme, del nostro indimenticabile amico <strong>Mario Fratti</strong>. Ringrazio Piero anche per la sua cucina prelibata e per i suoi eccellenti vini italiani, egli sommelier e rappresentante dell’eccellenza vinicola italiana a New York. C’è infine da riferire sulla missione in <strong>Texas</strong>, <em>de relato</em>, attraverso la cronistoria di viaggio dal 15 al 24 settembre, che <strong>don Federico</strong> ha preparato dopo il rientro del gruppo a L’Aquila.</p>
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<p>Atterrati nel tardo pomeriggio a <strong>Houston</strong> – come annota <strong>don Federico Palmerini</strong> nel diario di viaggio – si sono diretti verso <strong>College Station</strong> dove si trova una tra le più grandi università americane: la <strong>Texas A&amp;M</strong>, attualmente con circa 80.000 studenti e un Campus che si estende per circa 22 km<sup>2</sup>. Accanto al campus sorge la <strong>Parrocchia di St. Mary</strong> (che fa parte della diocesi di <strong>Austin</strong>), con il relativo Student Center cattolico, all’interno della quale operano con il loro apostolato le <strong>Apostole della Vita Interiore</strong>, consacrate che collaborano anche con la Parrocchia Universitaria dell’Aquila. <strong>Don Federico</strong> è ospite nella canonica della Parrocchia, dove vivono il parroco <strong>father Will Straten</strong>, ed il viceparroco <strong>father Fernando Ricaud</strong>, presbiteri diocesani. Gli 11 ragazzi del gruppo sono ospiti di tre famiglie della parrocchia.</p>
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<div id="attachment_110047" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-110047" class="wp-image-110047 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/14-La-nuova-grande-chiesa-di-St.Mary-a-College-Station-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/14-La-nuova-grande-chiesa-di-St.Mary-a-College-Station-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/14-La-nuova-grande-chiesa-di-St.Mary-a-College-Station-1024x768.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/14-La-nuova-grande-chiesa-di-St.Mary-a-College-Station-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/14-La-nuova-grande-chiesa-di-St.Mary-a-College-Station-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/14-La-nuova-grande-chiesa-di-St.Mary-a-College-Station-1170x878.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/14-La-nuova-grande-chiesa-di-St.Mary-a-College-Station-585x439.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/14-La-nuova-grande-chiesa-di-St.Mary-a-College-Station.jpg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-110047" class="wp-caption-text">La nuova chiesa di St.Mary, a College Station</p></div>
<p><strong>Martedì 16 settembre </strong>– Visita al Campus universitario, guidati da studenti locali, e al Centro cattolico per gli studenti, il <strong>St. Mary’s</strong>, che quotidianamente accoglie centinaia di giovani universitari con sale studio, spazi di socialità e ricreativi, occasioni di crescita umana e spirituale, luoghi e momenti di preghiera. Alle 17:30 la Messa feriale a <strong>St. Mary’s</strong>, nella nuova chiesa costruita due anni fa, che attualmente dispone di circa 1600 posti a sedere (mediamente ogni giorno partecipano alla Messa feriale circa 300-400 ragazzi). Nella chiesa antica di St. Mary’s, vicino alla nuova, si tiene ogni giorno l’adorazione eucaristica da mattina a sera, con giovani che si alternano nella preghiera, con un turno settimanale di un’ora di adorazione. Alle 19:00 il gruppo aquilano partecipa ad uno degli incontri del percorso <strong>OCIA</strong>, cioè il percorso di catecumenato per giovani non battezzati o non cattolici che chiedono di ricevere i sacramenti dell’iniziazione cristiana (se non cristiani) o di completarla (se di altre confessioni cristiane, soprattutto di matrice protestante). In questi ultimi anni, ogni anno almeno un centinaio di giovani chiede di entrare a far parte della <strong>Chiesa cattolica</strong>.</p>
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<p><strong>Mercoledì 17 settembre </strong>– Giornata ad <strong>Austin</strong>, capitale del Texas, in visita all’<strong>University of Texas</strong>, guidati da studenti locali, e poi visita dell’<strong>University Catholic Center</strong>, con Messa e pranzo con gli studenti del Centro. Nel pomeriggio, visita in città, al <strong>Capitol Building</strong> e, successivamente, alla stupenda realtà del <strong>Community First Village</strong>, villaggio in cui, ai senza tetto che lo desiderano, dopo un cammino di accompagnamento, è data la possibilità di trovare una casa, un lavoro e vivere in comunità.</p>
<p><strong>Giovedì 18 settembre</strong> &#8211; I nostri giovani universitari dell’Aquila vivono un <em>“Day-in- the- life paired up with American students”</em>, cioè sono abbinati ciascuno con uno studente della <strong>Texas A&amp;M</strong>, in base al proprio corso di studi, frequentando le lezioni e visitando laboratori e dipartimenti affini al proprio percorso accademico. Nella serata i nostri giovani, ognuno nelle proprie famiglie ospitanti, ha preparato una cena italiana.</p>
<p><strong>Venerdì 19 settembre </strong>– Giornata a <strong>Houston</strong>: il gruppo dell’Aquila visita il <strong>centro spaziale NASA</strong>.</p>
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<p><strong>Sabato 20 settembre </strong>– Alle 11:00 la Messa celebrata da <strong>don Federico</strong> nella Parrocchia italiana di St. Anthony’s a <strong>Bryan</strong>, città accanto a <strong>College Station</strong>. La gran parte dei parrocchiani sono di origine siciliana, ma non parlano più l’italiano. Dopo la Messa il pranzo preparato dalla Parrocchia e dal diacono permanente <strong>Bill</strong>, architetto di origini palermitane, a base di <em>sfincione</em> palermitano, corleonese e cannoli siciliani. Nel pomeriggio, benedizione di don Federico al <strong>Festival Italiano</strong> che annualmente si tiene a <strong>Bryan</strong> (https://www.destinationbryan.com/festa-italiana/). In serata, presso la casa delle <strong>Apostole,</strong> evento di <em>“Italian Cooking”</em> con studenti da <strong>St. Mary’s</strong> che, guidati dai nostri giovani, hanno preparato e consumato insieme cibi italiani, e poi trascorso la serata cantando musica italiana e americana.</p>
<div id="attachment_110045" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-110045" class="wp-image-110045 size-large" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/16-Bryan-Messa-con-italo-americani-Parrocchia-S.Antonio-Padova-2-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/16-Bryan-Messa-con-italo-americani-Parrocchia-S.Antonio-Padova-2-1024x768.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/16-Bryan-Messa-con-italo-americani-Parrocchia-S.Antonio-Padova-2-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/16-Bryan-Messa-con-italo-americani-Parrocchia-S.Antonio-Padova-2-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/16-Bryan-Messa-con-italo-americani-Parrocchia-S.Antonio-Padova-2-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/16-Bryan-Messa-con-italo-americani-Parrocchia-S.Antonio-Padova-2-1170x878.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/16-Bryan-Messa-con-italo-americani-Parrocchia-S.Antonio-Padova-2-585x439.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/16-Bryan-Messa-con-italo-americani-Parrocchia-S.Antonio-Padova-2.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-110045" class="wp-caption-text">Bryan, Messa con italo americani Parrocchia S.Antonio Padova</p></div>
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<p><strong>Domenica 21 settembre </strong>– Alle 8:45 Messa a St. Mary’s. Alla prima Messa domenicale sono presenti circa 2000 persone, come ogni domenica. Poi la partenza per <strong>San Antonio</strong>, dove il gruppo aquilano è rimasto fino al 23 mattina, anche lì ospiti di famiglie della <strong>Parrocchia della Santissima Trinità</strong>, di cui è originaria una delle Apostole. Quindi la visita al downtown di San Antonio, con i resti della <strong>fortezza di Alamo</strong> ed il <strong>Riverwalk</strong>.</p>
<p><strong>Martedì 23 settembre </strong>– Partenza da San Antonio per <strong>Caldwell</strong>, dove il gruppo degli universitari aquilani trascorre la giornata presso il ranch di una famiglia messicana, <strong>Jorge</strong> e <strong>Beatriz Zermeno</strong>. Un ranch di circa 1600 ettari, dove annualmente vengono allevati a pascolo circa 1000 vitelli da carne. Il gruppo è ospitato, con pranzo messicano, in un salone nuovo di zecca, realizzato per eventi e cerimonie. Là nel salone è stata celebrata la Messa con la famiglia ospitante. Al rientro, momento di condivisione dei giovani italiani sull’esperienza vissuta. Dalle riflessioni condivise dai giovani universitari del gruppo dell’Aquila ecco un significativo sintetico florilegio.</p>
<p><em>“In questi giorni abbiamo </em><em>alternato le migliori risate alle riflessioni più serie ed impegnative”.</em></p>
<p><em>“Mi sono sentito a casa a migliaia di chilometri di distanza dalla mia famiglia, in particolare grazie agli italoamericani di origine abruzzese”.</em></p>
<p><em>“Chi ci ha ospitato vedeva in noi non solo persone da accogliere, perché era mosso da un amore trascendente, non ordinario”.</em></p>
<p><em>“Sono stato provocato positivamente nella mia fede, soprattutto dal senso di comunità respirato al St. Mary’s Centre e dalla gratuità dell’amore ricevuto”.</em></p>
<p><em>“Ho visto la realtà superare le mie aspettative, perché ho potuto confrontarmi con modi diversi di vivere la fede, la famiglia, l’università”.</em></p>
<p><em>“Le porte e i cuori che in molti ci hanno aperto sono frutto di una fede vissuta ‘carnalmente’ “.</em></p>
<p><em>“Partendo, sono andato oltre le mie paure, e oggi mi accorgo che ne è valsa davvero la pena, perché questa esperienza lascerà ricordi indelebili in me”.</em></p>
<p><em>“Il nostro viaggio, anche in mezzo a qualche disavventura, ha avuto una svolta dalla capacità di aiutarsi reciprocamente, ciascuno con ciò che poteva e sapeva fare”.</em></p>
<p><em>“Le premesse di questo viaggio erano tutte negative, ma ho ricevuto man mano tutto ciò di cui avevo davvero bisogno”.</em></p>
<p><em>“Mi sono sorpreso di come, nonostante le difficoltà dovute alla lingua, sono riuscito a comunicare in modo bello con le persone con cui sono stato in contatto in questi giorni”.</em></p>
<p><em>“Rispetto ad una precedente esperienza fatta negli USA, ho potuto cogliere il cammino di crescita che il Signore mi ha fatto fare in questi anni, e anche quanto di bello il Signore ci ha donato attraverso questo popolo che ci ha accolto”.</em></p>
<p><em>“Sono stato provocato fortemente dalla intensa vita di preghiera dei giovani di St. Mary, che scandiscono la loro quotidianità attraverso una profonda cura della relazione con il Signore”.  </em></p>
<p><strong>Mercoledì 24 settembre </strong>– Alle 8:30 <strong>don Federico</strong> celebra Messa nella cappella della <strong>Casa delle Apostole</strong>, con loro, i nostri giovani e le famiglie ospitanti. Ringraziamenti e saluti, non senza forti emozioni e commozione per l’esperienza vissuta in <strong>Texas</strong> davvero in fraternità. Alle 15:30 la partenza del volo Delta da Houston ad Amsterdam e quindi per Roma Fiumicino. Tutto bene il viaggio, le giornate e il rientro a L’Aquila. <strong>Deo gratias</strong>!</p>
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		<title>REPORTAGE DA OTTAWA, GLI EVENTI PROMOSSI DALLA FEDERAZIONE ABRUZZESE DEL CANADA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 04:03:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/D4442179-7F61-4CB2-8ED2-46928C2FBEDC-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/D4442179-7F61-4CB2-8ED2-46928C2FBEDC-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/D4442179-7F61-4CB2-8ED2-46928C2FBEDC-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/D4442179-7F61-4CB2-8ED2-46928C2FBEDC-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/D4442179-7F61-4CB2-8ED2-46928C2FBEDC-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/D4442179-7F61-4CB2-8ED2-46928C2FBEDC-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/D4442179-7F61-4CB2-8ED2-46928C2FBEDC-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/D4442179-7F61-4CB2-8ED2-46928C2FBEDC-1920x1080.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/D4442179-7F61-4CB2-8ED2-46928C2FBEDC-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/D4442179-7F61-4CB2-8ED2-46928C2FBEDC-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>&#160; Dal 25 giugno al 4 luglio, la Federazione Abruzzese del Canada ha accolto i sindaci di Pretoro, Rapino e Montelapiano per celebrare identità, memoria e cultura. Incontri, cerimonie e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Dal 25 giugno al 4 luglio, la Federazione Abruzzese del Canada ha accolto i sindaci di Pretoro, Rapino e Montelapiano per celebrare identità, memoria e cultura.<br />
Incontri, cerimonie e tanti momenti di condivisione hanno rafforzato i legami con la comunità abruzzese.</p>
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<p>L’AQUILA, 11 luglio 2025 – Si torna sempre con il pieno di emozioni quando s’incontrano le nostre comunità all’estero. Qualcosa si lascia quando si va in visita, ma soprattutto molto ci è donato, in termini di conoscenza, scoperta e valorizzazione delle radici. Lo è stato ancor più questa volta, con la missione che i sindaci di tre borghi dell’Abruzzo montano,<strong> Pretoro</strong>, <strong>Rapino</strong> e <strong>Montelapiano</strong>, hanno svolto dal 25 giugno al 4 luglio ad <strong>Ottawa</strong> – nel mese dedicato al Patrimonio culturale italiano -, su invito della <strong>Federazione Abruzzesedel Canada Inc</strong>. presieduta da <strong>Olimpia Bevilacqua</strong>. Da Pretoro il sindaco <strong>Diego Giangiulli</strong> con l’assessore alla Cultura <strong>Fabrizio Fanciulli</strong>, da Rapino il sindaco <strong>Mario Santovito</strong> con il consigliere comunale <strong>Adriano Pasquale</strong>, da Montelapiano il sindaco <strong>Arturo Scopino</strong>, sono giunti nella capitale del Canada per incontrare la forte comunità abruzzese – quasi 15 mila residenti – ma soprattutto le cospicue presenze di emigrati che nel secondo dopoguerra, lasciati quei borghi montani, hanno costituito ad <strong>Ottawa</strong> comunità ben più numerose che in Abruzzo.</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-91325" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/sindaco-di-Pretoro-Diego-Giangiulli-260x300-1.jpg" alt="" width="260" height="300" /></figure>
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<p>Caso emblematico è <strong>Pretoro</strong>, paese arroccato alle falde della <strong>Maiella</strong> e annoverato nel Club dei Borghi più belli d’Italia, che oggi conta 865 abitanti quando ad Ottawa ne risiedono ben oltre 2.500. Gli amministratori del comune di <strong>Pretoro</strong>, in due precedenti missioni nel 2022 e 2023, questa realtà l’hanno verificata e approfondita con un progetto di ricerca denominato <em>“La valigia di cartone”</em> che ha portato alla raccolta, nel novembre 2023, di 22 interviste, testimonianze significative di pretoresi emigrati ad <strong>Ottawa</strong>. Quel lavoro di ricerca di <strong>Diego Giangiulli</strong> e <strong>Fabrizio Fanciulli </strong>è ora diventato un libro, <em>“Radici”</em> edito da Etabeta, anche tradotto e pubblicato in inglese <em>“Roots”.</em> Il volume, oltre ad una approfondita descrizione storica dell’emigrazione italiana in Canada, reca un’introduzione del prof. <strong>Gilles Bibeau</strong>, antropologo dell’Università di Montreal, una mia Prefazione sull’emigrazione abruzzese e una Postfazione dell’insigne studioso <strong>Antonio Bini</strong>, direttore editoriale del periodico <em>Abruzzo nel mondo</em>.</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-91327" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/Angelo-Filoso-300x182-1.jpg" alt="" width="300" height="182" /></figure>
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<p>Proprio questo libro è stato motivo della missione, fortemente voluta da <strong>Angelo Filoso</strong>, imprenditore di valore e di successo in Canada, nonché editore e direttore del mensile <em>L’Ora di Ottawa</em> e di Radio Globo Italia, presidente della <strong>Fondazione Leonardo da Vinci</strong> e dell’<strong>ItalianCanadian Community Centre</strong>. Originario di <strong>Pretoro</strong>, Filoso è un vero mecenate nel valorizzare il contributo italiano nella vita sociale e culturale in Canada, come nel rafforzare ad Ottawa i legami tra la comunità abruzzese e l’Abruzzo. Egli stesso ha fatto sì che l’importante documentazione raccolta con il progetto, costituita da documenti personali degli emigrati, atti di richiamo, biglietti di navigazione, certificazioni per l’espatrio, fotografie, manifesti pubblicitari delle compagnie di navigazione, in parte riportati in appendice al libro, sia diventata anche una mostra su grandi pannelli, esposta durante i principali eventi comunitari. Al nutrito programma approntato dalla <strong>Federazione Abruzzese del Canada</strong> hanno collaborato il <strong>Centro Abruzzese Canadese Inc</strong>., presieduto da <strong>Lucia Alloggia</strong>, e <strong>Villa Marconi</strong>, l’imponente struttura realizzata dalla comunità italiana di Ottawa come Residenza per anziani e Centro di iniziative sociali, presieduta da <strong>Antonio Mariani</strong>, imprenditore originario di <strong>Montelapiano</strong>. Il progetto avrà un nuovo step con la realizzazione di un video con le interviste integrali raccolte durante la missione del novembre 2023.</p>
<p>Ora veniamo al report degli eventi che si sono susseguiti dal 24 giugno, giorno d’arrivo di chi scrive ad <strong>Ottawa</strong> su invito personale di <strong>Angelo Filoso</strong> e della <strong>Federazione Abruzzese del Canada</strong>. Volo Air Canada 893 da Roma, arrivo in perfetto orario a <strong>Montreal</strong>, rapide operazioni d’immigrazione alle postazioni elettroniche, in mezz’ora recupero il bagaglio e sono all’uscita. Trovo ad accogliermi <strong>Nello Scipioni</strong> – già dirigente d’un importante sindacato operante in Canada e Usa, attuale membro del <strong>Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo</strong> (CRAM)-, punto di riferimento della comunità abruzzese di <strong>Ottawa</strong> per essere stato per molti anni presidente del <strong>Centro Abruzzese Canadese Inc</strong>. Con lui, originario di <strong>Camarda</strong>, frazione del Comune dell’Aquila, la moglie <strong>Maria,</strong> come me nata a <strong>Paganica</strong>, popolosa frazione aquilana. Nello e Maria, un’amicizia fraterna e antica, sono i miei ospiti a <strong>Ottawa</strong>. Con loro, bella e inattesa sorpresa, c’è <strong>Guido Piccone</strong>, esponente dell’associazionismo abruzzese a <strong>Montreal</strong>, già componente del CRAM nel precedente mandato. È venuto a salutarmi, è un caro amico. Giusto il tempo di un drink e partiamo per Ottawa. Fuori l’aeroporto ci aspettano i 40° di <strong>Montreal</strong>, sono giorni di gran calura nel Quebec, ma già durante il viaggio, quando con Nello e Maria ci aggiorniamo sulle ultime novità in Abruzzo, un provvidenziale acquazzone provvede a riportare la temperatura a livelli più accettabili, come s’avverte all’arrivo nella loro bella casa nell’hinterland di <strong>Ottawa</strong>.</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-91354" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/1-CHIN-radio-Goffredo-Palmerini-.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/1-CHIN-radio-Goffredo-Palmerini-.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/1-CHIN-radio-Goffredo-Palmerini--80x60.jpg 80w" alt="" width="300" height="225" /><figcaption class="wp-element-caption">G. Palmerini</figcaption></figure>
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<p>L’indomani, mercoledì 25 giugno, con <strong>Nello </strong>andiamo a <strong>CHIN Ottawa</strong>, emittente Radio Tv fondata nel 1966 a Toronto da <strong>Johnny Lombardi</strong>, un pilastro importante della comunicazione multiculturale canadese, che trasmette in ben 33 lingue. L’emittente propone anche programmi regionali italiani.</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-91330" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/Saluto-Olipia-Bevilacqua-199x300-1.jpg" alt="" width="199" height="300" /></figure>
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<p>Quello abruzzese, condotto da <strong>Olimpia Bevilacqua</strong>, va in onda ogni mercoledì dalle 11 alle 12. La sede CHIN nella capitale è affidata a <strong>Francesco Di Candia</strong>, direttore di immediata empatia, giornalista di rango e manager. Lo incontriamo in redazione, è sempre un piacere scambiare con lui pensieri ed osservazioni. Sono le 10 e mezza, ci offrono un buon caffè espresso italiano. Olimpia prepara il suo programma con molta passione, come dimostra la cura della sua scaletta, che mi mostra chiedendomi come mi regolerò. Le dico che parlerò dell’Aquila Capitale italiana della Cultura, della sua ricostruzione, di Celestino V e della Perdonanza, del Turismo delle Radici, delle meraviglie dell’Italia e dell’Abruzzo, del valore dell’emigrazione abruzzese anche attraverso il libro <em>“Radici”</em> di <strong>Diego Giangiulli</strong> e <strong>Fabrizio Fanciulli</strong>, infine di questa mia quinta visita alla comunità di Ottawa. Lei chiederà a <strong>Nello Scipioni</strong> una breve presentazione dell’ospite, ogni tanto anche lui va a condurre il programma in assenza di Olimpia. Con il tecnico alla regia, <strong>Marcello Donato</strong> si convengono le pause pubblicitarie e gli stacchi musicali. Si va in onda. Tutto scorre a meraviglia nella diretta radiofonica. C’è soddisfazione per l’esito della puntata. Nel corso della giornata ci sono buoni riscontri degli ascoltatori, gli abruzzesi seguono molto il programma a loro dedicato. Ce lo conferma anche <strong>Angelo Filoso</strong>, che ha ascoltato il programma. Nel pomeriggio arriverà la delegazione dei sindaci, andranno a prenderli in aeroporto a Montreal, saranno a Ottawa per le 18, sistemati al LIV Hotel.</p>
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<p>Alle 19 la cena a <strong>Casa Abruzzo</strong>, il ristorante del Centro Abruzzese Canadese, al 705 di Gladstone Avenue. Accoglienza festosa della presidente<strong>Lucia Alloggia</strong>, con i saluti di benvenuto e il ringraziamento dei sindaci. Menu rigorosamente abruzzese, ottima cena. <strong>Rocco Petrella</strong>documenta tutto con i suoi scatti fotografici.</p>
<p>Il 26 raggiungiamo <strong>Angelo Filoso</strong>all’<strong>OttawaConference Event Centre</strong>, dove si sta allestendo la mostra e imbandierando la grande sala in cui venerdì 27 si terrà l’incontro ufficiale “Celebrating Our Roots” con la comunità abruzzese e le autorità. Ci sono diversi collaboratori ad approntare, anche Nello ed io diamo una mano ad arredare la sala con le bandiere canadese ed italiana, mentre il personale del Centro con l’elevatore appende due grandi tricolori, uno all’ingresso l’altro in fondo al palco dove parleranno gli oratori. Venerdì 27, la mattinata di sole consente di fare un salto al <strong>ByWard Market</strong>, la “marchetta” come continuano a chiamarlo gli anziani abruzzesi. Il luogo è sempre vivo di varia umanità, pittoresco sia il mercato che i ristorantini e pizzerie nei paraggi, taluni rivestiti a legno in stile tirolese, con molti gerani rossi. Andiamo a prendere un buon caffè da <strong>Nicastro</strong>, fornitissimo negozio di alimentari italiani gestito dalla omonima famiglia calabrese. <strong>Nello</strong> si ferma a salutare e scherzare con il titolare. Dovunque vada Nello ha conoscenti che lo salutano o che rispondono alla sua simpatia travolgente e contagiosa. Ci sediamo con alcuni suoi amici a prendere un caffè e a parlare di cose quotidiane. Sebbene la conversazione stimoli sovente il sorriso, al fondo c’è sempre un’umanità premurosa, propria di amicizie non formali, autentiche. Il Market sta non lontano da <strong>Chateau Laurier</strong> e dalla sequela dei palazzi istituzionali, Parlamento, Corte Suprema, Senato. È sempre un grande spettacolo ammirarli nelle loro architetture gotiche, che svettano verso il cielo in contrasto con il verde smeraldo dei prati che li circondano o, nel retrostante lato scosceso che degrada verso il fiume Ottawa, nelle chiome degli alberi riflesse sull’acqua che placida scorre.</p>
<p>Il 27 pomeriggio è il gran giorno dell’ufficialità: l’incontro degli Ospiti dall’Abruzzo con la comunità abruzzese nella pienezza delle sue rappresentanze associative, ma con una certa preminenza dei pretoresi, perché il libro <em>“Radici”,</em>che sarà presentato nel corso della serata, racconta in particolare la loro storia d’emigrazione in Canada e l’insediamento in ragguardevole numero nella capitale del Paese.</p>
<p>Nella mattinata <strong>Angelo Filoso</strong>, con i suoi fratelli <strong>Tony</strong> e <strong>Gino</strong>, è tornato nella sala del meeting per verificare se tutto è a posto. È davvero straordinario osservare come una persona come lui, con tutte le possibilità di disporre altrimenti, sia presente ovunque e si presti direttamente in ogni operazione, anche manuale. È la qualità dell’uomo, <em>self made man</em>, giunto in Canada da <strong>Pretoro</strong> nei primi anni Cinquanta, appena ragazzo, con la madre, i suoi due fratelli e la sorella. Ad <strong>Ottawa</strong> Angelo ha fatto i suoi studi fino alla laurea in Scienze economiche, poi ha avviato l’avventura d’impresa che ne ha fatto un uomo di successo. Un successo mai ostentato, anzi portato con naturalezza e discrezione. Nella comunità italiana <strong>AngeloFiloso</strong> è davvero un punto di riferimento per ogni importante iniziativa, che si tratti della realizzazione di <strong>Villa Marconi</strong>, che nel 1995 lo vide accanto a <strong>Luigi Mion</strong>, <strong>Lucio Apolloni</strong>, <strong>Vincent Colizza</strong>nell’avviare l’impegnativa impresa di costruzione dell’opera, vanto della nostra comunità, come della realizzazione del Monumento ai Pompieri davanti al municipio di Ottawa grazie alla sua generosità di mecenate, come di ogni altra iniziativa che più delle parole abbia bisogno di fatti. In <strong>Angelo Filoso</strong> l’azione è spesso coeva al pensiero che la genera, egli è solito dire semplicemente “Quello che si deve fare, si fa!”.</p>
<p>Alle 16 all’<strong>Ottawa Conference Event Centre </strong>è già un gran movimento di persone, che vanno ai tavoli assegnati dalla certosina curatela di <strong>Olimpia Bevilacqua</strong>, presidente della <strong>Federazione Abruzzese</strong> che ha organizzato l’incontro. All’evento partecipano circa 200 persone. <strong>OMNI Television</strong>, emittente nazionale canadese, raccoglie anche una mia dichiarazione sulla missione dei sindaci abruzzesi ad Ottawa, scopi e prospettive. Molte persone s’interessano ai pannelli della Mostra, assai evocativi per chi ha sperimentato direttamente una storia d’emigrazione. I pretoresi vi riconoscono parenti e amici, se non addirittura familiari, nei passaporti e documenti esposti. Alle 16:30 inizia la parte ufficiale dell’evento, cui seguirà la conviviale. <strong>Angelo Filoso</strong> ha preparato un colpo di teatro. Fa entrare gli Ospiti giunti dall’Abruzzo al suono d’una cornamusa, suonatore in rigoroso kilt scozzese seguito da <strong>Sandra Aiello</strong>, dirigente della Cancelleria Consolare in rappresentanza dell’Ambasciata d’Italia a Ottawa, e nell’ordine i sindaci di Pretoro, <strong>Diego Giangiulli</strong>, di Rapino, <strong>Mario Santovito</strong>, di Montelapiano, <strong>Arturo Scopino</strong>, in fascia tricolore, poi l’assessore alla Cultura di Pretoro, <strong>Fabrizio Fanciulli</strong>, poi io che qui scrivo, munito da Filoso di fascia tricolore – per i miei trascorsi di vicesindaco dell’Aquila – che però ho correttamente evitato d’indossare portandola su un braccio, infine <strong>Paul Casagrande</strong>, direttore della Banda dei Pompieri di Ottawa.</p>
<p>Gran maestro di cerimonia è <strong>Francesco Di Candia</strong>, il direttore di CHIN Radio, sempre chiamato a questi eventi ufficiali per la brillantezza e la qualità della sua conduzione. In pochi tratti egli illustra il programma della serata, cita nell’ordine gli Ospiti e le Autorità presenti, legge il caloroso messaggio del sindaco di Ottawa, <strong>Mark Sutcliffe</strong>, e inizia a dare la parola per gli interventi. Doverosamente prima a portare ai presenti il saluto della <strong>Federazione Abruzzese in Canada</strong> è la <strong>presidente Bevilacqua</strong>, manifestazione che vuole celebrare le radici, ringraziando gli ospiti venuti dall’Abruzzo. Percepibile è la sua emozione per questo evento atteso dalla comunità. Segue l’intervento di <strong>Sandra Aiello</strong>, che porta il cordiale saluto dell’Ambasciatore d’Italia, <strong>Alessandro Cattaneo</strong>.</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-91325" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/sindaco-di-Pretoro-Diego-Giangiulli-260x300-1.jpg" alt="" width="260" height="300" /></figure>
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<p>Quindi il saluto del sindaco di Pretoro, <strong>Diego Giangiulli</strong>, che illustrando il progetto “La valigia di cartone” sottolinea come si è arrivati a realizzare il libro <em>“Radici”</em>, anche nell’edizione in lingua inglese “Roots”, un volume che tende a riannodare la memoria della comunità pretorese, fuori e dentro l’Italia. È stata un’esperienza significativa, documentata dal volume arricchito dal contributo dell’antropologo <strong>Gilles Bibeau</strong>, dalla prefazione di <strong>Goffredo Palmerini</strong> e dalla postfazione di <strong>Antonio Bini</strong>.</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-91350" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/Sindaco-di-Rapino-Mario-Santovito-300x199-1.jpg" alt="" width="300" height="199" /></figure>
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<p>Segue l’intervento del sindaco, <strong>Mario Santovito</strong>, fresco di recente elezione a primo cittadino di Rapino, nella sua sobrietà non privo di commozione nel conoscere una comunità rapinese a <strong>Ottawa</strong> così numerosa e così fortemente integrata, con storie d’emigrazione di significativo valore che onorano la terra d’origine. Del pari intenso l’intervento di <strong>Arturo Scopino</strong>, sindaco di Montelapiano, uno dei comuni più piccoli d’Italia con i suoi 67 abitanti, tuttavia molto attento al fenomeno migratorio, alla valorizzazione del magnifico borgo e alle relazioni con i propri concittadini emigrati. Qui a Ottawa Montelapiano vanta un personaggio di punta, l’imprenditore <strong>Tony Mariani</strong>, presidente di Villa Marconi.</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-91343" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/Goffredo-Palmerini-in-Canada-.jpg" alt="" width="300" height="199" /></figure>
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<p>È il mio turno d’intervenire con alcune riflessioni. Intanto rinviando alle più ampie annotazioni sull’emigrazione italiana presenti nella Prefazione al volume <em>“Radici”</em>. Quindi sottolineando come gli Abruzzesi in <strong>Canada </strong>abbiano messo in mostra il loro talento, la loro creatività, la ricchezza del loro patrimonio culturale, affermandosi in molteplici campi di attività, dando esempio e testimonianza di serietà, laboriosità e ingegno. Lavori di ricerca come questo realizzato dal comune di <strong>Pretoro</strong> hanno una significativa rilevanza, non solo per il valore culturale in sé, quanto per essere una tessera del fenomeno migratorio che arricchisce insieme ad altre il mosaico dell’Emigrazione italiana, che ha bisogno di essere conosciuta anche attraverso le storie di vita, talvolta più illuminanti di un saggio scientifico. Storie di emigrazione, con tutto il corollario di prime difficoltà e di tenacia nel superarle, di riscatto rispetto alle condizioni di partenza dall’Italia, di integrazione nei luoghi e nelle società di accoglienza, conquistandosi il rispetto e la stima. Quindi il ringraziamento per l’affetto, la vicinanza e per i gesti di solidarietà dimostrati verso <strong>L’Aquila</strong> colpita dal terremoto del 2009. Ora la città capoluogo d’Abruzzo è quasi interamente ricostruita nella sua straordinaria bellezza e nelle sue meraviglie, che ne fanno una delle città d’arte più preziose d’Italia. Quindi l’invito a visitarla, specie nel 2026 quando sarà Capitale italiana della Cultura. Infine il profondo ringraziamento agli <strong>Abruzzesi</strong>ed a tutti gli <strong>Italiani</strong> in <strong>Canada</strong> che con la loro tenacia e il loro valore, ma anche con il modo di vivere ricco di relazioni umane, dimostrano ogni giorno la qualità della gente italiana, rendendo così onore all’Abruzzo e all’Italia intera.</p>
<p>Va al podio <strong>Angelo Filoso</strong> per un breve intervento di saluto e per consegnare agli Ospiti intervenuti il distintivo <em>“Semper meminerimus” </em>in memoria degli Italiani ingiustamente internati nei campi di detenzione in <strong>Canada</strong>, dal 1940 al 1945, sospettati di simpatie verso il regime fascista. Per tale fatto – una vera ferita per la comunità italiana – nel 2021 il Primo Ministro <strong>Justin Trudeau</strong> in Parlamento ha porto le scuse del Paese agli Italiani. <strong>Angelo Filoso</strong>, con <strong>Ariella Dal Farra Hastetter</strong> e <strong>Francesca L’Orfano</strong>, è autore del volume <em>“Ricordi per un Memoriale”,</em>testimonianze di internati italo-canadesi di Ottawa durante la Seconda Guerra mondiale, pubblicato nel 2011. Il libro documenta la storia degli internamenti nei campi di <strong>Petawawa</strong> e <strong>Hard Gagetown</strong>, e riporta la testimonianza di cinque italiani di <strong>Ottawa</strong> che subirono l’ingiusto internamento. Chi scrive, nel 2024, ha curato l’edizione italiana del libro, promossa da <strong>Angelo Filoso</strong>, che ha soprattutto il merito d’aver realizzato nel 2011, in Piazza Dante ad Ottawa, il <strong>Muro commemorativo</strong>, una grande lastra di granito rosso che riporta i nomi dei 5 italiani internati a Petawawa e di 6 italiani di Ottawa, arruolati nell’esercito canadese, morti in combattimento. Filoso ha quindi consegnato agli Ospiti una Medaglia dell’Italian Canadian Community Centre. Conclusa la parte ufficiale segue festosa la conviviale, mentre gli autori del volume <em>“Radici”</em> provvedono al firma-copie. La serata di sabato 28 giugno, nello stesso luogo, si celebra l’incontro conviviale con la comunità rapinese di Ottawa. <strong>Lorenzo Micucci</strong>, presidente dell’Associazione Rapinesi, è l’anfitrione della serata che vede protagonisti il sindaco di Rapino <strong>Mario Santovito</strong> e il consigliere comunale <strong>Adriano Pasquale</strong>. Oltre 180 le persone che riempiono la sala, concittadini che si ritrovano in un convivio denso di memoria e di emozioni.</p>
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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-91332" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/Chiesa-di-SantAntonio-300x225-1.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/Chiesa-di-SantAntonio-300x225-1.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/Chiesa-di-SantAntonio-300x225-1-80x60.jpg 80w" alt="" width="300" height="225" /></figure>
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<p>Domenica 29, con <strong>Nello Scipioni</strong>, si va alla <strong>Chiesa di Sant’Antonio</strong>, centro pastorale dedicato a <strong>Padre Jerome Ferraro</strong> (Montreal, 1919 – Ottawa, 1972), religioso dei Servi di Maria, figlio di emigrati italiani, che fu un’àncora sicura per i connazionali immigrati ad Ottawa. Dopo gli studi nel collegio dei Servi di Maria e l’ordinazione sacerdotale a 23 anni, P. Jerome fu assegnato alla Chiesa di Sant’Antonio di Ottawa, dove per 30 anni svolse un ruolo fondamentale tra gli immigrati italiani, aiutandoli a trovare un lavoro, un posto dove vivere e facilitando la soluzione dei problemi e l’integrazione nella società canadese. La chiesa, e l’annesso centro pastorale, situati nella <strong>Little Italy</strong>, sono stati un presidio di socialità e di formazione scolastica, oltre che d’assistenza per la numerosa comunità italiana di Ottawa. Un’ampia sala sotto la chiesa ricorda il religioso. Ci scendiamo dopo la Messa, , durante la quale Padre Camillo ha benedetto la statua di San Domenico abate, donata alla chiesa dalle famiglie Filoso e D’Angelo. Il <strong>sindaco Giangiulli</strong> ringrazia per l’iniziativa, che arreda la chiesa con la statua del santo patrono di <strong>Pretoro</strong>. Nella sala intitolata a <strong>Padre Jerome</strong>presentiamo il volume <em>“Radici”, </em>con gli interventi degli autori <strong>D. Giangiulli</strong> e <strong>F. Fanciulli</strong>, e del prefatore. Vanno a ruba le ultime copie del libro.</p>
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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-91360" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/Banda-Pompieri-a-Piazza-Dante-300x180-1.jpg" alt="" width="300" height="180" /></figure>
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<p>Intanto, nella Piazza Dante che fronteggia la chiesa, la <strong>Banda dei Pompieri di Ottawa</strong> in alta uniforme, diretta dal <strong>M° Paul Casagrande</strong>, concerta musiche italiane, sia della tradizione popolare che brani d’opera, fin quando, a mezzogiorno, non esegue in sequenza gli inni nazionali, canadese e italiano. Una postazione picnic del <strong>Centro Abruzzese Canadese</strong>, con la presidente <strong>Lucia Alloggia</strong> ed altri volontari e <strong>Delio D’Angelo</strong> che cuoce alla brace arrosticini e salsicce, serve il pubblico presente. Il concerto l’ha promosso <strong>Angelo Filoso</strong>, che della Banda è grande sponsor e l’anno scorso l’ha portata in una magnifica tournée in Abruzzo e con una puntata anche a <strong>Venezia</strong>.</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-91335" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/Villa-Marconi-300x197-1.jpg" alt="" width="300" height="197" /></figure>
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<p>Lunedì 30 è giornata di visite ufficiali. <strong>Marcus Filoso</strong>, il figlio di Angelo, alle 10 viene a prenderci con una splendida <strong>Lincoln Continental</strong> degli anni ’50 scoperta, per portarci – i tre sindaci e chi scrive – a <strong>Villa Marconi</strong>. È uno spettacolo che non passa inosservato, la magnifica auto che percorre le strade di Ottawa e la tangenziale verso Villa Marconi. Gli altri della delegazione sono sulle auto di Angelo e di <strong>Lorenzo Ferrante</strong>. Al nostro arrivo ci accolgono il presidente <strong>Tony Mariani</strong> e i componenti del Board <strong>Rita Antonelli</strong>, <strong>Trina Costantini</strong> e<strong>Domenico Ricci</strong> che ci guida nella visita alla grande struttura residenziale, sociale e culturale, fiore all’occhiello della comunità italiana e specchio dell’attenzione verso la popolazione anziana. Razionale ed efficiente, la struttura residenziale accoglie anziani d’origine italiana, ma anche d’altra nazionalità se residuano posti disponibili. Dopo i saluti e gli scambi degli omaggi, si torna in città, verso il Municipio.</p>
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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-91347" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/Incontro-con-Sindaco-di-Ottawa-1-300x169-1.jpg" alt="" width="300" height="169" /><figcaption class="wp-element-caption">Incontro con il sindaco di Ottawa, Mark Sutcliffe</figcaption></figure>
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<p>Alle ore 14 i sindaci di <strong>Pretoro</strong>, <strong>Rapino</strong> e <strong>Montelapiano</strong> sono attesi dal sindaco di Ottawa, <strong>Mark Sutcliffe</strong>. La hall del Comune di Ottawa ha una sua storia particolare. Il palazzo municipale è stato costruito sul più importante incrocio di strade della vecchia città, quasi il cardo e il decumano romano, vero luogo d’incontro per gli abitanti. L’attuale hall del Comune conserva questa antica tradizione: quattro gli ingressi posizionati sulle vecchie strade, ampi spazi comunitari nella hall dove si tengono concerti, esposizioni d’arte, mostre di cimeli municipali, o semplicemente ci s’incontra.</p>
<p>Ricordo come nel dicembre 2001, accompagnando in tournée il <strong>Coro della Portella</strong>, prestigioso gruppo corale aquilano, proprio nella hall si tenne il concerto, mentre iniziava finalmente a nevicare, per la gioia del sindaco <strong>Bob Chiarelli</strong>, fino a quel momento amareggiato dalla mancanza di neve nell’imminenza delle feste natalizie. L’incontro tra i sindaci è davvero molto cordiale. Il sindaco di Ottawa non manca di sottolineare il forte contributo della comunità abruzzese allo sviluppo e alla vita sociale e culturale della città. I sindaci <strong>Giangiulli</strong>, <strong>Santovito</strong> e <strong>Scopino</strong>rivolgono al collega <strong>Sutcliffe</strong> l’invito a visitare l’Abruzzo e i loro comuni, mentre si scambiano gli omaggi di rappresentanza. Ne sono soddisfatti testimoni <strong>Olimpia Bevilacqua</strong>, <strong>Angelo Filoso</strong> e <strong>Tony Mariani</strong> della cordialità e dei riconoscimenti del primo cittadino della Capitale verso gli Abruzzesi. A sera c’è la conviviale a <strong>Casa Abruzzo</strong>, una cena ricca di sapori della tradizione regionale, un’occasione per vivere in armonia l’amicizia e la comunanza di radici culturali. L’ospite, <strong>Lucia Alloggia</strong>, più volte sottolinea la bellezza dell’incontro, che si chiude con il grato apprezzamento dell’accoglienza ricevuta durante la missione.</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-91337" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/Canada-Day-300x225-1.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/Canada-Day-300x225-1.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/Canada-Day-300x225-1-80x60.jpg 80w" alt="" width="300" height="225" /></figure>
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<p>Martedì è il <strong>Canada Day</strong>, festa nazionale che ricorda il 1° luglio 1867, data d’approvazione del <strong>British North America Act</strong>, quando alcuni territori della dominazione inglese si unirono per costituire il primo nucleo della Confederazione del Canada. In questo giorno speciale tutto si colora di rosso in ogni angolo del Paese, il colore della bandiera e della foglia d’acero che sul bianco vi campeggia. Si fa festa ovunque, specialmente nella capitale già da alcuni giorni imbandierata. Con <strong>Nello Scipioni</strong> andiamo in centro di prima mattina. Già sul grande agorà davanti al Palazzo del Parlamento c’è un mare di gente, persone e famiglie intere, in attesa delle 10, ora del cambio della guardia delle <strong>Giubbe Rosse</strong>. Uno spettacolo con una sua particolare suggestione. Osservo che ogni angolo della città è vissuto in allegria, anche con artisti di strada che danno spettacolo. La giornata invita, il cielo è terso, senza neanche un lacerto di nuvole.Il sole splende. Ammiro e annoto mentalmente ogni cosa. Mi emoziona vedere come i Canadesi vivono la loro festa nazionale, la cui intensità sul piano civile e politico è cresciuta all’esponente dopo le insolenti sparate del Presidente Trump, che qui ormai il solo menzionarlo provoca l’orticaria. Torniamo davanti al Comune di Ottawa, dove c’è il <strong>Monumento ai Pompieri</strong>caduti in servizio. La <strong>Banda dei Pompieri</strong> dà un concerto. <strong>Angelo Filoso</strong> con la sua équipe, di buon mattino, ha imbandierato il luogo ed approntato la postazione microfonica. È lui stesso che presenta il concerto, anticipando i brani musicali che la banda ha in programma. Ce lo gustiamo il concerto, con <strong>Nello</strong>, <strong>Angelo</strong> e <strong>Josie Alonzi</strong>, amica carissima arrivata da <strong>Toronto</strong>, originaria di <strong>Roccamorice</strong>. A mezzogiorno l’esecuzione dell’inno nazionale canadese, mentre la squadriglia acrobatica dell’aviazione militare fa i suoi volteggi in cielo, Intanto i Pompieri, finito il concerto, approntano un picnic per loro stessi e per il pubblico.</p>
<p>Con <strong>Angelo</strong> ci diamo appuntamento da <strong>JohnnyFarina</strong>, ristorante italiano nei pressi del Municipio, per le 15. Abbiamo tempo, con <strong>Nello</strong>, di fare un salto a<strong> Sparks Street</strong>. La famosa strada è piena di giovani e turisti, tutti i locali sono colmi, ristoranti e bar con file di avventori in attesa. Fatichiamo a trovare due posti per bere una birra fresca. Alle tre del pomeriggio raggiungiamo <strong>Angelo</strong> e <strong>Josie </strong>al ristorante Farina. È molto grande, arredato con gusto. Al tavolo con noi anche <strong>Paul Casagrande</strong> ed alcuni musicisti con rispettive signore. Un ottimo lunch, la cucina è eccellente, il vino scelto pure. Poi un buon gelato, in una gelateria italiana. Angelo e Josie mi dicono che l’indomani passeranno a casa di Nello e Maria per salutarmi, prima della mia partenza per <strong>Montreal</strong>.</p>
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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-91357" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/Maria-e-Nello-Scipioni-300x190-1.jpg" alt="" width="300" height="190" /><figcaption class="wp-element-caption">Maria e Nello Scipioni, Goffredo Palmerini</figcaption></figure>
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<p>Così avviene, puntualmente alle 8 e mezza. Prendiamo un buon caffè insieme, poi un forte abbraccio a Maria, Josie e Angelo. Un grazie dal profonde del cuore per la loro accoglienza. <strong>Nello</strong>mi accompagna in auto all’Università di Ottawa, dove alle 10 c’è l’autobus per l’aeroporto di Montreal. Con un abbraccio saluto Nello, con l’affetto che si sente per un fratello. Tra noi una grande complicità amicale, che rende i giorni tutti piacevoli e radiosi. Quindi un arrivederci a <strong>L’Aquila</strong>, l’anno prossimo, quando torneranno in vacanza.</p>
<p>Non ho avuto possibilità di destinare uno o più giorni agli amici di Montreal. <strong>Sonia Cancian</strong>, che ha scritto una bella Presentazione al mio nuovo libro <em>“Intrecci di memoria”</em>, <strong>Claudio Palmisano</strong>, <strong>Arturo Tridico</strong>, <strong>Guido Piccone </strong>li saluto chiamandoli a telefono.</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-91341" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/07/Con-Anna-Campagna-272x300-1.jpg" alt="" width="272" height="300" /></figure>
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<p>Trovo invece ad aspettarmi in aeroporto la carissima amica <strong>Anna Campagna</strong>, che abita ad un chilometro di distanza dallo scalo. Anna ha una bella storia di vita, che ho raccontato su molti giornali con i quali collaboro, sia in Italia che all’estero, ma anche in un mio libro. Mi intrigò, infatti, la sua esperienza d’insegnante nei Territori del Nord del Canada vivendo per diversi anni in una delle comunità <strong>Inuit.</strong> Anna conserva di quegli anni un ricordo bello, intenso. Tornò poi a Montreal, città dove viveva la famiglia, dove per lungo tempo ha diretto il <strong>Centre Génération Emploi</strong>, struttura di accoglienza per giovani immigrati, formazione professionale e avviamento al lavoro. Con <strong>Anna</strong>, originaria di <strong>Barisciano</strong>, centro a pochi chilometri dall’Aquila, passiamo due ore e mezza a raccontarci le cose di famiglia, dell’Aquila e di Montreal, del Canada e dell’Italia. È sempre un piacere incrociare la sua amicizia, la sua straordinaria sensibilità, l’amore per la cultura e per l’arte, la sua attenzione profonda per l’ambiente e per la difesa della natura. Dopo aver pranzato insieme, facciamo un giro in aeroporto, dove compra pensierini per i miei tre nipoti e per altri bimbi di amici comuni. Poi un abbraccio affettuoso di saluto, mentre mi avvio ai controlli di sicurezza, mandandole un bacio con un gesto della mano.</p>
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