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	<title>Riflessioni letterarie Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>La pietà è l&#8217;impossibile nella non modernità di Dante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2021 13:53:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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<p>La &#8220;Commedia&#8221; di Dante ha il tragico nel destino del viaggio e i personaggi sono il male del perenne peregrinare in un patire profondamente umano. L&#8217;ironia è forzata,  a volte,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/09/05/la-pieta-e-limpossibile-nella-non-modernita-di-dante/">La pietà è l&#8217;impossibile nella non modernità di Dante</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/1E60A129-E7A2-4438-8D78-512F72A1300D-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/1E60A129-E7A2-4438-8D78-512F72A1300D-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/1E60A129-E7A2-4438-8D78-512F72A1300D-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/1E60A129-E7A2-4438-8D78-512F72A1300D-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/1E60A129-E7A2-4438-8D78-512F72A1300D-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/1E60A129-E7A2-4438-8D78-512F72A1300D-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/1E60A129-E7A2-4438-8D78-512F72A1300D-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/1E60A129-E7A2-4438-8D78-512F72A1300D-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/1E60A129-E7A2-4438-8D78-512F72A1300D-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/1E60A129-E7A2-4438-8D78-512F72A1300D-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/1E60A129-E7A2-4438-8D78-512F72A1300D-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/1E60A129-E7A2-4438-8D78-512F72A1300D-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La &#8220;Commedia&#8221; di Dante ha il tragico nel destino del viaggio e i personaggi sono il male del perenne peregrinare in un patire profondamente umano. L&#8217;ironia è forzata,  a volte, anche se il tragico cerca sempre la maschera e si serve dell&#8217;immaginario per superare la storia. Non c&#8217;è la storia in Dante.  C&#8217;è il bisogno di non sottrarsi ad un ultraterreno che ha la dimensione filosofica nella ricerca della perfezione.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ebbe a scrivere Auerbach: &#8220;Spesso un verso [di Dante] richiede forza e tempo quasi impossibili prima di schiudere qualcosa di quello che vi è contenuto; ma quando si è riusciti ad avere una visione d’insieme, allora i cento canti, nello splendore delle terzine, nel loro sempre rinnovato intrecciarsi e sciogliersi, svelano la leggerezza di sogno e l’inattingibilità della perfezione, che sembra librarsi senza fatica, come una danza di figure ultraterrene&#8221; (Erich Auerbach, &#8220;Dante, poeta del mondo terreno&#8221;).</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La costante contraddizione è un intreccio tra il bisogno di salvezza, la forza della pietà e il patire come superamento del compatire. Infatti le tre coordinate antropologiche e filosofiche sono dettate dal senso di colpa, dalla necessità di perdonare e dall&#8217;impossibilità di toccare l&#8217;immortale come infinito. Sono, appunto, le tre Cantiche, nelle quali la Commedia viene completamente superata dalla sopravvivenza del tragico. Lo stesso cristianesimo è tragico in Dante. È come se usasse il pensiero di Euripide nel &#8220;qualcuno c&#8217;è e ci trascende&#8221;.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La pietà e l&#8217;impossibile sono caratteristiche che attraversano, in modo particolare, il &#8220;Purgatorio&#8221;. Un impossibile che chiede a Dio di esistere. Il tragico è anche qui. Ovvero resta, come direbbe Sergio Quinzio, all&#8217;interno della fede. Solo Dio ci può salvare ma Dio deve esistere non come immagine ontologica ma come reale vivente. Il problema è, appunto, tragico. Come nella salvezza. La Grazia si raggiunge con il patire, quindi con il dolore. È come se giunti alla pietà ci si dimenticasse di cosa si è vissuto prima, ovvero il terrore.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;Inferno è il terrore, ovvero il terribile. L&#8217;inferno si rivela come si rivela la pietas. Come ci raggiunge la solitudine del compatire. Ecco perché occorre &#8220;&#8230;sottrarre Dante alla retorica scolastica, sottolinea Mandel’štam,  equivale a rendere un servizio non da poco a tutta la cultura europea». Egli dichiara anche: «è indispensabile dar vita a un nuovo commento dantesco, che rivolga la faccia al futuro e metta in luce il legame dell’autore della Commedia con la nuova poesia europea&#8221;. Senza dimenticare che per Mandel’štam  Dante resta &#8220;nella tradizione&#8221; soprattutto per una &#8220;sperimentazione appassionata&#8221;.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La lezione giunge Jorge Luis Borges quando afferma che &#8220;La Commedia è un libro che tutti dobbiamo leggere. Non farlo significa privarci del dono più grande che la letteratura può offrirci, significa condannarci a uno strano ascetismo. Perché negarci la gioia di leggere la Commedia? Oltretutto non è una lettura difficile. È difficile ciò che sta dietro la lettura: le opinioni, le discussioni; ma il libro in sé è un libro cristallino. E poi c&#8217;è il personaggio centrale, Dante, che è forse il personaggio più vivido di tutta la letteratura; e poi ci sono gli altri personaggi…&#8221;.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dante personaggio è il dato (o il lato) più problematico nel tragico di un&#8217;ironia che non abbandona il viaggio. Il viaggio ha la selva e la siepe nella visione di un orizzonte infinitamente vissuto tra il bene e il male. Un vissuto che è fatto di delirio e di ombre che giungono a toccare il sogno e l&#8217;illusione come in Calderon de la Barca quando cesella: &#8220;Io sogno di esser qui | oppresso da questa prigione | e ho sognato che in un altro stato | più lusinghiero mi sono visto. | Che è la vita? Un delirio. | Che è la vita? Un&#8217;illusione, | un&#8217;ombra, una finzione, | ed il bene più grande è piccolo; | che tutta la vita è sogno | ed i sogni, sogni sono“.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Qui si supera completamente l&#8217;insistenza di volerla Commedia. Dante non è Commedia. Ed essendo egli il personaggio centrale nel patire e nella pietas il tragico è, appunto  una sopravvivenza dell&#8217;errore della caduta nel delirio del sogno. Il concetto di Giobbe mi sembra una metafora che attraversa l&#8217;opera completa di Dante. &#8220;&#8230;quel che mi spaventa mi raggiunge&#8230;&#8221;. Infatti lo ha raggiunto la solitudine o meglio l&#8217;abbandono.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La solitudine di Dante è abbandono. Essere stato abbandonato è essere entrato nella dimenticanza. L&#8217;esilio è, infatti, l&#8217;andare oltre il patire per toccare la terra del compatire. Cosa c&#8217;è di Commedia in tutto questo? L&#8217;Opera di Dante è l&#8217;autobiografia dell&#8217;uomo e del poeta. Qui è il punto vero della metamorfosi di una Commedia in tragedia.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il terrore e la pietà: si toccano sempre questi due estremi complementari in una esistenza tragica. Il dolore per Dante resta destino. Come un antico greco che si affida agli dei anzi che ruba il fuoco agli dei come Prometeo. Ed essendo occidentale e cristiano Dante è la consapevole figura del cristiano tragico. Cerca Dio ma trova la Grazia. O si inventa la Grazia. Dante dunque non è moderno. Perché? In lui abitano la pietà e l&#8217;impossibile.</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F09%2F05%2Fla-pieta-e-limpossibile-nella-non-modernita-di-dante%2F&amp;linkname=La%20piet%C3%A0%20%C3%A8%20l%E2%80%99impossibile%20nella%20non%20modernit%C3%A0%20di%20Dante" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F09%2F05%2Fla-pieta-e-limpossibile-nella-non-modernita-di-dante%2F&#038;title=La%20piet%C3%A0%20%C3%A8%20l%E2%80%99impossibile%20nella%20non%20modernit%C3%A0%20di%20Dante" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/09/05/la-pieta-e-limpossibile-nella-non-modernita-di-dante/" data-a2a-title="La pietà è l’impossibile nella non modernità di Dante"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/09/05/la-pieta-e-limpossibile-nella-non-modernita-di-dante/">La pietà è l&#8217;impossibile nella non modernità di Dante</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Si scrive ciò che si abita nella propria ombra e oltre la parola</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/07/26/si-scrive-cio-che-si-abita-nella-propria-ombra-e-oltre-la-parola-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=si-scrive-cio-che-si-abita-nella-propria-ombra-e-oltre-la-parola-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2021 10:21:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[L’ombra]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni letterarie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1181" height="1181" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967.jpeg 1181w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 1181px) 100vw, 1181px" /></p>
<p>Cos&#8217;altro è la scrittura se non l&#8217;ombra del silenzio nel cerchio delle voci che camminano rischiando l&#8217;anima sul filo del tempo? Altro? La penombra è una luce sottile che danza&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/07/26/si-scrive-cio-che-si-abita-nella-propria-ombra-e-oltre-la-parola-2/">Si scrive ciò che si abita nella propria ombra e oltre la parola</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1181" height="1181" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967.jpeg 1181w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/A638C265-9056-4CDC-B522-088CE4D65967-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 1181px) 100vw, 1181px" /></p><p><i>Cos&#8217;altro è la scrittura se non l&#8217;ombra del silenzio nel cerchio delle voci che camminano rischiando l&#8217;anima sul filo del tempo? Altro? La penombra è una luce sottile che danza cercando la salvezza nella verità. La parola non ha alcuna certezza se non quella di raccontare un indefinibile sconfitta della storia. Si scrive ciò che si possiede. Si scrive ciò che si abita.</i></p>
<p>Non so se una foglia fa ombra. Immagina che l&#8217;ombra sia una foglia. Il resto inventalo! O viaggialo con la consapevolezza del silenzio. L&#8217;ombra è una pausa della parola. Della scrittura o forse del pensare. È una pausa della luce. L&#8217;ombra distrugge. Porta alla deriva trascinando con sé i tagli della penombra. Noi siamo in tempo tragico. La luce è il relativismo della speranza. L&#8217;ombra è la seduzione della fine.<br />
Il fuoco ha ombra? Luna sì. Io amo l&#8217;ombra perché la parola vive nell&#8217;accoglienza conturbante del silenzio buio. Il buio ha ombre? L&#8217;ombra che scende nell&#8217;acqua è diversa di quella che scivola nel giorno. Si può immaginare l&#8217;ombra della parola? Si può pensare? Non c&#8217;è nulla di materiale o di oggettivo. Si può bruciare? Il fuoco brucia il fuoco con la fiamma. Una alchimia dei sensi in una percezione dello spazio.<br />
L&#8217;ombra della candela non ha parola ma alchimia. Accendere un fuoco è creare ombre in una antropologia della terra che arde.  Bisogna leggere l&#8217;ombra per restituirla non solo ad un immaginario ma per non farla morire. Bisogna fare in modo di non ucciderla e di non permettere che possa suicidarsi.  Perché è eterna e infinita.<br />
La ricerca dell&#8217;ombra necessaria arriva con le parole perdute nel tempo dello spazio impercettibilmente invasivo. Terribile. A volte imprescindibile e imperscrutabile. Le parole perdute restano parole comunque in un&#8217;ombra dell&#8217;immaginazione e dell&#8217;immaginario. L&#8217;ombra ha il fantasma della memoria. Le ombre delle nostre attese restano a raccontare con le parole che hanno l&#8217;assenza dell&#8217;assurdo&#8230;</p>
<p>Vincenzo Cardarelli:</p>
<p>&#8220;I ricordi, queste ombre troppo lunghe<br />
del nostro breve corpo,<br />
questo strascico di morte<br />
che noi lasciamo vivendo<br />
i lugubri e durevoli ricordi,<br />
eccoli già apparire:<br />
melanconici e muti<br />
fantasmi agitati da un vento funebre.<br />
E tu non sei più che un ricordo.<br />
Sei trapassata nella mia memoria.<br />
Ora sì, posso dire che<br />
che m&#8217;appartieni<br />
e qualche cosa fra di noi è accaduto<br />
irrevocabilmente.<br />
Tutto finì, così rapito!<br />
Precipitoso e lieve<br />
il tempo ci raggiunse.<br />
Di fuggevoli istanti ordì una storia<br />
ben chiusa e triste.<br />
Dovevamo saperlo che l&#8217;amore<br />
brucia la vita e fa volare il tempo&#8221;.<br />
Le ombre ritornano vivono insistono e diventano fantasmi. Diventano onde. Acqua. Trasparenza del silenzio o squillo di un telefono. L&#8217;ombra è uno squillo di telefono e alla risposta che resta muto. Non ho ancora capito se hanno fragilità nel continuare ad essere.<br />
Tiresia percepiva le ombre. Dopo la percezione soltanto io nulla. Ma cosa racconteremo domani. Cosa racconterò stanotte alla mia volontà?<br />
Ciò che scrisse Nietzsche?<br />
Ecco  la perseveranza del viandante di Nietzsche.<br />
&#8220;L’ombra: Giacché è tanto tempo che non ti sento parlare, vorrei dartene un’occasione.<br />
Il viandante: Parla – Dove? E chi? È quasi come se sentissi parlare me stesso, solo con voce più debole della mia.<br />
L’ombra (dopo una pausa): Non sei contento di avere un’occasione di parlare?<br />
Il viandante: Per dio e per tutte le cose a cui non credo, è la mia ombra che parla: la sento, ma non ci credo&#8221;.<br />
E poi ancora:<br />
&#8220;L’ombra: E io odio quel che odi tu, la notte; amo gli uomini perché sono seguaci della luce, e mi allieta lo splendore che è nel loro occhio quando conoscono e scoprono, loro, gli infaticabili conoscitori e scopritori. Quell’ombra che tutte le cose mostrano, quando su di esse cade il sole della conoscenza. Io sono anche quell’ombra&#8221;.<br />
&#8220;Il viandante: Ah, voi ombre siete “uomini migliori” di noi, me ne accorgo.<br />
L’ombra: Eppure ci avete chiamato “importune” – noi, che almeno una cosa sappiamo fare – tacere e attendere. È vero, ci si trova molto, molto spesso al seguito dell’uomo, ma mai come sue schiave. Quando l’uomo fugge la luce, noi fuggiamo l’uomo: a tanto arriva la nostra libertà.<br />
Il viandante: Ahimè, tanto più spesso è la luce a fuggir l’uomo e allora anche voi lo abbandonate.<br />
L’ombra: Ti ho abbandonato spesso con dolore: a me, avida di sapere, tante cose dell’uomo sono rimaste oscure, perché non posso esser sempre presente intorno a lui. Pur di possedere una totale conoscenza dell’uomo, sarei volentieri la tua schiava.<br />
Il viandante: Lo sai tu, lo so io, se tu da schiava non diventeresti improvvisamente padrona? Oppure se tu rimarresti schiava disprezzando il tuo padrone, condurresti una vita di umiliazione, di disgusto? Accontentiamoci ambedue della libertà, così come è rimasta a te e a me! Giacché la vista di un essere non libero amareggerebbe le mie gioie più grandi; le migliori cose mi ripugnerebbero, se qualcuno dovesse dividerle con me – non voglio sapere di schiavi intorno a me&#8221;.<br />
Si  sparisce.  Si sparisce come un&#8217;ombra che diventa fantasma mentre il tramonto rende tutte le ombre rosse. Ma cosa è la scrittura dentro la pausa del silenzio? Cosa è il silenzio nell&#8217;osservazione di un&#8217;ombra? Si scrive per disperazione. Non per raccontare. Per raccontare possono usare le parole. Per scrivere con la scrittura dello scrittore si ha bisogno di penetrare i fantasmi che diventano navigante di ombra. Il resto per uno scrittore non conta. Si scrive ciò che si è. Ciò che si possiede. Ciò che si abita. L&#8217;ombra è una parola irresistibile irrefrenabile irraggiungibile. È indefinibile e infinita.</p>
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