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	<title>Rita Zingariello Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>“A mente scalza” di Rita Zingariello. La vita come arte del dubbio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 18:22:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1366" height="768" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/rita.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/rita.jpg 1366w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/rita-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/rita-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/rita-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/rita-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/rita-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 1366px) 100vw, 1366px" /></p>
<p>Con il suo ultimo album l’artista pugliese attraversa tempo, memoria e fiducia in un racconto musicale intimo, essenziale e profondamente umano Cantautrice pugliese con una lunga esperienza nella musica italiana,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/10/20/a-mente-scalza-di-rita-zingariello-la-vita-come-arte-del-dubbio/">“A mente scalza” di Rita Zingariello. La vita come arte del dubbio</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con il suo ultimo album l’artista pugliese attraversa tempo, memoria e fiducia in un racconto musicale intimo, essenziale e profondamente umano</em></p>
<p>Cantautrice pugliese con una lunga esperienza nella musica italiana, Rita Zingariello costruisce il proprio percorso intorno a una scrittura d’autore capace di intrecciare sensibilità acustica, aperture jazz e attenzione alla parola. <em>A mente scalza</em>, disponibile dal 9 ottobre 2026 in vinile e sulle piattaforme digitali, è il suo nuovo album: un lavoro ampio composto da otto tracce, pubblicato da Red&amp;Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy e anticipato dal singolo <em>Le balene di notte</em>, in radio e online dal 2 ottobre. In questa intervista Rita Zingariello racconta la nascita del progetto, che mette al centro la necessità di spogliarsi dalle sovrastrutture e di ascoltare ciò che resta quando cadono le difese. Attraverso le sue parole emergono il valore della vulnerabilità, il confronto con il tempo, il peso dei pensieri e la possibilità di trasformare dubbi, cadute e memorie in materia musicale. Ne nasce un dialogo che attraversa la dimensione personale e quella artistica, restituendo l’immagine di un percorso fatto di ricerca, consapevolezza e fiducia.</p>
<p><strong>“A mente scalza” evoca fin dal titolo un’idea di spogliazione, di nudità del pensiero. Da dove è nata l’esigenza di questo approccio e cosa significa per te, oggi, fare musica “senza filtri”?</strong></p>
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<figure class="alignright size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-116999" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/10/Copertina-_A-mente-scalza_-1024x1024.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/10/Copertina-_A-mente-scalza_-1024x1024.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/10/Copertina-_A-mente-scalza_-300x300.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/10/Copertina-_A-mente-scalza_-150x150.jpg 150w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/10/Copertina-_A-mente-scalza_-768x768.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/10/Copertina-_A-mente-scalza_-1536x1536.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/10/Copertina-_A-mente-scalza_-2048x2048.jpg 2048w" alt="" width="1024" height="1024" /></figure>
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<p>Credo che a un certo punto si senta il bisogno di smettere di addomesticare quello che si è vissuto, di guardarlo per quello che è stato, senza cercare necessariamente di dargli una forma più rassicurante. <em>A mente scalza</em> nasce proprio da questa esigenza: togliere il rumore, le difese e le risposte già pronte, per tornare alle domande che contano davvero. In queste otto canzoni ci sono il tempo che passa, la paura, la fiducia, l’amore, le cadute e la necessità di lasciare andare. Fare musica senza filtri significa concedermi la libertà di attraversare queste dimensioni senza dover arrivare per forza a una conclusione. Non significa avere tutte le risposte, ma accettare anche ciò che resta irrisolto. Oggi sento che la sincerità è una forma di libertà: mi permette di riconoscermi nelle canzoni e di lasciare che chi le ascolta possa ritrovare, a sua volta, qualcosa della propria storia.</p>
<p><strong>Il singolo “Le balene di notte” richiama immagini ed emozioni molto dense, legate al tempo e ai pensieri più profondi. Come si è sviluppato questo brano e in che modo sei riuscita a tradurre queste sensazioni così intime nella sua struttura musicale?</strong></p>
<p><em>Le balene di notte</em> nasce da una riflessione sul tempo che passa e sul modo in cui impariamo ad abitarlo. A poco più di quarant’anni mi sono ritrovata a guardare indietro, facendo i conti con ciò che non ho potuto cambiare e con il dubbio di quello che avrei potuto fare diversamente. I pensieri hanno assunto per me la forma di <em>balene</em>: presenze enormi e silenziose, che attraversano la nostra interiorità e che non possiamo trattenere, né governare. Anche nella costruzione musicale cercavo un modo per restituire questo senso di ingombro, qualcosa che si muove dentro di noi e che a volte diventa quasi impossibile da ignorare. Per questo, durante la registrazione, ho chiesto al coro di cantare un potente «bo bo bo bo bo» in diversi momenti del brano: volevo che quelle voci esprimessero il rumore dei pensieri che avevano dato origine al testo. Mi interessava creare un contrasto tra la profondità di queste riflessioni e una dimensione sonora capace di renderle quasi fisiche. È una canzone che non cerca di risolvere i dubbi, ma di riconoscerli e imparare a convivere con loro.</p>
<p><strong>Il tema della fiducia ritorna in diversi momenti del disco, declinato in sfumature diverse — come il coraggio di ricominciare, l’accettazione dell’errore o il saper lasciar andare. Che posto occupa la fiducia nella tua vita e nel tuo modo di fare musica?</strong></p>
<p>La fiducia, per me, ha molto a che fare con l’accettazione del fatto che non tutto può essere controllato. Spesso vorremmo conoscere in anticipo le conseguenze delle nostre scelte, evitare gli errori e proteggerci dalle delusioni, ma la vita non funziona così. Fidarsi significa anche accettare di essere vulnerabili, riconoscere che possiamo inciampare e che questo non ci impedisce di ricominciare. Nel disco è un tema che attraversa diverse esperienze e trova una sua espressione precisa anche nel brano <em>Fidarsi</em>, realizzato con Ferruccio Spinetti. Nella musica cerco di praticare questa stessa disposizione: seguire un’intuizione, lasciare che una canzone trovi la propria strada e accogliere ciò che emerge durante il processo creativo. Non sempre so dove mi porterà una composizione quando comincio a scriverla, e credo che ci sia qualcosa di prezioso proprio in questa incertezza. La fiducia è un esercizio quotidiano, forse mai del tutto compiuto. È la possibilità di lasciare andare qualcosa senza sapere esattamente cosa arriverà dopo, ma restando disponibili al cambiamento.</p>
<p><strong>Per il video di “Le balene di notte” hai scelto un’estetica molto particolare, un universo artigianale che passa dal teatrino di carta alla realtà. Come si è sviluppato questo immaginario e quali aspetti del brano volevi far emergere attraverso queste immagini?</strong></p>
<p>Il teatrino di carta è diventato il modo per dare una forma visiva al mio mondo interiore, a quei pensieri enormi e silenziosi che nella canzone ho chiamato<em> balene</em>. È un piccolo universo costruito, un luogo in cui l’immaginazione prova a mettere ordine in ciò che spesso sfugge al nostro controllo. Nel video navigo su una grande barca origami, attraversando le diverse fasi del giorno, dall’alba alla notte. Lungo il percorso compaiono figure antropomorfe stilizzate — un lupo, una scimmia, un fenicottero, un orso e un cervo — mentre le mani che piegano le barchette colorate richiamano il gesto artigianale del costruire e trasformare. Mi piaceva il contrasto tra i colori vivaci della scenografia e la dimensione intima e malinconica del racconto: a volte possiamo abitare mondi apparentemente luminosi continuando a portare dentro domande profonde. Il momento per me più significativo è il finale, quando la barca raggiunge la riva e io scendo per entrare in uno spazio reale. È come se si concludesse un processo interiore: non perché tutti i dubbi siano scomparsi, ma perché posso finalmente uscire da quel mondo e accogliere ciò che viene dopo.</p>
<p><strong>La title track intreccia tanti elementi fondamentali della tua vita e del tuo percorso — dall’arte alla famiglia, dal tempo alla memoria. Guardando al disco nel suo insieme, che cosa speri che questo lavoro racconti di te oggi a chi lo ascolta?</strong></p>
<p>Mi piacerebbe che questo disco raccontasse una persona che continua a cercare, a mettersi in discussione e a imparare da quello che vive. <em>A mente scalza</em> raccoglie molte dimensioni della mia esperienza: il rapporto con il tempo, gli affetti, la memoria, le fragilità e il desiderio di trovare un equilibrio senza rinunciare alle domande. La title track rappresenta un punto importante di questo percorso, perché riunisce elementi che appartengono alla mia vita e al modo in cui guardo al mondo. Musicalmente, il disco alterna una dimensione acustica, la scrittura d’autore e una sensibilità jazz, aprendosi anche all’incontro con musicisti come Ferruccio Spinetti, Ernesto Marciante e Fabrizio Bosso, oltre ai Flowing Chords e agli archi curati da Valter Sivilotti in <em>Scivola</em>. Sono incontri che arricchiscono il progetto, lasciando spazio a sensibilità differenti. Ma, al di là delle scelte musicali, spero che chi ascolta possa percepire soprattutto la necessità che lo ha generato: provare a stare dentro la vita senza volerla sempre correggere o controllare. Non vorrei consegnare un ritratto definitivo di me, ma condividere un momento del mio percorso. Se queste canzoni riusciranno a fare compagnia a qualcuno, a dare voce a un dubbio o a suggerire che anche da una caduta può nascere un nuovo inizio, allora avranno raggiunto qualcosa di importante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/10/20/a-mente-scalza-di-rita-zingariello-la-vita-come-arte-del-dubbio/">“A mente scalza” di Rita Zingariello. La vita come arte del dubbio</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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