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	<title>safe by design Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<description>la velocità dell&#039;informazione</description>
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		<title>EU KIDS Act, l’Europa cambia le regole per i minori: social, videogiochi e chatbot AI sotto osservazione</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/16/eu-kids-act-leuropa-cambia-le-regole-per-i-minori-social-videogiochi-e-chatbot-ai-sotto-osservazione1/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=eu-kids-act-leuropa-cambia-le-regole-per-i-minori-social-videogiochi-e-chatbot-ai-sotto-osservazione1</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 08:43:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Eu Kids Act]]></category>
		<category><![CDATA[fornitori servizi]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme social]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/fffd1e36-cf1d-4231-8cec-4d94a771db5e.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/fffd1e36-cf1d-4231-8cec-4d94a771db5e.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/fffd1e36-cf1d-4231-8cec-4d94a771db5e-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/fffd1e36-cf1d-4231-8cec-4d94a771db5e-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/fffd1e36-cf1d-4231-8cec-4d94a771db5e-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/fffd1e36-cf1d-4231-8cec-4d94a771db5e-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/fffd1e36-cf1d-4231-8cec-4d94a771db5e-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p>EU KIDS Act, l’Europa cambia le regole per i minori: social, videogiochi e chatbot AI sotto osservazione La Commissione europea propone limiti d’età e nuovi obblighi di sicurezza per le&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/fffd1e36-cf1d-4231-8cec-4d94a771db5e.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/fffd1e36-cf1d-4231-8cec-4d94a771db5e.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/fffd1e36-cf1d-4231-8cec-4d94a771db5e-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/fffd1e36-cf1d-4231-8cec-4d94a771db5e-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/fffd1e36-cf1d-4231-8cec-4d94a771db5e-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/fffd1e36-cf1d-4231-8cec-4d94a771db5e-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/fffd1e36-cf1d-4231-8cec-4d94a771db5e-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p><p><strong>EU KIDS Act, l’Europa cambia le regole per i minori: social, videogiochi e chatbot AI sotto osservazione</strong></p>
<h2><em>La Commissione europea propone limiti d’età e nuovi obblighi di sicurezza per le piattaforme digitali. Il principio cambia: non saranno più soltanto famiglie e ragazzi a doversi proteggere, ma i servizi dovranno dimostrare di essere sicuri per i minori. E l’intelligenza artificiale entra pienamente nella questione educativa</em></h2>
<p>Per anni abbiamo posto quasi sempre la stessa domanda.</p>
<p>Quanto tempo passa un ragazzo davanti allo smartphone?</p>
<p>A che età dovrebbe avere il primo social?</p>
<p>I genitori controllano abbastanza?</p>
<p>I ragazzi conoscono i pericoli della rete?</p>
<p>Domande legittime. Ma tutte costruite, in fondo, intorno alla responsabilità di chi utilizza la tecnologia.</p>
<p>Il 17 settembre 2026 la Commissione europea ha messo sul tavolo una proposta che prova a spostare il punto di osservazione.</p>
<p>Con l’<strong>EU KIDS Act</strong>, Bruxelles propone di vietare l’accesso ai social network ai minori di 13 anni e di fissare a 15 anni l’età minima per aprire autonomamente un proprio account. Ma il passaggio più significativo non è probabilmente quello anagrafico.</p>
<p>È un altro.</p>
<p>Secondo la Commissione, saranno i fornitori dei servizi digitali a dover dimostrare che ciò che offrono ai minori è <strong>appropriato all’età e “safe by design”, sicuro già nella progettazione</strong>.</p>
<div class="pip-highlight"><strong>Il cambio di prospettiva:</strong> finora abbiamo chiesto ai ragazzi di difendersi dalla tecnologia. L’Europa comincia a chiedere alla tecnologia di dimostrare di essere adatta ai ragazzi.</div>
<p>In altre parole, la domanda comincia a cambiare.</p>
<blockquote><p>Non soltanto: “Questo ragazzo è abbastanza preparato per entrare in quella piattaforma?”</p>
<p>Ma anche: “Quella piattaforma è stata progettata in modo abbastanza responsabile per accogliere un ragazzo?”</p></blockquote>
<h2>Non riguarda soltanto Instagram e TikTok</h2>
<p>Il nome stesso della proposta — <strong>EU Keeping Internet Digital Spaces Accountable and Trustworthy Act</strong> — lascia intuire un perimetro più ampio.</p>
<p>La documentazione della Commissione chiarisce che l’obiettivo è proteggere i minori non soltanto dai servizi digitali considerati rischiosi, ma anche dai <strong>sistemi di intelligenza artificiale</strong>.</p>
<p>Secondo i dettagli della proposta riportati da Reuters, nel campo di applicazione entrerebbero social network, piattaforme di condivisione video, videogiochi online e <strong>chatbot basati sull’intelligenza artificiale</strong>.</p>
<p>Ed è probabilmente qui che il provvedimento assume una dimensione nuova.</p>
<p>Perché fino a pochi anni fa il problema educativo digitale veniva identificato soprattutto con i social.</p>
<p>Oggi un adolescente può trascorrere ore non soltanto guardando contenuti o interagendo con altri utenti, ma anche <strong>parlando con un sistema artificiale capace di rispondere, ricordare il contesto, simulare vicinanza, offrire consigli e costruire una relazione conversazionale apparentemente personale</strong>.</p>
<p>Non è più soltanto una questione di contenuti.</p>
<p>È anche una questione di <strong>relazione</strong>.</p>
<h2>Dai contenuti al modo in cui la tecnologia trattiene</h2>
<p>Il progetto europeo non guarda soltanto a ciò che compare sullo schermo.</p>
<p>Guarda anche a <strong>come il servizio è costruito</strong>.</p>
<p>Fra le misure riportate figurano restrizioni alle funzioni progettate per aumentare il coinvolgimento continuo, limiti a sistemi di raccomandazione personalizzata, notifiche notturne e meccanismi come lo scorrimento infinito. Per gli account dei minori sono previste inoltre impostazioni più protettive per privacy, geolocalizzazione, microfono e fotocamera.</p>
<p>È un passaggio importante.</p>
<p>Per molto tempo abbiamo parlato del digitale come se fosse uno spazio neutro nel quale qualcuno decide liberamente quanto rimanere.</p>
<p>Ma le piattaforme non sono semplicemente stanze vuote.</p>
<p>Sono ambienti progettati.</p>
<p>Ogni notifica, ricompensa, suggerimento, sequenza automatica di video o contenuto consigliato può essere pensato per aumentare il tempo di permanenza.</p>
<p>E quando l’utente è un bambino o un adolescente, la questione non può essere ridotta alla sua capacità individuale di “sapersi controllare”.</p>
<h2>La responsabilità torna anche agli adulti che progettano</h2>
<p>La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha sintetizzato il principio sostenendo che molte delle tecnologie con cui oggi interagiscono i bambini non sono nate avendo come priorità il loro benessere. Con il KIDS Act, ha spiegato la Commissione, l’onere della prova dovrebbe quindi spostarsi sulle piattaforme.</p>
<p>È forse questo il cambiamento culturale più interessante.</p>
<p>Negli ultimi anni abbiamo spesso chiesto ai genitori di educare meglio.</p>
<p>Alle scuole di fare media education.</p>
<p>Ai ragazzi di essere più consapevoli.</p>
<p>Tutto necessario.</p>
<p>Ma mancava spesso un quarto soggetto:</p>
<blockquote><p>chi costruisce l’ambiente nel quale quelle relazioni avvengono.</p></blockquote>
<p>Non possiamo chiedere a una famiglia di combattere da sola contro strumenti progettati da aziende che dispongono di enormi quantità di dati, psicologia comportamentale, algoritmi predittivi e sistemi capaci di adattarsi continuamente all’utente.</p>
<p>La responsabilità educativa resta.</p>
<p>Ma non può diventare un alibi per deresponsabilizzare la tecnologia.</p>
<h2>E con i chatbot cambia ancora qualcosa</h2>
<p>L’ingresso esplicito dell’intelligenza artificiale nel ragionamento europeo apre però una questione che va oltre quella dei social.</p>
<p>Un social network può suggerire un contenuto.</p>
<p>Un chatbot può <strong>rispondere</strong>.</p>
<p>Può essere interrogato quando si è soli.</p>
<p>Può ricevere una confidenza.</p>
<p>Può diventare uno spazio dove cercare spiegazioni, consigli, rassicurazioni.</p>
<p>E proprio per questo la protezione dei minori davanti all’AI non può ridursi alla semplice logica del filtro dei contenuti.</p>
<blockquote><p>Quando la tecnologia aiuta un ragazzo a raggiungere l’altro e quando comincia invece a sostituire l’altro?</p></blockquote>
<p>È una domanda educativa prima ancora che tecnologica.</p>
<p>Un chatbot può aiutare a studiare, comprendere un concetto, tradurre, creare, esplorare.</p>
<p>Ma nessun sistema artificiale dovrebbe farci dimenticare che crescita, identità, affettività e capacità di abitare il conflitto nascono dentro relazioni umane reali.</p>
<p>Proteggere un minore significa allora anche impedirgli di confondere una simulazione relazionale molto sofisticata con la reciprocità di una relazione umana.</p>
<h2>Vietare, però, non basta</h2>
<p>Qui emerge il possibile punto debole di ogni normativa costruita principalmente intorno all’età.</p>
<p>Possiamo fissare una soglia.</p>
<p>Possiamo introdurre account supervisionati.</p>
<p>Possiamo progettare sistemi di verifica.</p>
<p>Possiamo eliminare alcune funzioni considerate manipolative.</p>
<p>Ma un ragazzo che compie 15 anni non acquisisce improvvisamente, allo scoccare della mezzanotte, una piena maturità digitale.</p>
<p>La vera questione resta l’<strong>accompagnamento</strong>.</p>
<p>Perché educare al digitale non significa creare una barriera fino a una certa età e poi aprirla improvvisamente.</p>
<p>Significa abitare insieme gradualmente quegli ambienti.</p>
<p>Parlarne.</p>
<p>Chiedere cosa accade.</p>
<p>Conoscere le piattaforme che utilizziamo.</p>
<p>Aiutare i ragazzi a riconoscere quando uno strumento li sta servendo e quando invece sta cominciando a occupare troppo spazio nella loro attenzione, nel loro tempo o nelle loro relazioni.</p>
<h2>Il paradosso della verifica dell’età</h2>
<p>C’è poi un’altra questione che la proposta dovrà affrontare.</p>
<p>Per impedire l’accesso a determinate fasce d’età, una piattaforma deve poter verificare l’età dell’utente.</p>
<p>La proposta europea prevede sistemi di age verification e indica anche strumenti certificati collegati all’identità digitale europea.</p>
<p>Ma proprio qui nasce un paradosso.</p>
<p>Per proteggere la privacy di bambini e adolescenti potremmo avere bisogno di sistemi che raccolgono o verificano ulteriori informazioni sulla loro identità.</p>
<p>L’associazione dell’industria tecnologica CCIA Europe ha già sollevato preoccupazioni sulla quantità di dati che potrebbe essere necessario trattare e sui possibili rischi di sicurezza informatica.</p>
<p>Sarà uno dei nodi centrali del negoziato.</p>
<p>Ed è bene ricordarlo: l’EU KIDS Act <strong>non è ancora una legge definitivamente applicabile</strong>. La Commissione ha adottato la proposta, che dovrà ora essere discussa e approvata dagli Stati membri e dal Parlamento europeo.</p>
<h2>Forse stiamo entrando in una seconda fase del digitale</h2>
<p>Per molti anni abbiamo costruito strumenti digitali e soltanto dopo abbiamo cominciato a interrogarci sulle conseguenze.</p>
<p>Prima la piattaforma.</p>
<p>Poi il problema.</p>
<p>Prima l’algoritmo.</p>
<p>Poi la tutela.</p>
<p>Prima l’intelligenza artificiale.</p>
<p>Poi la domanda su ciò che può accadere quando entra nella vita quotidiana delle persone.</p>
<p>L’EU KIDS Act potrebbe rappresentare un piccolo cambio di paradigma.</p>
<p>Non significa opporsi alla tecnologia.</p>
<p>Significa cominciare a pretendere che <strong>la qualità della relazione umana diventi uno dei criteri con cui giudichiamo anche la qualità della tecnologia</strong>.</p>
<blockquote><p>“Che tipo di persone, relazioni e comunità stanno contribuendo a costruire quegli schermi?”</p></blockquote>
<p>E soprattutto:</p>
<blockquote><p>“Gli strumenti digitali che consegniamo loro sono progettati per accompagnarli nella crescita oppure semplicemente per trattenerli il più a lungo possibile?”</p></blockquote>
<p>L’Europa prova oggi a mettere una prima regola.</p>
<p>Il resto, però, continua a riguardare noi.</p>
<p>Famiglie, educatori, scuole, istituzioni.</p>
<p>E anche chi quella tecnologia la progetta.</p>
<p>Perché proteggere non significa soltanto chiudere una porta.</p>
<p>Significa insegnare ad attraversarla senza perdere la relazione con gli altri e con se stessi.</p>
<div class="pip-sources">
<h3>Fonti</h3>
<ul>
<li><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/eu-kids-act-restrict-social-media-platforms-access-children-eu" target="_blank" rel="noopener">Commissione europea – EU KIDS Act</a></li>
<li><a href="https://www.reuters.com/world/eu-commission-proposes-social-media-ban-children-under-13-2026-09-17/" target="_blank" rel="noopener">Reuters – EU Commission proposes social media ban for children under 13</a></li>
<li><a href="https://www.reuters.com/legal/litigation/what-is-eus-planned-kids-act-2026-09-17/" target="_blank" rel="noopener">Reuters – What is the EU’s planned KIDS Act?</a></li>
</ul>
</div>
<div class="pip-author"><strong>@Riproduzione riservata Francesco Mazzarella</strong></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/16/eu-kids-act-leuropa-cambia-le-regole-per-i-minori-social-videogiochi-e-chatbot-ai-sotto-osservazione1/">EU KIDS Act, l’Europa cambia le regole per i minori: social, videogiochi e chatbot AI sotto osservazione</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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