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	<title>San Francesco Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>San Francesco Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Io e Francesco. L&#8217;accadere, La caduta e l&#8217;elogio dello sciamano </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 13:37:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[elogio dello sciamano]]></category>
		<category><![CDATA[l'accadere]]></category>
		<category><![CDATA[San Francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/francesco-e-bruni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="francesco e bruni" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/francesco-e-bruni.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/francesco-e-bruni-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/francesco-e-bruni-1024x683.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/francesco-e-bruni-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/francesco-e-bruni-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/francesco-e-bruni-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/francesco-e-bruni-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’autore racconta la propria caduta mentre teneva in mano un libro su san Francesco: un episodio reale che diventa il punto di partenza per riscoprire le proprie radici pagane e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/10/04/io-e-francesco-laccadere-la-caduta-e-lelogio-dello-sciamano/">Io e Francesco. L&#8217;accadere, La caduta e l&#8217;elogio dello sciamano </a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/francesco-e-bruni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="francesco e bruni" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/francesco-e-bruni.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/francesco-e-bruni-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/francesco-e-bruni-1024x683.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/francesco-e-bruni-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/francesco-e-bruni-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/francesco-e-bruni-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/francesco-e-bruni-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p data-pm-slice="1 1 []"><em>L’autore racconta la propria caduta mentre teneva in mano un libro su san Francesco: un episodio reale che diventa il punto di partenza per riscoprire le proprie radici pagane e sciamaniche, mantenendo il santo di Assisi accanto a sé come fratello</em></p>
<p>Di Pierfranco Bruni</p>
<p>Si racconta che lo sciamano osserva le 13 lune&#8230; Lo sciamano ha ascolti. Io e Francesco? Cosa ha rappresentato Francesco nella mia vita. Tutto è accadere? Ma tutto ha un segno. Tutto ha un senso. Cos&#8217;è la caduta davanti a Francesco tenendo tra le mani un libro, un Francesco, e avendo tra i pensieri le otto conferenze &#8211; incontri che avrei dovuto sviluppare su San Francesco&#8230;</p>
<p>Perché cadere&#8230;<br />
perché l&#8217;accadere&#8230;<br />
perché?</p>
<p>È cronaca, è quotidianità, è vissuto. Oggi giorno di San Francesco, 4 ottobre. Mi racconto.</p>
<p>Saltano gli incontri su San Francesco. Otto incontri pensati, preparati, sognati, tra Celano e Bonaventura, tra i Fioretti e il Cantico, tra Branduardi e De André, tra Chiara e la Maddalena. Otto stazioni di un viaggio che doveva essere il mio ritorno ad Assisi per via laica. Saltano. Come salta tutto ciò che è stato costruito con troppa fedeltà.</p>
<p>Smetto. Scriverò un libro sul Sultano e sui dolori di Werther non più giovane senza dimenticare lo squarcio del petto di Jacopo. Smetto perché l&#8217;accadere mi ha fermato. Ieri, tenendo tra le mani un libro su Francesco, un mio Francesco, quello che ho scritto e riscritto dentro di me, sono caduto. Una caduta vera, fisica, non metaforica. Il corpo che cede davanti al santo. Davanti al Poverello che non vuole altari ma vuole ginocchia piegate. Sono caduto davanti a Francesco. E nella caduta ho capito. Non una caduta metafisica. Reale.</p>
<p>La vita è un accadere continuo.</p>
<p>Noi crediamo di programmare, di progettare, di edificare conferenze, libri, viaggi. Poi c&#8217;è l&#8217;accadere. L&#8217;accadere non è il caso. Il caso è laico, è cieco. L&#8217;accadere è un segno. Tutto è accadere ma tutto ha un segno. Tutto ha un senso anche quando il senso è la caduta. Soprattutto quando il senso è la caduta. Se dovessi ancora pensare all&#8217;accadere tutto sarebbe oltre mistero per vivere l&#8217;incantamento del disincanto.</p>
<p>Ho vissuto anni nell&#8217;incantamento. L&#8217;incantamento della parola, della santità, della magia come interrogazione del sacro. Poi ho vissuto il disincanto, che non è cinismo, è verità.</p>
<blockquote><p>Il disincanto è quando il sipario scende e resta la solitudine come scelta. Ora devo vivere l&#8217;incantamento del disincanto. Ovvero la capacità di vedere il miracolo proprio nella caduta, nella conferenza che salta, nel progetto che si interrompe. È francescano questo, profondamente francescano. Francesco non programma, accade. Incontra il Sultano al Malik al Kamil a Damietta nel 1219 perché accade. Riceve le stimmate alla Verna nel settembre del 1224 perché accade. Muore cantando il Cantico di frate sole nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 1226 perché accade.</p></blockquote>
<p>Pazienza.<br />
È l&#8217;unica cosa che non permetterò ai santi di togliermi.</p>
<blockquote><p>I santi ti tolgono tutto, se li segui davvero. Ti tolgono la vanità, la superbia, la sicurezza, persino la parola. Ma la pazienza no. La pazienza è l&#8217;ultima forma di resistenza umana davanti al sacro che ti spoglia. Francesco mi ha spogliato come si spogliò davanti al Vescovo Guido e a suo padre Pietro di Bernardone nel 1206. Mi ha lasciato la pazienza. E me la tengo.</p></blockquote>
<p>Se il Signore sia con me e con voi c&#8217;è sempre un senso. C&#8217;è sempre, anche quando non lo vediamo. Il Signore è stato con me anche nella caduta. Soprattutto nella caduta. Perché cadere davanti a Francesco con un libro di Francesco in mano non è ironia, è liturgia. È il santo che ti dice: non sono io che devi raccontare. Ma il dio del Sole è il mio vero compagno e lo sciamano è la mia vera anima. Il resto si è dimesso da me.</p>
<p>Ed ecco la verità ultima che oggi, giorno di San Francesco, mi racconto senza più maschere. Il mio viaggio con i santi è stato un grande viaggio, necessario, ma è stato anche un tradimento. Ho tradito lo sciamano che è in me in cambio del viaggio con i santi. Ho tradito il dio del Sole, Apollo, Dioniso, il pagano mediterraneo che è la mia vera radice greca, ionica, zantiota, in cambio della Porziuncola.</p>
<p>Il resto si è dimesso da me. Si sono dimesse le istituzioni, le accademie, i programmi, gli inviti, le otto conferenze. Ma non è una lamentazione. È una liberazione.<br />
SCEGLIERE!</p>
<p>Il mio viaggio sarà completamente da oggi in poi con lo sciamano che avevo tradito in cambio del viaggio con i santi. Lo sciamano è il mio vero racconto e il dio del Sole traccia il cammino. Francesco resta, ma non come agiografo da conferenza. Resta come fratello. Francesco è l&#8217;unico santo che può camminare accanto allo sciamano senza rinnegarlo. Perché Francesco parlava al lupo, parlava agli uccelli, parlava al fuoco di frate fuoco. Era sciamano anche lui, prima che la Chiesa lo facesse santo da calendario. Era il cantore del Cantico delle creature, che è un canto sciamanico, solare, pagano e cristiano insieme.</p>
<p>Per questo scriverò un libro sul Sultano e sui dolori di Werther non più giovane senza dimenticare lo squarcio del petto di Jacopo. Il Sultano è Damietta, è l&#8217;incontro tra Francesco e l&#8217;Islam, è il dialogo tra il Sole e la Mezzaluna. Werther non più giovane sono io, siamo noi, che abbiamo amato Lotte e abbiamo creduto alla Rivoluzione e siamo stati traditi come Jacopo Ortis. E lo squarcio del petto di Jacopo è il nostro squarcio, è la mia caduta di ieri. Tutto si tiene. Tutto è un intreccio, come ho detto per Chiara e Maddalena. Ora l&#8217;intreccio è tra lo sciamano e il santo.</p>
<p>Oggi è il 4 ottobre. Saltano gli incontri. Pazienza. Non permetterò a nessuno di togliermi la pazienza e il dio del Sole. Camminerò con lo sciamano. Con Francesco accanto, ma dietro, come fratello minore. Questo è il mio accadere. Ho sempre vissuto di accadere. Accade. Tutto accade. Accade a me e non agli altri. Non c&#8217;è alcuna tristezza. C&#8217;è consapevolezza.<br />
Mi basta per restare con lo sciamano accanto che mi racconta le 13 lune nel vento dei miei sguardi. Un Elogio allo Sciamano</p>
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		<title>San Francesco, abbiamo reso innocuo il suo messaggio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 13:09:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[800 anni dopo]]></category>
		<category><![CDATA[San Francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="San Francesco 800 anni dopo" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ottocento anni dopo la sua morte celebriamo Francesco d’Assisi. Ma siamo davvero disposti a lasciarci ancora mettere in discussione dalla radicalità della sua vita? San Francesco, abbiamo reso innocuo il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/10/04/san-francesco-abbiamo-reso-innocuo-il-suo-messaggio/">San Francesco, abbiamo reso innocuo il suo messaggio?</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="San Francesco 800 anni dopo" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em>Ottocento anni dopo la sua morte celebriamo Francesco d’Assisi. Ma siamo davvero disposti a lasciarci ancora mettere in discussione dalla radicalità della sua vita?</em></p>
<h1>San Francesco, abbiamo reso innocuo il suo messaggio?</h1>
<p class="pip-subtitle">Ottocento anni dopo la sua morte celebriamo Francesco d’Assisi. Ma siamo davvero disposti a lasciarci ancora mettere in discussione dalla radicalità della sua vita?</p>
<p class="pip-lead">Oggi celebriamo San Francesco.</p>
<p>Lo facciamo ottocento anni dopo la sua morte, avvenuta nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 1226.</p>
<p>Assisi torna ancora una volta al centro dell’attenzione. Nell’anno dell’ottavo centenario, il 4 ottobre 2026 assume un significato particolare: è anche la prima Festa nazionale di San Francesco d’Assisi dopo l’entrata in vigore della legge che l’ha istituita, richiamando i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell’ambiente e della solidarietà. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella partecipa alle celebrazioni di Assisi.</p>
<p>Ma c’è una domanda che rischia di perdersi tra cerimonie, immagini, discorsi e memoria.</p>
<div class="pip-question">Quanto siamo davvero disposti ad ascoltare Francesco?</div>
<p>Non il santo rassicurante.</p>
<p>Non la figura addolcita dalla distanza del tempo.</p>
<p>Ma l’uomo.</p>
<p>Quello che scelse di uscire dagli schemi.</p>
<p>Quello che rinunciò ai privilegi della propria condizione.</p>
<p>Quello che modificò radicalmente il proprio rapporto con il denaro, il potere, i poveri, il nemico, la natura e perfino con se stesso.</p>
<div class="pip-emphasis"><strong>Forse abbiamo imparato a celebrare Francesco proprio per non doverci più lasciare disturbare da lui.</strong></div>
<h2>Il Francesco che abbiamo addomesticato</h2>
<p>Nel tempo abbiamo costruito un’immagine quasi rassicurante di Francesco.</p>
<p>Il santo degli uccelli.</p>
<p>Il santo del presepe.</p>
<p>Il santo della natura.</p>
<p>Il santo della pace.</p>
<p>Tutto vero.</p>
<p>Ma non basta.</p>
<p>Perché Francesco d’Assisi non fu soltanto un uomo mite.</p>
<p><strong>Fu un uomo radicale.</strong></p>
<p>Figlio di una famiglia benestante, avrebbe potuto continuare la vita che gli era stata preparata.</p>
<p>Non lo fece.</p>
<p>Si spogliò.</p>
<p>E quella spogliazione non fu soltanto materiale.</p>
<p>Fu il rifiuto di lasciare che fosse il possesso a definire il valore di una persona.</p>
<p>In una società fortemente gerarchica, Francesco scelse una parola che ancora oggi conserva tutta la sua forza:</p>
<div class="pip-question">fratello.</div>
<h2>Non chiede semplicemente di essere buoni</h2>
<p>Francesco non chiede semplicemente di essere buoni.</p>
<p>Sarebbe una lettura troppo facile.</p>
<p>Chiede di cambiare il posto dal quale guardiamo l’altro.</p>
<p>Il povero non è soltanto qualcuno da assistere.</p>
<p>Il nemico non è soltanto qualcuno da combattere.</p>
<p>La natura non è soltanto qualcosa da utilizzare.</p>
<p>Il diverso non è qualcuno da ricondurre dentro le nostre categorie.</p>
<div class="pip-emphasis"><strong>È la relazione stessa a cambiare.</strong></div>
<p>Ed è forse proprio questo che rende Francesco ancora oggi molto più radicale di quanto siamo abituati a raccontarlo.</p>
<p>La sua rivoluzione è una rivoluzione relazionale.</p>
<p>Cambia il rapporto con le cose.</p>
<p>Cambia il rapporto con il denaro.</p>
<p>Cambia il rapporto con chi è escluso.</p>
<p>Cambia il rapporto con il potere.</p>
<p>Cambia il rapporto con il creato.</p>
<p>Cambia il rapporto con il nemico.</p>
<p>E cambia il rapporto con se stesso.</p>
<p>Francesco non propone semplicemente una serie di comportamenti migliori.</p>
<p><strong>Propone un altro modo di abitare il mondo.</strong></p>
<h2>Attraversare il confine</h2>
<p>Uno degli episodi più potenti della sua vita avviene durante la quinta crociata.</p>
<p>Nel 1219 Francesco attraversa le linee del conflitto e incontra il sultano d’Egitto al-Malik al-Kamil.</p>
<p>Non possiamo trasformare quell’incontro in una favola pacifista contemporanea.</p>
<p>Non fermò la guerra.</p>
<p>Non cancellò il conflitto.</p>
<p>Non possiamo neppure attribuirgli categorie politiche moderne.</p>
<p>Ma resta un fatto straordinario.</p>
<p>Nel momento in cui cristiani e musulmani si combattevano, Francesco attraversò fisicamente la linea che separava un campo dall’altro.</p>
<p>Andò incontro all’uomo che dall’altra parte veniva considerato nemico.</p>
<p>È un gesto che conserva ancora oggi una forza enorme.</p>
<p>Non perché risolva la complessità dei conflitti.</p>
<p>Ma perché ricorda che, anche dentro il conflitto, l’altro continua a essere umano.</p>
<p>Ed è forse una delle lezioni più difficili da accettare nel nostro tempo.</p>
<p>Abbiamo infatti una straordinaria capacità di trasformare identità, differenze e appartenenze in frontiere.</p>
<p><strong>Francesco, invece, attraversava le frontiere.</strong></p>
<h2>Prima della categoria c’è la persona</h2>
<p>Lo stesso vale quando guardiamo chi è povero, escluso, migrante, ferito o semplicemente diverso da noi.</p>
<p>Le società hanno bisogno di regole.</p>
<p>Gli Stati hanno bisogno di confini.</p>
<p>I fenomeni complessi devono essere governati.</p>
<p>Ma prima di ogni categoria esiste una persona.</p>
<p>È questo il passaggio che spesso perdiamo.</p>
<p>Riduciamo l’altro a una definizione.</p>
<p>Migrante.</p>
<p>Straniero.</p>
<p>Povero.</p>
<p>Avversario.</p>
<p>Credente.</p>
<p>Non credente.</p>
<p>Progressista.</p>
<p>Conservatore.</p>
<p>E quando la categoria diventa più importante della persona, la relazione scompare.</p>
<p>Francesco continua a disturbare proprio qui.</p>
<p><strong>Perché costringe a guardare il volto prima dell’etichetta.</strong></p>
<h2>Francesco non era un ambientalista</h2>
<p>Anche nel rapporto con la natura dobbiamo evitare una semplificazione.</p>
<p>Francesco non era un ambientalista.</p>
<p>Non poteva esserlo.</p>
<p>Non conosceva il cambiamento climatico, le emissioni di CO₂, la perdita di biodiversità o le categorie scientifiche contemporanee.</p>
<p>Trasformarlo in un ecologista del XIII secolo sarebbe un anacronismo.</p>
<p>Ma aveva compreso qualcosa di profondissimo.</p>
<div class="pip-emphasis"><strong>L’essere umano non è il proprietario assoluto della Terra.</strong></div>
<p>È parte di essa.</p>
<p>Il sole diventa fratello.</p>
<p>La luna sorella.</p>
<p>L’acqua sorella.</p>
<p>Persino la morte diventa sorella.</p>
<p>Non è ecologia scientifica.</p>
<p>È una concezione della relazione.</p>
<p>Prima ancora di chiederci come dobbiamo trattare la natura, Francesco sembra costringerci a una domanda più radicale:</p>
<div class="pip-question">che posto crediamo di occupare dentro il vivente?</div>
<p>La Terra esisteva prima dell’uomo.</p>
<p>E potrebbe continuare a esistere anche dopo di noi.</p>
<p>Quando diciamo che dobbiamo “salvare il pianeta”, rischiamo persino di sopravvalutare noi stessi.</p>
<p>Non è il pianeta ad aver bisogno di essere salvato dall’estinzione.</p>
<p><strong>Siamo noi che dobbiamo imparare a vivere senza distruggere le condizioni che rendono possibile la nostra stessa presenza.</strong></p>
<h2>Francesco nel tempo della comunicazione</h2>
<p>E poi c’è il nostro mondo digitale.</p>
<p>Non possiamo sapere come Francesco avrebbe utilizzato uno smartphone, un social network o una piattaforma digitale.</p>
<p>Ma possiamo usare la sua vita per porci una domanda.</p>
<p>Oggi comunichiamo continuamente ciò che facciamo.</p>
<p>Aiutiamo e raccontiamo.</p>
<p>Incontriamo e pubblichiamo.</p>
<p>Ci indigniamo e condividiamo.</p>
<p>Costruiamo immagini di noi stessi.</p>
<p>Non è necessariamente un male.</p>
<p>Raccontare il bene è importante.</p>
<p>Far conoscere un’ingiustizia può essere necessario.</p>
<p>La comunicazione può generare consapevolezza, solidarietà e relazione.</p>
<p>Il problema nasce quando il racconto diventa più importante dell’incontro.</p>
<p>Quando la rappresentazione del gesto supera il gesto stesso.</p>
<p>Quando il bisogno di mostrare ciò che facciamo rischia di diventare più importante del bene che stiamo facendo.</p>
<div class="pip-question">Se nessuno sapesse quello che stai facendo, lo faresti ugualmente?</div>
<p>È una domanda difficile.</p>
<p>Anche per chi, come me, lavora con la comunicazione.</p>
<p>Forse soprattutto per chi lavora con la comunicazione.</p>
<p>Perché la tecnologia può servire la relazione.</p>
<p><strong>Ma può anche sostituirla.</strong></p>
<h2>Il santo fuori dagli schemi</h2>
<p>Francesco era profondamente dentro la Chiesa.</p>
<p>Ma viveva qualcosa che rompeva gli schemi del proprio tempo.</p>
<p>Non costruì la propria identità semplicemente contro qualcuno.</p>
<p>Non ebbe bisogno di distruggere l’altro per testimoniare ciò in cui credeva.</p>
<p><strong>La sua contestazione più potente fu la sua vita.</strong></p>
<p>Anche questo è estremamente scomodo oggi.</p>
<p>Viviamo in un tempo nel quale abbiamo sempre più bisogno di definire chi siamo attraverso ciò che combattiamo.</p>
<p>Le appartenenze diventano identità.</p>
<p>Le identità diventano contrapposizioni.</p>
<p>Le contrapposizioni diventano nemici.</p>
<p>Francesco introduce invece una parola che disarma questa logica.</p>
<div class="pip-question">Fratello.</div>
<p>Fratello non significa essere uguali.</p>
<p>Non significa pensarla allo stesso modo.</p>
<p>Non significa cancellare il conflitto.</p>
<p><strong>Significa impedire al conflitto di cancellare l’umanità dell’altro.</strong></p>
<h2>Abbiamo reso innocuo il suo messaggio?</h2>
<p>Forse il rischio più grande arriva proprio adesso.</p>
<p>Ottocento anni dopo la sua morte, Francesco è universalmente riconosciuto.</p>
<p>È amato.</p>
<p>È citato.</p>
<p>È celebrato.</p>
<p>È diventato simbolo di pace, povertà, fraternità, ecologia.</p>
<p>Ed è giusto che sia così.</p>
<p>Ma ogni simbolo corre un rischio.</p>
<p><strong>Diventare innocuo.</strong></p>
<p>Perché una volta trasformata una persona in icona possiamo continuare ad ammirarla senza lasciare che ci metta davvero in discussione.</p>
<p>Possiamo parlare di Francesco senza modificare il nostro rapporto con il denaro.</p>
<p>Possiamo cantare il Cantico delle creature senza interrogarci sul nostro modo di consumare.</p>
<p>Possiamo invocare la pace continuando a trattare chi ci è vicino come un nemico.</p>
<p>Possiamo parlare di fraternità e costruire continuamente categorie che separano.</p>
<p>Possiamo celebrare la povertà vivendo nella logica dell’accumulo.</p>
<p>Ed è qui che Francesco torna improvvisamente scomodo.</p>
<h2>Ottocento anni dopo</h2>
<p>Forse, allora, la domanda non è:</p>
<div class="pip-question">che cosa direbbe Francesco al mondo di oggi?</div>
<p>È una domanda affascinante, ma rischia sempre di farci usare Francesco per confermare ciò che pensiamo già.</p>
<p>La domanda più seria è un’altra:</p>
<div class="pip-emphasis"><strong>Che cosa accadrebbe se prendessimo sul serio ciò che Francesco ha già detto con la propria vita?</strong></div>
<p>Perché celebrare Francesco è relativamente facile.</p>
<p>Ricordarlo è facile.</p>
<p>Trasformarlo in simbolo è facile.</p>
<p>Molto più difficile è permettergli ancora di mettere in discussione il nostro rapporto con il denaro, il potere, il nemico, il creato e perfino con noi stessi.</p>
<div class="pip-separator"></div>
<p class="pip-question">Forse Francesco non ha bisogno di essere reso contemporaneo.</p>
<p class="pip-question">Siamo noi che dobbiamo decidere se vogliamo ancora lasciarci mettere in discussione da lui.</p>
<section class="pip-editorial-note">
<h2>Nota editoriale</h2>
<p>Questo articolo non vuole attribuire a Francesco d’Assisi posizioni contemporanee che non avrebbe potuto conoscere.</p>
<p>Non sappiamo che cosa penserebbe delle guerre di oggi, delle migrazioni, dei social network o della crisi climatica.</p>
<p>Il tentativo è diverso: mettere alcune sue scelte accanto alle nostre.</p>
<p>Da giornalista e da persona che lavora sulla comunicazione e sulle relazioni, ciò che continua a interrogarmi di Francesco non è soltanto la povertà.</p>
<p>È il suo modo di cambiare le relazioni.</p>
<p>Con le persone.<br />
Con il potere.<br />
Con le cose.<br />
Con il diverso.<br />
Con il nemico.<br />
Con il creato.</p>
<p>Forse è proprio qui che, ottocento anni dopo, Francesco continua a parlarci.</p>
<p>Non perché avesse previsto il nostro mondo.</p>
<p><strong>Ma perché aveva compreso qualcosa dell’essere umano.</strong></p>
<p><strong>Fr@ncesco Mazzarella</strong></p>
</section>
<section class="pip-related-audio">
<div>Ascolta anche</div>
<h2>Il Cantico delle creature: quando il mondo torna a essere fratello</h2>
<p>Una puntata di <strong>Tra pagine e legami</strong> per continuare la riflessione sul rapporto tra Francesco, il creato e il nostro modo di abitare il mondo.</p>
<p><iframe src="https://open.spotify.com/embed/episode/2BTuKglE7rPDZjNuOfQnmh/video?utm_source=generator&amp;si=1369866b49744ead" width="100%" height="351" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-testid="embed-iframe" data-mce-fragment="1"></iframe>Per ascoltare le altre puntate e scoprire gli approfondimenti del progetto:<br />
<a href="https://www.francescomazzarella.eu/podcast/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">francescomazzarella.eu/podcast</a></p>
</section>
<section class="pip-sources">
<h2>Fonti</h2>
<ul>
<li><strong>Normattiva – Legge 8 ottobre 2025, n. 151</strong>, “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi”. Entrata in vigore il 1° gennaio 2026.<br />
<a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.codiceRedazionale=25G00153&amp;atto.dataPubblicazioneGazzetta=2025-10-10" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consulta il testo della legge</a></li>
<li><strong>Basilica di San Francesco d’Assisi – Sacro Convento</strong>, “Celebrazioni per la festa di San Francesco d’Assisi, 3 e 4 ottobre 2026”, 17 settembre 2026.<br />
<a href="https://basilica.sanfrancesco.org/notizie/celebrazioni-per-la-festa-di-san-francesco-dassisi-3-e-4-ottobre-2026" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Programma ufficiale delle celebrazioni</a></li>
<li><strong>Presidenza della Repubblica – Quirinale</strong>, Agenda del Presidente della Repubblica: partecipazione alla cerimonia del 4 ottobre 2026 ad Assisi in occasione della Festa nazionale di San Francesco d’Assisi nell’ottavo centenario della morte.<br />
<a href="https://www.quirinale.it/agenda" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Agenda del Presidente della Repubblica</a></li>
<li><strong>Commission on the Franciscan Intellectual Tradition</strong>, documentazione sulla vita e sulla tradizione francescana, compreso l’incontro del 1219 tra Francesco d’Assisi e il sultano d’Egitto al-Malik al-Kamil durante la quinta crociata.<br />
<a href="https://www.franciscantradition.org/blog/saint-francis-il-poverello/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Franciscan Intellectual Tradition</a></li>
<li><strong>Basilica di San Francesco d’Assisi</strong>, “4 ottobre 2026: il mondo viene da san Francesco”, 27 settembre 2026.<br />
<a href="https://basilica.sanfrancesco.org/notizie/4-ottobre-2026-il-mondo-viene-da-san-francesco-2" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Approfondimento sull’ottavo centenario</a></li>
</ul>
</section>
<div class="pip-copyright">© Riproduzione riservata – Francesco Mazzarella</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/10/04/san-francesco-abbiamo-reso-innocuo-il-suo-messaggio/">San Francesco, abbiamo reso innocuo il suo messaggio?</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Il sociologo Francesco Pira: “La povertà di Francesco è una scelta di libertà”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 13:15:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[era dei social]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[messaggio]]></category>
		<category><![CDATA[povertà come libertà]]></category>
		<category><![CDATA[San Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[umiltà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/Francesco-pira-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/Francesco-pira-1.jpg 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/Francesco-pira-1-300x249.jpg 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Il docente dell’Università di Messina: “La fraternità, al tempo dei social e dell’intelligenza artificiale, si esercita prima di tutto qui: nel modo in cui scegliamo le parole, nel rispetto dell’altro&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Il docente dell’Università di Messina: “La fraternità, al tempo dei social e dell’intelligenza artificiale, si esercita prima di tutto qui: nel modo in cui scegliamo le parole, nel rispetto dell’altro che abita ogni nostro messaggio. Un mondo più umano comincia da un linguaggio più umano, e questa è una responsabilità che nessuna macchina può assumersi al posto nostro”</strong></em></p>
<h4>Intervista a cura di Pietro  Salvatore Reina</h4>
<p style="font-weight: 400;">Quest’anno ricorre l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, una figura fondamentale della storia italiana ed europea. La vita, le opere, le parole del Poverello d’Assisi hanno attraversato secoli ed ancora oggi il suo messaggio mantiene intatta la sua forza etica, spirituale e culturale. La parabola di san Francesco assurge, da sempre, a simbolo di dialogo tra le culture, pace, fraternità con l’intero creato. Valori più che mai attuali nell’attuale situazione geo-politica caratterizzata e segnata da crisi (economiche, sociali, ambientali), disuguaglianze, guerre. La vita di francesco d’Assisi, nato come Giovanni di Pietro da Bernardomne, è un viaggio, un cammino segnato da trasformazioni, conversioni, scelte coraggiose. Un cammino che lo porta a scoprire il significato più profondo e autentico dell’esistenza che raggiunge il suo punto più alto nell’atto del perdono, del perdonare. Un verbo che per e in Francesco si incastona nell’Incarnazione di Gesù che sceglie di “svuotarsi, spogliarsi” – come insegna san Paolo nella sua Lettera ai Filippesi – per farsi “dono”: come Gesù Cristo ha svuotato sé stesso (ekenosen) assumendo la condizione di servo, facendosi simile agli uomini e umiliandosi fino alla morte di croce così san Francesco si fa povero per accogliere l’altro, gli altri. Farsi povero per Francesco significa liberarsi per poter perfettamente amare. Significa esistere solo nella relazione all’altro. Povertà allora diviene ed è ricchezza d’esperienza, un’energia che brucia. Un’impronta, una “significatione” dell’Altissimo. L’amore per la povertà in Francesco è la conseguenza della sua conversione a Dio. A Dio ci si converte, secondo le parole stesse di Gesù, solo “morendo a sé stessi”. La povertà è il segno di quella morte e di questo abbandono.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-128977 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/sanfrancesco-immagine-subiaco-20210717075840-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/sanfrancesco-immagine-subiaco-20210717075840-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/sanfrancesco-immagine-subiaco-20210717075840-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/sanfrancesco-immagine-subiaco-20210717075840-585x439.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/sanfrancesco-immagine-subiaco-20210717075840.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />D.: Professore Pira, l’ottavo centenario della morte di san Francesco offre l’occasione per tornare su una domanda che attraversa i secoli. Che cosa può dire oggi, a una società che misura tutto in prestazioni e risultati, la scelta di povertà del Poverello d’Assisi?<br />
</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>R.: «La povertà di Francesco è una scelta di libertà, e la società contemporanea ne ha un bisogno urgente, anche quando fatica a riconoscerlo. Viviamo in un sistema che ci valuta per ciò che produciamo, per il capitale che accumuliamo, per la visibilità che otteniamo: l’identità stessa è diventata una prestazione da esibire. Zygmunt Bauman ha descritto la modernità liquida come un tempo in cui le appartenenze si dissolvono e ciascuno deve costruirsi da solo, in una corsa che finisce ogni volta da capo. In questo scenario la povertà francescana è sottrazione: la scelta di togliere di mezzo ciò che ingombra, per liberare spazio alle persone. Spogliarsi, per Francesco, significa alleggerirsi per poter amare, e questa è una lezione che riguarda tutti: le relazioni autentiche nascono dove c’è spazio, e lo spazio si crea togliendo qualcosa».</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>D.: Il perdono è il vertice della parabola di Francesco. In un’epoca che premia la reazione immediata e trasforma ogni offesa in uno scontro pubblico, che cosa resta di quella parola?</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">R.: «Il perdono è un atto sociale prima che morale, ed è il gesto che interrompe la catena della vendetta. La sociologia lo osserva da tempo: ogni comunità si tiene insieme grazie a meccanismi che riparano i legami, e il perdono è il più potente di tutti, perché restituisce all’altro la possibilità di ricominciare. Oggi quel gesto è diventato difficile, e le ragioni sono strutturali. Le piattaforme premiano la risposta immediata, il conflitto genera attenzione, l’offesa pubblica costruisce consenso. Il perdono, al contrario, è lento: richiede tempo, silenzio, elaborazione. È per questo che appare fuori moda, e proprio per questo resta indispensabile. Una società che smette di perdonare diventa più fragile, perché ogni frattura si fa definitiva e nessuno può più correggersi. Francesco ci ricorda che il perdono è la forma più alta di amore per salvare ogni relazione».</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>D.: Oggi disponiamo di sistemi capaci di generare parole e conversazioni in quantità illimitata. Che cosa può insegnare, a chi li usa, l’umiltà di Francesco?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">R.: «Credo che l’umiltà di Francesco offra il criterio più utile proprio per abitare questa novità. Oggi possiamo produrre parole senza sforzo: un testo, una risposta, una conversazione, in un istante e all’infinito. È un potere nuovo, e come ogni potere nuovo chiede di essere governato. Francesco aveva una consapevolezza opposta e complementare: la parola nasce da un incontro. Scriveva a persone reali, si rivolgeva a uomini e donne che conosceva, costruiva i suoi testi dentro relazioni concrete. Il suo linguaggio era umile nel senso più forte del termine: aderente alla realtà, misurato su chi lo ascoltava. Un sistema generativo lavora all’inverso. Produce parole medie, calcolate sulla probabilità di ciò che è già stato detto, e le offre a chi le chiede. Il rischio è un linguaggio che funziona e tocca nessuno: risponde, informa, intrattiene, e resta fuori dalla relazione. Il punto, allora, è questo: la tecnologia può amplificare la nostra voce, e sta a noi decidere che cosa amplificare. Se le affidiamo il compito di parlare al posto nostro, rinunciamo a ciò che rende umana la comunicazione, cioè la responsabilità di scegliere le parole e di rispondere di esse. Un mondo più umano nasce da parole più umane, e questa resta una responsabilità nostra, anche quando le scrive una macchina».</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>D.: Lei porta il nome di Francesco. Come si traduce, oggi, il suo messaggio di pace e fraternità nel lavoro di chi studia la comunicazione e forma i giovani?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">R.: «Lo porto con me come una responsabilità: il punto di contatto sta nella cura del linguaggio. Francesco parlava agli uomini del suo tempo con parole che tutti potevano capire, e il Cantico delle creature è un testo di pace scritto nella lingua della gente: una scelta comunicativa rivoluzionaria, perché toglieva potere ai linguaggi che escludevano. Oggi il nostro compito è analogo. Dalla formazione nelle scuole alla ricerca e all’insegnamento universitario, il cuore del mio lavoro non cambia: educare a una lettura critica della comunicazione. Aiuto studenti e ragazzi a riconoscere chi parla per unire e chi per dividere, distinguendo la forza di un’idea dalla violenza di un insulto. La fraternità, al tempo dei social e dell’intelligenza artificiale, si esercita prima di tutto qui: nel modo in cui scegliamo le parole, nel rispetto dell’altro che abita ogni nostro messaggio. Un mondo più umano comincia da un linguaggio più umano, e questa è una responsabilità che nessuna macchina può assumersi al posto nostro».<img decoding="async" class="alignright size-full wp-image-128977" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/sanfrancesco-immagine-subiaco-20210717075840.jpg" alt="" width="900" height="675" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/sanfrancesco-immagine-subiaco-20210717075840.jpg 900w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/sanfrancesco-immagine-subiaco-20210717075840-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/sanfrancesco-immagine-subiaco-20210717075840-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/sanfrancesco-immagine-subiaco-20210717075840-585x439.jpg 585w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p style="font-weight: 400;"> Un dipinto che ha un fascino: Francesco è senza aureola e stimmate. Quindi, sicuramente, è stato realizzato prima del 1224, anno in cui Francesco “nel crudo sasso intra Tevero e Arno / da Cristo prese l’ultimo sigillo, / che le sue membra due anni portarno” (Dante, Paradiso, XI, vv. 106-108)</p>
<p>Fonte: <strong>Il salto della quaglia.com</strong></p>
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		<item>
		<title>San Francesco a 800 anni dalla morte. A Taranto,  un nuovo Appuntamento con la Cultura: incontro con Pierfranco Bruni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/04/san-francesco-a-800-anni-dalla-morte-a-taranto-un-nuovo-appuntamento-con-la-cultura-incontro-con-pierfranco-bruni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=san-francesco-a-800-anni-dalla-morte-a-taranto-un-nuovo-appuntamento-con-la-cultura-incontro-con-pierfranco-bruni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 10:16:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[incontro Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[San Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="670" height="560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/taranto-bruni.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/taranto-bruni.png 670w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/taranto-bruni-300x251.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/taranto-bruni-585x489.png 585w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p> Venerdì 7 Agosto 2026 &#8211; ore 19.00. Ipogeo Palazzo Stola &#8211; Via Paisiello, Taranto. Tra i testi letti, le domande del pubblico e il silenzio dell’Ipogeo, la serata sarà un&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/04/san-francesco-a-800-anni-dalla-morte-a-taranto-un-nuovo-appuntamento-con-la-cultura-incontro-con-pierfranco-bruni/">San Francesco a 800 anni dalla morte. A Taranto,  un nuovo Appuntamento con la Cultura: incontro con Pierfranco Bruni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em> Venerdì 7 Agosto 2026 &#8211; ore 19.00. Ipogeo Palazzo Stola &#8211; Via Paisiello, Taranto. Tra i testi letti, le domande del pubblico e il silenzio dell’Ipogeo, la serata sarà un invito: tornare all’essenziale. &#8220;Edificare la gioia&#8221; quando tutto intorno sembra costruito per consumarla.</em></p>
<p>Nel cuore del Borgo Antico, dove la pietra custodisce secoli di storia, l’Ipogeo Palazzo Stola apre le sue porte a una sera di luce.<br />
Un luogo sotterraneo che diventa luogo interiore. Il luogo giusto per parlare di Francesco.<br />
Protagonista dell’incontro è Pierfranco Bruni, poeta, scrittore, saggista, con il suo libro:<br />
EDIFICARE LA GIOIA &#8211; Francesco d’Assisi<br />
2ª edizione aggiornata &#8211; Prefazione di Marilena Cavallo &#8211; Zaffiri Pellegrini.<br />
Non è una biografia. È un attraversamento.<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-126816" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Immagine-2026-08-04-122217-203x300.png" alt="" width="203" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Immagine-2026-08-04-122217-203x300.png 203w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Immagine-2026-08-04-122217.png 526w" sizes="(max-width: 203px) 100vw, 203px" /><br />
Bruni non racconta solo la vita di Francesco. Ne abita il cuore.  Ne legge la gioia come scelta radicale contro la tristezza del mondo.  Ne legge la povertà come libertà vera, non come mancanza.  Ne legge il rapporto con il creato come linguaggio: il sole fratello, la luna sorella, gli animali compagni di parola.<br />
Francesco, in Bruni, diventa figura antropologica e universale.  Un uomo che parla ancora a noi, otto secoli dopo.  Parla attraverso il simbolo, attraverso il mito, attraverso la parola semplice che smuove le cose profonde.  Parla a un tempo che ha smarrito l’essenziale e ha bisogno di ritrovarlo.<br />
Programma della serata:<br />
Introduce: Nello De Gregorio.<br />
Intervento: Marilena Cavallo, autrice della prefazione .<br />
Dialogo con l’autore: Pierfranco Bruni.<br />
Tra i testi letti, le domande del pubblico e il silenzio dell’Ipogeo, la serata sarà un invito:<br />
tornare all’essenziale. &#8220;Edificare la gioia&#8221; quando tutto intorno sembra costruito per consumarla.<br />
Perché parlare di Francesco a Taranto, nell’800° anniversario della sua morte, significa parlare di pace, di cura, di fratellanza.  Significa fermarsi. Ascoltare. Riconoscere nell’altro un fratello. Cultura, dialogo e riflessione in uno dei luoghi più suggestivi della città dei Due Mari.</p>
<p>Evento a cura di ITACA &#8211; Le Botteghe del Borgo Antico, Nobiltissima Taranto. L’incontro si inserisce nel solco delle iniziative volte a promuovere la cultura e la riflessione attraverso il confronto diretto con protagonisti del panorama intellettuale e letterario.</p>
<p>L’ingresso è libero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/04/san-francesco-a-800-anni-dalla-morte-a-taranto-un-nuovo-appuntamento-con-la-cultura-incontro-con-pierfranco-bruni/">San Francesco a 800 anni dalla morte. A Taranto,  un nuovo Appuntamento con la Cultura: incontro con Pierfranco Bruni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>San Francesco d’Assisi e i Papi: Benedetto XVI, Francesco, Leone XIV. Un Cantico dal 1226 a oggi </title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/13/san-francesco-dassisi-e-i-papi-benedetto-xvi-francesco-leone-xiv-un-cantico-dal-1226-a-oggi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=san-francesco-dassisi-e-i-papi-benedetto-xvi-francesco-leone-xiv-un-cantico-dal-1226-a-oggi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 18:44:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-senza-titolo-12.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-senza-titolo-12.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-senza-titolo-12-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>A Campobasso un incontro dedicato a San Francesco d’Assisi, a 800 anni dalla scomparsa, nel Salone di San Pietro Celestino dell’Arcidiocesi. Al centro il volume Il Cantico dell’amore, edito da&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-senza-titolo-12.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-senza-titolo-12.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Progetto-senza-titolo-12-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p data-start="0" data-end="140"><em>A Campobasso un incontro dedicato a San Francesco d’Assisi, a 800 anni dalla scomparsa, nel Salone di San Pietro Celestino dell’Arcidiocesi. Al centro il volume Il Cantico dell’amore, edito da Solfanelli, curato da Franca De Santis con coordinamento scientifico di Pierfranco Bruni. Un percorso tra spiritualità, contemplazione, teologia e attualità, attraverso le diverse letture di Benedetto XVI, Papa Francesco e Leone XIV</em></p>
<p>Campobasso sarà protagonista di un importante incontro dedicato a San Francesco d’Assisi a 800 anni dalla scomparsa. Uno scenario affascinante.  Salone di San Pietro Celestino. Arcidiocesi di Campobasso.  Si discuterà del &#8220;Cantico dell&#8217;amore&#8221;. Un libro,  edito da Solfanelli, che è il risultato di un progetto su San Francesco che ha avviato delle comparazioni tra studiosi e problematiche.<br />
Dalla spiritualità alla contemplazione il viaggio diventa metodo in questo libro.  La lettura diventa interpretazione e San Francesco d’Assisi resta una figura che non si lascia rinchiudere in uno schema di lettura teologica.  Il suo cammino è cristocentrico ma universale nel richiamo. È il santo che parla agli animali, che canta il Cantico delle Creature, che si spoglia davanti al vescovo e dice al mondo che la povertà è libertà. Ogni papa lo riprende e lo fa suo con una sottile chiave di lettura tra misticismo e teologia, appunto. Ogni papa lo legge con il proprio sguardo. Con il proprio tempo. Con la propria necessità e la propria formazione.<br />
Gli ultimi tre pontefici propongono precise interpretazioni.<br />
<strong>Benedetto XVI</strong> non ha scritto un’enciclica su Francesco. Ma lo ha richiamato come esempio di un cristianesimo che non separa fede e ragione, contemplazione e creazione. Per lui Francesco è il santo della bellezza. È il santo che vede nel creato un segno del Logos. Un segno che parla di Dio senza bisogno di mediazioni &#8220;ideologiche&#8221;. È la linea di Assisi del  1986. Ovvero  è il dialogo interreligioso nella custodia del creato come responsabilità intellettuale e spirituale. C&#8217;è anche una forte componente ontologica che si lega a una visione metafisica.<br />
La sua lettura è cristocentrica nel senso più profondo. Cristo è il centro. Il creato è riflesso. Francesco è colui che, spogliandosi di tutto, ritrova tutto in Cristo. Non c’è ecologia senza teologia. Non c’è fraternità senza incarnazione. È una lettura sobria, dottrinale, fortemente patristica. Francesco non è simbolo sociale prima di essere santo. È santo, e per questo diventa segno sociale. Benedetto XVI lo presenta come antidoto al nichilismo tecnico. Come memoria che il mondo non è materia inerte, ma parola creata. Lo fa suo proprio in una dimensione spirituale dell&#8217;alter Cristo.<br />
Con <strong>Papa Francesco</strong> il nome cambia tutto. Sceglie “Francesco” il 13 marzo 2013. Dice subito: “Come vorrei una Chiesa povera per i poveri!”.  La sua lettura è nel gesto e nel documento. L’enciclica :Laudato si’&#8221; del 24 maggio 2015 parte dal Cantico delle Creature. “Laudato si’, mi’ Signore”, cantava san Francesco d’Assisi. Francesco è appunto “l’esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità”. Ecologia?<br />
Per Francesco il santo di Assisi è frate universale, uomo di pace, uomo di dialogo, amante della creazione, che vive la fraternità con tutti. Non separa ecologia e giustizia sociale. “Non si tratta di un&#8217;enciclica verde ma di un&#8217;enciclica sociale”. La crisi ambientale è crisi sociale. La terra geme e soffre. Francesco diventa così il patrono di un umanesimo ecologico. Di una Chiesa in uscita. Di una fraternità senza confini, come poi dirà in &#8220;Fratelli tutti&#8221;. La lettura è pastorale e popolare.<br />
Papa Leone XIV porta nel suo nome Francesco:  Robert Francis Prevost. Nel nome c’è già una linea. E nel primo anno di pontificato, 2025-2026, il legame si fa esplicito. Due fatti segnano la direzione. Primo. Il 10 gennaio 2026 Leone XIV indice un anno giubilare in onore del Santo di Assisi per l’ottocentesimo anniversario della morte. Concede l’indulgenza plenaria per la visita a chiese e luoghi francescani. Secondo. Nella lettera ai Ministri Generali della Conferenza francescana del 7 gennaio 2026, dice: “&#8230;per tutti voi che seguite il carisma del Poverello d’Assisi” e invia la benedizione. Una importante testimonianza.<br />
La lettura di L<strong>eone XIV</strong> riprende l’eredità di Francesco ma con accenti propri. Si notano almeno quattro linee di continuità e differenza. Si pensi alla Sinodalità come stile. Leone XIV sottolinea la sinodalità come “stile”, come atteggiamento di partecipazione e comunione. È il cammino iniziato da Francesco, che a sua volta riprendeva Paolo VI. Ma in Leone XIV diventa metodo di governo. La Chiesa che cammina insieme risuona con lo spirito itinerante dei primi francescani. Tutta la formazione agostiniana è potente.<br />
Leone sottolinea la necessità della Pace e dei ponti. Infatti sin dalle prime parole ha pronunciato “pace” e l’impegno a “costruire ponti”. È un  tema centrale in Francesco, ed è tema francescano per eccellenza. Francesco andò dal Sultano. Leone XIV riprende questa missione di riconciliazione e fraternità universale. Si nota come la continuità è con Benedetto XVI.<br />
Significativo è il Legame con l’Umbria e Assisi.  La testimonianza arriva anche dal fatto che ha presenziato a celebrazioni a Cascia e Montefalco. Assisi lo invita alla Porziuncola. I francescani gli rispondono con la benedizione di Francesco a frate Leone, custodita in Basilica. Benedetto e Leone non solo propongono una linea marcatamente spirituale ma recuperano la lettura di Tommaso da Celano e San Bonaventura da Bagnoregio nelle loro Vite dedicate a San Francesco.<br />
Leone XIV è assolutamente agostiniano. Porta l’equilibrio tra interiorità e comunità, tra regola e libertà. Francesco resta il riferimento, ma dentro una cornice sinodale e dialogica. Non ideologica.<br />
San Francesco d’Assisi comunque sfugge alle classificazioni.<br />
Oggi, nell’800° anniversario della sua morte, Francesco non è memoria museale. È piuttosto domanda viva. Chiede alla Chiesa di essere povera, sinodale, pacifica. Chiede all’uomo di non sentirsi padrone della terra. Chiede a ogni papa di scegliere: quale Francesco per quale tempo?<br />
Si tratta non solo di una domanda.  Piuttosto di un percorso all&#8217;insegna di una complessità che tocca il cuore dell’uomo tra preghiera e speranza. Una dottrina che non nasce dalla teologia ma dalla spiritualità mistica. Di questo si discute nel testo &#8220;Il Cantico dell&#8217;amore&#8221; con la curatela di Franca De Santis e il mio coordinamento scientifico.</p>
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		<title>“Edificare la gioia Francesco D’Assisi”:alla Biblioteca Nazionale di Cosenza la presentazione del libro di Pierfranco Bruni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/20/edificare-la-gioia-francesco-dassisi-alla-biblioteca-nazionale-di-cosenza-la-presentazione-del-libro-di-pierfranco-bruni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=edificare-la-gioia-francesco-dassisi-alla-biblioteca-nazionale-di-cosenza-la-presentazione-del-libro-di-pierfranco-bruni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 19:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Nazionale di Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[edificare la Gioia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[San Francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-8.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-8.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-8-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>L&#8217; autore intreccia la spiritualità francescana in un intenso dialogo tra epoche e figure come Papi (Benedetto XVI, Papa Francesco), Santi (San Francesco di Paola, Sant’Antonio di Padova, Bartolo Longo)&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>L&#8217; autore intreccia la spiritualità francescana in un intenso dialogo tra epoche e figure come Papi (Benedetto XVI, Papa Francesco), Santi (San Francesco di Paola, Sant’Antonio di Padova, Bartolo Longo) e pensatori (María Zambrano e Francesco Grisi).Mercoledì 22 aprile alle ore 16:30 presso la Sala “Giorgio Leone” della Biblioteca Nazionale di Cosenza verrà presentato il nuovo  libro di Pierfranco Bruni &#8220;Edificare la gioia Francesco D&#8217;Assisi&#8221;, Pellegrini Editore.</em></strong></p>
<p>Aprirà i lavori Adele Bonofiglio direttore della Biblioteca Nazionale di Cosenza, dialogheranno con l’autore, Don Salvatore Fuscaldo direttore del Museo Diocesano di Cosenza, Enrico Marchianò presidente del Club Unesco Sezione di Cosenza e l’editore Walter Pellegrini.</p>
<p>L’opera di Bruni non costituisce una semplice analisi biografica, ma un vero e proprio cammino spirituale costruito intorno alla figura di San Francesco d’Assisi che viene rappresentato come un pellegrino, un uomo vivo che interroga la contemporaneità e invita il lettore a spogliarsi del superfluo per riscoprire l’essenziale.</p>
<p>L’autore intreccia la spiritualità francescana con diverse sensibilità storiche e moderne così da creare un intenso dialogo tra epoche e figure come Papi (Benedetto XVI, Papa Francesco), Santi (San Francesco di Paola, Sant’Antonio di Padova, Bartolo Longo) e pensatori (María Zambrano e Francesco Grisi).</p>
<p>Come osserva Marilena Cavallo nella prefazione al testo, «Il cammino di Francesco diventa un punto di incontro tra esperienze diverse. È una sorgente che continua a nutrire chi cerca un modo autentico di abitare il mondo. Bruni accompagna questo percorso con una scrittura che invita a sostare, a lasciarsi interrogare, a riconoscere che la santità non è un privilegio per pochi, ma una possibilità che si apre ogni volta che si sceglie la verità, la misericordia, la semplicità. È un invito a guardare la vita con occhi nuovi, come se ogni giorno fosse un inizio.»</p>
<div class="wp-block-image"></div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025,<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-120481 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/bruni-relatore-300x211.webp" alt="" width="300" height="211" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/bruni-relatore-300x211.webp 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/bruni-relatore-585x412.webp 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/bruni-relatore.webp 688w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/20/edificare-la-gioia-francesco-dassisi-alla-biblioteca-nazionale-di-cosenza-la-presentazione-del-libro-di-pierfranco-bruni/">“Edificare la gioia Francesco D’Assisi”:alla Biblioteca Nazionale di Cosenza la presentazione del libro di Pierfranco Bruni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Papa Leone XIV apre il Giubileo Speciale per la Pace nel nome di San Francesco d’Assisi</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/18/papa-leone-xiv-apre-il-giubileo-speciale-per-la-pace-nel-nome-di-san-francesco-dassisi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=papa-leone-xiv-apre-il-giubileo-speciale-per-la-pace-nel-nome-di-san-francesco-dassisi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 10:17:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[anno giubilare]]></category>
		<category><![CDATA[pace e tolleranza fra i popoli]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Leone]]></category>
		<category><![CDATA[San Francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Untitled-design-3.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Untitled-design-3.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Untitled-design-3-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Concluso l’Anno giubilare, la Chiesa indica ora una  nuova direzione ricordando San Francesco, sottolineando l&#8217;importanza della pace attraverso l&#8217;opera degli uomini. Un messaggio forte che rimette al centro i popoli&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/18/papa-leone-xiv-apre-il-giubileo-speciale-per-la-pace-nel-nome-di-san-francesco-dassisi/">Papa Leone XIV apre il Giubileo Speciale per la Pace nel nome di San Francesco d’Assisi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Untitled-design-3.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Untitled-design-3.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Untitled-design-3-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p><i>Concluso l’Anno giubilare</i>, <i>la Chiesa indica ora una  nuova direzione ricordando San Francesco, sottolineando l&#8217;importanza della pace attraverso l&#8217;opera degli uomini. Un messaggio forte che rimette al centro i popoli e le civiltà, invitandoli a un percorso di preghiera e di tolleranza culturale.</i></p>
<p>Papa Leone XIV nel proclamare uno speciale Anno Giubilare nel nome di San Francesco d’Assisi ha posto all&#8217;attenzione non solo gli Ottocento anni della morte del Santo ma ha sottolineato l&#8217;importanza della pace attraverso l&#8217;opera degli uomini. Ovvero chiama in causa il bisogno fattivo che gli uomini si rendano portatori di pace sottolineando la necessità della cristianità: &#8220;&#8230; ogni fedele cristiano sull&#8217;esempio del Santo d’Assisi si faccia egli stesso modello di santità di vita e testimone costante di pace&#8221;.  Un richiamo forte che pone come centralità i popoli e quindi le civiltà esortandoli a un cammino non solo di preghiera ma anche di tolleranza culturale. Credo che sia un monito indiscutibilmente imponente. Un anno giubilare appena concluso la Chiesa ha pensato bene ad aprire un&#8217;altra e nuova strada ricordando proprio San Francesco.  Ricordare San Francesco significa aprire un modello di dialogo tra Oriente e Occidente, ovvero &#8220;metaforicamene&#8221; tra il Sultano e le Genti dell’Occidente tanto per non dimenticare il viaggio stesso di Francesco in un contesto, quello medievale, si era in mezzo alle Crociate.  L&#8217;uomo della spada dovrebbe deporla e ascoltare quell&#8217; &#8220;alter Christus&#8221; che è la conversione verso il bene oltre i mali dei conflitti. Un messaggio di sostanziale invito a richiamare l&#8217;amore come senso di una spiritualità profonda che sia essa laica o vissuta nel tempo del sacro.  L&#8217;anno francescano infatti ha questo auspicio in cui si pone Assisi al centro di una dichiarazione di vita assoluta. Anche per questo l&#8217;anno in corso non &#8220;celebra&#8221; Francesco ma lo ricorda perché la morte non è mai una celebrazione ma un ricordare trasmettendo esempi e testimonianze.  Francesco è un esempio e una testimonianza.  Entrambi vissuti nel nome di una fraternità che ha visto il &#8220;Cantico delle Creature&#8221; come sigillo tra i popoli e quindi gli uomini e gli Stati. Il viaggio del Santo d’Assisi è una metafisica trasmessa con gli strumenti della Parola e del &#8220;comunicare&#8221; una esperienza d’amore non solo come dono ma anche superamento della morte stessa.  I conflitti portano alla morte. La Parola porta alla vita. Si tratta di uno schiarire le ambizioni  e di comprendere che anche i poteri sono mortali. Un processo esistenziale e religioso chiaramente nel nome di Cristo.  Il &#8220;Cantico delle Creature&#8221; non può restare soltanto come la prima opera di letteratura in volgare. Ma bisogna cogliere i dettagli che invitano a guardare la Natura (intesa nel segno spirituale) come la vera metafisica delle civiltà nella quale tutto deve ritrovare la sua armonia primordiale già sottolineata nel 2023 con gli Ottocento anni della approvazione della Regola francescana e del Natale di Greccio. Successivamente delle stimmate nel  2024 e nel 2025 del &#8220;Cantico delle Creature&#8221;.  Il ricordo della morte di Francesco è nella continuità di una dimensione spirituale che senza la visione esistenziale-storica non avrebbe un significato nella lettura, o se si vuole nella interpretazione, mistica e culturale dei popoli. È su questo piano che Francesco per papa Leone XIV ci offre un modello di carità e di testimone della pace.</p>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria.<br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/18/papa-leone-xiv-apre-il-giubileo-speciale-per-la-pace-nel-nome-di-san-francesco-dassisi/">Papa Leone XIV apre il Giubileo Speciale per la Pace nel nome di San Francesco d’Assisi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Non creiamo un modello conformista di San Francesco d’Assisi. È la Tradizione non il Progressismo relativista o laicista</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/21/non-creiamo-un-modello-conformista-di-san-francesco-dassisi-e-la-tradizione-non-il-progressismo-relativista-o-laicista/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=non-creiamo-un-modello-conformista-di-san-francesco-dassisi-e-la-tradizione-non-il-progressismo-relativista-o-laicista</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 15:44:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[San Francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/san-francesco.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/san-francesco.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/san-francesco-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Un libro su San Francesco d’Assisi ha bisogno di spiritualità. Si vuole o meno. Non solo carità, povertà ,ambientalismo, solidarietà, storia. Ci vuole la Croce. La Resurrezione. Il Mistero. La&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/21/non-creiamo-un-modello-conformista-di-san-francesco-dassisi-e-la-tradizione-non-il-progressismo-relativista-o-laicista/">Non creiamo un modello conformista di San Francesco d’Assisi. È la Tradizione non il Progressismo relativista o laicista</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un libro su San Francesco d’Assisi ha bisogno di spiritualità.<br />
Si vuole o meno.<br />
Non solo carità, povertà ,ambientalismo, solidarietà, storia.<br />
Ci vuole la Croce. La Resurrezione. Il Mistero. La Fede. La Grazia. Il Cristo in viaggio. Il deserto. Il Perdono. L&#8217;Accettazione. La Profezia. La Speranza.<br />
Il laicismo e il relativismo non hanno la forza la percezione la metafisica l&#8217;ontologia la religiosità della tradizione il tempo del mistico.<br />
Non tutti possono scrivere un libro su San Francesco tout court.<br />
Se non si è dentro la civiltà della cristianità del profondo si può scrivere una cronaca, una rappresentazione. Si scrive una analisi, si scrive una visione ambientalista dei luoghi e di una coscienza che non c&#8217;è più perché è matrice medievale. Si scrive una pagina storiografica.<br />
San Francesco è la Carne e il sangue di Cristo. Chi non comprende ciò non comprende il Santo.<br />
Può fare letteratura con il Cantico. Può interpretare. Può leggere il contesto. Può creare una memoria.<br />
Non può entrare nella spiritualità di un Uomo religioso diventato Santo.<br />
È inutile perdere tempo andando dietro a modelli storiografici e viandanti di linguaggi o a tutori della Ragione pre e post Illuministi per entrare nell&#8217;anima e nel tempo della spiritualità di Francesco.<br />
Francesco non è Dubbio. Non è Pensiero. Non è Idea. Non è assolutamente un progressista in alcun senso. Non si faccia una icona del laicismo.<br />
Francesco è Santità!</p>
<p>….</p>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro<img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-101133 size-thumbnail alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/Pierfranco-Bruni-1-1-628x381-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Fratel Biagio: nuovo appello alla società: “aiutiamo chi è in difficoltà“</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Oct 2021 17:20:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Fratel Biagio Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Missione speranza e carità]]></category>
		<category><![CDATA[San Francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="720" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/AC3BD64C-4FB3-4FC4-8667-F8AF7A879DD5.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/AC3BD64C-4FB3-4FC4-8667-F8AF7A879DD5.jpeg 720w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/AC3BD64C-4FB3-4FC4-8667-F8AF7A879DD5-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/AC3BD64C-4FB3-4FC4-8667-F8AF7A879DD5-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p>
<p>4 ottobre San Francesco, Patrono d’Italia. Fratel Biagio: “Auguri Papa Francesco!” Nuovo appello alla società: ”Aiutiamo chi è in difficoltà” “Auguri di Pace, Bene e Speranza al nostro Papa Francesco,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="720" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/AC3BD64C-4FB3-4FC4-8667-F8AF7A879DD5.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/AC3BD64C-4FB3-4FC4-8667-F8AF7A879DD5.jpeg 720w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/AC3BD64C-4FB3-4FC4-8667-F8AF7A879DD5-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/AC3BD64C-4FB3-4FC4-8667-F8AF7A879DD5-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p><p>4 ottobre San Francesco, Patrono d’Italia.<br />
Fratel Biagio: “Auguri Papa Francesco!” Nuovo appello alla società: ”Aiutiamo chi è in difficoltà”</p>
<p>“Auguri di Pace, Bene e Speranza al nostro Papa Francesco, ai francescani e alle francescane e a tutte quelle persone, fratelli e sorelle, che, nel mondo, portano il nome di Francesco e Francesca. “</p>
<p>A parlare è Fratel Biagio, fondatore della Missione di Speranza e Carità di Palermo, che ospita in gratuità 400 persone disagiate, il quale si trova da 88 giorni (dal 9 luglio) in penitenza e preghiera, si nutre solo di pane e acqua e talvolta di un po&#8217; di miele.</p>
<p>“Restiamo uniti nella preghiera affinchè il mondo si ravveda e questa umanità ritorni al più presto al buon Dio e al bene, perché senza le opere di bene la vita è insignificante e senza risposta non c’è salvezza. Aiutiamo chi è in difficoltà e nel bisogno; le opere buone contribuiscono a migliorare la nostra società; tutto ritornerà in bene alla stessa persona che le metterà in pratica.<br />
Grazie San Francesco, sei un esempio per tutti noi; hai avuto il coraggio di lasciare tutto, liberandoti da tutte le ricchezze materiali, per donarti al buon Gesù e a tutti i poveri che purtroppo questa società continua ancora oggi ad abbandonare. San Francesco, uomo di bontà e di amore, testimone di vera speranza, ci raccomandiamo a te, intercedi verso il buon Dio per tutti noi e continua a pregare dall’alto del cielo per ogni uomo e donna di questa umanità, malata nel corpo, nella mente e nello spirito, affinché possiamo al più presto scoprire che la vita è un dono che abbiamo ricevuto dal buon Dio.<br />
Ecco siamo tutti figli e figlie di Dio; è per questo che siamo preziosi fratelli e sorelle, come ha ben testimoniato San Francesco, che non solo chiamava tutti fratelli e sorelle, ma anche la natura e tutto il creato, fratello sole e sorella luna. Per questo è doveroso vivere questa vita nel bene e nelle opere di solidarietà, aiutando soprattutto i più bisognosi; perché è inutile riempirsi e accumulare ricchezze materiali essendo che prima o poi lasceremo tutto in questa vita terrena e non porteremo niente di tutti quei soldi e quegli oggetti che abbiamo conservato e accumulato.<br />
Grazie San Francesco per la tua preziosa testimonianza che ancora oggi è viva ed è presente; è donando che si riceve e allora fa che anche noi possiamo diventare strumenti di vera pace e di tanto bene. “</p>
<p>&nbsp;</p>
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