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	<title>Sarah Bernardt Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Sarah Bernhardt a cento anni dalla scomparsa. La celebrazione del teatro moderno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2023 20:06:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eleonora Duse]]></category>
		<category><![CDATA[Sarah Bernardt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="572" height="679" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/E326CC1C-0758-475D-B036-F26F338D4317.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/E326CC1C-0758-475D-B036-F26F338D4317.jpeg 572w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/E326CC1C-0758-475D-B036-F26F338D4317-253x300.jpeg 253w" sizes="(max-width: 572px) 100vw, 572px" /></p>
<p>Sarah Bernhardt porta sulla scena il personaggio, Sostanzialmente la recita è lei: Sarah. Eleonora Duse è, invece, parte integrante in un intreccio tra scena, ribalta e anche retroscena. Entrambe portano&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p class="p1"><i><span class="s1">Sarah Bernhardt porta sulla scena il personaggio, Sostanzialmente la recita è lei: Sarah. Eleonora Duse è, invece, parte integrante in un intreccio tra scena, ribalta e anche retroscena</span><span class="s1">. Entrambe portano sulla scena la vita. Due dive o due divine. Moriranno ad un anno di distanza l&#8217;una dall&#8217;altra. Di Sarah dirà Oscar Wilde che se ne andò quando era &#8220;stanca del giorno senza sole&#8221;. Siamo al centenario della morte di Sarah Bernhardt.</span></i></p>
</blockquote>
<p class="p1"><i><span class="s1"><br />
</span></i>Sarah Bernhardt porta sulla scena il personaggio. Non i personaggi. La teatralità è caratterizzata dalla scena di un unico personaggio centrale che svolge una peculiare sistematicità del protagonista. È in realtà come se sulla scena ci fosse solo questo personaggio e il resto è contorno. Sostanzialmente la recita è lei: Sarah. Lei occupa la scena.</p>
<p>La coralità è a sé stante rispetto al ruolo del centro che è sempre occupato da lei. Al contrario di Eleonora Duse che pur restando il personaggio edificante si serve sempre di una dimensione corale.</p>
<p>Sarah arriva sulla ribalta da sola, ed è come tutto si aprisse intorno a lei senza mai confondersi con gli altri e le altre.</p>
<p><b>Eleonora Duse</b> è, invece, parte integrante in un intreccio tra scena, ribalta e anche retroscena. Due aspetti completamente diversi di concepire il teatro ma anche il rapporto con il pubblico. Sarah è più cinematografica. Infatti sarà una icona del cinema muto.<br />
<span style="text-align: right;">Eleonora resta più teatrale anche quando interpreta il suo unico film.<br />
</span></p>
<div id="attachment_76847" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-76847" class="wp-image-76847 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/712FEAEB-F441-4B87-8C09-75A2AA9E1DC1-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/712FEAEB-F441-4B87-8C09-75A2AA9E1DC1-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/712FEAEB-F441-4B87-8C09-75A2AA9E1DC1-300x297.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/712FEAEB-F441-4B87-8C09-75A2AA9E1DC1-768x761.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/712FEAEB-F441-4B87-8C09-75A2AA9E1DC1-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/712FEAEB-F441-4B87-8C09-75A2AA9E1DC1-640x640.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/712FEAEB-F441-4B87-8C09-75A2AA9E1DC1.jpeg 800w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p id="caption-attachment-76847" class="wp-caption-text">Eleonora<br />Duse</p></div>
<p><span style="text-align: right;">Eleonora più mediterranea e profondamente calata nella cultura italiana con radici che riportano alla struttura teatrale napoletana.<br />
</span><span style="text-align: right;">D&#8217;altronde il suo rapporto con Martino Cafiero, il suo primo amore reale con il quale avrà un figlio, e Matilde Serao la legano fortemente al Mediterraneo come sarà legata alla cultura greca da D&#8217;Annunzio. Sarah ed Eleonora si incontreranno a Parigi nel giugno del 1897.<br />
</span><img decoding="async" class="alignright size-full wp-image-76849" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/6FD4C8B7-AABA-471A-A0C0-0E4566F3C9C1.jpeg" alt="" width="135" height="184" />Sarah è parigina nel fondo della sua espressività. Infatti nasce a Parigi nel 1844. A Parigi studia recitazione al Conservatorio e viene scritturata proprio dal Teatro Francese. Recita le opere degli autori francesi: da Racine a Victor Hugo, da Molière a Dumas. Fino a portare sulle scene nel 1881 la &#8220;Marsigliese&#8221;.<br />
L&#8217;anno successivo è la volta de &#8220;La signora delle Camelie&#8221; di Dumas figlio. Opera che verrà portata sulle scene anche da Eleonora Duse. Oltre i suoi viaggi per lavoro quasi in tutto il mondo ritorna spesso nella sua Francia.<br />
Nel 1890 interpreta la Giovanna D&#8217;Arco nell&#8217;opera di Barbier e sempre nello stesso anno la Cleopatra di Sardou. Si confronta anche con il teatro inglese e soprattutto con Shakespeare. Porta al cinema nel 1908 &#8220;La signora delle camelie&#8221; e nel 1912 negli Stati Uniti si può vedere &#8220;La reine Elizabeth&#8221;.</p>
<p>Comunque Racine resta un suo riferimento e un cavallo di battaglia internazionale.<br />
Dopo aver iniziato le riprese &#8220;La veggente&#8221; a casa sua, stava già male, muore a Parigi dopo undici giorni. Era il 26 marzo del 1923. Siamo al centenario della morte di Sarah Bernhardt.<br />
È chiaro che Sarah Bernhardt con Eleonora Duse, al di là di alcune sfaccettature polemiche, restano due capisaldi del teatro moderno e della modalità della recita.<br />
Direi che sono anche oggi due pilastri dello &#8220;sdoganamento&#8221; di un teatro d&#8217;arte che entra in una visione prettamente letteraria. È come se romanzo e teatro creassero un intreccio dentro le letterature che scavano nella vita. Entrambe portano sulla scena la vita.</p>
<p>Nella loro vita il teatro recita. Sul palcoscenico e nel cinema le storie che raccontano diventano necessariamente le loro vite e forse anche i loro destini. Si pensi a &#8220;Cenere&#8221; interpretato da Eleonora. O alla interpretazione della signora delle camelie vissuta da entrambe.<br />
Il teatro non è l&#8217;altra vita. È la vita. La commedia è il fondamento nella regia e nel &#8220;possedere&#8221; la ribalta. Eleonora era la regista di se stessa, ovvero la  capocomica. Così per il teatro francese ricontestualizzato da Sarah. Due dive o due divine. Moriranno ad un anno di distanza l&#8217;una dall&#8217;altra. Di Sarah dirà Oscar Wilde che se ne andò quando era &#8220;stanca del giorno senza sole&#8221;.<br />
<b>Proust</b> scavò in Sarah e lei cercò di ritrovarsi nei personaggi proustiani. Proust morirà un anno prima di Sarah. Chi sopravvisse a Sarah e ad Eleonora fu <b>D&#8217;Annunzio</b>, il quale aveva visto negli occhi della francese la notte della luce e in Eleonora la donna che non seppe amare fino in fondo. Dunque. Vite spettinate al vento della malinconia del tempo perduto. Ma resta fondamentale l&#8217;incontro tra la tradizione del teatro italiano con quello parigino.<br />
Gli amori, la bellezza, la rappresentazione sono delle icone intagliate tra i linguaggi della parola e del corpo.<br />
Sarah aveva bisogno della scena e della parola. Eleonora del corpo come linguaggio e del silenzio come parola.<br />
Il mito si decodifica non nella storia, ma nelle geografie delle esistenze che diventano espressività di un dialogo tra la ribalta e il pubblico in uno spaginare le vite rendendole archetipi del sublime.<br />
E così è stato. Ma il teatro moderno tra personaggio e coralità si era aperto allo spettacolo attraverso elementi di comparazioni tra le diverse arti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-76850 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/EC567B9B-D8CE-4DBC-8426-C1551ED72DF7-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/EC567B9B-D8CE-4DBC-8426-C1551ED72DF7-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/EC567B9B-D8CE-4DBC-8426-C1551ED72DF7-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/EC567B9B-D8CE-4DBC-8426-C1551ED72DF7-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/EC567B9B-D8CE-4DBC-8426-C1551ED72DF7-640x640.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/EC567B9B-D8CE-4DBC-8426-C1551ED72DF7.jpeg 741w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Pierfranco Bruni</strong>, nato in Terra Calabra cui è profondamente legato, vive tra Roma e la Puglia da molto tempo. Archeologo, antropologo, letterato e linguista, fecondo saggista e poeta è presidente del Centro Studi Francesco Grisi e vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Dal carismatico e sopraffine stile letterario, Bruni è alla seconda candidatura al Nobel per la Letteratura. Già Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali e componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero, nel corso della sua carriera è stato docente in Sapienza Università di Roma ed ha appronfondito lo studio rivolto alla tutela e alla conoscenza delle comunità di minoranze etnico-linguistiche.</p>
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