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		<title>Scipione Valentini, educatore e riformatore del Mezzogiorno a 110 anni dalla nascita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 13:52:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[110 anni dalla nascita]]></category>
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<p>di FSV Intellettuale, sindacalista e dirigente socialista, protagonista del regionalismo calabrese del dopoguerra, secondo presidente del Consiglio regionale della Calabria: il percorso umano e pubblico di Scipione Valentini, tra scuola,&#8230;</p>
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<p><em><br />
Intellettuale, sindacalista e dirigente socialista, protagonista del regionalismo calabrese del dopoguerra, secondo presidente del Consiglio regionale della Calabria: il percorso umano e pubblico di Scipione Valentini, tra scuola, istituzioni e impegno meridionalista (1915–1979)</em></p>
<p>Cosenza, 4 ottobre 2025 – <strong>Scipione Valentini</strong>, nacque ad <strong>Altilia (Cosenza)</strong> il <strong>4 ottobre 1915</strong> e morì a <strong>Castrolibero (Cosenza)</strong> il <strong>20 gennaio 1979</strong>. Educatore, sindacalista e politico, fu il <strong>secondo presidente del Consiglio regionale della Calabria</strong>.<br />
Figlio di <strong>Francesco Valentino</strong> e di <strong>Maria Carmela Greco</strong>, venne registrato all’anagrafe con i nomi di <strong>Scipione Attilio Rosalbino</strong>. Ebbe un fratello maggiore, <strong>Eugenio Sebastiano Rosario</strong>, e una sorella, <strong>Filomena</strong>. Dopo la morte di quest’ultima, il padre emigrò negli Stati Uniti in cerca di lavoro; la sua scomparsa a <strong>Brooklyn nel 1927</strong> rese inizialmente difficile la prosecuzione degli studi. In seguito, grazie alla madre e al fratello Eugenio, fu inviato a <strong>Cosenza</strong>, ospite dei cugini <strong>Riggio</strong>, dove riprese il percorso scolastico: conseguì la <strong>licenza media-commerciale</strong> e si iscrisse all’<strong>Istituto Magistrale</strong>, diplomandosi nel <strong>1937</strong>.<br />
Dal <strong>1938</strong> iniziò a insegnare come <strong>precario</strong> con nomine annuali in aree rurali; parallelamente coltivò attività di scrittura e traduzione e frequentò il <strong>Circolo filodrammatico di Malito</strong>, animato da giovani intellettuali.</p>
<p>La stabilizzazione arrivò con il <strong>concorso magistrale del 1941</strong>, nel quale si classificò <strong>primo</strong> nella graduatoria maschile. Decise quindi di proseguire gli studi iscrivendosi al corso di <strong>Vigilanza didattica</strong> presso il <strong>Magistero dell’Università di Roma</strong>, dove ebbe come maestri <strong>Luigi Valpolicelli</strong> e <strong>Galvano Della Volpe</strong>, approfondendo anche <strong>John Dewey</strong> e la pedagogia europea.<br />
Tra <strong>1946 e 1948</strong>, tra <strong>Napoli</strong> e <strong>Roma</strong>, visse un periodo di intensa attività politico-sindacale. A Roma divenne <strong>dirigente nazionale</strong>dell’organizzazione sanitaria <strong>Ult-Inca/CGIL</strong>, ruolo che gli consentì di incontrare figure del primo dopoguerra come <strong>Mario Berlinguer</strong> e <strong>Fernando Santi</strong>. Si trasferì poi all’<strong>Università di Messina</strong>, dove nel <strong>1949</strong> conseguì il <strong>Diploma di Vigilanza didattica</strong> e il <strong>Diploma in Materie letterarie</strong>, con una tesi su <strong>“Sibari e Crotone”</strong>(relatore <strong>Nicola Putortì</strong>).</p>
<p>Rientrato in provincia di Cosenza, insegnò a <strong>Piane Crati</strong> e avviò nel capoluogo un’attività culturale e sindacale di particolare intensità. Per circa un ventennio fu <strong>segretario provinciale</strong> del sindacato <strong>Ami-Snase</strong> (poi <strong>Snase</strong>) e nel <strong>1970</strong>promosse la confluenza nella <strong>CGIL</strong>. Dal <strong>1956</strong> fu <strong>direttore didattico</strong> a <strong>Grimaldi</strong> e poi a <strong>Dipignano</strong>; nel <strong>1970</strong>, divenne <strong>ispettore scolastico</strong>.<br />
L’impegno politico corse in parallelo a quello scolastico. Dopo la liberazione della Calabria nel <strong>1943</strong>, fu vicino al <strong>Partito d’Azione</strong>, ma si avvicinò presto al <strong>Partito Socialista</strong>, in particolare alla corrente di <strong>Lelio Basso</strong>, di cui fu animatore dal <strong>1956</strong>, divenendo anche dirigente provinciale (membro del <strong>Collegio dei Probiviri</strong>). Fu <strong>consigliere comunale</strong> ad <strong>Altilia</strong> e a <strong>Cosenza</strong>per complessivi <strong>otto anni</strong>. Nel <strong>1964</strong> fu tra i fondatori del <strong>PSIUP</strong> e ne divenne <strong>segretario provinciale</strong> nel <strong>1971-1972</strong>. Nel <strong>1970</strong>, con le prime elezioni regionali, entrò nel <strong>Consiglio regionale della Calabria</strong>, distinguendosi – da convinto meridionalista e regionalista – tra i consiglieri più attivi nell’elaborazione dello <strong>Statuto</strong>. Sciolto il PSIUP nel <strong>1972</strong>, rientrò nel <strong>PSI</strong>.<br />
Succedendo al primo presidente del Consiglio regionale, <strong>Mario Casalinuovo</strong>, fu eletto <strong>presidente del Consiglio regionale</strong> l’<strong>8 maggio 1973</strong>, carica mantenuta fino al <strong>21 luglio 1975</strong>. In quel biennio promosse iniziative volte a rafforzare il ruolo dell’Assemblea e il raccordo con la Giunta: tra queste, un <strong>convegno sul neofascismo</strong>, una <strong>mostra sulla Resistenza e la Deportazione</strong>, la fondazione del mensile <strong>«Calabria»</strong> (primo numero <strong>luglio 1973</strong>), organo dell’Assemblea regionale, e l’istituzione della <strong>Biblioteca del Consiglio regionale</strong>.<br />
Dal <strong>1975 al 1978</strong> fu <strong>sindaco di Castrolibero</strong>. Sostenne la nascita di nuovi quartieri alle porte di Cosenza, curando strade, collegamenti e servizi, con attenzione a spazi collettivi e infrastrutture (chiese, parchi, scuole), tra cui il <strong>Comprensivo di Andreotta</strong> e la <strong>Cittadella degli Studi</strong> in prossimità dello stadio cittadino. Nel <strong>1976-1978</strong> fu anche <strong>collaboratore culturale</strong>presso l’<strong>Istituto superiore di scienze sociali di Cosenza</strong>. Parallelamente continuò l’attività di studioso di <strong>filosofia, pedagogia e letteratura</strong>, nonché quella di <strong>poeta</strong> (tra i testi ricordati: <em>Il mio nido</em>, <em>Dinanzi ad una immagine</em>, <em>Noi presumiamo…</em>) e di <strong>scrittore</strong>, autore del romanzo <em>Solo nel mondo</em> e del dramma <em>Il trionfo della fede</em>.<br />
Un <strong>ictus cerebrale</strong> pose fine alla sua vita a <strong>63 anni</strong>. Riposa nel cimitero di <strong>Altilia</strong>, accanto ai familiari. A Scipione Valentini sono stati intitolati, tra l’altro, una <strong>piazza</strong> e un <strong>Istituto d’istruzione superiore</strong> a Castrolibero; portano inoltre il suo nome l’<strong>Istituto comprensivo di Carolei-Dipignano</strong>, una scuola di Cosenza e varie vie in Calabria. Chi lo conobbe lo ricordò come una figura di forte tensione etica e sociale, «un francescano in veste laica», per la costanza dell’impegno democratico e l’attenzione affettuosa verso l’altro.</p>
<p><strong>Nota bibliografica</strong><br />
– <em>Scipione Valentini</em>, in Elio Valentino (a cura di), <strong>Altilia. 200 anni di Storia Italiana 1811-2011</strong>, Comune di Altilia, Altilia 2011, pp. 102-105.<br />
– Ferdinando Perri, <strong>I Presidenti del Consiglio Regionale della Calabria e il Meridionalismo</strong>, Editoriale Progetto 2000, Cosenza 2014, pp. 55-70. @<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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