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		<title>Lingua italiana: tradizione, innovazione e i codici delle parole. LA CONFESSIONE DELLO SCRITTORE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 14:19:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="400" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Untitled-design-3.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Untitled-design-3.png 600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Untitled-design-3-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Untitled-design-3-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Untitled-design-3-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>La lingua italiana “è completamente mutata rispetto agli anni Cinquanta del ’900” e oggi non esiste più “una lingua ufficiale tradizionale”. Dalla tradizione che va “dalla Vita nova a Poliziano,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>La lingua italiana “è completamente mutata rispetto agli anni Cinquanta del ’900” e oggi non esiste più “una lingua ufficiale tradizionale”. Dalla tradizione che va “dalla Vita nova a Poliziano, Leopardi, Ungaretti e Pavese” si passa a una pluralità di codici influenzati da media,ma anche dalle canzoni e  dalle lingue degli immigrati. La modernità linguistica si riflette nelle scritture di Camilleri, Gadda e Pasolini. Agli autori spetta il compito di custodire la lingua senza tradirne l’eredità.</i></p>
<p>Se Dante resta ancora fondamentale è chiaro che quella tradizione che parte con la Vita nova è da riconsiderare tra Poliziano, Leopardi, Ungaretti e Pavese.</p>
<p>Il dibattito aperto da Manzoni non si è mai chiuso. Così quel grande pensiero che vive nel De Vulgare di Dante. Bisognerà dare un ruolo consistente alla lingua italiana soprattutto partendo dalla letteratura del Novecento. È in essa che si sono moltiplicate le forme e le metodologie di linguaggio che hanno guidato la storia della lingua nella modernità, attraversando epoche ed opere già con San Francesco d’Assisi sino ad Angelo Poliziano, dal Rinascimento alle ‘etichette’ illuministiche, che hanno cercato di formulare un inciso rivoluzionario, ma che hanno consegnato la lingua stessa a Manzoni, e da questo alle avanguardie di Pascoli e D’Annunzio, filtrando notevolmente il Futurismo sino alla lingua post realista, alla quale la letteratura si è agganciata e alla quale soprattutto il cinema si è aggrappata.<br />
Dopo gli anni Sessanta del 900 si è verificata una vere e propria modifica dei canoni e se si vuole di un vocabolario. Dagli anni Sessanta ad oggi la lingua ha assunto precise chiavi di lettura.<br />
Quella codificata da una norma dei vocabolari che hanno assorbito i cambiamenti anche sintattici e le forme dialettali, oltre alla assunzione di comparazioni con la lingua inglese, lingua che in molti termini ha preso il sopravvento, ma che è la lingua italiana ufficiale.<br />
Quella correntemente parlata che, se pur in una forma corretta, ha innesti modulari rispetto a quella scritta perché ha tagli favoriti da un linguaggio piuttosto discorsivo.<br />
Quella cosiddetta “bastarda” che è dovuta all’intreccio tra una scrittura giornalistica, televisiva, telematica con ulteriori innesti che sono distanti dalla tradizione degli anni Settanta. La lingua non è mai ideologia.<br />
C’è una quarta chiave di lettura, non inclusa in un discorso ufficiale ma insiste, che è quella che proviene dai testi delle canzoni.<br />
I giovani usano come forme direzionali della comunicazione l’incrocio delle due ultime chiavi per confrontarsi, per dialogare, per definire un qualcosa e anche per definirsi.<br />
Io addirittura aggiungerei ancora una quinta chiave che è quella portata dalla presenza delle lingue degli immigrati. Non sarebbe da sottovalutare considerato il fatto che sono detentori di un loro linguaggio comunicante ma sono anche depositari di una loro lingua. Non sempre il loro linguaggio comunicante, che potrebbe essere inteso come una caratterizzante formula dialettale, si pensi agli albanesi o agli arabi tunisini ed eritrei, è fedele alla lingua della loro Nazione. Anzi non lo è quasi mai.<br />
Tutti questi aspetti riguardano l’importanza di dare un senso storico alla tutela della lingua italiana. È naturale che non c’è più una lingua ufficiale tradizionale. La tradizione nelle lingue è un fatto soltanto di consapevolezza di eredità, di ricostruzione identitaria, di analisi dei processi sia letterari sia storici stessi sia prettamente linguistici, ma si scende in una dimensione che è antropologica.<br />
Discutere di una lingua corretta, oggi, significa ripristinare delle griglie che però, dobbiamo essere consapevoli, non corrispondono alla realtà dei parlanti e degli scriventi. Il parlante già di per sé, pur mantenendo fede, alla consueta formula della grammatica e della sintassi, usa sempre un vocabolario innovativo: innovativo, oggi, è anche il ripescaggio di termini obsoleti, ovvero una parola usata da Tommaseo è innovativa ma anche “arcaica”.<br />
Lo scrivente, che dovrebbe usare la lingua come estetica e correttezza dell’ufficialità e dell’esempio, potrebbe essere lo scrittore. Dante e Manzoni sono esempi e testimonianze che rispecchiano un tempo linguistico che non c’è più.<br />
Noi parliamo, in questo nostro tempo, il linguaggio di Andrea Camilleri, che ha una interpretazione prettamente etno-antropologica (ne parlo in senso non negativo: attenzione), il linguaggio di Carlo Emilio Gadda con le varie sfaccettature, anche sul piano della punteggiatura, (lo dico senza voler entrare nella rivoluzione linguistica futurista che ha stravolto la lingua italiana: si può accettare o meno ma è così), il linguaggio di Alberto Bevilacqua con delle sfaccettature anche discutibili, ma che io accolgo con piacere, il linguaggio di una scrittura puramente giornalistica trasportata come una nuova impostazione narrante in testi che si fanno passare per narrativa, il linguaggio attento di Pasolini che soltanto ora trova una sua interessante ottimizzazione.<br />
Sono solo pochi esempi. Si pensi a Luigi Meneghello o a Lucio Mastronardi o ad Alberto Moravia o alla poesia di Giorgio Caproni. Noi viviamo in questa età e non tra Dante e l’Illuminismo o tra il Romanticismo e Ada Negri.<br />
Poi c’è la presenza degli scrittori stranieri che, se pur tradotti, vengono ben recepiti sul piano della sintassi ma soprattutto su quello della punteggiatura. Uno scrittore tra i tanti: Garcia Màrquez. Il romanzo che gli ha dato la notorietà vira qualsiasi forma di punteggiatura e quella standardizzazione di concetti ha influito notevolmente nella lingua letteraria contemporanea. Il fatto, invece, è un altro. Il vocabolario ha un suo compito specifico che instrada verso una direzione ben definita. Il linguaggio è ben altra cosa. Non si può imporre allo scrittore, pensate al poeta contemporaneo, di impostarsi secondo i canoni del vocabolario della lingua. Sarebbe un omicidio ma sarebbe anche un suicidio della stessa lingua.<br />
Bisognerebbe una buona volta convincersi che la tradizione del dibattito delle lingue, sviluppatosi intorno al De Vulgari e anche prima, non interessa e non tocca la comunicazione della letteratura dei nostri giorni e tanto meno i “lucchetti” parlanti dei nostri figli e delle piccole macchine parlanti che usiamo tutti per comunicare. E se Dante non interessa, è storia e deve restare tale, non interessa neppure il rapporto linguistico tra Manzoni<br />
sino a Carducci e a un certo Pascoli.<br />
Dobbiamo convincerci che la lingua italiana è completamente mutata rispetto agli anni Cinquanta del ‘900. E’ mutata rispetto agli anni ’70 – ’90. Chi si ricorderà la lingua usata nei volantini delle Brigate Rosse negli anni Settanta si renderà conto la tipologia sintattica (non parlo delle minacce o dei codici terroristici ma della grammatica o di altre scorrettezze morfologiche) che si innervava nella nostra società. In che termini linguistici, mi sono spesso chiesto, comunicavano le Brigate Rosse con l’attento e forbito Aldo Moro?<br />
I cambiamenti delle società trasformano anche la lingua. I cantautori degli anni Sessanta capirono questa trasformazione e a loro si deve molto nell’aver mantenuto fede ad un codice sostanzialmente in linea con la tradizione. La cinematografia è andata su un altro versante. Bisogna affrontare tale questione e credo che una scuola dentro i mutamenti delle società dovrebbe avere un ruolo predominante. Ma molte volte dipende dai docenti e soprattutto dai testi adottati. Un altro problema dolente.<br />
Gli scrittori oggi, comunque, hanno un compito fondamentale che non è quello di strapazzare la lingua. Se Dante resta ancora fondamentale è chiaro che quella tradizione che parte con la Vita nova è da riconsiderare tra Poliziano, Leopardi, Ungaretti e Pavese.</p>
<p>*****</p>
<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-112993" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_4148-300x219.jpeg" alt="" width="300" height="219" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_4148-300x219.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_4148.jpeg 335w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Un viaggio letterario in Magna Grecia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 04:42:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[magna grecia]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="375" height="253" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/6DDC59D3-F561-4402-B1C5-92AA74153621.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/6DDC59D3-F561-4402-B1C5-92AA74153621.jpeg 375w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/6DDC59D3-F561-4402-B1C5-92AA74153621-300x202.jpeg 300w" sizes="(max-width: 375px) 100vw, 375px" /></p>
<p>« Sulle Sponde della Magna Grecia ». Il saggio di  Pierfranco Bruni e Marilena Cavallo e’  un originale percorso di letteratura del Novecento: da Spagnoletti a Quasimodo a Francesco Grisi&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i>« Sulle Sponde della Magna Grecia ». Il saggio di  Pierfranco Bruni e Marilena Cavallo e’  un originale percorso di letteratura del Novecento: da Spagnoletti a Quasimodo a Francesco Grisi per riscoprire una terra,  l’identità plurima e composita, per riscoprirsi fra memorie e storie, fra Storia collettiva e ricordi.</i></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i>  A cura di <b>Rosaria Scialpi</b></i></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dove sono gli scrittori e le scrittrici del meridione che hanno caratterizzato il Novecento letterario? Non nei manuali. Per questa ragione, Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento di Spagnoletti, Carrieri, Grisi e gli altri costituisce un’eccezione nel panorama editoriale italiano.<br dir="auto" />Il saggio, che parte da un vero e proprio progetto sul Mediterraneo, scritto a quattro mani da Pierfranco Bruni e Marilena Cavallo e a cura di Rosaria Scialpi,  ripercorre la più recente storia letteraria del meridione attraverso una lente d’ingrandimento unica: l’appartenenza alla Magna Grecia. Riscoprire una terra per riscoprirne l’identità plurima e composita, per riscoprirsi fra memorie e storie, fra Storia collettiva e ricordi.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br dir="auto" /><img decoding="async" class="wp-image-73957 size-medium alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/551E3FE9-0F2A-4C73-8BF7-A266625D5AED-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/551E3FE9-0F2A-4C73-8BF7-A266625D5AED-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/551E3FE9-0F2A-4C73-8BF7-A266625D5AED.jpeg 375w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />Fra gli autori di cui Bruni e Cavallo hanno affrontato puntuali interventi critici e storico-letterari: Giacinto Spagnoletti, Raffaele Carrieri, Francesco Grisi, Cosimo Fornaro, Maria Corti, Salvatore Quasimodo, Michele Pierri, Giuseppe Selvaggi, Nerio Tebano, Pasquale Pinto, Cesare Giulio Viola, Emanuele De Giorgio, Pio Rasulo e Carlo Belli. Personaggi ai quali sono stati dedicati degli appuntamenti in RAI.<br dir="auto" />Nel volume, che consta di 276 pagine, non solo grande attenzione è riservata al territorio tarantino in particolare, ma emerge, mediante ricordi familiari e studio delle fonti, un rapporto del tutto inedito di D’Annunzio con Grottaglie. Inoltre, per gentile concessione di Bruni e del Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi, all’interno del saggio sono presenti ben 13 poesie postume di Francesco Grisi che costituiscono la plaquette Se camminando – Tra le vie di Grottaglie, Taranto e Martina Franca. Non mancano, infine, riferimenti a intellettuali di punta del panorama letterario italiano come Pavese, Sciascia, Palazzeschi, Flora, Binni, Dante Alighieri, Serao, Maria Bellonci e molti altri. Il lavoro curato da Rosaria Scialpi è un vero e proprio unicum.<br dir="auto" />Il volume, pubblicato da Passerino Editore, è disponibile anche in formato ebook .</p>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br dir="auto" />GLI AUTORI<br dir="auto" /><br dir="auto" />Pierfranco Bruni è nato in Calabria, terra a cui è profondamente legato, ma vive in Puglia da decenni. È presidente del Centro Studi Francesco Grisi e vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Scrittore prolifico, ha scritto saggi, poesie e romanzi ed è stato candidato due volte al Nobel per la Letteratura. Nel corso della sua carriera si è dedicato anche alla tutela e alla conoscenza delle comunità di minoranze etnico-linguistiche. Bruni è inoltre stato Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali e componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Marilena Cavallo è nata in Puglia. Docente di Lettere nei licei, è studiosa di problematiche relative alla letteratura del Novecento europeo con un focus sul Mediterraneo e autori come Penna, Pavese e Carrieri. Ha partecipato a numerosi convegni, pubblicato libri di diverso genere e fa parte di giurie di premi culturali.<br dir="auto" /><br dir="auto" />LA CURATRICE<br dir="auto" /><br dir="auto" />Rosaria Scialpi è nata a Taranto nel 1996. Laureata in Lettere moderne con lode, ha scritto articoli per riviste scientifiche, collaborato con testate giornalistiche del territorio pugliese e ha curato la comunicazione di un festival letterario. Fra i suoi scritti: Lembi di verità (L’Erudita, 2022), vincitore del Premio Saffo poesia giovane e del Premio Troccoli Magna Graecia, e La trilogia del Nostos (Pellegrini, 2023). Alcuni suoi racconti appaiono in antologie.</div>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F07%2F10%2Fun-viaggio-letterario-in-magna-grecia%2F&amp;linkname=Un%20viaggio%20letterario%20in%20Magna%20Grecia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F07%2F10%2Fun-viaggio-letterario-in-magna-grecia%2F&#038;title=Un%20viaggio%20letterario%20in%20Magna%20Grecia" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/10/un-viaggio-letterario-in-magna-grecia/" data-a2a-title="Un viaggio letterario in Magna Grecia"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/10/un-viaggio-letterario-in-magna-grecia/">Un viaggio letterario in Magna Grecia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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