<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>scuola Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<atom:link href="https://www.lafrecciaweb.it/tag/scuola/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/scuola/</link>
	<description>la velocità dell&#039;informazione</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Mar 2026 18:00:12 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/favicon-32x32-1.png</url>
	<title>scuola Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/scuola/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">168598825</site>	<item>
		<title>Bergamo, il coltello e il vuoto: quando un ragazzo di 13 anni trasforma il dolore in spettacolo</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/27/bergamo-il-coltello-e-il-vuoto-quando-un-ragazzo-di-13-anni-trasforma-il-dolore-in-spettacolo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bergamo-il-coltello-e-il-vuoto-quando-un-ragazzo-di-13-anni-trasforma-il-dolore-in-spettacolo</link>
					<comments>https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/27/bergamo-il-coltello-e-il-vuoto-quando-un-ragazzo-di-13-anni-trasforma-il-dolore-in-spettacolo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 17:44:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[disagio adolescenziale]]></category>
		<category><![CDATA[disagio giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=119332</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/58BFDF88-5138-4E14-92FB-04E89B707B4D.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/58BFDF88-5138-4E14-92FB-04E89B707B4D.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/58BFDF88-5138-4E14-92FB-04E89B707B4D-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/58BFDF88-5138-4E14-92FB-04E89B707B4D-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/58BFDF88-5138-4E14-92FB-04E89B707B4D-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/58BFDF88-5138-4E14-92FB-04E89B707B4D-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/58BFDF88-5138-4E14-92FB-04E89B707B4D-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/58BFDF88-5138-4E14-92FB-04E89B707B4D-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Non basta dire che è stato un gesto folle. A Trescore Balneario emerge qualcosa di più duro e più scomodo: una rabbia coltivata, una violenza pensata, un disagio che cerca&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/27/bergamo-il-coltello-e-il-vuoto-quando-un-ragazzo-di-13-anni-trasforma-il-dolore-in-spettacolo/">Bergamo, il coltello e il vuoto: quando un ragazzo di 13 anni trasforma il dolore in spettacolo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/58BFDF88-5138-4E14-92FB-04E89B707B4D.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/58BFDF88-5138-4E14-92FB-04E89B707B4D.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/58BFDF88-5138-4E14-92FB-04E89B707B4D-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/58BFDF88-5138-4E14-92FB-04E89B707B4D-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/58BFDF88-5138-4E14-92FB-04E89B707B4D-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/58BFDF88-5138-4E14-92FB-04E89B707B4D-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/58BFDF88-5138-4E14-92FB-04E89B707B4D-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/58BFDF88-5138-4E14-92FB-04E89B707B4D-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p><p><em>Non basta dire che è stato un gesto folle. A Trescore Balneario emerge qualcosa di più duro e più scomodo: una rabbia coltivata, una violenza pensata, un disagio che cerca pubblico e una scuola che da sola non può più reggere tutto.</em></p>
<p>Ci sono fatti che non si possono liquidare con una parola veloce.“Follia”, “raptus”, “ragazzo difficile”, “tragedia inspiegabile”. Sono formule che aiutano a chiudere il discorso, non ad aprirlo. E invece quello che è accaduto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, chiede esattamente il contrario: non una scorciatoia emotiva, ma uno sguardo più profondo, più onesto, più umano e anche più esigente. Il 25 marzo 2026, uno studente di 13 anni ha accoltellato la sua insegnante di francese, Chiara Mocchi, davanti alla scuola media Leonardo da Vinci. La docente è stata colpita al collo e all’addome, è stata operata d’urgenza e nelle ore successive le sue condizioni sono migliorate. Il ragazzo è stato collocato in una comunità protetta; per età, non è imputabile.</p>
<p>Ma il punto più sconvolgente non è solo l’aggressione.</p>
<p>Il punto è che, secondo quanto emerso, quel gesto non sarebbe nato in un attimo di buio improvviso. Sarebbe stato pensato, annunciato, perfino messo in scena. Le ricostruzioni parlano di un testo diffuso su Telegram, una sorta di manifesto in cui il 13enne attribuiva all’insegnante umiliazioni, abuso di potere e sofferenza, anticipando l’intenzione di colpirla. Inoltre avrebbe indossato una maglietta con la scritta “vendetta” e portato con sé uno smartphone per filmare l’azione. Non siamo davanti soltanto a un’esplosione di rabbia. Siamo davanti a una rabbia che si organizza, si racconta e cerca uno sguardo davanti a cui esistere.</p>
<p>Ed è qui che il caso di Bergamo smette di essere solo cronaca nera e diventa uno specchio sociale.</p>
<p>Perché un tredicenne oggi non colpisce soltanto. Spesso sente il bisogno di rappresentare ciò che fa. Di renderlo contenuto. Di affidarlo a un canale, a una platea, a una rete. È una differenza enorme. La violenza non resta più soltanto violenza: diventa linguaggio, messa in scena, messaggio. E quando un ragazzo arriva a trasformare il proprio conflitto in un atto da registrare o diffondere, vuol dire che non c’è solo un problema individuale. C’è una deformazione più larga del modo in cui tanti adolescenti stanno imparando a sentire sé stessi nel mondo: esisto se qualcuno mi guarda, se qualcuno reagisce, se il mio dolore fa rumore.</p>
<p>Questo non assolve. Ma aiuta a capire.</p>
<p>Il racconto che emerge dalle prime fonti restituisce infatti un ragazzo che si sentiva schiacciato, non visto nel proprio dolore, convinto di subire ingiustizie, umiliazioni, soprusi. Che quel vissuto corrisponda interamente ai fatti è cosa che dovranno chiarire gli inquirenti, e bisogna stare molto attenti a non trasformare la narrazione dell’aggressore in verità assoluta. Però una cosa è già chiara: nella sua percezione interiore, quel ragazzo non stava vivendo un semplice conflitto scolastico. Stava costruendo una guerra personale, con un nemico preciso, una giustizia tutta sua e perfino una strategia. ANSA riferisce anche che nel testo egli mostrava consapevolezza del fatto di avere 13 anni e di non poter essere processato come penalmente responsabile. Questo dettaglio è tremendo, perché ci dice che nel gesto non c’era solo impulsività, ma anche un elemento di calcolo.</p>
<p>E allora la domanda vera non è soltanto: perché lo ha fatto?</p>
<p>La domanda vera è: come si arriva, a 13 anni, a pensare che il male sia una soluzione e che la propria sofferenza diventi legittimazione della violenza?</p>
<p>Qui entra in gioco la scuola, certo. Ma guai a scaricare tutto sulla scuola.</p>
<p>La scuola è oggi il luogo in cui esplodono contraddizioni che spesso nascono altrove: in famiglie stanche, in comunità fragili, in territori che hanno perso presìdi educativi, in reti digitali che moltiplicano rancore, isolamento, fantasie di rivalsa. Gli insegnanti si ritrovano sempre più spesso a presidiare non solo l’apprendimento, ma il disagio psichico, i conflitti relazionali, l’aggressività, la solitudine, le frustrazioni profonde. È un compito enorme, spesso lasciato sulle spalle di persone che lavorano con dedizione ma senza strumenti sufficienti, senza supporti strutturali, senza un vero patto educativo condiviso con famiglie, istituzioni, servizi territoriali.</p>
<p>La docente colpita, nelle parole riportate da Repubblica, non ha reagito chiedendo vendetta, ma invitando a non lasciare vincere il buio e a stare accanto soprattutto ai ragazzi che fanno più fatica. È una frase che pesa come una lezione civile. Perché mostra la differenza tra chi educa e chi distrugge: l’educazione non nega il male, ma rifiuta di farsene contagiare.</p>
<p>Eppure proprio questa luce non può diventare un alibi per non dire la verità.</p>
<p>La verità è che oggi esiste una quota crescente di minori che vive un rapporto alterato con il limite, con l’autorità, con la frustrazione. Non perché siano tutti “mostri”, ma perché spesso crescono in ambienti dove il conflitto non viene elaborato, viene accumulato. Dove il dolore non viene nominato, viene spostato. Dove l’umiliazione non viene trasformata, viene vendicata. Dove il digitale non aiuta a pensare, ma a intensificare emozioni grezze, assolute, senza mediazione.</p>
<p>In molti casi, il problema non è l’assenza di parole. È l’assenza di parole vere.</p>
<p>Un ragazzo che a 13 anni prepara un gesto del genere, lo giustifica, lo mette in scena e lo consegna a un canale pubblico, è un ragazzo che da qualche parte si è perso. Ma è anche il segno di una società adulta che troppo spesso intercetta i minori solo quando il dolore diventa ingestibile, scandaloso, mediatico. Prima no. Prima ci si limita a dire che passerà, che è un’età difficile, che bisogna stringere i denti, che la scuola penserà a tutto. E invece no: non passa da solo ciò che cresce nel silenzio.</p>
<p>Questa storia ci costringe allora a tre verità scomode. La prima: il disagio minorile non è più leggibile con categorie vecchie e rassicuranti.</p>
<p>Non basta distinguere tra “bravi ragazzi” e “ragazzi problematici”. Esistono adolescenti apparentemente normali che covano mondi interiori devastati, iperconnessi, opachi, nutriti da risentimenti che gli adulti non vedono o non sanno leggere.</p>
<p>La seconda: la violenza giovanile oggi è anche una violenza narrativa.</p>
<p>Non si limita a colpire, vuole significare. Vuole lanciare un segnale, costruire un personaggio, bucare lo schermo. Quando entra in gioco la dimensione social, non siamo più solo nel campo della devianza: siamo anche nel campo della costruzione identitaria deformata.</p>
<p>La terza: la scuola non può essere lasciata sola.</p>
<p>Se la società continua a chiedere agli insegnanti di fare i docenti, gli psicologi, i mediatori, i genitori supplenti e i contenitori delle fratture sociali, allora ogni tragedia sarà commentata con commozione, ma preparata da anni di abbandono istituzionale.</p>
<p>Non serve usare questo caso per invocare solo più punizione.</p>
<p>Ma sarebbe altrettanto sbagliato usarlo per sciogliere ogni responsabilità dentro una generica parola come “fragilità”. La fragilità va accolta, certo. Ma l’accoglienza non è confusione morale. Un ragazzo può essere fragile e insieme gravemente responsabile sul piano umano del male compiuto. Anche se non imputabile sul piano penale. Le due cose non si escludono. Anzi: proprio perché è un minore, va preso sul serio fino in fondo, senza demonizzarlo e senza deresponsabilizzarlo.</p>
<p>Il punto decisivo, allora, è questo: cosa facciamo prima che un dolore adolescente diventi odio organizzato?</p>
<p>Qui si gioca tutto. Nella capacità di costruire luoghi in cui i segnali non vengano derubricati a capricci. Nella formazione degli adulti a riconoscere linguaggi, posture, escalation, fantasie di vendetta, isolamento digitale, esibizione della rabbia. Nella presenza di équipe educative vere. Nella possibilità di offrire ascolto prima che tutto si trasformi in atto. Nella responsabilità di famiglie, scuola, servizi, comunità territoriali e piattaforme digitali.</p>
<p>Perché un ragazzo di 13 anni che arriva a questo punto non ci parla solo di sé.</p>
<p>Ci parla di noi. Del nostro ritardo. Della nostra fatica a educare nel tempo della connessione senza relazione. Del nostro modo, troppo frequente, di accorgerci del male solo quando è già diventato sangue.</p>
<p>E tuttavia, dentro questa vicenda tremenda, una parola resta possibile: responsabilità.</p>
<p>Non la responsabilità usata come manganello morale. Ma quella che ci obbliga a non voltarci dall’altra parte. A capire che la prevenzione oggi non è un convegno, non è uno slogan, non è una circolare scolastica. È un lavoro paziente di presenza, ascolto, limiti chiari, legami veri, alfabetizzazione emotiva e cultura digitale. È qui che si decide se un ragazzo impara a trasformare il conflitto in parola oppure la parola in arma.</p>
<p>Forse la cosa più drammatica di questa storia è che, prima del coltello, c’era già stato un crollo della relazione.</p>
<p>E quando la relazione crolla, il rischio non è solo la distanza. A volte è la disumanizzazione. L’altro non è più una persona: diventa il bersaglio, il colpevole assoluto, l’ostacolo da eliminare. È su questo che bisogna lavorare, con urgenza, nelle scuole e fuori dalle scuole: riumanizzare lo sguardo, prima ancora di gestire l’emergenza. Bergamo ci lascia una ferita. Ma una ferita, se non viene rimossa o spettacolarizzata, può ancora diventare domanda collettiva. E forse da qui dobbiamo ripartire: non dal desiderio di archiviare in fretta, ma dal coraggio di ricostruire legami educativi all’altezza di questo tempo. Perché il contrario della violenza non è soltanto la punizione. È una presenza adulta capace di vedere prima, ascoltare meglio e intervenire davvero.</p>
<p>@Riproduzione riservata Francesco Mazzarella</p>
<div class="social-sharing ss-social-sharing"></div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F03%2F27%2Fbergamo-il-coltello-e-il-vuoto-quando-un-ragazzo-di-13-anni-trasforma-il-dolore-in-spettacolo%2F&amp;linkname=Bergamo%2C%20il%20coltello%20e%20il%20vuoto%3A%20quando%20un%20ragazzo%20di%2013%20anni%20trasforma%20il%20dolore%20in%20spettacolo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F03%2F27%2Fbergamo-il-coltello-e-il-vuoto-quando-un-ragazzo-di-13-anni-trasforma-il-dolore-in-spettacolo%2F&#038;title=Bergamo%2C%20il%20coltello%20e%20il%20vuoto%3A%20quando%20un%20ragazzo%20di%2013%20anni%20trasforma%20il%20dolore%20in%20spettacolo" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/27/bergamo-il-coltello-e-il-vuoto-quando-un-ragazzo-di-13-anni-trasforma-il-dolore-in-spettacolo/" data-a2a-title="Bergamo, il coltello e il vuoto: quando un ragazzo di 13 anni trasforma il dolore in spettacolo"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/27/bergamo-il-coltello-e-il-vuoto-quando-un-ragazzo-di-13-anni-trasforma-il-dolore-in-spettacolo/">Bergamo, il coltello e il vuoto: quando un ragazzo di 13 anni trasforma il dolore in spettacolo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/27/bergamo-il-coltello-e-il-vuoto-quando-un-ragazzo-di-13-anni-trasforma-il-dolore-in-spettacolo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">119332</post-id>	</item>
		<item>
		<title>ADHD nei bambini: quando non è “maleducazione”, ma una richiesta d’aiuto</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/21/adhd-nei-bambini-quando-non-e-maleducazione-ma-una-richiesta-daiuto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=adhd-nei-bambini-quando-non-e-maleducazione-ma-una-richiesta-daiuto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 16:03:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[bambini con ADHD]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=115089</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/d2989397-4f6a-4324-9772-6b9f7194151c.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/d2989397-4f6a-4324-9772-6b9f7194151c.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/d2989397-4f6a-4324-9772-6b9f7194151c-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/d2989397-4f6a-4324-9772-6b9f7194151c-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/d2989397-4f6a-4324-9772-6b9f7194151c-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/d2989397-4f6a-4324-9772-6b9f7194151c-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/d2989397-4f6a-4324-9772-6b9f7194151c-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/d2989397-4f6a-4324-9772-6b9f7194151c-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Genitori, scuola e comunità davanti a una domanda che brucia: come si cresce un figlio quando l’attenzione scappa, il corpo si muove e il cuore chiede di essere visto davvero?&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/21/adhd-nei-bambini-quando-non-e-maleducazione-ma-una-richiesta-daiuto/">ADHD nei bambini: quando non è “maleducazione”, ma una richiesta d’aiuto</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/d2989397-4f6a-4324-9772-6b9f7194151c.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/d2989397-4f6a-4324-9772-6b9f7194151c.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/d2989397-4f6a-4324-9772-6b9f7194151c-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/d2989397-4f6a-4324-9772-6b9f7194151c-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/d2989397-4f6a-4324-9772-6b9f7194151c-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/d2989397-4f6a-4324-9772-6b9f7194151c-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/d2989397-4f6a-4324-9772-6b9f7194151c-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/d2989397-4f6a-4324-9772-6b9f7194151c-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p><p><em>Genitori, scuola e comunità davanti a una domanda che brucia: come si cresce un figlio quando l’attenzione scappa, il corpo si muove e il cuore chiede di essere visto davvero?</em></p>
<blockquote><p><strong>Dedica</strong></p>
<p><strong>A Silvia, maestra e madre: perché conosci il peso delle giornate e, nonostante tutto, continui a scegliere lo sguardo che salva.</strong></p></blockquote>
<p>C’è una frase che sento ripetere troppo spesso, nelle famiglie e nei corridoi delle scuole, e ogni volta mi fa lo stesso effetto: sembra semplice, sembra pratica, sembra “di buon senso”. In realtà è una lama. “È solo un bambino vivace”. Oppure: “Deve imparare a stare fermo”. Oppure ancora: “Se lo volesse, ce la farebbe”.</p>
<p>Ecco, l’ADHD comincia spesso qui: nel punto in cui un comportamento viene letto come scelta, mentre è fatica. Nel punto in cui una difficoltà viene scambiata per carattere, mentre è un modo diverso di funzionare. Nel punto in cui un bambino non viene più visto come persona in crescita, ma come problema da gestire.</p>
<p>Parliamone con chiarezza, senza ideologie e senza mode. L’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività) non è una parolaccia e non è una “diagnosi comoda” per giustificare tutto. Ma non è nemmeno una scusa. È una condizione neuroevolutiva che può influire su attenzione, impulsività e autoregolazione. Tradotto: non significa che il bambino non capisce, significa che spesso fatica a governare ciò che capisce. Non significa che non è intelligente, significa che può essere intelligentissimo e al tempo stesso sentirsi continuamente “fuori ritmo”, come se il mondo chiedesse un passo e lui avesse un altro tempo nel corpo e nella mente.</p>
<p>Il punto più delicato è questo: i bambini non hanno le parole per spiegare la loro fatica. Quindi la mettono in scena. Con movimenti, interruzioni, distrazioni, scoppi emotivi, dimenticanze, “non ascolta”, “non sta mai fermo”, “provoca”, “si perde”. E noi adulti, se non stiamo attenti, rispondiamo solo alla scena, non alla domanda che c’è sotto. Il bambino allora impara una lezione terribile: “Io sono sbagliato”. E quando questa frase entra dentro, non basta più un voto buono o una punizione per cambiarla.</p>
<p>Un bambino con ADHD può vivere una contraddizione che spiazza: in alcuni momenti sembra incapace di concentrarsi su un compito di pochi minuti, in altri può stare ore su ciò che lo aggancia (un gioco, un video, un interesse, una costruzione). È il famoso “iperfocus”, che non è magia né capriccio: è un aggancio forte del sistema attentivo su qualcosa di altamente stimolante o emotivamente coinvolgente. E qui i genitori si fanno una domanda onesta: “Ma allora quando vuole, ce la fa”. Sì e no. Perché il tema non è la volontà, è la regolazione. È come chiedere a qualcuno con la febbre di “decidere” di abbassare la temperatura: può provarci, ma non è così che funziona.</p>
<p>Attenzione: parlare di ADHD non significa mettere etichette a caso. Ci sono fasi dello sviluppo in cui la vivacità è normalissima. Ci sono periodi di stress familiare, cambiamenti, separazioni, lutti, trasferimenti, che possono far esplodere disattenzione e agitazione. Ci sono problemi del sonno, ansia, difficoltà di apprendimento, emotività intensa, che possono assomigliare all’ADHD o convivere con esso. Per questo servono valutazioni serie, professionisti competenti, uno sguardo integrato. Non la diagnosi “da video” e nemmeno l’autoassoluzione. Serve responsabilità: perché un’etichetta sbagliata fa male, ma anche ignorare un bisogno reale fa male.</p>
<p>I segnali, quando ci sono, non stanno mai in un singolo episodio. Stanno nella ripetizione, nella pervasività, nell’impatto sulla vita quotidiana. Un bambino che dimentica sempre il materiale, che perde costantemente le cose, che fatica a seguire istruzioni in più passaggi, che passa da una cosa all’altra senza finire, che interrompe, che si alza in continuazione, che sembra “non sentire” quando gli parli, che esplode emotivamente per frustrazioni piccole, che vive la scuola come un campo minato. E soprattutto: un bambino che, col tempo, smette di provarci. Perché la fatica di essere rimproverato ogni giorno diventa più pesante della fatica di studiare.</p>
<p>Qui sta il bivio: o lo leggiamo come disobbedienza, o lo leggiamo come richiesta di aiuto. E la differenza tra queste due letture cambia una vita.</p>
<p>Per i genitori è durissima, perché nessuno nasce “pronto” a gestire un figlio che vive in accelerazione o in dispersione. Arriva anche la vergogna: lo sguardo degli altri, il giudizio implicito al parco, la maestra che chiama, i nonni che dicono “ai miei tempi…”. E arriva pure il senso di colpa: “Dove ho sbagliato?”. È umano. Ma se restiamo lì, dentro la colpa, perdiamo il bambino. Perché il bambino non ha bisogno di un tribunale: ha bisogno di una guida.</p>
<p>C’è una cosa che spesso non diciamo: i genitori di bambini con ADHD vivono anche un logoramento invisibile. Organizzare il mattino, i compiti, gli orari, le regole, può diventare una guerra quotidiana. E quando la guerra dura mesi, anni, si consuma l’energia affettiva. A quel punto la casa rischia di diventare un luogo di comandi e di scontri, dove l’amore c’è ma non passa più. E il bambino, che è sensibilissimo al clima emotivo, si irrigidisce o scappa. È un circolo: più rimproveri, più stress; più stress, più sintomi; più sintomi, più rimproveri. Spezzarlo non è “buonismo”: è igiene relazionale.</p>
<p>Qual è la prima rivoluzione possibile? Cambiare la domanda. Non: “Perché fai così?”. Ma: “Che cosa ti succede quando fai così?”. Non: “Perché non ti impegni?”. Ma: “Qual è il punto in cui ti perdi?”. Non: “Perché mi fai disperare?”. Ma: “Come posso aiutarti a riuscire, senza umiliarti?”.</p>
<p>Questo non toglie i limiti. Li rende sensati. Perché i limiti non sono muri contro un bambino: sono confini che proteggono un bambino. Ma devono essere confini praticabili, chiari, coerenti, e soprattutto accompagnati da un legame. Un bambino con ADHD non ha bisogno di meno regole: ha bisogno di regole più semplici, più visibili, più “allenabili”. Ha bisogno che l’adulto smetta di parlare solo a parole e inizi a parlare anche con l’ambiente: routine, check-list, oggetti sempre nello stesso posto, tempi brevi, pause previste, consegne spezzate, rinforzi positivi immediati. Non perché “lo vizi”, ma perché lo aiuti a costruire competenze di autoregolazione che per lui non sono automatiche.</p>
<p>Molti genitori mi dicono: “Ho paura che gli altri pensino che non so educare”. È qui che entra in gioco la comunità. Perché la verità è questa: un bambino non cresce da solo in una famiglia. Cresce in un ecosistema. E se l’ecosistema giudica, il bambino si chiude. Se l’ecosistema sostiene, il bambino fiorisce.</p>
<p>La scuola, ad esempio, può essere ferita o cura. Dipende. Se un bambino viene etichettato come “quello che disturba”, il suo posto nel gruppo diventa quello del colpevole. E quando un bambino diventa “il colpevole”, gli altri imparano a guardarlo così. È una profezia che si autoavvera. Se invece la scuola costruisce alleanza con la famiglia, definisce strategie chiare, valorizza i punti di forza, normalizza alcune fatiche, allora la classe diventa un laboratorio di crescita. Non perfetto, ma umano.</p>
<p>E qui serve dirlo: non basta “buona volontà”. Servono strumenti. Formazione degli insegnanti, tempi di ascolto, figure di supporto, comunicazione non colpevolizzante, obiettivi realistici, modalità di verifica adatte quando necessario. Un bambino non va “salvato” abbassando le aspettative: va accompagnato costruendo condizioni perché possa esprimere le sue capacità senza essere schiacciato dal metodo.</p>
<p>Dentro l’ADHD c’è anche un tema emotivo che spesso ignoriamo. La frustrazione ripetuta produce rabbia o tristezza. Il sentirsi rimproverati produce chiusura. Il sentirsi “sotto esame” produce ansia. E molti bambini, per difendersi, sviluppano un’immagine di sé dura: “Io non ci riesco”, “Io sono cattivo”, “Io non valgo”. Per questo i genitori dovrebbero imparare una forma di comunicazione che sembra piccola ma è potentissima: separare la persona dal comportamento. Non “sei insopportabile”, ma “questa cosa non va bene”. Non “sei sempre il solito”, ma “qui dobbiamo trovare un modo diverso”. Non “mi fai perdere la pazienza”, ma “io adesso sono stanco, facciamo una pausa e ripartiamo”.</p>
<p>E poi c’è la tecnologia. Non demonizziamola, ma non facciamoci prendere in giro. Un bambino con ADHD può essere particolarmente vulnerabile agli stimoli digitali perché il digitale è progettato per catturare attenzione immediata. Non è colpa del bambino se il cervello si aggancia. È anche un fatto di design. Qui serve tecnoempatia: adulti capaci di costruire confini digitali non come punizione, ma come protezione. Non “ti tolgo il tablet perché sei cattivo”, ma “ti aiuto a non finire risucchiato, perché ti voglio bene”. E insieme: alternative reali, corpo, sport, gioco libero, creatività, amicizie dal vivo, attività manuali. Un cervello in movimento ha bisogno anche di un corpo in movimento, e di relazioni incarnate.</p>
<p>C’è un altro punto spesso dimenticato: i bambini con ADHD hanno anche doni. Energia, intuizione, creatività, rapidità di pensiero, capacità di vedere connessioni, sensibilità. Se però vengono cresciuti solo a forza di correzioni, quei doni diventano instabilità. Se invece vengono riconosciuti e incanalati, diventano competenze. Un genitore che sa dire: “Vedo che sei brillante”, “Vedo che hai fantasia”, “Vedo che quando ti appassioni sei incredibile”, sta costruendo un terreno di autostima su cui poi si possono chiedere sforzi e regole. Senza questo terreno, le regole diventano umiliazione.</p>
<p>E cosa può fare, concretamente, una famiglia? Piccole scelte che non risolvono tutto ma cambiano l’aria.</p>
<p>Ridurre le parole e aumentare la struttura: poche regole, chiare, sempre uguali. Routine visive: un cartellino con “mattina”, “compiti”, “sera”. Tempi brevi: 10-15 minuti di compito e poi una pausa concordata. Obiettivi micro: “Facciamo tre esercizi”, non “finisci tutto”. Premiare lo sforzo, non solo il risultato. Anticipare le transizioni: “Tra cinque minuti si spegne e si prepara lo zaino”. Fare ordine nell’ambiente: meno oggetti in vista, meno stimoli. Dare un posto fisso alle cose. Creare rituali di calma: una lettura, un respiro, un gesto ripetuto. E soprattutto, quando esplode il conflitto, ricordarsi che vincere la discussione non serve: serve salvare la relazione.</p>
<p>E quando serve aiuto, chiederlo senza vergogna. Pediatra, neuropsichiatra infantile, psicologo dell’età evolutiva, logopedista, servizi territoriali, centri specializzati. Non per “medicalizzare” la vita, ma per comprenderla. A volte un percorso psicologico sulle abilità di autoregolazione e sulla gestione emotiva è decisivo. A volte il lavoro con la scuola è la svolta. A volte si valutano anche interventi farmacologici, quando indicati e seguiti da specialisti, ma questo è un tema che va trattato con rigore e serenità, lontano dai social e vicino alla clinica. La cosa più importante è non lasciare la famiglia sola e non lasciare il bambino prigioniero del giudizio.</p>
<p>Ed eccoci alla comunità, che per me è la parola che salva. Perché un bambino con ADHD non vive solo in casa e a scuola. Vive in parrocchia, in oratorio, nello sport, nei gruppi, nelle feste, nei compleanni, nelle sale d’attesa, nelle file. Vive in un mondo di adulti che spesso chiedono “comportati bene” senza chiedersi se stiano offrendo condizioni per riuscirci.</p>
<p>La comunità matura si riconosce da una cosa: non dal fatto che “tolleriamo” il bambino difficile, ma dal fatto che impariamo a includerlo senza etichettarlo. Una catechista che sa accogliere il movimento senza umiliare, un allenatore che sa trasformare l’energia in disciplina non punitiva, un educatore che sa dare compiti concreti (portare una cosa, aiutare a preparare, guidare un piccolo gruppo), una famiglia amica che non giudica ma sostiene, un nonno che smette di paragonare e inizia a comprendere. Questa è fraternità concreta. Questa è pace quotidiana. È la differenza tra “ti sopportiamo” e “ti vogliamo bene”.</p>
<p>E allora, forse, la domanda giusta per tutti noi non è: “Che problema ha questo bambino?”. Ma: “Che responsabilità abbiamo noi adulti nel creare spazi dove possa crescere?”. Perché a volte il bambino è il sintomo di una società che non sa più reggere la complessità, che pretende prestazioni continue, che misura tutto, che giudica in fretta. L’ADHD ci costringe a rallentare e a tornare al cuore dell’educazione: non addestrare, ma accompagnare.</p>
<p>Non esiste la famiglia perfetta. Esiste la famiglia che non si arrende al cinismo. Non esiste la scuola perfetta. Esiste la scuola che fa alleanza. Non esiste la comunità perfetta. Esiste la comunità che sceglie la reciprocità: io ti aiuto oggi, tu mi aiuterai domani, perché crescere un figlio è un bene comune.</p>
<p>E se proprio vogliamo una frase da tenere in tasca, una sola, che non sia slogan ma bussola, io direi questa: un bambino non cambia quando lo schiacci. Cambia quando lo vedi. E quando lo vedi davvero, anche tu cambi con lui.</p>
<p>@Riproduzione riservata Francesco Mazzarella</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F21%2Fadhd-nei-bambini-quando-non-e-maleducazione-ma-una-richiesta-daiuto%2F&amp;linkname=ADHD%20nei%20bambini%3A%20quando%20non%20%C3%A8%20%E2%80%9Cmaleducazione%E2%80%9D%2C%20ma%20una%20richiesta%20d%E2%80%99aiuto" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F21%2Fadhd-nei-bambini-quando-non-e-maleducazione-ma-una-richiesta-daiuto%2F&#038;title=ADHD%20nei%20bambini%3A%20quando%20non%20%C3%A8%20%E2%80%9Cmaleducazione%E2%80%9D%2C%20ma%20una%20richiesta%20d%E2%80%99aiuto" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/21/adhd-nei-bambini-quando-non-e-maleducazione-ma-una-richiesta-daiuto/" data-a2a-title="ADHD nei bambini: quando non è “maleducazione”, ma una richiesta d’aiuto"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/21/adhd-nei-bambini-quando-non-e-maleducazione-ma-una-richiesta-daiuto/">ADHD nei bambini: quando non è “maleducazione”, ma una richiesta d’aiuto</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">115089</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Dalla società liquida alla cultura smarrita</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/22/dalla-societa-liquida-alla-cultura-smarrita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dalla-societa-liquida-alla-cultura-smarrita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2025 09:27:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=113136</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Untitled-design-4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Untitled-design-4.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Untitled-design-4-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Da termini come società liquida a resilienza il conformismo del vocabolario italiano diventa politicamente corretto. La scuola sarà in grado di salvarci? Spesso diamo responsabilità alla politica anche per i&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/22/dalla-societa-liquida-alla-cultura-smarrita/">Dalla società liquida alla cultura smarrita</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><b>Da termini come società liquida a resilienza il conformismo del vocabolario italiano diventa politicamente corretto. La scuola sarà in grado di salvarci?</b></em></p>
<p>Spesso diamo responsabilità alla politica anche per i linguaggi che si sono adottano. La politica in questo nostro tempo vive di mediocrità e leggerezza da destra a sinistra. In questi ultimi anni è entrato in scena un vocabolario comune e conformista che usa dei termini che sembrano slogan. Almeno per questa volta non è colpa solo della politica. Anche se la politica è sempre coinvolta.</p>
<p>Da termini come società liquida a resilienza il conformismo del vocabolario italiano diventa politicamente corretto. Cosa significa tutto ciò?</p>
<p>Allora.</p>
<p>In questi ultimi anni abbiamo usato un vocabolario linguistico a forma di slogan. Slogan che hanno toccato tutte le istituzioni comprese le belle università e il cliché degli istituti scolastici. Sembrano provenire dalla filosofia, dalla pedagogia avanzata e dalla psicologia sempre d’avanguardia ormai su tutti i settori e gli ambienti.</p>
<p>Mi riferisco a: Secolo breve, Fine della della storia, Società liquida ed ora di attuale modernismo si usa ad ogni occasione Resilienza. Presi isolatamente non significano nulla. Scemenziario di un abc delle parole dette per non farle diventare linguaggio compiuto anche se ci si illude che dietro ci sia un pensiero o un processo culturale.</p>
<p>Sono concetti, da soli, astratti ed estranei da una visione complessa con alla base una ragione e un sentire complesso? È la dilatazione nel dilagante conformismo del politically corretto? Il corretto e l’incorretto politico si sono preannunciati stagioni di vita che dovevano contrapporsi alla struttura della tradizione.</p>
<p>Cosa significa Società liquida? Friabile nel pensiero? Scivolosa? Scorrevole? Apparente e sparente? Fine della storia?</p>
<p>Un americanismo storico nipponico «scemenziato» dalla non conoscenza fenomenologia della storia stessa del linguaggio mediterraneo. Secolo breve o corto. Sulla base di cosa? O anche secolo lungo che senso avrebbe? Per le guerre? Per i diversi mutamenti? Per i cosiddetti regimi? Per il tempo che si è accorciato? O per la storia che è finita nel momento in cui sono finite le ideologie?</p>
<p>Tutto evanescente. Resilienza. È divento un termine ridicolo. Ormai lo trovi dappertutto. Dalla psicologia alla economia. Dal calcio alla alimentazione bio dinamica. Il fatto, direbbe Hegel, è che siamo caduti così in basso nel linguaggio che più insignificante non si può.</p>
<p>Ma il dato più grave è che sono termini entrati velocemente nel vocabolario comune e soprattutto in quello creduto alto che hanno creato e stanno creando una omologazione terrificante. Aveva ragione Pasolini, in questo, che quando si entra nella omologazione diffusa, come in questo caso, una Nazione non ha più cultura.</p>
<p>Infatti l’Italia non produce più cultura tranne se non ritorna a quel passato a volte ferocemente bistrattato che riporta volente o nolente alla civiltà del linguaggio. La lingua di oggi è una neo-bruttezza di codici che lascerà macerie e rovine nel vocabolario delle nuove generazioni. Tanto siamo in una società liquida in un secolo breve dove la storia è finita ma la resilienza ci salverà?</p>
<p>Non ci resta che pregare perché siamo ormai belli e rovinati dalle banalità pronunciate da una dotta cultura che però non sa che la civilizzazione è un tempo irrinunciabile. Insomma, in sintesi: siamo allo scemenziario della lingua adottata. Da società liquida a resilienza e il conformismo del vocabolario italiano diventa politicamente corretto. Dovrebbe intervenire la scuola a rieducarci alla lingua italiana e allo scrivere bello. Ci riuscirà?</p>
<p>Se la politica della mia generazione è finita tocca alla cultura. Ma la cultura di questo tempo non ha pensiero. È cronaca. Mi affiderei alla scuola. Anche se con pochissime speranze. Svegliatevi tutti dal torpore e dal conformismo dilagante.</p>
<p><strong><img decoding="async" class="wp-image-111761 size-thumbnail alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F11%2F22%2Fdalla-societa-liquida-alla-cultura-smarrita%2F&amp;linkname=Dalla%20societ%C3%A0%20liquida%20alla%20cultura%20smarrita" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F11%2F22%2Fdalla-societa-liquida-alla-cultura-smarrita%2F&#038;title=Dalla%20societ%C3%A0%20liquida%20alla%20cultura%20smarrita" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/22/dalla-societa-liquida-alla-cultura-smarrita/" data-a2a-title="Dalla società liquida alla cultura smarrita"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/22/dalla-societa-liquida-alla-cultura-smarrita/">Dalla società liquida alla cultura smarrita</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">113136</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Scuola: i consigli di MDC per risparmiare su libri e zaini: non sempre online è vantaggioso</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/08/30/scuola-i-consigli-di-mdc-per-risparmiare-su-libri-e-zaini-non-sempre-online-e-vantaggioso/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=scuola-i-consigli-di-mdc-per-risparmiare-su-libri-e-zaini-non-sempre-online-e-vantaggioso</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 11:32:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Acquisti]]></category>
		<category><![CDATA[Forniture scolastiche]]></category>
		<category><![CDATA[Mdc]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=92006</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/Untitled-design-3.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/Untitled-design-3.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/Untitled-design-3-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>L’indagine del Movimento Difesa del Cittadino ha rilevato una significativa variabilità nei prezzi delle forniture scolastiche, evidenziando che non sempre l&#8217;acquisto online garantisce i prezzi più bassi. Roma, 30 agosto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/08/30/scuola-i-consigli-di-mdc-per-risparmiare-su-libri-e-zaini-non-sempre-online-e-vantaggioso/">Scuola: i consigli di MDC per risparmiare su libri e zaini: non sempre online è vantaggioso</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/Untitled-design-3.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/Untitled-design-3.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/Untitled-design-3-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p dir="ltr">L’indagine del Movimento Difesa del Cittadino <span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">ha rilevato una significativa variabilità nei prezzi delle forniture scolastiche, evidenziando che </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">non sempre l&#8217;acquisto online garantisce i prezzi più bassi.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
Roma, 30 agosto   – Con l’inizio del nuovo anno scolastico ormai alle porte, il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) ha condotto un’indagine sui prezzi delle forniture scolastiche, includendo i libri di testo, </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">per aiutare le famiglie italiane a fare scelte di acquisto più consapevoli</span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">. La ricerca ha comparato i costi di un kit scolastico base (zaino, astuccio, diario, penne e libri di testo) su diverse piattaforme online e negozi online – Amazon, eBay, Unieuro, MediaWorld, Feltrinelli e Libraccio (specifico per i libri di testo).</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;indagine ha rilevato una significativa variabilità nei prezzi delle forniture scolastiche, evidenziando che </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">non sempre l&#8217;acquisto online garantisce i prezzi più bassi</span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">. Per esempio, il </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">costo di uno zaino</span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"> può variare da €19,99 a €89,99, mentre un </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">astuccio</span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"> può costare da €7,99 fino a €29,99.  Il prezzo dei </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">libri di testo</span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, che rappresentano la spesa più consistente, può oscillare tra €150,00 per un pacchetto usato e €350,00 per lo stesso pacchetto nuovo.  Dall’indagine condotta da MDC è emerso che un </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">kit completo</span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"> ha un prezzo medio di 339,20 euro, un prezzo minimo di 230,47 euro (con libri usati) e un prezzo massimo di 482,87 euro (con libri nuovi).</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">“Le famiglie non dovrebbero dare per scontato che i prezzi online siano i più bassi”, ha dichiarato il portavoce del Movimento Difesa del Cittadino, avvocato Francesco Luongo. </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">“Invitiamo i consumatori a essere vigili e a esplorare tutte le opzioni disponibili per ottenere il miglior rapporto qualità-prezzo”</span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, ha aggiunto Luongo, sottolineando che “il monitoraggio dimostra che acquistare forniture scolastiche richiede attenzione e pianificazione”.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Contrariamente a quanto si possa pensare, infatti, l’acquisto online non è sempre sinonimo di risparmio. Sebbene le piattaforme online offrano una vasta gamma di opzioni e la possibilità di confrontare rapidamente i prezzi, l’indagine del Movimento Difesa del Cittadino ha rivelato che, </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">in alcuni casi, i negozi fisici o piattaforme meno conosciute possono offrire prezzi più competitivi</span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">. Ad esempio, </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">le librerie specializzate nella vendita di libri usati o le promozioni locali possono risultare più convenienti rispetto ai grandi rivenditori online</span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">. Per questa ragione, a pochi giorni dal suono della campanella, </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">il Movimento Difesa del Cittadino raccomanda alle famiglie di comparare i prezzi su più piattaforme e negozi, sia online che offline, prima di procedere all’acquisto</span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">. Inoltre, </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">l’acquisto di libri di testo usati può ridurre significativamente il costo totale</span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, così come considerare l&#8217;acquisto di forniture scolastiche in gruppo, approfittando di sconti per grandi quantità. Resta valido il consiglio di verificare le recensioni dei prodotti per garantire un buon rapporto qualità-prezzo e di acquistare in anticipo per approfittare delle promozioni e avere una maggiore scelta.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Nota metodologica</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Il kit base analizzato comprende:</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Zaino</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Astuccio</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Diario</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Penne (confezione da 10)</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Libri di testo (pacchetto completo per una classe media delle scuole secondarie)</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Per ogni prodotto, sono stati considerati diversi marchi e modelli presenti sui siti, includendo sia i brand più popolari sia le opzioni più economiche.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Analisi dei Prezzi</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Di seguito sono riportati i prezzi medi, massimi e minimi per ciascun prodotto.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Zaino</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Prezzo minimo: €19,99</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Prezzo massimo: €89,99</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Prezzo medio: €45,50</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Astuccio</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Prezzo minimo: €7,99</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Prezzo massimo: €29,99</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Prezzo medio: €18,00</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Diario</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Prezzo minimo: €9,99</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Prezzo massimo: €29,90</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Prezzo medio: €19,45</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Penne (confezione da 10)</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Prezzo minimo: €2,50</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Prezzo massimo: €12,99</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Prezzo medio: €6,25</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Libri di Testo</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Prezzo minimo: €150,00 (pacchetto completo usato)</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Prezzo massimo: €350,00 (pacchetto completo nuovo)</span></p>
<p><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">•      </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Prezzo medio: €250,00</span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F08%2F30%2Fscuola-i-consigli-di-mdc-per-risparmiare-su-libri-e-zaini-non-sempre-online-e-vantaggioso%2F&amp;linkname=Scuola%3A%20i%20consigli%20di%20MDC%20per%20risparmiare%20su%20libri%20e%20zaini%3A%20non%20sempre%20online%20%C3%A8%20vantaggioso" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F08%2F30%2Fscuola-i-consigli-di-mdc-per-risparmiare-su-libri-e-zaini-non-sempre-online-e-vantaggioso%2F&#038;title=Scuola%3A%20i%20consigli%20di%20MDC%20per%20risparmiare%20su%20libri%20e%20zaini%3A%20non%20sempre%20online%20%C3%A8%20vantaggioso" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/08/30/scuola-i-consigli-di-mdc-per-risparmiare-su-libri-e-zaini-non-sempre-online-e-vantaggioso/" data-a2a-title="Scuola: i consigli di MDC per risparmiare su libri e zaini: non sempre online è vantaggioso"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/08/30/scuola-i-consigli-di-mdc-per-risparmiare-su-libri-e-zaini-non-sempre-online-e-vantaggioso/">Scuola: i consigli di MDC per risparmiare su libri e zaini: non sempre online è vantaggioso</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">92006</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Al Sud la scuola resiste grazie ai docenti ma ora basta con i quiz</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/13/al-sud-la-scuola-resiste-grazie-ai-docenti-ma-ora-basta-con-i-quiz/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=al-sud-la-scuola-resiste-grazie-ai-docenti-ma-ora-basta-con-i-quiz</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jan 2024 12:51:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=82189</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="961" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/8BBBF454-6C32-41FC-A738-D194FAEB284B.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/8BBBF454-6C32-41FC-A738-D194FAEB284B.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/8BBBF454-6C32-41FC-A738-D194FAEB284B-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/8BBBF454-6C32-41FC-A738-D194FAEB284B-1024x769.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/8BBBF454-6C32-41FC-A738-D194FAEB284B-768x577.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/8BBBF454-6C32-41FC-A738-D194FAEB284B-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/8BBBF454-6C32-41FC-A738-D194FAEB284B-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Dove va la scuola? Dovrebbe andare dove va la ricerca oltre i saperi sperimentati e tradizionali. Fare entrare altri ambiti dentro i processi di apprendimento è necessario. Non deve essere&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/13/al-sud-la-scuola-resiste-grazie-ai-docenti-ma-ora-basta-con-i-quiz/">Al Sud la scuola resiste grazie ai docenti ma ora basta con i quiz</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="961" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/8BBBF454-6C32-41FC-A738-D194FAEB284B.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/8BBBF454-6C32-41FC-A738-D194FAEB284B.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/8BBBF454-6C32-41FC-A738-D194FAEB284B-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/8BBBF454-6C32-41FC-A738-D194FAEB284B-1024x769.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/8BBBF454-6C32-41FC-A738-D194FAEB284B-768x577.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/8BBBF454-6C32-41FC-A738-D194FAEB284B-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/8BBBF454-6C32-41FC-A738-D194FAEB284B-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p><i>Dove va la scuola? Dovrebbe andare dove va la ricerca oltre i saperi sperimentati e tradizionali. Fare entrare altri ambiti dentro i processi di apprendimento è necessario. Non deve essere un fatto una tantum. </i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una scuola che cambia per una società in transizione. Un tema che sorge spontaneo per un tempo che diventa sempre più sradicante per identità e trazione.</p>
<p>Però la domanda che sorge spontanea sul piano istituzionale in riferimento alla scuola oggi potrebbe essere la seguente: dove va la scuola meridionale, pugliese, italiana? Va dove la porta la società? Probabile. Una società in transizione, sul piano didattico, metodologico e culturale cerca di fare a meno dei processi antropologici. Anzi, fa a meno.</p>
<p>Ha cambiato l’identità antropologica con una visione economica. Una idea di profitto. La scuola è ancora indenne a ciò. Merito soprattutto di moltissimi docenti che partono da un presupposto pedagogico nonostante la società spinge verso altri fattori e la tecnologia, ammodernizzando tutto, non tiene conto che dietro ogni macchina c’è l’uomo. Ma anche questo viene superato con il tanto discutere delle intelligenze artificiali. La scuola come si confronta con l’intelligenza artificiale.</p>
<p>Come risponde con il testo cartaceo ancora zeppo di notizie e fatti immensi in un groviglio di legami e di appendici consegnati agli alunni e si docenti. Abbiamo una classe di docenti in gamba che sanno districarsi in un compito faticoso in un rapporto politico tra una scuola-lavoro-futuro e una metodologia che si attraversa tra tradizione e innovazione.</p>
<p>Diciamola tutta. L’impalcatura della scuola è retta dalla forza docente (per verità non tutti i docenti). Ma la scuola allievi-insegnanti ha superato uno scoglio pesante che è quello di una cultura tout court che si barcamena tra le rivoluzioni innovative.</p>
<p>La Puglia compresa ha una scuola forte come tutto il Sud. Gli allievi si portano a casa un bagaglio di compiti. I docenti impartiscono direttive precise e hanno impegno oneroso sia in termini didattici che culturali anche se non guasterebbe un costante aggiornamento. L&#8217;inserimento dei cosiddetti Tutor andrebbe però rincontestualizzato.</p>
<p>In che senso? Ci vorrebbero degli specialisti nelle varie argomentazioni. Il Tutor non può essere esercitato da un docente previo un breve corso. No. Deve essere uno specialista con un curriculum di provata esperienza ed esterno alla scuola. Soprattutto non dovrebbe essere un docente che insegna nella stesso Istituto scolastico.</p>
<p>Si tratta che il ministero, in tal senso, deve fare una scelta precisa e sottoporre la scuola a un confronto tra le culture e la scuola stessa. È una questione risolvibile. La scuola con i suoi docenti ha un compito preciso. Il rafforzamento deve giungere da altri ambiti prettamente scientifici e di ricerca. Mi sembra opportuno e</p>
<p>lineare. Non si possono caricare, se pur economicamente remunerati, i docenti di uno stesso Istituto.</p>
<p>Si deve andare oltre. Si darebbe più forza a tutti. Resta il fatto comunque che la classe docente è meritevole. Dove va la scuola? Dovrebbe andare dove va la ricerca oltre i saperi sperimentati e tradizionali. Fare entrare altri ambiti dentro i processi di apprendimento è necessario. Non deve essere un fatto <i>una tantum</i>. Ma costante e coerente. La scuola applica la didattica, le fasi di apprendimento, le metodologie e i saperi.</p>
<p>La cultura altra rafforzerebbe epistemologicamente le fasi precedentemente dette. Un fatto resta, al di là di tutto, ed è che la scuola ha una presenza docente abbastanza preparata. Ma per carità togliamo una volta per tutte la «metodologia» dei quiz per una scuola che ha bisogno di spessore culturale e non di nozioni culturali <i>tout court</i>. La scuola forte deve smettere di dare &#8220;giudizi&#8221; utilizzando con gli allievi, in molte occasioni, le «crocette».</p>
<p>@riproduzione riservata</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F01%2F13%2Fal-sud-la-scuola-resiste-grazie-ai-docenti-ma-ora-basta-con-i-quiz%2F&amp;linkname=Al%20Sud%20la%20scuola%20resiste%20grazie%20ai%20docenti%20ma%20ora%20basta%20con%20i%20quiz" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F01%2F13%2Fal-sud-la-scuola-resiste-grazie-ai-docenti-ma-ora-basta-con-i-quiz%2F&#038;title=Al%20Sud%20la%20scuola%20resiste%20grazie%20ai%20docenti%20ma%20ora%20basta%20con%20i%20quiz" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/13/al-sud-la-scuola-resiste-grazie-ai-docenti-ma-ora-basta-con-i-quiz/" data-a2a-title="Al Sud la scuola resiste grazie ai docenti ma ora basta con i quiz"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/13/al-sud-la-scuola-resiste-grazie-ai-docenti-ma-ora-basta-con-i-quiz/">Al Sud la scuola resiste grazie ai docenti ma ora basta con i quiz</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">82189</post-id>	</item>
		<item>
		<title>CULTURA, IL TESORO DEI POPOLI</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/12/02/cultura-il-tesoro-dei-popoli/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cultura-il-tesoro-dei-popoli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arno’ direttore de La Gazzetta Italo brasiliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Dec 2023 08:50:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=80944</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/cultura-4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/cultura-4.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/cultura-4-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Oggidì i verbi raccontare e declinare vanno di moda come i pantaloni a sigaretta. V’è da dire, però, che questi ultimi rappresentano un semplice look di ritorno (in auge negli&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/12/02/cultura-il-tesoro-dei-popoli/">CULTURA, IL TESORO DEI POPOLI</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/cultura-4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/cultura-4.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/cultura-4-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p>Oggidì i verbi <strong>raccontare</strong> e <strong>declinare </strong>vanno di moda come i <strong>pantaloni a sigaretta</strong>. V’è da dire, però, che questi ultimi rappresentano un semplice <em>look </em>di ritorno (in auge negli anni ´50 e ´60 e all&#8217;inizio del secondo millennio); i primi, invece, un deplorevole pappagallismo diffuso per ogni dove da chi, per il ruolo che svolge, si suppone dovrebbe parlare un buon italiano, esente da psittacismi.</p>
<p><strong>È la moda!</strong></p>
<p>L’attore statunitense <strong>George Bancroft</strong> era solito affermare: «La moda è la scienza dell&#8217;apparenza, che ispira con il desiderio di <strong>apparire</strong> piuttosto che di <strong>essere</strong>.» I <em>policy maker</em>, ovvero gli influenzatori e decisori politici, in questa nostra infelice società del consumo postmoderno, non praticano purtroppo l’<em>ars oratoria </em>(l’arte del dire), ma subiscono la dipendenza emotiva della moda utilizzando ostinatamente solo il linguaggio della stessa: il concetto dell’apparenza prevale per l’appunto su quello della sostanza.</p>
<p>In quest’epoca di civiltà inquieta e di modernità «liquida», che tristezza constatare che mentre il futuro tecnologico avanza vertiginosamente, <strong>l’alessitimia </strong>(analfabetismo emotivo), ossia l’incapacità di riconoscere le proprie emozioni e di gestirle, si radica pericolosamente, rendendoci sempre più robotizzati e disumani.</p>
<p>In altre parole, gli esibizionisti di cui sopra sono moda-dipendenti o, per usare un termine dello stilista americano <strong>Oscar de la Renta</strong>, “fashion victim” (vittime della moda); termine che identifica tutti coloro che seguono in modo passivo e acritico le mode del momento. Ciò stante, il pensiero omologato e la dipendenza impulsiva della moda, conditi con una buona dose di ignoranza emozionale, fanno sì che i più, i non appartenenti alla <strong>Generazione Z</strong> (le persone nate dopo il 1997, secondo il centro di studi statunitense <strong><em>Pew Research Center</em></strong>), si sentano disorientati da cotanta dialettica ‘teatrale’ al punto di chiedersi in che mondo si stia vivendo…</p>
<p><strong>Siamo noi che dovremmo cambiare!</strong></p>
<p>Ebbene? Ecco il nostro pensiero: si dovrebbero prendere adeguati provvedimenti per esorcizzare il rischio di sprofondare sempre più in basso; per dare la possibilità ai cittadini di ritrovare se stessi; e per recuperare gli antichi valori. Quei valori che insegnavano le buone pratiche del buon vivere e del ben-essere, aliene dalla logica del consumo selvaggio e del tornaconto, dalla cultura massificante, dal divismo e dalle ostentazioni dello <em>status symbol</em>. Certo è che al momento non possiamo pretendere di più di quello che abbiamo: pochi avanzi di schegge di cultura conseguenti allo sfacelo del sistema-scuola; il mal vezzo di ‘civettare’ per attrarre l’attenzione; e l’ormai metabolizzata omologazione del pensiero.</p>
<p>Caspita, potremmo dire che siamo ben conciati per le feste! Non a caso manca meno di un mese al <strong>Natale</strong>, se così potremo ancora chiamare la festa più bella dell’anno, e addobbi, ghirlande, panettoni con l’immancabile spumante creeranno l’ambiente adeguato a immergerci nel clima della festività. Ma il guaio è che, passato il santo e passata la festa, le cose non cambieranno; siamo noi che invero dovremmo cambiare, dal momento che a tutt’oggi non esistono le pillole della cultura e dell’arte del saper pensare!</p>
<p>Col tempo, purtroppo, abbiamo rinunciato ai benefici di studiare il <strong>greco</strong>, il <strong>latino</strong>, i grandi classici della <strong>letteratura</strong> e del <strong>pensiero filosofico</strong>, ormai amori di gioventù e <em>life coach</em> per coloro che, come noi che scriviamo, hanno superato da un po’, secondo la metrologia aristotelica, la maturità dell’anima, e non per altro ci ritroviamo al punto in cui siamo!</p>
<p>Di conseguenza questo preoccupante stato di cose ci porta a sorbirci le castronerie di opinionisti e politici, che talvolta oltraggiano la lingua italiana, altre volte non sanno quello che dicono e sempre più spesso “forzano” persino il diritto con l’ossessione del <strong>politicamente corretto</strong>.</p>
<p>Col dovuto distacco da ogni tentazione partigiana, proviamo ad esaminare a campione due recenti casi attualmente alla ribalta della cronaca: la <strong>riforma costituzionale</strong> che prevede l’elezione diretta del presidente del Consiglio e il recente <strong>accordo sui migranti</strong> siglato con il governo albanese. Senza entrare nel merito delle materie di cui trattasi, dal nostro punto di vista osserviamo che su detti temi gli oppositori manifestano solo critiche, che non offrono opportunità di dialogo, di soluzioni condivise, di punti di vista per crescere e progredire, così per come si conviene in un contesto democratico.</p>
<p>A tal proposito<strong> Winston Churchill</strong> ebbe a dire che le critiche non sono piacevoli, ma sono necessarie. Senza dubbio. Ma non dimentichiamoci di osservare che se criticare è agevole, fare una critica produttiva è un’arte riservata a pochi. Criticare al solo fine di criticare non può che arrecare detrimento e, ahinoi, questo è l’andazzo dell’ora più che mai discreditata e delegittimata politica nostrana. Tant´è.</p>
<p><strong>C’era una volta l’opposizione</strong></p>
<p>Sì c’era, ma di essa rimane solo il ricordo dei grandi personaggi, colti e politicamente preparati, che la rappresentavano. Ci riferiamo a quell’opposizione costruttiva che portava avanti le proprie battaglie con coscienza e coerenza e soprattutto col proposito di far meglio degli avversari e di vincere le future consultazioni elettorali attraverso i risultati del proprio operato. D’altronde sono sempre state queste le regole di una valida minoranza parlamentare che garantisce il buon funzionamento della democrazia, o no?</p>
<p>In altre parole, quel che vogliamo dire è che nel contesto generale di un’opposizione istituzionalizzata, di certo il maggior successo delle democrazie in Occidente, da tanto tempo a questa parte, la <em>performance</em> politica, purtroppo, è, a dir poco, evanescente. Essa è stata sostituita da manifestazioni di piazza (l’eterno ritorno all’abluzione in piazza come antico rito rivivificante); da slogan antigovernativi (qualunque sia il colore del governo in carica); da fissazioni mentali, realizzate col ripetere frasi ossessivamente a mo´ di tormentoni linguistici irritanti come l’ortica; e infine dall’arte di non proporre, ma di dire ꞋnoꞋ a tutto e a tutti.</p>
<p>Avviene, in sostanza, un continuo protestare il proprio artificioso malcontento senza offrire un cambiamento o la proposizione di un differente indirizzo politico che possa successivamente conquistare la maggioranza dei consensi. Insomma, per non dilungarci, si polemizza su tutto e basta. Si teorizza che questa situazione generale sia la conseguenza di vari fattori, tra i quali lo sfacelo del sistema-scuola nonché il frutto di una raccapricciante impreparazione di certuni politici, che, per un verso o per l’altro, favoriscono, tra le altre cose, l’astensionismo, l’indifferenza e la disaffezione dell’elettore nei confronti dell’intera classe politica. Una classe politica che ha fallito a tutto campo.</p>
<p><strong>La scuola, una Babilonia!</strong></p>
<p>In effetti, la crisi della scuola italiana è da attribuire alle (male)riforme «democratiche» degli anni passati. Con esse lo scopo era quello di creare una nuova scuola «progressista» che desse pari opportunità a chi ne avesse avuto più bisogno, ma l’infima qualità della preparazione, l’indulgenza e il lassismo del nuovo sistema non hanno fatto altro che accentuare la distanza sociale, in una sorta di eterogenesi dei fini (conseguenze non intenzionali di azioni intenzionali), provocando, difficile a credersi, promozioni a gogò e, cosa più grave sotto il profilo dei valori, la mancanza di opportuni criteri di valutazione del voto di condotta, nonché la ‘tolleranza&#8217; del senso di impertinenza di certi alunni verso gli insegnanti.</p>
<p>Non a caso <strong>Vanessa Roghi</strong>, storica e ricercatrice indipendente, afferma che la scuola del passato era seria e preparava per bene, oggi, invece, gli insegnanti sono permissivi e promuovono tutti, con il risultato che non si impara più niente.</p>
<p><strong>La filosofia, questa sconosciuta</strong></p>
<p>La filosofia è quella materia che, seppur tediosa, importuna e astratta, studiavamo negli anni liceali affinché apprendessimo a pensare con la nostra testa, e per tal motivo l’insegnamento della stessa dovrebbe estendersi anche agli istituti tecnici e alle facoltà scientifiche, in quanto aiuta i discenti a crescere in modo etico e razionale. Oggi, invece, si pensa con la testa altrui: i politici e, ancor più su, i signori dell’alta finanza tentano di asservire il cervello dei cittadini ai propri interessi; e rari sono coloro che riescono ad uscire dal gregge e sfuggire all’omologazione, al pensiero unico.</p>
<p>«La filosofia, osserva <strong>Peter Sloterdijk</strong>, professore emerito di Filosofia ed Estetica alla Staatliche Hochschule für Gestaltung di Karlsruhe, parla la lingua degli dei. Ma se si lega alla politica diventa ideologia… si passa alla melma delle ideologie». Noi aggiungeremmo che se si lega alla finanza ideologizza il dubitoso concetto «<strong>il denaro non dorme mai</strong>».</p>
<p>La disciplina filosofica dunque deve rimanere attività di pensiero completamente libera e feconda; materia fondamentale nell’insegnamento scolastico e disciplina indispensabile per l’acquisizione della capacità di <em>problem solving</em>. Non casualmente essa ci insegna ad analizzare, ragionare e generare idee per risolvere un problema con la nostra testa.</p>
<p>Ma il guaio è che ai giorni nostri purtroppo nessuno ragiona più. Questo… caspita… ci lascia inebetiti!</p>
<p>In realtà, il problema è che ormai siamo così tanto omologati e per ciò abituati a credere solo ai c.d. esperti, ai professionisti dell’ospitata in TV, agli influenzatori, agli specialisti, ai ciarlatani, alla demagogia della malapolitica, che non riusciamo più a pensare con la nostra testa. A questo punto, molta gente si potrebbe chiedere: «Oddio, sarà che abbiamo perso la testa?» Peggio ancora: si dice che per perdere la testa bisogna averne una e che se non la si usa per pensare e come se non l’avessimo.</p>
<p><strong>La via di fuga</strong></p>
<p>Stando così le cose, ci sarebbe un via di fuga da questo ꞋAlcatraz mentaleꞋ in cui saremo condannati a vivere? Certamente sì! La <strong>storia</strong> e la <strong>scuola</strong> ci potranno salvare: la prima per l’innegabile funzione ammaestratrice: «<strong><em>Historia magistra vitae</em></strong><em>»</em> – <strong>Cicerone</strong>; la seconda perché nell’educazione, nell’accezione più ampia del termine, sta il seme di una civiltà sana, ancorché vadano cambiati le regole, le politiche e il <strong>«</strong>licenzioso<strong>»</strong> sistema scolastico. Solo così facendo, una scuola che forma e informa correttamente, severa ma giusta, potrà essere la chiave per un futuro migliore.</p>
<p>Meriteremo dunque questo <em>upgrade</em> migliorativo? Solo se ci affrancheremo dal plagio psicologico (pardon, la figura giuridica del plagio non esiste più dal 1981) o, più esattamente, dalla violenza privata esercitata nei nostri confronti dal sistema globale e torneremo finalmente a pensare con la nostra testa e non più con quella altrui!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F12%2F02%2Fcultura-il-tesoro-dei-popoli%2F&amp;linkname=CULTURA%2C%20IL%20TESORO%20DEI%20POPOLI" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F12%2F02%2Fcultura-il-tesoro-dei-popoli%2F&#038;title=CULTURA%2C%20IL%20TESORO%20DEI%20POPOLI" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/12/02/cultura-il-tesoro-dei-popoli/" data-a2a-title="CULTURA, IL TESORO DEI POPOLI"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/12/02/cultura-il-tesoro-dei-popoli/">CULTURA, IL TESORO DEI POPOLI</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">80944</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Merito, qualità, affetto, la scuola può tornare a indicare gli orizzonti</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/22/merito-qualita-affetto-la-scuola-puo-tornare-a-indicare-gli-orizzonti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=merito-qualita-affetto-la-scuola-puo-tornare-a-indicare-gli-orizzonti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2023 19:07:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[affettività]]></category>
		<category><![CDATA[merito]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=80456</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="832" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/F9258EDE-C771-4ADD-9262-B4EDD811F192.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/F9258EDE-C771-4ADD-9262-B4EDD811F192.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/F9258EDE-C771-4ADD-9262-B4EDD811F192-300x195.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/F9258EDE-C771-4ADD-9262-B4EDD811F192-1024x666.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/F9258EDE-C771-4ADD-9262-B4EDD811F192-768x499.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/F9258EDE-C771-4ADD-9262-B4EDD811F192-1170x761.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/F9258EDE-C771-4ADD-9262-B4EDD811F192-585x380.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il merito e la qualità sono esigenze necessarie. L’educazione alla affettività è un «particulare» che fa la differenza. Ci sono il merito e la qualità. Caratteristiche o modelli di una&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/22/merito-qualita-affetto-la-scuola-puo-tornare-a-indicare-gli-orizzonti/">Merito, qualità, affetto, la scuola può tornare a indicare gli orizzonti</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="832" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/F9258EDE-C771-4ADD-9262-B4EDD811F192.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/F9258EDE-C771-4ADD-9262-B4EDD811F192.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/F9258EDE-C771-4ADD-9262-B4EDD811F192-300x195.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/F9258EDE-C771-4ADD-9262-B4EDD811F192-1024x666.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/F9258EDE-C771-4ADD-9262-B4EDD811F192-768x499.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/F9258EDE-C771-4ADD-9262-B4EDD811F192-1170x761.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/F9258EDE-C771-4ADD-9262-B4EDD811F192-585x380.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Il merito e la qualità sono esigenze necessarie. L’educazione alla affettività è un «particulare» che fa la differenza.</p>
<p class="GN4_text">Ci sono il merito e la qualità. Caratteristiche o modelli di una scuola che deve necessariamente modificare l’approccio con la generazione studenti. Attraverso cosa? L’educazione. Educare. <i>Educere</i>. Termine antico che va definito come concetto di base.</p>
<p>Il merito diventa, certamente, sempre più fondamentale in un processo scolastico-culturale che possa guardare al futuro con maturità, impegno, professionalità. Altri concetti fondamentali si fanno strada.</p>
<p>La maturità. Entra in gioco qui una questione psico pedagogica che non dipende soltanto dalla scuola, ma da altre due agenzie portanti: la famiglia, «agenzia» educativa, affettiva, identitaria; la società come gruppo di interferenze che dovrebbe legare il patrimonio familiare con quelle delle nuove conoscenze di apprendimento che sono rappresentati dalle amicizie, dagli ambienti, dal tessuto comunicativo comparato.</p>
<p>Tutto questo è parte integrante della cosiddetta formazione. Ci si forma tra famiglia, la «piazza», la scuola. È in questi contesti che si forma una personalità, una personalizzazione delle «cose», un percorso anche «caratteriale». È la scuola, comunque, che ha un compito straordinario. Quando la scuola sbaglia non sbaglia in astratto. Sbaglia in un processo culturalmente educativo. Quando riesce nel suo compito ha realizzato il suo obiettivo e la sua formazione nei confronti non di un allievo soltanto, ma in un investimento.</p>
<p>Quindi io partirei dalla capacità della scuola nell’affrontare i nuovi volti generazionali. Non dimenticando, al di là del profitto cultura &#8211; istruzione, che l’insegnante è sempre una generazione altra rispetto a quella con la quale deve confrontarsi e alla quale generazione deve insegnare tra identità culturale, conoscenze, ricerca, valori, saperi sempre in transizione.</p>
<p>Il merito si innesca nel rapporto tra docente e allievo. Ecco perché bisogna saper guardare al merito con la consapevolezza che una società ha sempre più bisogno di formazione, conoscenze, cultura. Il merito può registrarsi dentro i «connotati» qualitativi? Forse sì. La qualità non è solo qualificazione. È conoscenza specialistica, ma anche comparata. Essendo una scala intermedia, ma fondamentale la scuola deve saper guardare alla formazione come apprendimenti eterogenei per una conoscenza meritocratica. Insomma, il merito si serve delle qualità.</p>
<p>Come si può prescindere da tutto ciò in una società che sceglie la meritocrazia? Bisogna dare un senso a tutto questo dire. Se la Pubblica Istruzione punta al merito chiaramente c’è una logica che non può fare a meno di tutta una pedagogia di orizzonte, in cui la metodologia è quella dell’apprendimento nei saperi e con i saperi non dimenticando la centralità che lo stesso merito ha il linguaggio della formazione umana. Un fattore antropologico che interagisce con la formazione e sta alla base, il più delle volte, con una «logica» di insegnamento e quindi di apprendimento. Educare alla affettività non è un principio disinvolto. Anzi. È coinvolgente e inclusivo che riguarda tutti. Noi come le «cose». Coinvolge il passato e il presente. Si innerva nel futuro.</p>
<p>Siamo figli della affettività. Non si deve prescindere da ciò. Se la famiglia è il primo nucleo la scuola costituisce il ponte con la società. E in una società in transizione diventa fondamentale. Non siamo figli di nessuno. Siamo figli di una eredità che non smette mai di essere il sentimento primario e prioritario delle civiltà. Ecco l’elemento antropologico che diventa codice esistenziale in tempo sparente e smarrente. Il merito e la qualità sono esigenze necessarie. L’educazione alla affettività è un «particurale» che fa la differenza.</p>
<p>La pedagogia di 50 anni fa aveva come principio portante il senso dell’uomo e l’orizzonte. Ovvero un orizzonte di senso in una filosofia pedagogica che istituiva e definiva parametri di vita. Ormai sono radici di una dimensione banfieldiana, ma che costituiscono ancora oggi gli assi di una comunità che chiede affetto dentro il merito e la qualità. Guardiamo con attenzione a ciò per ricostruire un patrimonio di essenze e cerchiamo di sostenere i valori e non solo le cose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F11%2F22%2Fmerito-qualita-affetto-la-scuola-puo-tornare-a-indicare-gli-orizzonti%2F&amp;linkname=Merito%2C%20qualit%C3%A0%2C%20affetto%2C%20la%20scuola%20pu%C3%B2%20tornare%20a%20indicare%20gli%20orizzonti" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F11%2F22%2Fmerito-qualita-affetto-la-scuola-puo-tornare-a-indicare-gli-orizzonti%2F&#038;title=Merito%2C%20qualit%C3%A0%2C%20affetto%2C%20la%20scuola%20pu%C3%B2%20tornare%20a%20indicare%20gli%20orizzonti" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/22/merito-qualita-affetto-la-scuola-puo-tornare-a-indicare-gli-orizzonti/" data-a2a-title="Merito, qualità, affetto, la scuola può tornare a indicare gli orizzonti"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/22/merito-qualita-affetto-la-scuola-puo-tornare-a-indicare-gli-orizzonti/">Merito, qualità, affetto, la scuola può tornare a indicare gli orizzonti</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">80456</post-id>	</item>
		<item>
		<title>In margine allo stupro di gruppo di Palermo e di Napoli Cresciuti a pane e pornografia Vuoto educativo da colmare</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/27/in-margine-allo-stupro-di-gruppo-di-palermo-e-di-napoli-cresciuti-a-pane-e-pornografia-vuoto-educativo-da-colmare/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=in-margine-allo-stupro-di-gruppo-di-palermo-e-di-napoli-cresciuti-a-pane-e-pornografia-vuoto-educativo-da-colmare</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Adernò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Aug 2023 10:22:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Valori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=75763</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="848" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C-300x199.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C-1024x678.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C-768x509.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C-1170x775.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C-780x516.jpeg 780w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C-585x388.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Si raccolgono oggi i frutti di una carenza e di un vuoto educativo da parte della famiglia. La scuola, luogo privilegiato di istruzione e formazione,ha messo al primo posto la trasmissione&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/27/in-margine-allo-stupro-di-gruppo-di-palermo-e-di-napoli-cresciuti-a-pane-e-pornografia-vuoto-educativo-da-colmare/">In margine allo stupro di gruppo di Palermo e di Napoli Cresciuti a pane e pornografia Vuoto educativo da colmare</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="s5"><b><i><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Si raccolgono oggi i frutti di una carenza </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e di un </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vuoto educativo da parte della famiglia.</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> </span></span></i></b><b><i><span class="s8"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a scuola</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, luogo privilegiato di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">istruzione e formazione</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ha messo al primo posto la trasmissione dei contenuti culturali, trascurando, a volte, gli opportuni interventi educativi verso la formazione integrale dello studente e quindi anche gli aspetti relativi all’educazione alla salute, alla sessualità, all’affettività</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e al senso civico</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></i></b></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><br />
Mille pagine di giornali e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">di</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">servizi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sui canali </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">social</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e televisivi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> hanno fatto</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dello stupro di Palermo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> prima</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">poi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">di Napoli</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> uno spettacolo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">mediatic</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ma</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> l’accaduto rende ancor più emergente</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> la crisi educativa della società di oggi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> il vuoto dei valori umani e sociali, sommersi dal relativismo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> che assorb</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ono</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ogni comportamento pubblico e privato.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Con la rivoluzione del </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">‘</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">68 è stato abbattuto</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> il muro delle regole</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">all’insegna della pseudo libertà di fare quel che si vuole, di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vestirsi e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">agire secondo i propri gusti,  spesso  espressione di capricci e di condizionamenti dettati dalla moda e dalla pubblicità, si registra un grande vuoto sociale, privo del valore del rispetto, della dignità, della valorizzazione della storia e della cultura, delle tradizioni, diventa</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ndo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">“artistici”  e “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">messaggi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">comunicativi “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> persino </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">gli sfregi ai monumenti, le parolacce, i disegni osceni.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Pur nel cammino verso la parità di genere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">la cultura </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">maschilista </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ancora</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> prevale</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, come documentano i numerosi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">femminicidi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">continuando</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">considerare la</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> donna </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">come</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> oggetto di possesso e di piacere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-75765" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D67EC6FA-FAD7-4A76-8806-F2E81E19C2D2-300x212.jpeg" alt="" width="300" height="212" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D67EC6FA-FAD7-4A76-8806-F2E81E19C2D2-300x212.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D67EC6FA-FAD7-4A76-8806-F2E81E19C2D2-1024x724.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D67EC6FA-FAD7-4A76-8806-F2E81E19C2D2-768x543.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D67EC6FA-FAD7-4A76-8806-F2E81E19C2D2-1170x827.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D67EC6FA-FAD7-4A76-8806-F2E81E19C2D2-585x414.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D67EC6FA-FAD7-4A76-8806-F2E81E19C2D2.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">È</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> questo un risvolto inquietante della stessa società “progredita” che, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">se </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">da un lato celebra la dignità delle donne, dall’altro continua tranquillamente a esprimere forme inaudite di violenza, verso </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">cui si</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> rimane indifferenti e rassegnati alla tolleranza.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La pubblicità, i film, i </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">programmi televisivi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> hanno contribuito a rafforzare tale p</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">rocesso degenerativo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, proponendo modelli </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e idoli</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> che </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">diventano segno</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di esibizione e manipolazione del corpo femminile, ridotto ad oggetto di business e di consumo. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">laissez</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">faire</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> il “</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">tanto sono </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">ragazzi”</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> o il</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">“non lo fanno apposta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ha</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nno </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">prodotto uno stile di comportamento privo di qualsiasi canone di “buona educazione”.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il decoro dell’abbigliamento, un tempo sacro e obbligatorio, ha ceduto il passo al “</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">non è necessario”, tanto fanno tutti così”, ognuno </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">s</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">i veste come vuole</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">” senza </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">saper</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">distinguere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> luoghi, momenti, occasioni che richiedono particolari accorgimenti.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La figura </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">femminile,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> oggetto di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">pubblicità, nelle pose e nelle forme più </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">provocanti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ha prodotto un’attenzione al corpo, all’esteriorità, all’immaginazione che va oltre </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">la  sens</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ualità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ed ecco i frutti di tanti comportamenti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, veicolati anche da</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> certi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> videogiochi.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">I ragazzi di oggi che </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">“hanno tutto e non sono contenti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">” sono cresciuti a “pane e pornografia”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">desensibilizza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ti </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">così </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">alla violenza sessuale e alla crudeltà </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">”</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">bruciati” dalle droghe, dall’alcool, dal crack </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">degenerano in peggiori conseguenze, provocandosi dolorose cicatrici. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Il pansessualismo </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">ha </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">ri</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">condotto</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> l’uomo alla sua dimensione </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">istintiva</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> al materialismo bestiale che </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">incide</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">le coscienze più deboli</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> prive di una guida e di </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">modelli </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">esemplari</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">C</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ome si legge in alcune sentenze</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, gli autori di tali comportamenti vengono definiti “</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Vittime di un “deficit educativo”, che li avrebbe condizionati con un’inammissibile concezione pornografica delle loro relazioni con il genere femminile</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">”.</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La diffusione sempre più dilagante di pornografia cartacea, cartellonistica ed ancor più nei siti web ha </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">reso traboccante la cattiva educazione e le immagini, gli atteggiamenti, le espressioni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> volgari, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">spesso ripetute</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> con  abitudinaria naturalezza, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">hanno costruito una crosta di assuefazione a tutto ciò che non si riconosce adeguato alla dignità e al decoro della persona umana.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Si raccolgono oggi i frutti di una carenza </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e di un </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vuoto educativo da parte della famiglia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, alla quale la Costituzione all’art. 30 assegna come “</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">dovere e diritto”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il compito di</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">mantenere, istruire</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> ed educare i figli</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">”.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a scuola</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, luogo privilegiato di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">istruzione e formazione</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ha messo al primo posto la trasmissione dei contenuti culturali, trascurando, a volte, gli opportuni interventi educativi verso la formazione integrale dello studente e quindi anche gli aspetti relativi all’educazione alla salute, alla sessualità, all’affettività</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e al senso civico</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s5">Oggi la trasversalità dell’Educazione civica che tende alla formazione del cittadino, <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dovrebbe coinvolgere anche queste tematiche, ma non in maniera frammentaria e occasionale.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La giornata del 25 </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">novembre,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> come ha proposto il Ministro Valditara</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> sia l’occasione </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">per</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">avviare in tutte le scuole italiane una serie di programmi per affermare la cultura del rispetto</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">, per </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">educare a un rapporto che sia autenticamente paritario </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">superando quei residui di machismo, di maschilismo che ancora connotano la nostra società</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Presentata non come “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">giornata della violenza</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">contro le donne”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, bensì   </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">come “</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">giornata</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> del rispetto della persona</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> e della dignità della donna”</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">diventi una</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">vera </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">lezione</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> di vita</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> per tutti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> gli</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> studenti, promuovendo un </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">efficace</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">apprendimento </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> una reale</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> modifica del modo di pen</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">s</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">are, di sentire e di agire.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Anche la Chiesa in questi decenni ha </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">messo in ombra</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’attenzione alla dimensione morale</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, al senso del pudore, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">non dando una risposta </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">adeguata </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">all’erotizzazione d</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">elle </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">comunicazioni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> mediatiche</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> sempre più aggressive e pervasive</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e  ha cancellato dal suo vocabolario la parola “castità”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> resa tabù dall’edonismo  dominante, un tempo  virtù e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">valore </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ha formato i giovani al sacrificio, alla rinuncia, al rispetto e alla pienezza della gioia del matrimonio</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, integrando la sessualità nella personalità, quale funzione a servizio dell’amore</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, inteso come dono. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La custodia di sé e dell’altro non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">è</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> un optional, ma l’unico modo in cui si possa amare davvero, umanizzando il proprio sentire. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">ensare col cuore e amare col cervello</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">” è la regola pedagogica che ribalta le forme di egoismo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e rende </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">equilibrato</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> produttivo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ogni nuovo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> apprendimento</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Scuola, famiglia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> società civile</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> “insieme”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">per vincere una battaglia di civiltà</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s5">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F08%2F27%2Fin-margine-allo-stupro-di-gruppo-di-palermo-e-di-napoli-cresciuti-a-pane-e-pornografia-vuoto-educativo-da-colmare%2F&amp;linkname=In%20margine%20allo%20stupro%20di%20gruppo%20di%20Palermo%20e%20di%20Napoli%20Cresciuti%20a%20pane%20e%20pornografia%20Vuoto%20educativo%20da%20colmare" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F08%2F27%2Fin-margine-allo-stupro-di-gruppo-di-palermo-e-di-napoli-cresciuti-a-pane-e-pornografia-vuoto-educativo-da-colmare%2F&#038;title=In%20margine%20allo%20stupro%20di%20gruppo%20di%20Palermo%20e%20di%20Napoli%20Cresciuti%20a%20pane%20e%20pornografia%20Vuoto%20educativo%20da%20colmare" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/27/in-margine-allo-stupro-di-gruppo-di-palermo-e-di-napoli-cresciuti-a-pane-e-pornografia-vuoto-educativo-da-colmare/" data-a2a-title="In margine allo stupro di gruppo di Palermo e di Napoli Cresciuti a pane e pornografia Vuoto educativo da colmare"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/27/in-margine-allo-stupro-di-gruppo-di-palermo-e-di-napoli-cresciuti-a-pane-e-pornografia-vuoto-educativo-da-colmare/">In margine allo stupro di gruppo di Palermo e di Napoli Cresciuti a pane e pornografia Vuoto educativo da colmare</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">75763</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Avanti, adagio, quasi indietro”. LA SCUOLA sempre “PRECARIA”</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/20/avanti-adagio-quasi-indietro-la-scuola-sempre-precaria/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=avanti-adagio-quasi-indietro-la-scuola-sempre-precaria</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Adernò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Aug 2023 16:08:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=75524</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/65EAB5D1-D6B2-4BAA-998A-DE1E7CCC0A5A.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/65EAB5D1-D6B2-4BAA-998A-DE1E7CCC0A5A.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/65EAB5D1-D6B2-4BAA-998A-DE1E7CCC0A5A-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p> L’aggettivo “precario” accanto alla voce scuola, fotografa la realtà della scuola italiana  che, nonostante le molteplici riforme e innovazioni, si presenta per il nuovo anno scolastico ancora una volta sempre&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/20/avanti-adagio-quasi-indietro-la-scuola-sempre-precaria/">Avanti, adagio, quasi indietro”. LA SCUOLA sempre “PRECARIA”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/65EAB5D1-D6B2-4BAA-998A-DE1E7CCC0A5A.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/65EAB5D1-D6B2-4BAA-998A-DE1E7CCC0A5A.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/65EAB5D1-D6B2-4BAA-998A-DE1E7CCC0A5A-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p class="s5"><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> L’a</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">ggettivo</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> “precario”</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> accanto alla voce scuola, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">fotografa la realtà della scuola italiana  </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">che</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, nonostante le molteplici riforme e innovazioni</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">si presenta</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">per il nuovo anno scolastico</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> ancora una volta </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">sempre più </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">precaria</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">”,</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> prevede</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">ndo</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">200.000 contratti a tempo determinato che lo Stato stipulerà attraverso i D</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">irigenti scolastici</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">costretti </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">addirittura </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">a ricorrere a giovani laureati che si metteranno a disposizione con le MAD e  saranno obbligati  a</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> convocare i </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">precari  </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">delle </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">GPS di altre province.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Ancora una vol</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">t</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">a si registra il divario tra Nord e Sud e molti docenti del Meridione non sono disponibili a trasferirsi al Nord con 1.200 euro di stipendio</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, spesso in ritardo, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">dovendo </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">sopperire all’incremento</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> dei costi della vita e degli affitti. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Anche l’elenco delle dirigenze, da assegnare agli ultimi vincitori di concorso</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> prevede </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">numerosi</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> sedi </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">vacanti in</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Lombardia, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Piemonte, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Veneto ed </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Emilia Romagna</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">I buoni propositi di “scuola di qualità”, di “scuola digitale 4.0” stentano a diventare concreti e realizzabili anche per la precarietà del servizio dei docenti, i quali </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">non entrano</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> nel vivo della progettualità didattica a servizio degli studenti.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">a svolta digitale</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">prevista fra l’altro dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">è</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> prossima </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">a beneficiare</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">somme </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">rilevanti che</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">dovrebbero servire per digitalizzare gli istituti </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> rivoluzionare la didattica, acquistando strumenti tecnologici e nuovi laboratori, trasformando le classi in nuovi ambienti di apprendimento funzionali alle professioni digitali del futuro. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Dovrebbero essere presto </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">avviati</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">dei “</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">iani di formazione</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">” </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">sia da parte del </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">M</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">inistero </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">e soprattutto</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> da parte dalle aziende fornitrici degli strumenti digitali</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ma</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">: </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">C</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">hi</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> saranno di destinatari di tale formazione? Quale sarà la ricaduta sull’efficienza didattica? </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Quanti docenti</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">possiedono le competenze per </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">allest</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ire</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> laboratori per </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">le </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">nuove</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">professioni digitali</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">?</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">A questi interrogativi la risposta è incerta e densa di dubbi e</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> di</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> perplessità</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, considerata la complessità del sistema scolastico e le ataviche carenze nelle procedure dei concorsi e delle nomine. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Nelle scuole</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> che a settembre riprenderanno il cammino ordinario del nuovo anno</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> con l’ingresso di numerosi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">docenti precari</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">ci si </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">limiterà,</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">forse, ad</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> un regolare funzionamento, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">ad un’ordinata</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> trasmissione di contenuti, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">perdendo di vista</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> la centralità dell’ottica formativa e della crescita globale dello studente, persona, soggetto di diritti e di doveri che a scuola comincia a crescere anche come “cittadino” attivo e responsabile.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">La precarietà dei docenti costituisce il </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">vuluns</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">dell</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">’efficienza didattica e dell’efficacia degli apprendimenti, spesso frammentati e discontinui nei metodi e nelle strategie.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">A poco è servito il Piano Triennale dell’Offerta </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Formativa,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> che ogni anno subisce innovazioni e modifiche </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">nell’attuazione dei progetti, in relazione alle risorse presenti nella Comunità scolastica.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Per il nuovo anno scolastico che si avvicina</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">si rinnova </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">la formula adottata da </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Giorgio Torelli </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">(1976), da </span></span><a href="https://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_sturlese+roberto-roberto_sturlese.htm"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Roberto </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Sturlese</span></span></a><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> (2013) </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">e da</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> Mario Giro</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> (2023)</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">  </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> come titolo dei loro libri:  </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Avanti, adagio, quasi indietro”</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">  quasi a descrivere la fatica di migliorare e di crescere nel processo di qualità.</span></span></p>
<p class="s25"><span class="s24"><span class="bumpedFont20"> &#8211;</span></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F08%2F20%2Favanti-adagio-quasi-indietro-la-scuola-sempre-precaria%2F&amp;linkname=Avanti%2C%20adagio%2C%20quasi%20indietro%E2%80%9D.%20LA%20SCUOLA%20sempre%20%E2%80%9CPRECARIA%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F08%2F20%2Favanti-adagio-quasi-indietro-la-scuola-sempre-precaria%2F&#038;title=Avanti%2C%20adagio%2C%20quasi%20indietro%E2%80%9D.%20LA%20SCUOLA%20sempre%20%E2%80%9CPRECARIA%E2%80%9D" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/20/avanti-adagio-quasi-indietro-la-scuola-sempre-precaria/" data-a2a-title="Avanti, adagio, quasi indietro”. LA SCUOLA sempre “PRECARIA”"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/20/avanti-adagio-quasi-indietro-la-scuola-sempre-precaria/">Avanti, adagio, quasi indietro”. LA SCUOLA sempre “PRECARIA”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">75524</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Alla domanda: “Mio figlio come va?” la risposta pedagogica: “Sta crescendo”</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/08/alla-domanda-mio-figlio-come-va-la-risposta-pedagogica-sta-crescendo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=alla-domanda-mio-figlio-come-va-la-risposta-pedagogica-sta-crescendo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Adernò]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2023 08:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=75235</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57D6FC50-FA2D-4EAB-834A-B4DD73B0FFC8.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57D6FC50-FA2D-4EAB-834A-B4DD73B0FFC8.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57D6FC50-FA2D-4EAB-834A-B4DD73B0FFC8-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57D6FC50-FA2D-4EAB-834A-B4DD73B0FFC8-1024x682.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57D6FC50-FA2D-4EAB-834A-B4DD73B0FFC8-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57D6FC50-FA2D-4EAB-834A-B4DD73B0FFC8-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57D6FC50-FA2D-4EAB-834A-B4DD73B0FFC8-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57D6FC50-FA2D-4EAB-834A-B4DD73B0FFC8-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Ragazze e ragazzi ci chiedono di essere viste/i, come persone, rispettate nelle loro differenze, riconosciute nella loro unicità, con proposte formative che abbiano un dialogo con le loro vite, in&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/08/alla-domanda-mio-figlio-come-va-la-risposta-pedagogica-sta-crescendo/">Alla domanda: “Mio figlio come va?” la risposta pedagogica: “Sta crescendo”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><i>Ragazze e ragazzi ci chiedono di essere viste/i, come persone, rispettate nelle loro differenze, riconosciute nella loro unicità, con proposte formative che abbiano un dialogo con le loro vite, in un ambiente sicuro, moderno e attrezzato con gli strumenti che servono ad apprendere.</i></span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><br />
In linea di continuità con l’articolo che propone di modificare la domanda “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Come vai a scuola</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">?” con la formula “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Come stai a scuola?</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”,</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">dando</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> centralità al “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">benessere</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">dello</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> studente, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">si indirizza l’attenzione alla risposta</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">che i docenti dovrebbero </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">saper dare</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> ai genitori che nel corso degli incontri “scuola-famiglia” per le valutazioni trimestrali o quadrimestrali </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">chiedono :</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">“Mio figlio come va?”</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">La domanda è pensata bene, anche </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">se viene</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> formulata male.  I nostri nonni </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dicevano</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Vai a scola ca t’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ansignuno</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">adducazione</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”. Il termine “educazione”, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">anche nella</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">colorita espressione dialettale, voleva significare non soltanto il buon comportamento, ma faceva pre</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">vedere</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> la crescita, lo sviluppo delle competenze, un reale riscatto </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">sociale in</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> vista della professione da svolgere al termine degli studi.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Se la risposta del docente viene formulata </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">con </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">l’espressione: “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Va bene. Ha preso 7 – </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">8 .</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> Ha fatto un buon compito, una buona interrogazione</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">” oppure “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Deve riparare in matematica, deve studiare meglio l’inglese o le scienze</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,  il</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> messaggio che arriva alla famiglia è un rinforzo dell’idea che la scuola sia soltanto istruzione, contenuti, conoscenze, materie e compiti.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Se la comunicazione è trasmissione di idee e di </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">pensieri,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">q</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">uesto è quello che il docente pensa e comunica ai genitori. </span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">La duplice connotazione d</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ella</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> scuola, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">luogo privilegiato di istruzione e di formazione,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> non si evince nelle risposte dirette date ai genitori. </span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Dov’è la dimensione formativa e orientativa della scuola </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">se alla mamma dell’alunna </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">brava viene</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">risposto</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">er sua figlia tutto ok</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, non c’è niente da dire, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">se</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> ne può andare</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">?</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il dialogo educativo scuola-famiglia necessita di una radicale modifica di </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">linguaggio e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> di comunicazione</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. L</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">a risposta pedagogica che il docente educatore dà ai genitori coinvolgendoli nel percorso </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">formativo </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dovrebbe </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">riguardare</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> la descrizione del processo di crescita</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> dello studente:</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Suo figlio sta crescendo, Ha conseguito questi traguardi, ha migliorato questi aspetti del suo carattere, ha bisogno </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">di….</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.”</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Con </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">questa espressione</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">pensata per</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> lui, per lei</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">” si </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">offre ai genitori, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">i quali</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> hanno formulato male </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">a </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">domanda</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">pensata</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">bene, il</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">docente manifesta</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> la</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> vera </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">idea di scuola</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, esplicitandone le finalità </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">formative </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> qualifica</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> in tal modo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> la sua profession</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> di  “educatore”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, attento alla crescita armonica e integrale dello studente.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Ricordo il grido angosciante di una mamma che, durante un incontr</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">o di</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> valutazione intermedia, alla professoressa che cercava il compito di latino da mostrare per indicare gli errori </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">commessi ha</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> risposto urlando: “Non mi interessa il voto del compito di latino, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">mio</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">figlio si </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">droga, frequenta</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> una brutta compagnia e chiedo a voi aiuto per salvarlo e riportarlo sulla buona strada” </span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">E’ desiderio di ogni </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">genitore il</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> miglior bene per il proprio figlio e non solo la promozione ed il successo scolastico, ma essenzialmente il </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">successo </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">formativo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> lo sviluppo delle competenze, in vista della realizzazione del personale progetto di vita </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">de</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">l domani professionale</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">La relazione educativa che costituisce una delle connotazioni essenziali della </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">scuola ,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> intesa come “atto intenzionale” offre la garanzia della crescita della persona.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Nella relazione docente-</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">studente, con la</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> risposta alla domanda</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">C</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ome stai?”</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">  si apre il dialogo e la comunicazione nella prospettiva del futuro</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> ed emergono dubbi, perplessità, bisogni</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> ai quali occorre dare risposta nella “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">scuola per ciascuno”.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">N</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ell’incontro con i genitori, la relazione educativa </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">si orienta verso </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">la convergente ricerca del vero bene del figlio-studente</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, e non solo della promozione.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Star bene a scuola, Star bene con se stessi, Star bene con le istituzioni</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”, slogan del </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">rogetto giovani 9</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">3</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">” </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">promosso da </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Luciano Corradini,</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">che ha dato vita al “</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Progetto Ragazzi 2000</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">  </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dopo trent’anni è ancora vivo e attuale.</span></span></p>
<p>*****</p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont20"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-75237" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D0EBBC1B-6C33-42C9-8694-7FBAFA67BE05-300x195.jpeg" alt="" width="300" height="195" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D0EBBC1B-6C33-42C9-8694-7FBAFA67BE05-300x195.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D0EBBC1B-6C33-42C9-8694-7FBAFA67BE05-1024x666.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D0EBBC1B-6C33-42C9-8694-7FBAFA67BE05-768x499.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D0EBBC1B-6C33-42C9-8694-7FBAFA67BE05-1170x761.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D0EBBC1B-6C33-42C9-8694-7FBAFA67BE05-585x380.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D0EBBC1B-6C33-42C9-8694-7FBAFA67BE05.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Fra le tante cose che i ricercatori fanno prima di avviare un’inchiesta è quella di chiedere agli studenti: “Qual è la domanda che vorreste vi fosse posta?», e loro da sempre, da molto prima della pandemia, dicono “come stai, davvero?”.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Un articolo </span></span><a href="https://www.vita.it/idee/come-stai-davvero-la-domanda-che-la-scuola-deve-fare-a-ragazzi-e-docenti/"><span class="s11"><span class="bumpedFont20">su Vita.it,</span></span></a><span class="s10"><span class="bumpedFont20"> cerca di vedere il rapporto con gli alunni da una angolazione diversa e infatti l’estensore dell’articolo spiega: “L’avevo segnalata ai docenti che conosco, perché è una domanda che non esisteva a scuola, se non nei casi estremi, forse perché si presume che a 15 anni non puoi che star bene di salute, i guai fisici si presentano dopo. E invece…</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Il cambio di domanda è decisivo per capire se da adulto chiedo “come va a scuola?” e mi sento rispondere “male” penso ad un brutto voto.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Certamente, il docente pensa di avere davanti non già 28 </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20">pazienti  ma</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20"> 28 studenti da cui occorre guadagnare l’attenzione per insegnare col rischio  che le domande sul benessere diventa l’ennesima materia.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Tuttavia, </span></span><a href="https://www.vita.it/idee/come-stai-davvero-la-domanda-che-la-scuola-deve-fare-a-ragazzi-e-docenti/"><span class="s11"><span class="bumpedFont20">riporta sempre Vita.it,</span></span></a><span class="s10"><span class="bumpedFont20"> “a 16 anni si può star male come sempre per un sacco di ragioni, molte passano, ma la scuola ha il dovere di non essere parte di quelle. </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Ragazze e ragazzi ci chiedono di essere viste/i, come persone, rispettate nelle loro differenze, riconosciute nella loro unicità, non messe in competizione le une con le altre, messe a studiare su questioni che abbiano un dialogo con le loro vite, in un ambiente sicuro, moderno e attrezzato con gli strumenti che servono ad apprendere, ecc. E questo vuol dire classi meno numerose e per un docente conoscere chi si ha di fronte, prevedere colloqui individuali e momenti collettivi per sciogliere questioni, assegnare lavori in coppia e a gruppi, lavorare su più linguaggi per scoprire le vocazioni espressive individuali, usare più dialoghi e meno lezioni frontali quando è possibile, metter mano al sistema di valutazione sperimentando ad esempio l’autovalutazione, conoscere le risorse di aiuto specialistiche in caso di problemi, ecc.” </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont20">È però importante pure fare la stessa domanda: “Come stai?” anche ai docenti e lavorare su quella, perché è chiaro che stanno male anche loro. E dopo il benessere siamo pronti per la prossima domanda, che sta terremotando la presenza in classe: “che senso ha stare qui?”.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Se lo stanno chiedendo in </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20">molti  e</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20"> da un po’ di tempo  </span></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F08%2F08%2Falla-domanda-mio-figlio-come-va-la-risposta-pedagogica-sta-crescendo%2F&amp;linkname=Alla%20domanda%3A%20%E2%80%9CMio%20figlio%20come%20va%3F%E2%80%9D%20la%20risposta%20pedagogica%3A%20%E2%80%9CSta%20crescendo%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F08%2F08%2Falla-domanda-mio-figlio-come-va-la-risposta-pedagogica-sta-crescendo%2F&#038;title=Alla%20domanda%3A%20%E2%80%9CMio%20figlio%20come%20va%3F%E2%80%9D%20la%20risposta%20pedagogica%3A%20%E2%80%9CSta%20crescendo%E2%80%9D" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/08/alla-domanda-mio-figlio-come-va-la-risposta-pedagogica-sta-crescendo/" data-a2a-title="Alla domanda: “Mio figlio come va?” la risposta pedagogica: “Sta crescendo”"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/08/alla-domanda-mio-figlio-come-va-la-risposta-pedagogica-sta-crescendo/">Alla domanda: “Mio figlio come va?” la risposta pedagogica: “Sta crescendo”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">75235</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
