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	<title>Spionaggio Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Spionaggio Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Dalla Cina col pallone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arno’ direttore de La Gazzetta Italo brasiliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2023 19:38:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="453" height="450" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/864DAFA1-A0DD-4BC7-858A-28AEFA038765.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/864DAFA1-A0DD-4BC7-858A-28AEFA038765.jpeg 453w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/864DAFA1-A0DD-4BC7-858A-28AEFA038765-300x298.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/864DAFA1-A0DD-4BC7-858A-28AEFA038765-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 453px) 100vw, 453px" /></p>
<p>&#8220;L’Invasione Digitale Cinese: Le Preoccupazioni sulla Privacy e l&#8217;Alternativa Imec&#8221; Beh, al giorno d’oggi non ci vuole davvero la Sibilla ellespontica per rivelarci che siamo spiati puranco quando andiamo al&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="453" height="450" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/864DAFA1-A0DD-4BC7-858A-28AEFA038765.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/864DAFA1-A0DD-4BC7-858A-28AEFA038765.jpeg 453w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/864DAFA1-A0DD-4BC7-858A-28AEFA038765-300x298.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/864DAFA1-A0DD-4BC7-858A-28AEFA038765-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 453px) 100vw, 453px" /></p><p><i>&#8220;L’Invasione Digitale Cinese: Le Preoccupazioni sulla Privacy e l&#8217;Alternativa Imec&#8221;</i></p>
<p>Beh, al giorno d’oggi non ci vuole davvero la Sibilla ellespontica per rivelarci che siamo spiati puranco quando andiamo al cesso. Le statistiche dicono che il 63% degli individui, sebbene non sia igienicamente corretto, quando va a fare i propri bisogni si porta dietro lo <em>smartphone;</em> uno strumento sempre più diffuso e indispensabile, che però ci spia, ci registra, ci filma, ci condiziona la vita e ci rende  ammalati di astinenza di connessione web.</p>
<p>È ormai difficile immaginare un mondo senza «telefonino», ma l’uso eccessivo dello stesso può provocare in certi casi serie conseguenze, quali, per esempio, la diminuzione della capacità di concentrazione, problemi neurologici e posturali, nonché l’insorgere della nomofobia, che si traduce nell’ansia di rimanere senza l’aggeggio diabolico, del quale si teme di non poterne fare a meno.</p>
<p>Inoltre, una recente indagine ha concluso che oltre il 16% delle persone legge le notifiche telefoniche interrompendo le fasi del sonno, nonostante sia noto che l’uso dello <em>smartphone</em> nelle ore notturne è dannoso per la salute psicofisica: non solo aumenta i problemi del sonno, ma influisce pure sulla psiche.</p>
<p>Tuttavia, tra tutti i mali menzionati reputiamo che il peggiore sia l’invasione della sfera della nostra vita privata, ovvero la pratica illecita di ottenere attraverso sistemi elettronici notizie riservate e personali.</p>
<p>A tal proposito, poco tempo addietro, un noto centro tedesco di controspionaggio cibernetico ha scoperto dei virus sui telefoni di origine cinese, che permettono di ascoltare le chiamate, le conversazioni, nonché tracciare gli utenti e quant’altro. Il rapporto, precisano altri ricercatori, non dovrebbe allarmarci più di tanto perché riguarderebbe esclusivamente il mercato cinese. Boh! beato chi ci crede… ma noi chiaramente non ci crediamo, tenuto soprattutto conto del mercato globale e &#8216;liquido&#8217; in cui viviamo!</p>
<p>Ora, ad essere sinceri, non è sullo smartphone che vorremmo incentrare la nostra disamina odierna; esso è solo uno dei molteplici ritrovati tecnologici attraverso cui i comuni cittadini hanno perso la loro <em>privacy </em>(il diritto alla protezione dei dati personali) e i governi la protezione delle informazioni sensibili e relative alla sicurezza del Paese che rappresentano. Mattatore attuale a questo riguardo è il <strong>Dragone</strong>, che una ne fa e cento ne pensa! Acciderba, come se non bastasse l’invasione di <strong>Huawey</strong>, <strong>Zte</strong>, <strong>Lenovo</strong>, <strong>Xiaomi</strong>, <strong>OPPO</strong>, <strong>OnePlus</strong> e <strong>Realme</strong> con le telecamere, i computer, i telefonini e le varie tecnologie di sicurezza biometrica connesse, ci mancavano solo, sparsi nei cieli, i palloni aerostatici. Aeromobili, questi ultimi, destinati a raccogliere, secondo Pechino, dati meteorologici e scientifici;  intercettazione e raccolta di intelligence, secondo Washington.</p>
<p>E c’è dell’altro. Non soddisfatti dall’esito di detti palloni, rivelatisi piuttosto pittoreschi e non facilmente camuffabili, i piani spaziali cinesi prevedono di monitorare la «meteorologia» ancor più dall’alto e da più fuori di mano: entro il 2030 avverrà il primo sbarco di astronauti sulla Luna ed entro il 2050 la prima stazione operativa di «ricerca» permanente.</p>
<p><strong>L’occhio del Dragone</strong></p>
<p>Il salto sulla Luna è la <em>roadmap</em> di Pechino per la conquista dello spazio e dell’«informazione». Infatti, dal momento che cominciano a fare cilecca sia la rete degli 007 tradizionali sia gli accordi della <strong>Belt and Road</strong> (le nuove vie della seta), il buon <strong>Xi Jinping</strong> avrà pensato che gli occidentali sono troppo permalosi per i suoi gusti e che sarebbe meglio continuare a tener d’occhio i cambiamenti climatici e qualcos’altro più da remoto: dal satellite naturale della Terra… dalla <strong>Luna</strong>.</p>
<p>E guarda un po’, per fortuita coincidenza e senza alcuna allusione specifica, sulla Terra si è già scoperto il gioco di spie che fomenta la guerra fredda USA-Cina. Non che non ne fossimo a conoscenza, ma una serie di recenti episodi, che sta mettendo in serio imbarazzo la <strong><em>spy-road</em></strong> di Pechino, ha trasformato la nostra sommaria conoscenza in fondata o in ragionevole convinzione, che dir si voglia, sulla circostanza che le spie vivono tranquillamente attorno a noi nella quotidianità, oltre che nei <em>film</em> e nelle <em>spy story</em>.</p>
<p>A questo riguardo l´Università di <strong>Erlangen-Norimberga</strong> ha sospeso i ricercatori finanziati dal governo cinese nel timore che lo stesso potesse utilizzare le ricerche di costoro per scopi di spionaggio scientifico e industriale; la <strong>Svezia</strong> e altri Paesi europei sono in allerta «gialla<a target="_blank" rel="noopener" name="_Hlk146458217"></a>» sulle attività di determinate aziende cinesi, apparentemente innocue, ma che potrebbero svolgere azioni di influenza e ingerenza nei confronti degli Stati euro-atlantici; nel<strong>Regno Unito</strong>, tra altri casi, due uomini sono stati arrestati di recente con l’accusa di spionaggio al servizio della Cina e uno di loro lavorava come ricercatore alla Camera dei Comuni del parlamento britannico; l´<strong><em>intelligence</em> occidentale</strong> ha scoperto 102 «stazioni cinesi di polizia» illegali e situate in 53 Stati nel mondo (solo in Italia ve ne sono ben undici); e, in prosieguo di tempo, le <strong>istituzioni statunitensi di sicurezza</strong> hanno lanciato l’allarme a riguardo di un nuovo e insidioso fenomeno di spionaggio realizzato da soggetti cinesi o asiatici, denominati <strong>Gatecrashers</strong> (intrusi, imbucati) a causa del loro sistema operativo, i quali, nelle vesti di falsi turisti, vanno in caccia di informazioni riservate e segrete. Costoro, agli ordini di Pechino, agirebbero al fine di ottenere informazioni privilegiate e nel contempo sperimenterebbero il grado dei sistemi di sicurezza in determinate zone, protette dal segreto militare o industriale, penetrandovi sotto forma di turisti spaesati e sprovveduti, come se non sapessero dove condursi.</p>
<p><strong>«Come te movi, te fulmino!» </strong></p>
<p>È il titolo del film (1958) diretto da Mario Mattoli e tratto dalla commedia musicale &#8220;Un paio d&#8217;ali&#8221; di <strong>Garinei e Giovannini</strong>, che ben si adatta, come monito, al futuro comune mortale, al cittadino globale, spiato dalla moderna tecnologia selvaggia e inquinante.</p>
<p>Essendo chiaramente assodato che ormai siamo «osservati» fin nella nostra intimità, le male lingue cinguettano che poco manca al momento in cui si correrà il rischio di essere sanzionati per rumori molesti attraverso l’occhio elettronico <em>hi–tech</em> del <strong>Grande Fratello</strong>, di stile orwelliano. Ciò potrebbe avvenire p.e. nel caso in cui si emetta tra le mura domestiche un rutto che superi un certo numero di decibel.</p>
<p>A puro titolo di cronaca, l’americana <strong>Kimberly Winter</strong> ha stabilito un nuovo record mondiale femminile per il rutto più rumoroso, registrando un livello di decibel di 107,3. Povera lei, non potrà più allenarsi né gareggiare: corre infatti voce che, a causa del sofisticato sistema di futura sorveglianza di massa, entro il 2026 saranno permessi solo ruttini insonori, dotati di silenziatore a norma di legge, per la salvaguardia dell’inquinamento acustico, ovvero in ossequio al principio dell’assenza di rumore per il benessere dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Ahinoi, come ci siamo ridotti! È finita un’epoca; una nuova appare all’orizzonte. Vivremo in una <strong>società intelligente</strong> o, come sembra più probabile, in una <strong>cretineria di massa</strong>?</p>
<p><strong>Il sicomoro di Gerico</strong></p>
<p>Riassumendo, diremmo che la globalizzazione ha raggiunto i suoi limiti storici: dialetticamente, l’economia mondiale ormai è concentrata solo nelle mani degli <strong>USA</strong>, della <strong>Cina</strong> e dell’<strong>India</strong>; l’avvento selvaggio delle tecnologie emergenti ha provocato la spersonalizzazione dell’individuo; e la massificazione, repressiva e non foriera di metacompetenze indispensabili alla pratica educativa e pedagogica, si presenta sempre più nociva e regressiva. Corriamo di conseguenza il rischio di rimanere intrappolati per la vita (quella che ancora ci resterà) in una spirale digitale senza fine.</p>
<p>La verità, dunque, è che siamo messi molto male e non ci vuol nulla per arrivare al punto di non ritorno. Urge cercare una via d’uscita prima che sia troppo tardi. Certo, non possiamo aspettarci prodigi come ad esempio sperare di vedere i fautori del cyber spionaggio internazionale e della globalizzazione selvaggia, miracolati da <strong>Gesù</strong>, salire come <strong>Zaccheo</strong> sul sicomoro di Gerico; troppa grazia! Ciò nonostante, possiamo ancora cercare un immediato rimedio e agire con misure riparatorie: qualcosa invero si muove e, se non soffriamo di pareidolia, potremmo aver visto giusto.</p>
<p><strong>L’India e il Mediterraneo</strong></p>
<p>La Cina non solo invade il pianeta con inutili cianfrusaglie; non solo fa di tutto per detenere il monopolio mondiale dell’elettronica; non solo investe nelle migliori aziende occidentali per acquisire il complesso di conoscenze ed esperienze tecniche, ma oltre a ciò ci &#8216;sorveglierebbe&#8217; con tutti i mezzi immaginabili e no, per mantenere la supremazia economica sull’Occidente e sul pianeta. Ordunque, liberarci dal &#8216;controllo&#8217; digitale, dalla tecnologia «pervasiva», dalla dipendenza economica cinese e dai casi di «<em>faute mercatoria</em>» nell’asimmetrico mondo di oggi, creando un nuovo partenariato economico internazionale, che possa sopperire a tutte le necessità che la moderna geoeconomia richiede, può essere una valida via d’uscita.</p>
<p>Ed ecco che nel recente <strong>G20</strong>, è stato prospettato, in contrapposizione allo strapotere della Cina, un grandioso piano infrastrutturale di crescita economica e cooperazione tra l’Europa, il Medio Oriente e l’India. Questo progetto è definito India-Middle East-Europe Economic Corridor; l’acronimo internazionale è <strong>Imec</strong>. In altre parole si tratta di una strategia alternativa, ovvero della realizzazione di un’«autostrada» in senso inverso alla <strong>Belt and Road Initiative</strong> (Bri) e da taluni già definita «<strong>la via del cotone</strong>» con <strong>Nuova Delhi</strong> al capolinea Est. E perciò avremmo un nuovo percorso economico con altri compagni di viaggio quali Arabia Saudita, India e Unione Europea. Tutti Paesi, questi menzionati, legati al rispetto delle regole di mercato e che ragionevolmente non dovrebbero avere la necessità di spionarsi a vicenda.</p>
<p><strong>In cauda venenum</strong></p>
<p>Ordunque, sarà questa la buona strada che ci consentirà di risolvere i nostri problemi? Beh, probabilmente sì, ma a prescindere dalla risposta, sorge una questione pregiudiziale: riusciremo a liberarci completamente e in tempi brevi dal dominio dell´economia digitale del Dragone? Sinceramente sarà dura, ma, non avendo altre vie d’uscita, non ci rimane che perseverare nell´anzidetto tentativo in corso! Non a caso un vecchio adagio recita: «Vincit<em> qui patitur»</em>, ossia vince chi persevera.</p>
<p>E così sia!</p>
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		<title>Il nemico vi ascolta. Tacete!</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/07/31/il-nemico-vi-ascolta-tacete/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-nemico-vi-ascolta-tacete</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arno’ direttore de La Gazzetta Italo brasiliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jul 2022 14:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="403" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/EB31CD68-5A35-4FD6-8217-CCA519BAF863.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/EB31CD68-5A35-4FD6-8217-CCA519BAF863.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/EB31CD68-5A35-4FD6-8217-CCA519BAF863-300x189.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/EB31CD68-5A35-4FD6-8217-CCA519BAF863-585x368.jpeg 585w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>di Giuseppe Arnò Chiaramente non alludiamo allo slogan fascista, né al film del 1943 con Stanlio e Ollio «Il nemico ci ascolta» (Air Raid Wardens), ma a qualcosa di più serio:&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/07/31/il-nemico-vi-ascolta-tacete/">Il nemico vi ascolta. Tacete!</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="403" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/EB31CD68-5A35-4FD6-8217-CCA519BAF863.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/EB31CD68-5A35-4FD6-8217-CCA519BAF863.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/EB31CD68-5A35-4FD6-8217-CCA519BAF863-300x189.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/EB31CD68-5A35-4FD6-8217-CCA519BAF863-585x368.jpeg 585w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">di</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">Giuseppe </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Arnò</span></span></p>
<p class="s8"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Chiaramente non alludiamo allo slogan fascista, né al film del 1943 con Stanlio e Ollio «</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Il nemico ci ascolta</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">» (</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Air Raid </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Wardens</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">), ma a qualcosa di più serio: allo spionaggio informativo dilagante e, per finire, alle telecamere cinesi per come appresso illustreremo. Invero, si desidera far notare nel prosieguo come nel tempo, per un motivo o per un altro, il citato motto di avvertimento sia rimasto pur sempre valido e attuale.</span></span></p>
<p class="s8"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Da che mondo è mondo lo spionaggio </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">è sempre esistito. Gli antichi E</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">gizi elaborarono sapientemente un sistema per l&#8217;acquisizione di informazioni, a danno degli Ittiti, dopo la Battaglia di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Qadeš</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> (1296 a.C.) e per conseguire il controllo della Nubia, ma senza andare molto in là nel tempo ci ricordiamo di </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Pio V</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, fondatore dei servizi segreti vaticani nel 1566. Essi ricevettero la denominazione di &#8216;Santa Alleanza&#8217;, ma vennero meglio conosciuti con il nome de &#8216;L’Entità&#8217;. Il compito di detti Servizi era quello di difendere in primis la cristianità e quindi, di riverbero, il potere del </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Vaticano</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">. Ecco però che, a questo riguardo, all’attento osservatore non può sfuggire una situazione da </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">guinness</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">: un piccolo Stato, il più piccolo al mondo, con l’intelligence più antica dello spionaggio moderno!</span></span></p>
<p class="s8"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Ma come la Danza Cosmica di Shiva, tutto però si evolve in un divenire che non permette più lo staticismo scientifico. Col passar degli anni, infatti, tutti i governi si dotano di valide strutture spionistiche destinate ad ottenere la conoscenza di segreti, generalmente di rivali o nemici, al fine di proteggersi da minacce interne o esterne, nonché per conseguire vantaggi militari, politici o economici. Fioriscono gli 007, le super spie alla James Bond e nel contempo si fa a gara tra gli Stati per poter vantare il migliore apparato di Servizi anche perché questi ultimi rappresentano l’ostentazione della forza e della potenza di un paese nei confronti degli altri.</span></span></p>
<p class="s8"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Lo spionaggio in realtà ormai non ha più limiti: si spiano i nemici, i concorrenti, gli amici, i propri cittadini e </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">puranco</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> i coniugi… infedeli. Invero, se con riguardo al primo soggetto lo spionaggio è sotto certi aspetti comprensibile, lo è molto meno allorché esso viene effettuato negli altri casi. Basti ricordare la situazione d’impaccio in cui gli USA si sono venuti a trovare con i governi amici di quasi mezzo mondo dopo le rivelazioni di </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Edward Joseph </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Snowden</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, sulla rete di spionaggio internazionale della NSA.</span></span></p>
<p class="s8"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">In punto di diritto</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">: non esiste una norma sulla </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">intelligence</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">; non c’è mai stato nessuno che abbia pensato di stipulare una convenzione internazionale sullo spionaggio in tempo di pace e in particolare in nessun momento è stata presa in considerazione la fattispecie di spionaggio tra alleati. In quest’ultimo caso vien da chiedersi se esistano almeno delle regole, seppure non scritte, in materia, in </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">quanto la trasgressione delle stesse sarebbe aggravata dalla violazione del rapporto di fiducia, che dovrebbe legare i Paesi amici.</span></span></p>
<p class="s8"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Per lo spionaggio in tempo di pace, allo stato, è soltanto possibile pensare ad una normazione sull’estrazione non autorizzata di dati dalla rete, supportata dal diritto alla privacy e pertanto incriminare i </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">big </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">dell’Internet, che ne facciano indebito utilizzo.</span></span></p>
<p class="s8"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">In sostanza, solo dello spionaggio in tempo di guerra incontriamo una certa regolamentazione nel diritto internazionale: secondo la disciplina del Protocollo aggiuntivo alle </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Convenzioni di Ginevra</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, se una spia agente di una forza armata viene catturata dal nemico, sarà trattata da spia e non da prigioniero di guerra. </span></span></p>
<p class="s8"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">In punto di fatto</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">: In questo stato di cose, in ambito internazionale e in tempo di pace «vale tutto»: ognuno dunque spia quanto più può e come meglio può!</span></span></p>
<p class="s8"><b><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Le </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">App</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> ci spiano</span></span></b></p>
<p class="s8"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Ma puntiamo adesso l’attenzione sui comuni mortali, su di noi. Secondo le ormai diffuse informazioni la nostra privacy va a farsi friggere a causa delle moltissime </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">App</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> (applicazioni software dedicate ai dispositivi di tipo mobile, quali </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">smartphone</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> o </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">tablet</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">), che spiano la nostra vita nel Web trasmettendo dati, a nostra insaputa. Si è appurato, infatti, che gli hacker, tra i tanti mezzi fraudolenti, da tempo ci spiano con una nuova </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">app</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> che può essere utilizzata sugli </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">smartphone</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">; si chiama </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">PlaceRaider</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> (&#8220;</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">malware</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">visivo&#8221;) e consente un utilizzo inizialmente limitato ai telefoni dotati del sistema </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Android</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, ma l’estensione ad altri </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">smartphone</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, assicurano, sarebbe solo questione di tempo. Molto poco tempo, diremmo, per come corre la rivoluzione tecnologica.</span></span></p>
<p class="s8"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Ma come tutto ciò può avvenire? Parrebbe che la </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">PlaceRaider</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> riesca ad acquisire immagini dal cellulare controllato in quanto ha la capacità di mettere in funzione la fotocamera, a distanza e senza che l’interessato se ne accorga. Attraverso le immagini rubate si potrebbero persino riprodurre modelli 3D che permetterebbero di ricostruire i movimenti del malcapitato </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">hackerato</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> o addirittura importanti documenti. È chiaro che la nostra vita ormai è controllata e registrata in un poderoso database alloggiato in chissà quale angolo remoto del mondo, a nostra insaputa per fini politico-commerciali.</span></span></p>
<p class="s8"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Google </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">analytics</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, per esempio, è lo strumento per eccellenza di analisi, usato da quasi tutte le </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">app</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">geolocalizzazione</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">. Alcune di esse sono contraddistinte da un numero ID che svela vita, morte e miracoli dell’utente. Non dimentichiamoci poi degli apparecchi dotati di GPS; in questo caso, senza volerlo, noi stessi riveliamo la nostra posizione ovunque ci troviamo.</span></span></p>
<p class="s8"><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Da chi siamo spiati</b></span></span></p>
<p class="s8"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Dopo questa breve esposizione sullo spionaggio e sulla criticità della nostra privacy, passiamo a esaminare da chi oggi siamo spiati e per quali motivi.</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">In </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Inghilterra</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> una folta schiera di politici ha chiesto al governo </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">di vietare la vendita e l’uso nel Paese delle apparecchiature di sorveglianza cinesi prodotte da </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">aziende come </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Hikvision</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Dahua</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">. Ufficialmente dette aziende sono da bandire in quanto avrebbero dei legami con la violazione dei diritti umani nello </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Xinjiang</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> (una regione autonoma della </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Repubblica Popolare Cinese</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">): segnatamente, le telecamere installate nei campi di rieducazione per gli uiguri proverrebbero dall’azienda </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Hikvision</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s8"><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Riteniamo che questa presa di posizione faccia parte delle buone maniere (</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">politeness</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">) inglesi e che la realtà sia ben altra: ci troviamo di</span></span> <span class="s12"><span class="bumpedFont15">fronte allo “scontro crescente tra tecno-democrazie e tecno-autocrazie” così come ha recentemente affermato </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Antony</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Blinken</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">, segretario di Stato statunitense. Ovvero, due &#8216;sistemi&#8217; che si spiano reciprocamente senza esclusione di colpi, ma guarda un </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">po</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">´, ad un certo momento ci si accorge che il mondo è invaso non solo dalle chincaglierie, ma anche e soprattutto dai sistemi di videosorveglianza cinesi.</span></span></p>
<p class="s8"><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Secondo quanto rivelato su Rai 3 dal team di «</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Report</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">» ci sono telecamere della </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Hikvision</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> che aprono comunicazioni con IP cinesi. In altre parole possono inviare informazioni italiane alla </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Cina</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> e cioè immagini, dati, intrecci di carte di credito, soldi e quant’altro immaginabile. A far capire la pericolosità di detta situazione basta ricordare che i </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">termoscanner</span></span> <span class="s12"><span class="bumpedFont15">Dahua</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> sono operanti a </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Palazzo Chigi</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">e le telecamere </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Hikvision</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> nelle Procure, nei Tribunali, nei siti sensibili come </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Malpensa</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Fiumicino</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> e infine nelle principali città italiane.</span></span></p>
<p class="s8"><span class="s12"><span class="bumpedFont15">In </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Cina</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> già da tempo esiste, oltre ai vari strumenti di controllo sui cittadini, il sistema del credito sociale (SCS), attraverso il quale il cittadino, per poter acquisire punti di merito o demerito, viene analizzato in tutti i suoi comportamenti attraverso l’incrocio dei dati che l’intelligenza artificiale ha raccolto su di lui: robe da fantascienza, è vero, ma occhio alla penna… dal momento che anche noi siamo &#8216;osservati&#8217; dalle telecamere cinesi.</span></span></p>
<p class="s8"><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Un gruppo di specialisti</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> svedesi accreditati presso lo </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Swedish</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> Center for China </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Studies</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> ha infatti stabilito che la tecnologia cinese per le </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">smart</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> city comporterebbe tra le altre negatività la possibilità dello Stato cinese di accedere con estrema facilità ai dati sensibili dei siti controllati. E vi sembra poco?</span></span></p>
<p class="s8"><strong><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Soluzione</span></span></strong></p>
<p class="s8"><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Allo stato non esiste una soluzione: in vari paesi tra cui gli </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">USA</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">, l’</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Inghilterra</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">, il </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Canada</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> e l’</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Australia</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">, esperti di cyber-security stanno analizzando i prodotti della </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Huawei</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> e di altre industrie cinesi per verificare se esistano rischi per la sicurezza nazionale dal momento che, come abbiamo visto, la </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Cina</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> pratica una strategia molto aggressiva e pericolosa di cyber-spionaggio industriale e… non solo.</span></span></p>
<p class="s15"><span class="s12"><span class="bumpedFont15">I</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">l </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Parlamento europeo</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> nel contempo ha votato per la rimozione delle telecamere </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Hikvision</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">, mentre l’</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Italia</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">, dal canto suo, ha preso opportuni provvedimenti, costituendo il </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Cvcn</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> (Centro di valutazione e di certificazione nazionale) in capo all’</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">ACN</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> (Agenzia per la </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Cybersicurezza</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> Nazionale). Ma serviranno queste misure a renderci liberi dalle insidie delle telecamere di sicurezza cinesi? Probabilmente non del tutto!</span></span></p>
<p class="s8"><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Anche se c’è &#8216;puzza di bruciato&#8217;, dal momento che non è la prima volta che il nostro Parlamento insabbia il dossier sulle telecamere cinesi, si spera che almeno le opportune contromisure di </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">cybersicurezza</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"> riescano a neutralizzare in qualche modo indesiderate invasioni della nostra privacy.</span></span></p>
<p class="s8"><span class="s12"><span class="bumpedFont15">Comunque sia, ahinoi, una civiltà sta finendo: siamo già nell’era digitale, dell’IA e ce ne dobbiamo rendere conto! Orbene, «Chi si è guardato si è salvato» dice un vecchio adagio calabrese, per cui nel dubbio, in questo ormai pazzo mondo orwelliano, sussurriamo: </span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">Pssst</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">… il nemico ci ascolta e… ci scannerizza!</span></span></p>
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