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	<title>Stato Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Stato Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>STATO, NON SARAI IL MIO DIO.  Nazione, Patria, Libertà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Lalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Sep 2023 13:13:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Nazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="854" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/0FE634A0-C7D1-485F-914A-5D8B957D30C9.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/0FE634A0-C7D1-485F-914A-5D8B957D30C9.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/0FE634A0-C7D1-485F-914A-5D8B957D30C9-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/0FE634A0-C7D1-485F-914A-5D8B957D30C9-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/0FE634A0-C7D1-485F-914A-5D8B957D30C9-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/0FE634A0-C7D1-485F-914A-5D8B957D30C9-1170x781.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/0FE634A0-C7D1-485F-914A-5D8B957D30C9-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/0FE634A0-C7D1-485F-914A-5D8B957D30C9-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>di Giuseppe Lalli Viene prima lo Stato o la Nazione? In una dimensione ancestrale è difficile dirlo. È come dire: l&#8217;homo sapiens sente più forte il senso dell&#8217;appartenenza o quello&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/09/23/stato-non-sarai-il-mio-dio-nazione-patria-liberta/">STATO, NON SARAI IL MIO DIO.  Nazione, Patria, Libertà</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>di Giuseppe Lalli </b></p>
<p>Viene prima lo Stato o la Nazione? In una dimensione ancestrale è difficile dirlo. È come dire: l&#8217;homo sapiens sente più forte il senso dell&#8217;appartenenza o quello della sicurezza? L’homo sapiens sapiens (il nostro progenitore), scuro di pelle, che dal &#8220;Corno d&#8217;Africa&#8221; viene in Europa e finisce per scontrarsi con l&#8217;europeo homo di Neanderthal, bianco, si porta dietro un&#8217;idea di appartenenza o solo il bisogno di sopravvivenza?<br />
Sta di fatto, però, che l&#8217;homo sapiens, ancorché meno dotato fisicamente, riuscì a vincere il suo cugino perché possedeva un linguaggio articolato, a differenza di quello &#8220;proposizionale&#8221; dell’homo di Neanderthal. Il sapiens finì per prevalere perché capace di comunicare meglio e quindi di adottare una strategia di gruppo, ciò che depone a favore dell&#8217;organizzazione, ancorché sia arduo, in questo contesto, parlare di Stato e Nazione. Una cosa tuttavia è certa: entrambe le specie pare che praticassero il culto dei morti, segno che la religione è un tratto distintivo assai profondo dell&#8217;umanità, e sicuramente precede sia l&#8217;idea della Nazione che dello Stato.<br />
In termini per così dire &#8220;moderni&#8221;, con la nascita delle &#8220;civiltà&#8221;, non c&#8217;è dubbio che il senso di appartenenza, la Nazione quindi, nella coscienza delle persone, precede il senso dello Stato: lo Stato, nell&#8217;epoca &#8220;civile&#8221;, è &#8220;al servizio&#8221; della Nazione, non il contrario. La travagliata storia del popolo ebraico ne è la più fulgida dimostrazione: la nazione ebraica sopravvive alla disfatta dello Stato, durante tutta la sua millenaria e commovente storia. Israele è una Nazione che reclama uno Stato: è questa una verità che caratterizza la sua vicenda umana da Abramo in poi.<br />
Nel nostro tempo, abbiamo constatato che il crollo dei regimi comunisti dell&#8217;Europa centro– orientale, compresa la Russia, ha indebolito le strutture statali ma ha visto il riemergere dalle macerie il nazionalismo, fenomeno che, sia pure in forma patologica, è espressione del senso dell&#8217;appartenenza ad una Nazione. La Nazione, dunque, precede lo Stato ed è destinata a sopravvivergli. Il primato dello Stato è solo apparente, è un primato &#8220;psicologico&#8221;, il primato della Nazione è reale, è &#8220;ontologico&#8221;.<br />
Il confronto tra queste due grandi istanze della convivenza umana si porta dietro altri concetti, quali Patria, Libertà, Sicurezza. L&#8217;idea di Patria è la stessa idea di &#8220;nazione&#8221; ma vissuta in una dimensione più sentimentale: richiama le comuni radici in maniera più immediata di quanto non faccia l&#8217;idea di Nazione. Non è un caso che il nazionalismo appare – ed è – una degenerazione, ed evoca l&#8217;idea di espansione a danno di altre nazioni. La patria invece, che può indicare anche una porzione di territorio più piccola della nazione di appartenenza, evoca la difesa, e si lega più facilmente all&#8217;idea di Libertà.<br />
Quest&#8217;ultima indica un bisogno profondo, insopprimibile della persona umana, alla quale si può rinunciare, ma solo in via provvisoria, in nome della Sicurezza, sentimento anch&#8217;esso forte, perché ha a che fare con l&#8217;istinto di sopravvivenza. La Patria è un sentimento più forte di quanto si è voluto far credere da parte di una mentalità cosmopolita e astratta, quella esaltata da una certa ideologia sessantottina e prima ancora dall&#8217;internazionalismo di stampo marxista–leninista.<br />
Volendo rifarsi alla storia politica italiana del &#8216;900, c&#8217;è da osservare che pochi storici hanno sottolineato il fatto che Benito Mussolini (1883–1945), alla fine dei travagliati anni che seguirono alla Grande Guerra, vinse la partita politica anche perché comprese che l&#8217;ideale della patria, esaltato</p>
<p>dalla vittoria dell&#8217;Italia nel grande conflitto mondiale, che aveva cementato, nel fango delle trincee, l&#8217;appartenenza ad una stessa comunità nazionale, era, al di là della retorica, un sentimento naturale ben più profondo dell&#8217;appartenenza ad una classe sociale (Il socialismo, per il futuro “duce”, era stato, peraltro, solo un istinto ereditato). In altri termini, il giovane direttore di «Il popolo d&#8217;Italia» comprese che gli abitanti della Penisola, nonostante tutto, si sentivano prima italiani e poi operai o contadini, ragion per cui la &#8220;rivoluzione proletaria&#8221; era estranea al sentimento prevalente nella nazione.<br />
&#8220;Patria e Libertà&#8221; può essere un binomio vincente. Fu quello adottato, se non alla lettera come orientamento ideale di fondo, da una parte della Resistenza antifascista, quella più consapevole, minoritaria ma profetica e densa di avvenire. La Nazione, dunque, viene prima di ogni sistema politico e prima dello Stato, come si è mostrato, e questo fu, invece, ciò che Mussolini non comprese. E non lo comprese nemmeno il grande suggeritore del regime, Giovanni Gentile (1875– 1944), teorico del cosiddetto</p>
<div id="attachment_76968" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-76968" class="size-medium wp-image-76968" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/1B944C1D-6267-4541-9F52-DF1CEDE0663F-300x166.jpeg" alt="" width="300" height="166" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/1B944C1D-6267-4541-9F52-DF1CEDE0663F-300x166.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/1B944C1D-6267-4541-9F52-DF1CEDE0663F.jpeg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-76968" class="wp-caption-text">Giovanni Gentile</p></div>
<p>&#8220;Stato etico&#8221;, vale a dire uno Stato che si arroga il diritto di essere fonte originaria di moralità. Uno Stato che si fa Dio: una riforma &#8220;religiosa&#8221; oltre che politica, che a Gentile gli deriva dalla cattiva lezione appresa da G. W. Friedrich Hegel (1770–1831), che nella sua</p>
<div id="attachment_76969" style="width: 241px" class="wp-caption alignright"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-76969" class="size-medium wp-image-76969" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B152F45E-0388-4EEE-A793-EB883219203D-231x300.jpeg" alt="" width="231" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B152F45E-0388-4EEE-A793-EB883219203D-231x300.jpeg 231w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B152F45E-0388-4EEE-A793-EB883219203D-787x1024.jpeg 787w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B152F45E-0388-4EEE-A793-EB883219203D-768x999.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B152F45E-0388-4EEE-A793-EB883219203D-585x761.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B152F45E-0388-4EEE-A793-EB883219203D.jpeg 800w" sizes="(max-width: 231px) 100vw, 231px" /><p id="caption-attachment-76969" class="wp-caption-text">Friedrich Hegel</p></div>
<p>visione dello Spirito che si invera nella Storia, pone al vertice del processo non la Religione ma la Ragione.<br />
Nella visione del filosofo di Caltagirone la religione, che in Italia ha assunto, storicamente, la forma del cattolicesimo, è ontologicamente inferiore alla filosofia, e il catechismo, che egli ammette nell’insegnamento scolastico, è solo la “filosofia dei piccoli”, un modo per modellare la mente dei bambini alla speculazione astratta. La polemica tra il filosofo dell’Attualismo e Agostino Gemelli (1878–1959), il fondatore dell’Università Cattolica, verteva proprio su questo, ed era questa anche la vera posta in gioco nella diatriba che negli ‘30 oppone i vertici della Chiesa a quelli del regime fascista attorno alle organizzazioni cattoliche (bisogna rispondere, in ultima istanza, a Dio o allo Stato?).<br />
Quello di Hegel e di Gentile è il regno dell’immanenza (Deus qui manet in nobis), a cui non ha accesso alcuna religione rivelata. La trascendenza, che è, a ben riflettere, fonte di libertà, viene così negata alla radice, e lo Stato, che è la meta ultima dell&#8217;«incedere di Dio nella Storia», diviene l&#8217;unico Dio nel cui seno l&#8217;uomo può riposare, il giudice ultimo del bene e del male. Dietro ogni totalitarismo c&#8217;è questa grande eresia: uno Stato che si fa Dio e che può assumere, volta per volta, una “ragione sociale” diversa e una diversa idea totalizzante (lo “stato organico”, la “razza”, “la classe”).<br />
Nulla a che vedere con il Dio della rivelazione giudaico–cristiana: il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, di Gesù Cristo, il Dio dei vivi e non dei morti, vuole uomini liberi e responsabili. Contro il virus del totalitarismo, che tante tragedie ha provocato nel Novecento, il vaccino c&#8217;è: la trascendenza, la fede in un Dio che è al di là della storia, la sola che può garantire l&#8217;alleanza tra lo spirito di libertà e lo spirito di religione. «Sono incline a pensare – scriveva Alexis de Tocqueville (1805–1859) – che, se non ha fede, bisogna che serva e, se è libero, che creda».</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F09%2F23%2Fstato-non-sarai-il-mio-dio-nazione-patria-liberta%2F&amp;linkname=STATO%2C%20NON%20SARAI%20IL%20MIO%20DIO.%20%20Nazione%2C%20Patria%2C%20Libert%C3%A0" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F09%2F23%2Fstato-non-sarai-il-mio-dio-nazione-patria-liberta%2F&#038;title=STATO%2C%20NON%20SARAI%20IL%20MIO%20DIO.%20%20Nazione%2C%20Patria%2C%20Libert%C3%A0" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/09/23/stato-non-sarai-il-mio-dio-nazione-patria-liberta/" data-a2a-title="STATO, NON SARAI IL MIO DIO.  Nazione, Patria, Libertà"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/09/23/stato-non-sarai-il-mio-dio-nazione-patria-liberta/">STATO, NON SARAI IL MIO DIO.  Nazione, Patria, Libertà</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Covid e mafia: quando lo stato volta le spalle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2020 11:16:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="675" height="900" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/F88868CB-EEBB-4947-8C33-99104EB6F92E.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/F88868CB-EEBB-4947-8C33-99104EB6F92E.jpeg 675w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/F88868CB-EEBB-4947-8C33-99104EB6F92E-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/F88868CB-EEBB-4947-8C33-99104EB6F92E-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 675px) 100vw, 675px" /></p>
<p>Ci sono organizzazioni pronte a intervenire nelle nuove situazioni di indigenza, e anche lo Stato ha incrementato gli aiuti, ma il Covid ha trascinato un milione di italiani nella povertà.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2020/07/11/covid-e-mafia-quando-lo-stato-volta-le-spalle/">Covid e mafia: quando lo stato volta le spalle</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="675" height="900" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/F88868CB-EEBB-4947-8C33-99104EB6F92E.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/F88868CB-EEBB-4947-8C33-99104EB6F92E.jpeg 675w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/F88868CB-EEBB-4947-8C33-99104EB6F92E-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/F88868CB-EEBB-4947-8C33-99104EB6F92E-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 675px) 100vw, 675px" /></p><p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Ci sono organizzazioni pronte a intervenire nelle nuove situazioni di indigenza, e anche lo Stato ha incrementato gli aiuti, ma </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">il Covid ha trascinato un milione di italiani nella povertà</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">. Quattro milioni di persone oggi hanno bisogno di aiuti alimentari. La Campania è in cima alla lista.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">A San Giovanni a Teduccio, un quartiere industriale in declino, l’associazione </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Figli in famiglia</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> ha improvvisato una distribuzione della spesa a chi non arriva più a fine mese. Nel loro capannone venivano già assistiti ragazzi e famiglie vulnerabili. Con la pandemia, la situazione si è aggravata: </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">dalle 30 spese iniziali s</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">ono</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> arrivati oggi a 216 con cadenza quindicinale.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">I</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> residenti del quartiere sanno cosa significa vivere con la Camorra alla porta. Oggi i vertici dei clan sono stati decapitati, ma le istituzioni vengono comunque percepite distanti. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">S</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">e le politiche sociali del Governo al Sud vengono definite inadeguate, sul piano della sicurezza lo Stato risponde con mano ferma da anni. Il post-lockdown vede la polizia in allerta per un possibile incremento delle attività della criminalità organizzata, stando a quanto afferma il capo della Squadra mobile di Napoli, Alfredo Fabbrocini: &#8220;Noi abbiamo una strategia che è modulare. Cambia così come cambia la criminalità organizzata cercando anche di anticiparne le mosse. Nel concreto cerchiamo di comprendere, da quelli che ci fanno da orecchie sulla strada, come stanno modulando la loro attività e cerchiamo di arginarla&#8221;.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Oggi la camorra non è più forte, cerca di diversificare perché ha bisogno di guadagnare, oggi la camorra ha solo più fame. </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Non solo le mafie in Italia vogliono guadagnare di più, ma vogliono anche riciclare i loro proventi illeciti. La pandemia ha fornito loro nuove opportunità</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> s</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">i calcola che le mafie in Italia solo per il traffico di stupefacenti riescono a incamerare oltre 30 miliardi di euro. La Camorra ha bisogno di trovare dei canali finanziari nei quali occultare il danaro e il canale più semplice è rappresentato dai soggetti economici che si muovono nel mercato, vale a dire società per lo più a responsabilità limitata o società per azioni&#8221;.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">La grande crisi di liquidità seguita alla pandemia, sentita particolarmente dalle piccole e medie imprese, rischia di trasformare la criminalità organizzata, secondo varie associazioni antimafia, nella più grande banca d’Italia.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Venti mila aziende non sono riuscite a riaprire dopo il lockdown in Campania e 600 mila imprese hanno richiesto i prestiti con garanzia pubblica proposti dal Governo per rilanciare l’economia. Un terzo non ha ricevuto nulla. Le Mafie hanno tutto da guadagnare quando prestano denaro ad aziende in difficoltà, anche se le somme non vengono restituite, spiega il procuratore antimafia: &#8220;Laddove non si può restituire il danaro la camorra se ne avvantaggia, perché quel danaro che in parte ha perso le consente di acquisire la gestione dell&#8217;impresa, che da quel momento in poi diventerà il canale attraverso il quale mascherare il proprio danaro&#8221;.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">L’estorsione si aggiunge all’usura. </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">a Camorra</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> sembra abbia</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> ripreso a raccogliere il “pizzo” appena il lockdown è finito. </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Anche se</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> il Covid ha cambiato gli equilibri tra imprenditori e crimine organizzato</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, sembra esserci</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> ancora più rabbia, ancora più tensione, perché chi viveva un periodo di crisi, questa epidemia l&#8217;ha colpito ancora, l&#8217;ha affondato. Quando in questo periodo si presentano estorsori sui cantieri a chiedere il racket, ci sono molti </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">imprenditori</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">che si stanno ribellando</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Le forze dell’ordine temono che l’estorsione possa raggiungere livelli record in agosto, tra le tradizionali scadenze della Camorra per la riscossione. Secondo lo sportello </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">di Napoli</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">antiusura</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> della Cgil i prestiti illegali potrebbero aumentare del 30 per cento quest’anno in seguito al Covid.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">A fronte della situazione, l’organizzazione </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">antiracket</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Sos Impresa</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> ha radunato associazioni di categoria, forze dell’ordine e istituzioni per prevenire il rischio usura e l’infiltrazione criminale nell’economia. “Oggi siamo in una fase in cui questo fenomeno criminale dell&#8217;usura sta crescendo, ma sta crescendo in modo silenzioso &#8211; spiega il presidente di Sos Impresa, Luigi Cuomo &#8211;</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">adesso sono le vittime a cercare i propri carnefici, e sono loro che creano questo rapporto viziato. Tra un anno sapremo quanto si è sviluppato e quanto si sta sviluppando in questi giorni questo fenomeno, questo abbraccio mortale”.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Chiunque a Napoli sa che la Camorra si sta muovendo per sfruttare questa crisi, ma pochi sono disposti a parlarne.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Nonostante i timori che gli aiuti europei possano finire in mano alle Mafie, associazioni e istituzioni locali sottolineano che questi fondi sono vitali proprio per tenere le aziende nella legalità. Annapaola Porzio, commissaria straordinaria del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, giura: “I soldi stanno arrivando ed arriveranno anche cospicui nelle varie forme che il governo vorrà mettere in campo grazie anche ai finanziamenti che l&#8217;Europa ci consentirà di avere. Stiamo </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">introducendo</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> tante misure per evitare che vadano a finire in mani improprie”.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Oggi esistono strutture economiche e politiche per proteggere chi dice no a estorsioni e usura. Ci sono fondi per ripartire da zero, leggi ad hoc e associazioni che accompagnano chi denuncia passo passo. C’è chi ha pagato con la vita perché questo fosse possibile.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">L’esperto di criminologia Paolo Miggiano, nel libro </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">L’altro Casalese</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, appena pubblicato</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, ci dice:</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">che </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">&#8220;La situazione è certamente diversa. C&#8217;è stato un grande impegno delle forze dell&#8217;ordine e della magistratura, che ha smantellato certi gruppi criminali, soprattutto qui in Campania. Sarebbe stato necessario intervenire parallelamente: faccia brutta dello Stato &#8211; polizia e magistratura &#8211; e contemporaneamente aiuti sociali ed economici per lo sviluppo del territorio</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, anche se questo non mi sembra sia avvenuto”.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Per Nicola Ricci, segretario generale della Cgil, la situazione è allarmante: &#8220;Il Covid ha avuto effetti devastanti. Basti pensare solo che all&#8217;inizio dell&#8217;anno c&#8217;erano 23 milioni di richieste di ore di cassa integrazione, quindi avevamo già un apparato industriale pesantissimo, ora aggravato dal fatto che il 60 per cento delle aziende in questa crisi ci hanno rimesso in termini di produttività di commesse e molte sono state chiuse&#8221;.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Gli esperti annunciano una ripresa lunga e penosa per l’Italia meridionale, che paga anche le fragilità del suo tessuto sociale. Ne è convinta l’assessora alle politiche giovanili del Comune di Napoli Alessandra Clemente. Alessandra era una ragazzina quando sua madre venne uccisa da un proiettile vagante sparato dalla Camorra. Era il 1997. Da allora ha scelto un ruolo attivo nelle istituzioni locali per riscattare il dolore e costruire un futuro diverso per la sua città, dice: &#8220;C&#8217;è una città che mi deve chiedere scusa perché mi ha tolto ciò che per me e per la mia famiglia è di più caro, che è mamma, e a lei giovanissima &#8211; era una ragazza soltanto di 39 anni &#8211; ha tolto tutto, la sua vita, il suo progetto d&#8217;amore. Oggi c&#8217;è la voglia di dare il proprio contributo proprio per modificare e rendere forti le realtà sociali economiche e culturali che hanno determinato quella pagina di dolore così forte, modificarle affinché non accada ad altri&#8221;.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Il crimine organizzato risponde ai bisogni primari delle persone quando lo Stato volta loro le spalle. Per chi combatte la Camorra sul fronte sociale, l’istruzione e il diritto a lavoro sono le armi </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">più</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> efficaci per preparare i giovani a costruire un futuro diverso</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Fino a quando non si intaccherà il sistema economico delle mafie, e </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">nel contempo</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> non si fornirà ai cittadini un sostegno adeguato, sia economico che relazionale, la lotta alle mafie vedrà lo stato in affanno. In un momento come questo dove tutto è rimesso in gioco, dove è palese la disfatta dei vecchi sistemi, lo stato, la società dovrebbe ricreare un sistema </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">basato sulla persona, sul bene comune, su un “economia del bene”, unica strada per colpire profondamente le mafie.</span></span></p>
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