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		<title>Figli dell’algoritmo: la sfida di crescere in un mondo che ha sempre la risposta pronta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenica Puleio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 07:18:23 +0000</pubDate>
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<p>di Domenica Puleio Non è più solo fantascienza o un gioco per esperti di coding. Oggi, 10 febbraio 2026, mentre il mondo celebra il Safer Internet Day, i dati parlano&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Domenica Puleio</p>
<p>Non è più solo fantascienza o un gioco per esperti di coding. Oggi, 10 febbraio 2026, mentre il mondo celebra il Safer Internet Day, i dati parlano chiaro: oltre il 90% degli adolescenti interagisce quotidianamente con strumenti di Intelligenza Artificiale. Se per i “boomer” l’IA è uno strumento di lavoro, per i ragazzi è diventata un tutor, un confidente e, talvolta, un surrogato emotivo.</p>
<p>È finito il tempo dei filtri per i contenuti espliciti o della caccia al cyberbullo di quartiere. Oggi, la sfida che bussa alle porte delle camerette dei nostri figli ha un volto molto più amichevole e, proprio per questo, più insidioso: quello di un’intelligenza artificiale generativa che non si limita a rispondere, ma inizia a sostituire. Se fino a due anni fa l’IA era l’eccezione, oggi è l’architettura invisibile su cui poggia la quotidianità di milioni di minori, trasformando il concetto di “sicurezza in rete” da una questione di protezione dei dati a una questione di protezione dell’identità cognitiva.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-103222" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/ia1-1024x686.webp" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/ia1-1024x686.webp 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/ia1-300x201.webp 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/ia1-768x514.webp 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/ia1.webp 1280w" alt="" width="1024" height="686" /></figure>
<p>Il paradosso che emerge dai dati di quest’anno è folgorante. Da un lato, l’IA ha abbattuto muri che parevano insormontabili per gli studenti con disturbi dell’apprendimento, trasformandosi in un tutor infaticabile capace di tradurre concetti astratti in mappe visive personalizzate, offrendo una forma di equità didattica mai vista prima. È l’esoscheletro del talento: permette a chi ha grandi idee, ma scarse risorse tecniche, di competere alla pari nella creazione di mondi digitali e soluzioni innovative. Eppure, proprio in questa efficienza senza attriti si nasconde il rischio più profondo: l’atrofia del pensiero critico. Quando un adolescente delega la fatica della sintesi e l’elaborazione dell’errore a un chatbot, non sta solo velocizzando i compiti; sta rinunciando a quel processo biologico di “resistenza” intellettuale che è la base della maturazione. Il rischio reale non è che l’IA dia risposte sbagliate, ma che i ragazzi smettano di porsi le domande giuste.</p>
<p>Sul fronte psicologico, la cronaca di questo 2026 ci consegna l’immagine di una generazione che sta trovando nei chatbot un rifugio emotivo pericolosamente accogliente. In un’età in cui il confronto con l’altro dovrebbe essere il motore della crescita, l’IA offre una relazione speculare, priva di giudizio e di conflitto. Se per un giovane in crisi questo può rappresentare un primo soccorso contro la solitudine, nel lungo periodo rischia di generare un’incapacità cronica di gestire la complessità dei rapporti umani reali, fatti di silenzi, rifiuti e compromessi. La sicurezza, oggi, significa impedire che la “bolla di compiacenza” dell’algoritmo diventi l’unico spazio in cui un minore si senta compreso, profilando nel frattempo, a ogni confidenza digitata, un’ombra digitale che lo inseguirà per i decenni a venire.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-103223" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/ia3-1024x559.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/ia3-1024x559.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/ia3-300x164.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/ia3-768x419.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/ia3.jpg 1280w" alt="" width="1024" height="559" /></figure>
<p>L’appello che si leva dalle piazze del Safer Internet Day non è dunque un grido di luddismo, ma un richiamo alla consapevolezza inattaccabile: l’IA è uno strumento di emancipazione straordinario, ma solo se chi lo impugna possiede ancora la bussola della propria autonomia decisionale. Proteggere i minori nel 2026 non significa staccare la spina, ma insegnare loro che la vera intelligenza non risiede nella velocità dell’output, ma nella capacità di abitare l’incertezza e la fatica del pensare. Perché un mondo in cui le risposte sono tutte pronte è un mondo in cui nessuno sente più il bisogno di immaginare qualcosa di nuovo.</p>
<p><strong>@Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Intelligenza Artificiale e Comunicazione: Il Futuro Personalizzato delle Connessioni Umane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 10:41:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/ai.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/ai.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/ai-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Dall’automazione alla creatività su misura: come l’IA sta ridefinendo le strategie comunicative e aprendo nuove frontiere nel rapporto tra aziende e pubblico. Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (IA) ha rivoluzionato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/10/03/intelligenza-artificiale-e-comunicazione-il-futuro-personalizzato-delle-connessioni-umane/">Intelligenza Artificiale e Comunicazione: Il Futuro Personalizzato delle Connessioni Umane</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/ai.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/ai.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/ai-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p><strong><em>Dall’automazione alla creatività su misura: come l’IA sta ridefinendo le strategie comunicative e aprendo nuove frontiere nel rapporto tra aziende e pubblico.</em></strong></p>
<p>Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (IA) ha rivoluzionato il settore della comunicazione, influenzando profondamente il modo in cui le persone e le organizzazioni scambiano informazioni. L’IA ha permesso di migliorare l’efficienza dei processi, personalizzare i contenuti e ottimizzare le strategie di marketing. Tuttavia, le potenzialità di questa tecnologia sono ancora in gran parte inesplorate, e le prospettive future promettono di portare cambiamenti ancora più radicali. In questo articolo, analizzeremo gli usi attuali dell’IA nella comunicazione, esploreremo le prospettive per il futuro e offriremo esempi specifici che illustrano come questa tecnologia stia trasformando il settore.</p>
<p><strong>Usi attuali dell’IA nella comunicazione</strong></p>
<p>L’intelligenza artificiale è già ampiamente utilizzata nel settore della comunicazione in diverse aree chiave. I seguenti sono alcuni degli usi più diffusi.</p>
<p><strong>1. Creazione di contenuti personalizzati</strong></p>
<p>Uno dei principali vantaggi dell’IA è la capacità di personalizzare i contenuti su larga scala. Piattaforme di social media, come Facebook e Instagram, utilizzano algoritmi di IA per analizzare i dati degli utenti e proporre contenuti che rispecchiano i loro interessi. Anche nel marketing, le aziende utilizzano strumenti di IA per creare messaggi pubblicitari altamente personalizzati, migliorando l’engagement e le conversioni.</p>
<p>Ad esempio, Netflix e Spotify utilizzano algoritmi di machine learning per suggerire film, serie TV o brani musicali che potrebbero interessare agli utenti, basandosi sui loro comportamenti e preferenze passate. Questa personalizzazione crea un’esperienza utente più coinvolgente e aumenta il tempo di permanenza sulle piattaforme.</p>
<p><strong>2. Automazione del customer service con chatbot</strong></p>
<p>I chatbot basati sull’IA stanno rivoluzionando il servizio clienti, consentendo alle aziende di rispondere rapidamente alle domande dei consumatori e di risolvere problemi in tempo reale. Chatbot avanzati, come quelli sviluppati da Zendesk o LivePerson, utilizzano il Natural Language Processing (NLP) per comprendere il linguaggio naturale e fornire risposte accurate e pertinenti.</p>
<p>Un esempio concreto è il chatbot di KLM Royal Dutch Airlines, che utilizza l’IA per fornire ai passeggeri informazioni sui voli, inviare notifiche personalizzate e gestire le richieste di assistenza in diverse lingue. Questo strumento ha permesso a KLM di migliorare l’efficienza operativa e di fornire un’esperienza cliente senza interruzioni.</p>
<p><strong>3. Content generation automatizzata</strong></p>
<p>L’intelligenza artificiale è in grado di generare contenuti automaticamente. Software di Natural Language Generation (NLG) possono creare articoli, report finanziari e descrizioni di prodotti a partire da dati strutturati. Un esempio di successo è quello di Associated Press, che utilizza un sistema di NLG per produrre articoli su risultati finanziari trimestrali, riducendo drasticamente il tempo necessario per la stesura dei pezzi.</p>
<p>Questa tecnologia non solo consente di creare contenuti rapidamente, ma permette anche di personalizzarli per diverse audience, migliorando la pertinenza e la precisione dei messaggi.</p>
<p><strong>Prospettive future dell’IA nella comunicazione</strong></p>
<p>Le applicazioni dell’IA nel mondo della comunicazione sono in continua evoluzione. Le prospettive future indicano che l’IA avrà un ruolo sempre più centrale, influenzando vari aspetti del settore, dalla creazione di contenuti al marketing, dall’analisi dei dati all’interazione con il pubblico. Vediamo alcune delle principali tendenze per il futuro.</p>
<p><strong>1. Hyper-personalizzazione dei contenuti</strong></p>
<p>Se oggi la personalizzazione è già un elemento chiave della comunicazione digitale, nel futuro l’IA permetterà di portarla a livelli ancora più avanzati. Grazie all’elaborazione di enormi quantità di dati e all’integrazione con tecnologie come l’Internet of Things (IoT), l’IA sarà in grado di creare esperienze iper-personalizzate, basate su informazioni in tempo reale, come la posizione dell’utente, il suo stato emotivo o le sue abitudini di consumo.</p>
<p>Un esempio di questa tendenza è la piattaforma di e-commerce Alibaba, che utilizza l’IA per analizzare in tempo reale i comportamenti degli utenti sul sito e suggerire prodotti personalizzati <strong>in base alle loro preferenze. In futuro, questa tecnologia potrà evolvere ulteriormente, creando esperienze di shopping ancora più su misura.</strong></p>
<p><strong>2. Contenuti generati da IA ancora più sofisticati</strong></p>
<p>La creazione di contenuti da parte dell’IA è destinata a diventare ancora più sofisticata. Attualmente, l’IA è già in grado di scrivere articoli o report, ma in futuro potrebbe creare contenuti multimediali complessi, come video o grafica, con un livello di personalizzazione e creatività mai visto prima. I sistemi di Generative AI, come GPT-4 e i suoi successori, avranno la capacità di sviluppare storie, sceneggiature e contenuti visivi che sembreranno indistinguibili da quelli creati da un essere umano.</p>
<p>Un esempio di utilizzo futuro potrebbe essere la generazione di video promozionali personalizzati per ogni singolo cliente. Immaginiamo una campagna pubblicitaria in cui ogni utente riceva un video unico, realizzato in base ai suoi gusti e preferenze, creato automaticamente dall’IA.</p>
<p><strong>3. Interazioni vocali avanzate e assistenti virtuali intelligenti</strong></p>
<p>Con l’evoluzione delle tecnologie di riconoscimento vocale e di sintesi del linguaggio, gli assistenti virtuali e i chatbot diventeranno sempre più sofisticati. Le aziende potranno sfruttare queste tecnologie per interagire con i clienti in modo più naturale e fluido, rendendo l’esperienza utente più coinvolgente. Gli assistenti virtuali non si limiteranno a rispondere a domande, ma saranno in grado di anticipare le esigenze degli utenti, fornendo suggerimenti proattivi.</p>
<p>Un esempio interessante è quello di Google Assistant, che continua a migliorare la sua capacità di comprendere il linguaggio naturale e di gestire conversazioni complesse. In futuro, questo tipo di assistente virtuale potrebbe diventare una figura chiave nel mondo della comunicazione, gestendo non solo le richieste di informazioni, ma anche intere campagne di marketing o customer care.</p>
<p><strong>4. Miglioramento della sentiment analysis</strong></p>
<p>La sentiment analysis, cioè la capacità di analizzare il tono emotivo delle conversazioni online, diventerà sempre più precisa grazie all’IA. Le aziende potranno monitorare in tempo reale non solo ciò che i clienti dicono, ma anche come lo dicono, permettendo di capire meglio l’impatto delle campagne di comunicazione e di adattare i messaggi in modo tempestivo.</p>
<p>Un esempio del futuro della sentiment analysis potrebbe essere l’utilizzo di algoritmi avanzati per analizzare il tono emotivo dei video o delle espressioni facciali, permettendo di valutare con maggiore precisione il sentiment degli utenti.</p>
<p>5. <strong>Crescita dell’automazione nella creazione di strategie di comunicazione</strong></p>
<p>Nel futuro, l’IA non si limiterà alla creazione di contenuti, ma giocherà un ruolo cruciale nella pianificazione delle strategie di comunicazione. Algoritmi avanzati saranno in grado di analizzare enormi quantità di dati per suggerire le migliori azioni da intraprendere, creando strategie di marketing integrate che copriranno tutti i canali di comunicazione, dal digitale al tradizionale.</p>
<p>Ad esempio, l’IA potrebbe analizzare dati demografici, comportamentali e di consumo per sviluppare strategie su misura per ogni audience, suggerendo i momenti ottimali per lanciare una campagna, quali canali utilizzare e quale tono comunicativo adottare.</p>
<p><strong>Esempi concreti di IA nella comunicazione del futuro</strong></p>
<p>Un esempio di come l’IA potrà essere utilizzata in modo innovativo nella comunicazione è il caso della società Coca-Cola, che ha recentemente esplorato l’uso di Generative AI per creare pubblicità basate sui dati raccolti dai consumatori. In futuro, Coca-Cola potrebbe sviluppare campagne in cui ogni cliente riceve un messaggio unico, creato automaticamente dall’IA, che riflette i suoi gusti e preferenze personali.</p>
<p>Un altro esempio è quello di BBC, che ha sperimentato l’uso dell’IA per analizzare i comportamenti di ascolto del pubblico e personalizzare i contenuti radiofonici e televisivi. In futuro, i media potrebbero creare programmi personalizzati per ciascun spettatore, offrendo contenuti su misura per ogni singolo utente.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>L’intelligenza artificiale sta già trasformando il mondo della comunicazione, ma il suo vero potenziale è ancora in fase di sviluppo. Le prospettive future indicano un’evoluzione verso contenuti sempre più personalizzati, interazioni più naturali e strategie di marketing automatizzate. Tuttavia, per sfruttare appieno queste potenzialità, sarà fondamentale affrontare le sfide etiche e gestionali legate all’uso dell’IA.</p>
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		<title>Dalla Cina col pallone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arno’ direttore de La Gazzetta Italo brasiliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2023 19:38:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="453" height="450" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/864DAFA1-A0DD-4BC7-858A-28AEFA038765.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/864DAFA1-A0DD-4BC7-858A-28AEFA038765.jpeg 453w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/864DAFA1-A0DD-4BC7-858A-28AEFA038765-300x298.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/864DAFA1-A0DD-4BC7-858A-28AEFA038765-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 453px) 100vw, 453px" /></p>
<p>&#8220;L’Invasione Digitale Cinese: Le Preoccupazioni sulla Privacy e l&#8217;Alternativa Imec&#8221; Beh, al giorno d’oggi non ci vuole davvero la Sibilla ellespontica per rivelarci che siamo spiati puranco quando andiamo al&#8230;</p>
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<p>Beh, al giorno d’oggi non ci vuole davvero la Sibilla ellespontica per rivelarci che siamo spiati puranco quando andiamo al cesso. Le statistiche dicono che il 63% degli individui, sebbene non sia igienicamente corretto, quando va a fare i propri bisogni si porta dietro lo <em>smartphone;</em> uno strumento sempre più diffuso e indispensabile, che però ci spia, ci registra, ci filma, ci condiziona la vita e ci rende  ammalati di astinenza di connessione web.</p>
<p>È ormai difficile immaginare un mondo senza «telefonino», ma l’uso eccessivo dello stesso può provocare in certi casi serie conseguenze, quali, per esempio, la diminuzione della capacità di concentrazione, problemi neurologici e posturali, nonché l’insorgere della nomofobia, che si traduce nell’ansia di rimanere senza l’aggeggio diabolico, del quale si teme di non poterne fare a meno.</p>
<p>Inoltre, una recente indagine ha concluso che oltre il 16% delle persone legge le notifiche telefoniche interrompendo le fasi del sonno, nonostante sia noto che l’uso dello <em>smartphone</em> nelle ore notturne è dannoso per la salute psicofisica: non solo aumenta i problemi del sonno, ma influisce pure sulla psiche.</p>
<p>Tuttavia, tra tutti i mali menzionati reputiamo che il peggiore sia l’invasione della sfera della nostra vita privata, ovvero la pratica illecita di ottenere attraverso sistemi elettronici notizie riservate e personali.</p>
<p>A tal proposito, poco tempo addietro, un noto centro tedesco di controspionaggio cibernetico ha scoperto dei virus sui telefoni di origine cinese, che permettono di ascoltare le chiamate, le conversazioni, nonché tracciare gli utenti e quant’altro. Il rapporto, precisano altri ricercatori, non dovrebbe allarmarci più di tanto perché riguarderebbe esclusivamente il mercato cinese. Boh! beato chi ci crede… ma noi chiaramente non ci crediamo, tenuto soprattutto conto del mercato globale e &#8216;liquido&#8217; in cui viviamo!</p>
<p>Ora, ad essere sinceri, non è sullo smartphone che vorremmo incentrare la nostra disamina odierna; esso è solo uno dei molteplici ritrovati tecnologici attraverso cui i comuni cittadini hanno perso la loro <em>privacy </em>(il diritto alla protezione dei dati personali) e i governi la protezione delle informazioni sensibili e relative alla sicurezza del Paese che rappresentano. Mattatore attuale a questo riguardo è il <strong>Dragone</strong>, che una ne fa e cento ne pensa! Acciderba, come se non bastasse l’invasione di <strong>Huawey</strong>, <strong>Zte</strong>, <strong>Lenovo</strong>, <strong>Xiaomi</strong>, <strong>OPPO</strong>, <strong>OnePlus</strong> e <strong>Realme</strong> con le telecamere, i computer, i telefonini e le varie tecnologie di sicurezza biometrica connesse, ci mancavano solo, sparsi nei cieli, i palloni aerostatici. Aeromobili, questi ultimi, destinati a raccogliere, secondo Pechino, dati meteorologici e scientifici;  intercettazione e raccolta di intelligence, secondo Washington.</p>
<p>E c’è dell’altro. Non soddisfatti dall’esito di detti palloni, rivelatisi piuttosto pittoreschi e non facilmente camuffabili, i piani spaziali cinesi prevedono di monitorare la «meteorologia» ancor più dall’alto e da più fuori di mano: entro il 2030 avverrà il primo sbarco di astronauti sulla Luna ed entro il 2050 la prima stazione operativa di «ricerca» permanente.</p>
<p><strong>L’occhio del Dragone</strong></p>
<p>Il salto sulla Luna è la <em>roadmap</em> di Pechino per la conquista dello spazio e dell’«informazione». Infatti, dal momento che cominciano a fare cilecca sia la rete degli 007 tradizionali sia gli accordi della <strong>Belt and Road</strong> (le nuove vie della seta), il buon <strong>Xi Jinping</strong> avrà pensato che gli occidentali sono troppo permalosi per i suoi gusti e che sarebbe meglio continuare a tener d’occhio i cambiamenti climatici e qualcos’altro più da remoto: dal satellite naturale della Terra… dalla <strong>Luna</strong>.</p>
<p>E guarda un po’, per fortuita coincidenza e senza alcuna allusione specifica, sulla Terra si è già scoperto il gioco di spie che fomenta la guerra fredda USA-Cina. Non che non ne fossimo a conoscenza, ma una serie di recenti episodi, che sta mettendo in serio imbarazzo la <strong><em>spy-road</em></strong> di Pechino, ha trasformato la nostra sommaria conoscenza in fondata o in ragionevole convinzione, che dir si voglia, sulla circostanza che le spie vivono tranquillamente attorno a noi nella quotidianità, oltre che nei <em>film</em> e nelle <em>spy story</em>.</p>
<p>A questo riguardo l´Università di <strong>Erlangen-Norimberga</strong> ha sospeso i ricercatori finanziati dal governo cinese nel timore che lo stesso potesse utilizzare le ricerche di costoro per scopi di spionaggio scientifico e industriale; la <strong>Svezia</strong> e altri Paesi europei sono in allerta «gialla<a target="_blank" rel="noopener" name="_Hlk146458217"></a>» sulle attività di determinate aziende cinesi, apparentemente innocue, ma che potrebbero svolgere azioni di influenza e ingerenza nei confronti degli Stati euro-atlantici; nel<strong>Regno Unito</strong>, tra altri casi, due uomini sono stati arrestati di recente con l’accusa di spionaggio al servizio della Cina e uno di loro lavorava come ricercatore alla Camera dei Comuni del parlamento britannico; l´<strong><em>intelligence</em> occidentale</strong> ha scoperto 102 «stazioni cinesi di polizia» illegali e situate in 53 Stati nel mondo (solo in Italia ve ne sono ben undici); e, in prosieguo di tempo, le <strong>istituzioni statunitensi di sicurezza</strong> hanno lanciato l’allarme a riguardo di un nuovo e insidioso fenomeno di spionaggio realizzato da soggetti cinesi o asiatici, denominati <strong>Gatecrashers</strong> (intrusi, imbucati) a causa del loro sistema operativo, i quali, nelle vesti di falsi turisti, vanno in caccia di informazioni riservate e segrete. Costoro, agli ordini di Pechino, agirebbero al fine di ottenere informazioni privilegiate e nel contempo sperimenterebbero il grado dei sistemi di sicurezza in determinate zone, protette dal segreto militare o industriale, penetrandovi sotto forma di turisti spaesati e sprovveduti, come se non sapessero dove condursi.</p>
<p><strong>«Come te movi, te fulmino!» </strong></p>
<p>È il titolo del film (1958) diretto da Mario Mattoli e tratto dalla commedia musicale &#8220;Un paio d&#8217;ali&#8221; di <strong>Garinei e Giovannini</strong>, che ben si adatta, come monito, al futuro comune mortale, al cittadino globale, spiato dalla moderna tecnologia selvaggia e inquinante.</p>
<p>Essendo chiaramente assodato che ormai siamo «osservati» fin nella nostra intimità, le male lingue cinguettano che poco manca al momento in cui si correrà il rischio di essere sanzionati per rumori molesti attraverso l’occhio elettronico <em>hi–tech</em> del <strong>Grande Fratello</strong>, di stile orwelliano. Ciò potrebbe avvenire p.e. nel caso in cui si emetta tra le mura domestiche un rutto che superi un certo numero di decibel.</p>
<p>A puro titolo di cronaca, l’americana <strong>Kimberly Winter</strong> ha stabilito un nuovo record mondiale femminile per il rutto più rumoroso, registrando un livello di decibel di 107,3. Povera lei, non potrà più allenarsi né gareggiare: corre infatti voce che, a causa del sofisticato sistema di futura sorveglianza di massa, entro il 2026 saranno permessi solo ruttini insonori, dotati di silenziatore a norma di legge, per la salvaguardia dell’inquinamento acustico, ovvero in ossequio al principio dell’assenza di rumore per il benessere dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Ahinoi, come ci siamo ridotti! È finita un’epoca; una nuova appare all’orizzonte. Vivremo in una <strong>società intelligente</strong> o, come sembra più probabile, in una <strong>cretineria di massa</strong>?</p>
<p><strong>Il sicomoro di Gerico</strong></p>
<p>Riassumendo, diremmo che la globalizzazione ha raggiunto i suoi limiti storici: dialetticamente, l’economia mondiale ormai è concentrata solo nelle mani degli <strong>USA</strong>, della <strong>Cina</strong> e dell’<strong>India</strong>; l’avvento selvaggio delle tecnologie emergenti ha provocato la spersonalizzazione dell’individuo; e la massificazione, repressiva e non foriera di metacompetenze indispensabili alla pratica educativa e pedagogica, si presenta sempre più nociva e regressiva. Corriamo di conseguenza il rischio di rimanere intrappolati per la vita (quella che ancora ci resterà) in una spirale digitale senza fine.</p>
<p>La verità, dunque, è che siamo messi molto male e non ci vuol nulla per arrivare al punto di non ritorno. Urge cercare una via d’uscita prima che sia troppo tardi. Certo, non possiamo aspettarci prodigi come ad esempio sperare di vedere i fautori del cyber spionaggio internazionale e della globalizzazione selvaggia, miracolati da <strong>Gesù</strong>, salire come <strong>Zaccheo</strong> sul sicomoro di Gerico; troppa grazia! Ciò nonostante, possiamo ancora cercare un immediato rimedio e agire con misure riparatorie: qualcosa invero si muove e, se non soffriamo di pareidolia, potremmo aver visto giusto.</p>
<p><strong>L’India e il Mediterraneo</strong></p>
<p>La Cina non solo invade il pianeta con inutili cianfrusaglie; non solo fa di tutto per detenere il monopolio mondiale dell’elettronica; non solo investe nelle migliori aziende occidentali per acquisire il complesso di conoscenze ed esperienze tecniche, ma oltre a ciò ci &#8216;sorveglierebbe&#8217; con tutti i mezzi immaginabili e no, per mantenere la supremazia economica sull’Occidente e sul pianeta. Ordunque, liberarci dal &#8216;controllo&#8217; digitale, dalla tecnologia «pervasiva», dalla dipendenza economica cinese e dai casi di «<em>faute mercatoria</em>» nell’asimmetrico mondo di oggi, creando un nuovo partenariato economico internazionale, che possa sopperire a tutte le necessità che la moderna geoeconomia richiede, può essere una valida via d’uscita.</p>
<p>Ed ecco che nel recente <strong>G20</strong>, è stato prospettato, in contrapposizione allo strapotere della Cina, un grandioso piano infrastrutturale di crescita economica e cooperazione tra l’Europa, il Medio Oriente e l’India. Questo progetto è definito India-Middle East-Europe Economic Corridor; l’acronimo internazionale è <strong>Imec</strong>. In altre parole si tratta di una strategia alternativa, ovvero della realizzazione di un’«autostrada» in senso inverso alla <strong>Belt and Road Initiative</strong> (Bri) e da taluni già definita «<strong>la via del cotone</strong>» con <strong>Nuova Delhi</strong> al capolinea Est. E perciò avremmo un nuovo percorso economico con altri compagni di viaggio quali Arabia Saudita, India e Unione Europea. Tutti Paesi, questi menzionati, legati al rispetto delle regole di mercato e che ragionevolmente non dovrebbero avere la necessità di spionarsi a vicenda.</p>
<p><strong>In cauda venenum</strong></p>
<p>Ordunque, sarà questa la buona strada che ci consentirà di risolvere i nostri problemi? Beh, probabilmente sì, ma a prescindere dalla risposta, sorge una questione pregiudiziale: riusciremo a liberarci completamente e in tempi brevi dal dominio dell´economia digitale del Dragone? Sinceramente sarà dura, ma, non avendo altre vie d’uscita, non ci rimane che perseverare nell´anzidetto tentativo in corso! Non a caso un vecchio adagio recita: «Vincit<em> qui patitur»</em>, ossia vince chi persevera.</p>
<p>E così sia!</p>
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		<title>L’indipendenza tecnologica europea nello scenario globale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Sciarrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Apr 2023 07:36:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione digitale]]></category>
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		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/2D2C8BB4-5891-433C-B859-652ABF926DAC.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/2D2C8BB4-5891-433C-B859-652ABF926DAC.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/2D2C8BB4-5891-433C-B859-652ABF926DAC-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/2D2C8BB4-5891-433C-B859-652ABF926DAC-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>La crescita della Cina nei settori delle tecnologie digitali e delle energie rinnovabili. Roberto Sciarrone ne ha parlato con Roberto Pasca di Magliano, direttore di SFIDE La vera forza di&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/2D2C8BB4-5891-433C-B859-652ABF926DAC.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/2D2C8BB4-5891-433C-B859-652ABF926DAC.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/2D2C8BB4-5891-433C-B859-652ABF926DAC-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/2D2C8BB4-5891-433C-B859-652ABF926DAC-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>La crescita della Cina nei settori delle tecnologie digitali e delle energie rinnovabili. Roberto Sciarrone ne ha parlato con Roberto Pasca di Magliano, direttore di SFIDE</em></p>
<p>La vera forza di un paese e di un continente, oggi, si misura nella capacità di saper innovare, investire e moltiplicare le risorse. Lo scorso 6 dicembre 2022, in occasione della presentazione a Bruxelles del report <strong>I-Com</strong> dal titolo <em>“Fast track to EU Strategic Autonomy. Speed check for digital, green and health”</em>, è stato illustrato il posizionamento dell’Unione Europea nel contesto globale. Diversi gli spunti di interesse, in particolar modo le iniziative decise dalle istituzioni per rafforzare la competitività e conseguire l’autonomia strategica europea rispetto al resto del mondo nei settori energia, salute e digitale. In un mondo che va sempre più veloce qual è la dimensione europea oggi? <strong>Ne abbiamo parlato con Roberto Pasca di Magliano</strong>, Direttore della School of Financial Cooperation and Development SFIDE di UnitelmaSapienza. <strong>Per almeno un paio di decenni gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno assistito alla tumultuosa avanzata cinese nei settori delle tecnologie digitali e delle energie rinnovabili.</strong><strong>Quali prospettive? </strong>Si, esattamente, Stati Uniti e Unione Europea non hanno colmato ancora questo evidente gap con la Cina, impegnandosi poco nel disegno di efficaci politiche industriali orientate al sostegno della ricerca, delle produzioni ad alto contenuto tecnologico e al contenimento di consumi dipendenti dalle importazioni da Paesi a regimi autocratici. <strong>Dopo la fine dell’economia pianificata succeduta alla fine dell’Unione Sovietica, l’Occidente si è adagiato sulla speranza che il libero mercato – grazie al principio della concorrenza – avrebbe prima o poi influenzato anche le istituzioni autoritarie verso un cammino ispirato alla libera democrazia. Questa previsione è stata smentita dalla realtà?</strong> Sì. Il mercato è cinico e, come tale, è capace di adattarsi a qualsiasi sistema, anche alle dittature più rigide e capaci di trarne maggiori benefici proprio per la loro capacità di controllare i costi del lavoro. Ed è proprio la capacità di “sfruttare” le forze del libero mercato a proprio vantaggio che ha permesso alla Cina di attrarre investimenti nei settori dell’elettronica avanzata (semiconduttori, batterie, micro chips, reti telefoniche, intelligenza artificiale, maxi computer). <strong>Lo scorso anno la Cina ha superato gli Usa come primo partner commerciale dell’Unione europea.</strong><strong> Cosa ne pensa?</strong> Il sorpasso è avvenuto a seguito di un aumento delle importazioni dalla Cina del 5,6%, per un totale di 383,5 miliardi di euro, e di un incremento delle esportazioni europee del 2,2% (202,5 miliardi di euro). L’export italiano è cresciuto del 3,7% a fronte di un balzo dell’import di ben il 54,4%: un saldo negativo causato da un forte incremento dell’import di prodotti elettronici ed elettrici, strategici per l’economia. Peraltro, la Cina va rafforzando i legami commerciali con la Russia, da cui importa petrolio, gas, carbone e materie agricole ed esporta, non sono beni di consumo, ma anche diversi tipi di macchinari industriali. All’opposto le importazioni dagli Stati Uniti sono diminuite del 13,2% scendendo a 202 miliardi di euro e le esportazioni hanno registrato una flessione dell’8,2% attestandosi sui 353 miliardi di euro. Anche se il fenomeno pare attenuarsi per effetto dei condizionamenti politici che spingono le imprese verso un <em>reshoring</em>, molte multinazionali americane ed europee hanno trasferito parte della loro produzione in Cina che si è avvantaggiata del know-how tecnologico facendola diventare, tra l’altro, leader della produzione di auto elettriche con una quota pari al 30% del totale (UE 20%, Usa 7%), delle energie rinnovabili e delle componenti elettroniche ed elettriche. <strong>L’Italia in Cina. Quali i numeri?</strong> L’Italia è presente in Cina con circa 2.300 imprese che impiegano più di 60mila lavoratori e generano un fatturato di almeno 5 mld €. I settori di maggiore interesse sono la meccanica e il tessile. Gli investimenti diretti cinesi, nonostante l’ostruzionismo verso la Lituania, le controversie sui brevetti e il congelamento del <em>Comprehensive Agreement on Investment</em> nel 2022, sono cresciuti del 3% (96 mld €) e continuano a crescere; dai porti, alla sanità, all’<em>automotive</em>, a molti comparti strategici. Guardando all’Italia, la State Grid Corporation è in Cdp Reti, società che racchiude le quote di controllo di Snam, Italgas e Terna e investe in infrastrutture strategiche nei settori del gas e dell’energia elettrica. <strong>Naturalmente professore, a seguito della pandemia e della successiva guerra in Ucraina lo scacchiere internazionale è andato via via modificandosi, frammentandosi in nuove alleanze che vedono i paesi occidentali, spesso, confusi in primi al loro interno. Tutto questo si traduce in politiche estere spesso insicure a vantaggio di nuove alleanze. </strong>Lo scenario mondiale di “potenze contrapposte” è andato ulteriormente deteriorandosi a seguito alla pandemia e ancor più con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Le autocrazie, sostenute da cinici oligarchi, hanno alzato il tiro inasprendo la dipendenza tecnologica dell’Occidente e quella energetica dell’UE ed ostacolando la ricerca di compromessi con le liberal-democrazie. Gli Stati Uniti reagiscono scegliendo la via del protezionismo. Con <em>l’Inflation Reduction Act</em> (370 mld $) e la manovra aggiuntiva del <em>Chips Act</em> (69 mld $) intendono agire sul <em>reshoring</em> e ancor più sull’attrazione di nuovi investimenti strategici nella transizione tecnologica concedendo generosi aiuti sia a consumatori sia ad imprese nei settori high-tech strategici (pannelli solari, turbine eoliche, batterie e altre componenti per i veicoli elettrici), purché l’intera filiera sia realizzata negli Stati Uniti o anche in Canada e Messico. <strong>La globalizzazione subirà un rallentamento? </strong>Pensare ad uno stravolgimento della globalizzazione è seriamente difficile, e peraltro non auspicabile, ma attuare politiche industriali capaci di accrescere l’indipendenza tecnologica ed energetica è diventata oggi una necessità per riscattare le democrazie dall’aggressività delle autocrazie. <strong> </strong>La globalizzazione ha spinto alla creazione di un unico grande mercato mondiale nel quale potessero circolare capitali, merci, servizi ed informazioni, ma ha anche accresciuto l’interdipendenza tra intere zone del pianeta. Grazie alle tecnologie digitali si esaspera liberalizzazione del mercato, che spinge alla de-regolazione economica e alla delocalizzazione della produzione verso paesi ove costi per unità di prodotto sono più bassi.<strong>Protagoniste sono le multinazionali che delocalizzano, anche parte della produzione, verso paesi </strong><strong>dotati di capacità tecnologiche anche se caratterizzati da bassi standard di tutela del lavoro</strong><strong>. Cosa ne pensa?</strong> Globalizzazione e concorrenza hanno reso disponibili prodotti e servizi a prezzi più bassi, ma hanno anche accresciuto la dipendenza tecnologica da paesi governati da autocrazie e dittature.  <strong> </strong>Queste in sintesi le ragioni che rendono necessaria e urgente un’efficace politica industriale europea capace di concedere sussidi alla crescita delle tecnologie strategiche, dalla R&amp;S agli investimenti in comparti digitali ed energetici.Obiettivi e strumenti di un’efficace politica industriale europea, da sviluppare in una prospettiva di stretta collaborazione con gli Stati Uniti, devono rispettare la sostenibilità economica, sociale, istituzionale ed insieme accrescere l’indipendenza energetica e tecnologica. <strong>E poi c’è il Next Generation Eu?</strong>Determinante il programma di aiuto varato dalla UE il 14 dicembre 2020, tradotto in programmi nazionali (PNRR) – ai nuovi obiettivi di indipendenza tecnologica ed energetica. Inoltre per contrastare la concorrenza cinese e rispondere efficacemente alla pioggia di sussidi americani, la UE annuncia un <em>Green Deal Industrial Plan</em> inteso a rinnovare il quadro normativo a sostegno a sostegno dello sviluppo sostenibile (<em>Net-Zero Industry Act</em>) e far leva in una prima fase su risorse esistenti (<em>REPowerEU, InvestEU, Innovation Fund</em>) cui dovrebbe seguire la costituzione di un fondo comune – <strong><em>European Sovereignty Fund</em></strong><strong> – </strong>per sostenere gli investimenti nella transizione energetica e tecnologica  a favore di imprese più promettenti sul piano tecnologico e più redditizie. Se, quindi, non è possibile né auspicabile contrastare la globalizzazione perché generata da tecnologie e non da scelte politiche, pandemia e guerra insegnano che non si può lasciar fare solo al mercato ma occorre un ruolo guida dello Stato per disegnare adeguate ed efficaci politiche industriali tra paesi affini, uniti da valori comuni.</p>
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		<title>Il calcio e l’innovazione digitale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Alberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2020 16:40:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[new economy]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/the-ball-488714_1280.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/the-ball-488714_1280.jpg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/the-ball-488714_1280-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/the-ball-488714_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/the-ball-488714_1280-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/the-ball-488714_1280-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/the-ball-488714_1280-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/the-ball-488714_1280-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Sono sempre di più le grandi squadre di calcio che guardano con maggiore interesse alla blockchain per sfruttare maggiormente una parte del loro business e aumentare il fan engagement, creando&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/the-ball-488714_1280.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/the-ball-488714_1280.jpg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/the-ball-488714_1280-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/the-ball-488714_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/the-ball-488714_1280-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/the-ball-488714_1280-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/the-ball-488714_1280-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/the-ball-488714_1280-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><h4>Sono sempre di più le grandi squadre di calcio che guardano con maggiore interesse alla blockchain  per sfruttare maggiormente una parte del loro business e aumentare  il fan engagement, creando  la propria moneta</h4>
<p>Immaginiamo <b>l’innovazione digitale applicata nello sport</b> e, più in particolare, nel calcio.</p>
<p>Immaginiamo di vivere in un mondo dove Bitcoin è la moneta principale.</p>
<p>Immaginiamo di vivere in un mondo dove la blockchain è usata da tutti, e nei nostri portafogli troviamo solo<a href="https://cryptonomist.ch/categoria/criptovalute/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> criptovalute.</a></p>
<p>Immaginiamo di entrare in un bar, chiedere un caffè e pagare in bitcoin.</p>
<p>Immaginiamo di andare al cinema e acquistare il biglietto dello spettacolo semplicemente mostrando una carta virtuale sul nostro smartphone o un dispositivo elettronico portatile che contiene token.</p>
<p>Dato che nel mondo sportivo la blockchain sta capitalizzando l’attenzione di istituzioni, federazioni, società ed atleti, non è da escludere che<b> in un futuro non molto lontano questa innovazione digitale diventi protagonista dell’industria sportiva </b>del calcio, rivoluzionando completamente le regole dentro e fuori dal rettangolo verde.</p>
<p>Sono sempre di più, infatti, le grandi squadre di calcio che guardano con maggiore interesse alla nuova tecnologia dei blocchi per sfruttare maggiormente una parte del loro business e aumentare anche il fan engagement offrendo servizi più vari creando, ad esempio, la propria moneta.</p>
<p>Con<b><a href="https://innovazione.tiscali.it/news/articoli/la-juventus-lancia-ufficialmente-il-suo-fan-token-basato-sulla-blockchain-di-una-criptovaluta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> token</a> personalizzati </b>le squadre fidelizzano il tifoso e lo rendono più attivo attraverso il gioco del “piccolo investitore” che può puntare su un giovane promesso all’inizio della sua carriera o entrare direttamente nel mercato della squadra del cuore possedendo una quota del club gestito in modo sicuro e trasparente sulla blockchain.</p>
<p>A partire dalle ultime tre stagioni calcistiche abbiamo assistito ad <b>un cambiamento radicale</b> che riguarda l’introduzione della moviola in campo. Un punto di svolta nel mondo del calcio se pensiamo al potere che questa tecnologia è riuscita ad ottenere con un semplice auricolare e uno schermo a bordo campo.</p>
<p>Ma quale sarebbe il vantaggio di dare potere anche ad un insieme di tecnologie, chiamata blockchain, in grado di rivoluzionare il mondo del calcio fuori dal terreno di gioco?</p>
<p>A differenze di altre innovazioni digitali,<b> la blockchain ha la peculiarità di coinvolgere alcuni temi e concetti apparentemente molto diversi</b> e lontani tra loro che normalmente non associamo all’innovazione digitale:<b> la fiducia, la responsabilità, la comunità, la decentralizzazione.</b></p>
<p>Ed è proprio grazie a quest’ultimo principio che i club calcistici possono avere un contatto diretto con i propri stakeholders senza il bisogno di coinvolgere terze parti e garantendo, così, oltre che una sensibile riduzione dei costi da parte dei club, un nuovo rapporto di fiducia tra società sportive e i suoi investitori basato sulla trasparenza e la sicurezza dei propri dati.</p>
<p>Questo è possibile perché oltre ai quattro principi fondamentali, la blockchain ne riserva altri che hanno una forte relazione con la tecnologia, ma che a loro volta non sono “ordinari” come <b>i temi della trasparenza, dell’immutabilità e della condivisione. </b></p>
<p>I vantaggi sarebbero numerosi perché i token sono un asset liquido, spendibile, che potrebbe essere sempre utilizzato, senza alcun rischio di deprezzamento, ma addirittura può essere anche scambiato o venduto sulla base di un valore maggiore di quello originario, ad esempio perché il club durante l’estate ha realizzato una campagna acquisti importante: una sorta di fantacalcio, ma reale, sicuro e trasparente, proprio come la blockchain ci insegna.</p>
<p>E allora perché non realizzare l’immagine di un calcio innovativo, dinamico, dove tutti noi potremmo essere protagonisti, o meglio, “piccoli investitori”?</p>
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		<title>Alla scoperta di un nuovo sound: la tecnologia 8D</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sara Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2020 20:23:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[8d]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="426" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/artificial-intelligence-4389372_640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/artificial-intelligence-4389372_640.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/artificial-intelligence-4389372_640-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/artificial-intelligence-4389372_640-585x389.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/artificial-intelligence-4389372_640-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>In questi giorni di quarantena ci capita di utilizzare i social media molto frequentemente e di inviare video divertenti o informativi a tutti i nostri amici. Da pochi giorni, inoltre,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="426" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/artificial-intelligence-4389372_640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/artificial-intelligence-4389372_640.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/artificial-intelligence-4389372_640-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/artificial-intelligence-4389372_640-585x389.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/artificial-intelligence-4389372_640-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p>In questi giorni di quarantena ci capita di utilizzare i social media molto frequentemente e di inviare video divertenti o informativi a tutti i nostri amici.</p>
<p>Da pochi giorni, inoltre, è diventato virale su Whatsapp un audio di musica particolarmente innovativa, accompagnato da un messaggio, che promette un’esperienza innovativa attraverso l’ascolto di musica non solo con le orecchie, ma anche con il cervello.</p>
<p>Molti di noi, presi dal tipico scetticismo dovuto alla frequenza di questi messaggi virali, avranno pensato alla solita banalità o magari che fosse uno scherzo.</p>
<p>Però, non appena ci convinciamo a indossare delle semplici cuffie e premere play, ci immergiamo in una realtà unica e del tutto innovativa: la musica che proviene da quelle cuffie ha un effetto illusionistico, ovvero sembra che la canzone scaturisca fuori dalle cuffie e che ci circondi a 360 gradi. I suoni passano da un auricolare all’altro, muovendosi liberamente nello spazio intorno, permettendoci di entrare in un mondo totalizzante di melodie e bassi. Già, perché l’innovazione di Pentatonix si basa su una manipolazione di fase che impedisce al cervello di identificare da dove arriva il suono.</p>
<p>Quando ascoltiamo la musica dalla nostra radio, in discoteca, o in concerto, il nostro cervello percepisce la distanza della fonte da cui proviene il suono, e le nostre stesse orecchie lo avvertono in maniera diversa a seconda di dove si trova la sua origine. Ad esempio, se noi avessimo lo stereo a sinistra, l’orecchio sinistro percepirà la melodia nella sua interezza rispetto al destro, poiché questo si trova più lontano e perché la testa stessa ostacola la percezione del suono.</p>
<p>«Questi fattori fisici sono stati sintetizzati in algoritmi che sono alla base di software che replicano l’effetto della testa sulla percezione del suono», spiega un esperto. «Cambiando i parametri, si otterrà l’impressione che in un preciso momento la musica provenga da un punto nello spazio tridimensionale, ad esempio dietro di te, spostato sulla sinistra». Un altro effetto che viene applicato alle canzoni per ottenere gli audio 8D è il riverbero. «Serve a replicare la presenza di un ambiente d’ascolto e a dare la percezione che il suono si propaghi in uno spazio, come se fossimo in un teatro».</p>
<p>Non resta che indossare entrambe le cuffie e cliccare sul link per provare questa esperienza davvero coinvolgente:</p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2020%2F03%2F28%2Falla-scoperta-di-un-nuovo-sound-la-tecnologia-8d%2F&amp;linkname=Alla%20scoperta%20di%20un%20nuovo%20sound%3A%20la%20tecnologia%208D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2020%2F03%2F28%2Falla-scoperta-di-un-nuovo-sound-la-tecnologia-8d%2F&#038;title=Alla%20scoperta%20di%20un%20nuovo%20sound%3A%20la%20tecnologia%208D" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2020/03/28/alla-scoperta-di-un-nuovo-sound-la-tecnologia-8d/" data-a2a-title="Alla scoperta di un nuovo sound: la tecnologia 8D"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2020/03/28/alla-scoperta-di-un-nuovo-sound-la-tecnologia-8d/">Alla scoperta di un nuovo sound: la tecnologia 8D</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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