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		<title>UNA RIFLESSIONE SUL 6 APRILE, 17 ANNI DOPO IL TERREMOTO DELL’AQUILA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 07:36:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[L’Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="457" height="343" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/LAquila-6-aprile-in-memoria-vittime-del-sisma.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/LAquila-6-aprile-in-memoria-vittime-del-sisma.jpg 457w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/LAquila-6-aprile-in-memoria-vittime-del-sisma-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></p>
<p>Quest’anno, il diciassettesimo dalla sciagura, il giorno cade in pieno periodo pasquale, il Lunedì dell’Angelo. L’Aquila, nei quasi otto secoli della sua storia, è sempre risorta dai terremoti che l’hanno&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quest’anno, il diciassettesimo dalla sciagura, il giorno cade in pieno periodo pasquale, il Lunedì dell’Angelo. L’Aquila, nei quasi otto secoli della sua storia, è sempre risorta dai terremoti che l’hanno più volte duramente colpita. Rinata ogni volta più bella di prima, grazie al coraggio e alla determinazione dei suoi abitanti. Il 6 </em><em>aprile 2009, per gli Aquilani, distingue non una data, ma il discrimine del prima e del dopo. Il </em><em>dopo terremoto è un’Era storica nuova per la città e per i suoi abitanti.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’AQUILA &#8211; Scrivo questa nota in una mattinata di sole, con il cielo terso e d’un azzurro intenso<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-119758 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-300x198.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-585x387.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-263x175.jpg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn.jpg 619w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
tutto aquilano. All’orizzonte alto l’azzurro combacia con il bianco splendente della cospicua<br />
coltre di neve che ricopre sua Maestà, il Gran Sasso d’Italia, fedele custode della nostra terra. È<br />
un giorno particolare, come dal 2009 ogni 6 aprile. È il giorno della memoria, del dolore per le<br />
309 vittime del terremoto, ma anche il giorno della riflessione sulla rinascita della nostra<br />
indomita città. Quest’anno, il diciassettesimo dalla sciagura, il giorno cade in pieno periodo<br />
pasquale, il Lunedì dell’Angelo, che ricorda l’angelo apparso alle donne nel sepolcro, come<br />
racconta il Vangelo di Marco<br />
“Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salomè andarono al sepolcro, dove<br />
Gesù era stato sepolto, con degli oli aromatici per imbalsamarne il corpo. Vi trovarono il grande<br />
masso che chiudeva l&#8217;accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e<br />
cercavano di capire cosa fosse successo, quando videro un giovane vestito di bianco che disse<br />
loro: &amp;quot;Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il<br />
luogo dove l&#8217;avevano deposto.&#8221;E aggiunse:&#8221;Ora andate ad annunciare questa notizia agli<br />
Apostoli&#8221;ed esse si precipitarono a raccontare l&#8217;accaduto agli altri.”<br />
Questa coincidenza è anche una buona notizia per la nostra città. L’Aquila, nei quasi otto secoli<br />
della sua storia, è sempre risorta dai terremoti che l’hanno più volte duramente colpita. Rinata<br />
ogni volta più bella di prima, grazie al coraggio e alla determinazione dei suoi abitanti. Il 6<br />
aprile 2009, per gli Aquilani, distingue non una data, ma il discrimine del prima e del dopo. Il<br />
dopo terremoto è un’Era storica nuova per la città e per i suoi abitanti.<br />
Un’Era che chiama tutti gli Aquilani a nuove responsabilità nel progettare e costruire il futuro,<br />
anche in memoria di coloro che in quella tragica notte di 17 anni fa persero la vita. Abbiamo il<br />
dovere dell’impegno, generoso e solidale, per il Bene comune, per assicurare alla nostra città,<br />
oltre la rinascita materiale, una forte rinascita immateriale e morale, sui valori civili e sui<br />
valori universali che hanno finora connotato, e devono ancora connotare, la nostra storia<br />
civica. È questa l’indole degli Aquilani, è questo il segreto della resilienza aquilana.<br />
Noi Aquilani abbiamo il privilegio straordinario di custodire la Bolla della Perdonanza,<br />
recante il messaggio universale di perdono che 732 anni fa Celestino V affidò alla città il 29<br />
agosto 1294 nel giorno in cui fu incoronato pontefice. E di rinnovarlo ogni anno all’intera<br />
umanità celebrando la Perdonanza. L’Aquila è “Capitale del Perdono, della Riconciliazione e<br />
della Pace”, come papa Francesco la definì il 28 agosto 2022 quando venne ad aprire la Porta<br />
Santa della Basilica di Collemaggio. È il prezioso lascito di Celestino, denso di valori più che<br />
mai attuali specie per quanto il mondo sta drammaticamente vivendo. Proprio noi Aquilani<br />
abbiamo il dovere di proclamarlo e riaffermarlo con forza, sempre, ancor più nell’anno che<br />
vede L’Aquila Capitale italiana della Cultura<br />
Quanto mai attuale il bisogno di Pace in questo tempo martoriato da terribili guerre, immani<br />
distruzioni e innumerevoli vittime innocenti, nei conflitti alle porte dell’Europa – Ucraina,<br />
Gaza, Cisgiordania, Libano, Iran e paesi del Golfo -, ma anche negli altri cinquanta conflitti<br />
disseminati nel mondo che papa Francesco chiamava “terza Guerra mondiale a pezzi”.<br />
L’umanità sta vivendo uno dei periodi più bui ed incerti della sua storia, per le brutalità e i<br />
massacri nelle aree di guerra, ma anche per lo strame che si sta facendo del diritto<br />
internazionale e delle organizzazioni sovranazionali. Sono messi in discussione, ed elusi nella</p>
<p>loro funzione, gli Organismi mondiali di garanzia che per 80 anni hanno presieduto<br />
all’ordinato procedere dell’umanità, mentre vanno crescendo autoritarismi, autocrazie e<br />
“democrature”, con la tendenza alla predilezione del “capo”, al posto delle democrazie liberali.<br />
Gravi le responsabilità di Putin e Netanyahu, che la Corte Penale internazionale ha accusato di<br />
crimini contro l’umanità. Altrettanto gravi sono le responsabilità di Trump per la sua politica<br />
bellicista, sfociata nella guerra all’Iran accanto a Israele, che sta portando a una<br />
pericolosissima destabilizzazione dell’area mediorientale, ma non solo, e di una perniciosa<br />
crisi dell’economia e dell’ordine mondiale. Tutto questo mentre alla Casa Bianca, in un rito<br />
blasfemo, Dio viene arruolato agli esiti della guerra, mentre il primo Papa americano denuncia<br />
incessantemente le guerre. Nella via crucis del Venerdì santo al Colosseo papa Leone,<br />
portando la croce carica “di tutte le sofferenze del mondo”, ricorda che ogni autorità dovrà<br />
rispondere davanti a Dio del potere ricevuto: il potere di giudicare ma anche il potere di<br />
avviare una guerra o di terminarla. C’è da sperare, proprio coltivando la cristiana “Speranza<br />
che non delude”, in una cessazione delle ostilità e nel faticoso ritorno della Pace. Una missione<br />
affidata a tutti gli uomini di buona volontà.</p>
<p>Goffredo Palmerini</p>
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