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	<title>Toscanini Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>A MORTE TOSCANINI! il nuovo libro di Stefano Casertano. L’intervista all’autore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 22:17:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="400" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/Untitled-design-7.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/Untitled-design-7.png 500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/Untitled-design-7-300x240.png 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>di Angelo Barraco Il 14 maggio del 1931 Arturo Toscanini è a Bologna per dirigere un concerto al Teatro Comunale, e dei ministri in visita da Roma vogliono imporgli di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/13/a-morte-toscanini-il-nuovo-libro-di-stefano-casertano/">A MORTE TOSCANINI! il nuovo libro di Stefano Casertano. L’intervista all’autore</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">di <b>Angelo Barraco</b></div>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Il 14 maggio del 1931 Arturo Toscanini è a Bologna per dirigere un concerto al Teatro Comunale, e dei ministri in visita da Roma vogliono imporgli di suonare l&#8217;inno fascista &#8220;Giovinezza&#8221; in apertura della serata. Toscanini &#8211; geniale, quanto testardo &#8211; si rifiuta, dando inizio a una negoziazione spasmodica e surreale che coinvolge tutta la città. Il romanzo &#8220;<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">A morte Toscanini!</b>&#8221; (Bertoni Editore) di <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Stefano Casertano</b> racconta questa vicenda, ispirandosi a diversi resoconti sulla giornata raccolti in archivi e biblioteche italiane.</div>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il tuo rapporto con la scrittura?</b><br />
Penso che leggere sia ancora più importante di scrivere: nella società della distrazione, sviluppare la capacità di seguire una narrazione complessa è importantissimo. Da questo dipende la nostra capacità di pensiero astratto e critico: leggere è libertà; e poi senza saper leggere non si può scrivere (almeno penso; ma ci saranno sicuramente eccezioni). Poi scrivo per mestiere: lavoro nel cinema anche come sceneggiatore.</p>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Come nasce l&#8217;idea del tuo nuovo manoscritto?</b></div>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;episodio degli schiaffi a Toscanini è noto e ignoto allo stesso tempo: se ne è sentito parlare, ma nessuno sa esattamente cosa sia successo. Ho cercato testimonianze in archivi in tutt&#8217;Italia, cercando di capire meglio come sia andata &#8211; e ogni testimonianza sembrava diversa dall&#8217;altra. La difficoltà è anche dovuta al problema che già la mattina dopo Mussolini cercò di alterare la vicenda; e perfino Leo Longanesi, presente ai fatti, si attribuì surrettiziamente il &#8220;merito&#8221; di aver schiaffeggiato il Maestro. Alla fine ho derivato una versione dell&#8217;incidente che, a mio avviso, non è solo plausibile, ma anche l&#8217;unica possibile. Il libro è però in parte romanzato, offrendo un ritratto movimentato dei rapporti tra cultura e potere all&#8217;inizio degli anni trenta.</p>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Raccontaci i luoghi dov&#8217;è ambientato?</b><br />
Le vicende si svolgono nell&#8217;arco di 24 ore, il 14 maggio del 1931, a Bologna. La città era in veloce rinnovamento: dopo le rivolte rosse degli anni precedenti, il fascio voleva farne un esempio di progresso, tanto che i podestà che si erano succeduti &#8211; prima Arpinati, e poi Berardi &#8211; avevano messo in piedi strutture come la fiera del Littorale, il nuovo mercato ortofrutticolo (con una splendida &#8220;copertura a vele&#8221; in cemento armato) e la funicolare per Colle San Luca. La funicolare in particolare è presente più e più volte nel racconto; ma si toccano tutti questi luoghi.</p>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Parlaci dei personaggi del tuo romanzo</b></div>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Il protagonista indiscusso è il divo Toscanini, prima &#8220;rock star&#8221; della musica, dal carattere capriccioso e d&#8217;indole testardissima, ma dotato di un talento impareggiato. A lui si oppongono il ministro delle Comunicazioni Costanzo Ciano, borioso e prepotente, cui fa da contraltare il sottosegretario agli Interni, Leandro Arpinati, freddo e calcolatore. Questi due rappresentanti del regime sono in visita a Bologna e pretendono che Toscanini esegua l&#8217;inno fascista &#8220;Giovinezza&#8221; in apertura di un concerto al Comunale, ma Toscanini &#8211; insofferente a qualsiasi imposizione &#8211; si rifiuta. A mediare è chiamato un uomo del tutto impreparato alle circostanze: il direttore del comunale e vice-podestà Giuseppe Lipparini, pressato anche dalla moglie di Toscanini, la carismatica Carla De Martini. La natura più popolare del fascismo bolognese è rappresentata invece da un personaggio composito, il miliziano Casellati; e quella più arrivista dal federale Ghinelli, preso da tormenti d&#8217;amore proprio in quelle ore concitate. L’intervista all’autore.</p>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Com&#8217;è nata la scelta del titolo?</b></div>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">&#8220;A morte Toscanini!&#8221; è il contraltare oscuro e ideale al &#8220;Viva Verdi!&#8221; che aveva ispirato il Risorgimento. Dopo i fatti di Bologna Toscanini annullò tutti i suoi impegni in Italia e sei anni dopo emigrò perfino negli Stati Uniti. Ebbe la sua rivincita dopo la guerra, quando diresse il concerto di riapertura della Scala, rimessa in piedi dopo i bombardamenti.</p>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Quali saranno le prossime iniziative relative al libro (presentazioni, fiere, firma copie, &#8230;).</b><br />
Questo è rimesso alla saggezza dell&#8217;editore!</p>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Se dovessi scegliere una frase del tuo nuovo ultimo romanzo, quale sceglieresti e perché?</b><br />
La frase che racchiude tutto è nel titolo.</p>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Se dovessi scegliere tre aggettivi per rappresentare il tuo ultimo libro quali sceglieresti.</b><br />
Ribelle, divertente, libero.</p>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In quale o quali generi letterari incaselleresti il tuo libro?</b><br />
Nel genere assai poco frequentato della &#8220;commedia storica&#8221;.</p>
<p data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">È importante scrivere, ma è sicuramente più importante leggere: le tue letture preferite?</b><br />
Sono cresciuto con gli umoristi inglesi come JK Jerome, Gerald Durrell e PG Wodehouse, di cui adoro il ciclo di Blandings. Mi piace molto la letteratura americana: John Fante, David Foster Wallace, e Henry Miller, tanto che recentemente sono stato a Big Sur a esplorare i suoi luoghi. Poi Philip Roth (che avrebbe dovuto vincere il Nobel), Paul Auster (anche lui Nobel mancato) e John Steinbeck (che invece l&#8217;ha vinto). Sono tra i pochi a pensare che  la &#8220;Crocifissione Rosea&#8221; di Henry Miller si avvicini molto all&#8217;idea di &#8220;Grande Romanzo Americano&#8221;, con la sua poesia dell&#8217;individualismo (ma ci si avvicinano ovviamente anche &#8220;Underworld&#8221; di Don DeLillo, &#8220;Furore&#8221; di Steinbeck, &#8220;Chiedi alla Polvere&#8221; di Fante e &#8220;Pastorale Americana&#8221; di Roth; e sicuramente &#8220;Infinite Jest&#8221; di DFW). Mi ha commosso &#8220;Il museo dell&#8217;Innocenza&#8221; di Pamuk, che parla del diventare (o dello scoprirsi?) artisti. Tra gli italiani, ho adorato Daniele Del Giudice e trovo Massimiliano Parente e Francesco Pecoraro straordinari; e ho un apprezzamento particolare per Elsa Morante, Maria Bellonci e Lalla Romano. Ho letto James Joyce e trovo che l&#8217;Ulisse &#8211; romanzo del tutto &#8211; sia a ragione uno dei canoni della cultura occidentale. Joyce però non è uno scrittore: è una setta.</p>
</div>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-96105" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5150-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" />Stefano Casertano è regista e sceneggiatore, con particolare interesse per i temi storici. Ha realizzato film dedicati, tra gli altri, all&#8217;Impresa di Fiume di d&#8217;Annunzio; alle marce di deportazione durante l&#8217;Olocausto; e alla resistenza partigiana a Roma. Ha un dottorato di ricerca in politica &#8220;Magna cum Laude&#8221; in politica, conseguito presso l&#8217;Università di Potsdam, in Germania. La tesi, dedicata all&#8217;espansione dei nazionalismi, è stata pubblicata da Springer. Vive a Roma e Berlino.</div>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<div data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F11%2F13%2Fa-morte-toscanini-il-nuovo-libro-di-stefano-casertano%2F&amp;linkname=A%20MORTE%20TOSCANINI%21%20il%20nuovo%20libro%20di%20Stefano%20Casertano.%20L%E2%80%99intervista%20all%E2%80%99autore" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F11%2F13%2Fa-morte-toscanini-il-nuovo-libro-di-stefano-casertano%2F&#038;title=A%20MORTE%20TOSCANINI%21%20il%20nuovo%20libro%20di%20Stefano%20Casertano.%20L%E2%80%99intervista%20all%E2%80%99autore" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/13/a-morte-toscanini-il-nuovo-libro-di-stefano-casertano/" data-a2a-title="A MORTE TOSCANINI! il nuovo libro di Stefano Casertano. L’intervista all’autore"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/13/a-morte-toscanini-il-nuovo-libro-di-stefano-casertano/">A MORTE TOSCANINI! il nuovo libro di Stefano Casertano. L’intervista all’autore</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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