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	<title>transizione verde Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Qui gatta ci cova…!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arno’ direttore de La Gazzetta Italo brasiliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 13:45:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/2B94A22E-FD5D-42D4-97D0-159C8018FD85-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/2B94A22E-FD5D-42D4-97D0-159C8018FD85-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/2B94A22E-FD5D-42D4-97D0-159C8018FD85-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/2B94A22E-FD5D-42D4-97D0-159C8018FD85-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/2B94A22E-FD5D-42D4-97D0-159C8018FD85-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/2B94A22E-FD5D-42D4-97D0-159C8018FD85-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/2B94A22E-FD5D-42D4-97D0-159C8018FD85-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/2B94A22E-FD5D-42D4-97D0-159C8018FD85-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/2B94A22E-FD5D-42D4-97D0-159C8018FD85-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/2B94A22E-FD5D-42D4-97D0-159C8018FD85-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/2B94A22E-FD5D-42D4-97D0-159C8018FD85-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
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E di svitati come Jake Gordon, l’ex soldato del film, il mondo è pieno. Ci riferiamo ai potenti &#8216;intoccabili&#8217; che decidono le sorti del pianeta; a coloro che dispensano impertinenze e provocano guerre; ai novelli satrapi che diffondono paura con minacce nucleari e apocalittiche per conseguire obbedienza e per accrescere il proprio potere; e infine, ma non per ultimo, ai direttori d’orchestra del «Teatro Europa». Auto elettriche Impantanate nel capoluogo della provincia del Brabante (Bruxelles) la norma che voleva celebrare la messa di requiem alle auto con motore endotermico. Si tratta del pacchetto «Fit for 55» con cui la Commissione Europea determina per i tutti i Paesi dell’Unione, a partire dal 2035, la deadline della vita dei motori termici a scoppio, a benzina, a diesel, a metano, a GPL e a propulsione ibrida. IL 7 marzo scorso, l´aver rinviato provvisoriamente il voto sulla fine della produzione delle auto a combustione interna, a partire dal 2035, va letto come una sconfitta morale per la nativa di Ixelles (Ursula von der Leyen), sostenitrice del controverso pacchetto, e come un successo per i critici dello stesso, in primis l’Italia, seguita dalla Germania e poi dalla Bulgaria e dalla Polonia. «Vento va e barca mena» dice un adagio, ma se rimaniamo sempre ossequenti e incitrulliti di fronte alle insensatezze che emanano dall´&#8217;oracolo&#8217; di Bruxelles, che Dio ci protegga! Analisi costi-benefici, questa sconosciuta. In appena 12 anni, con l’assillo della transizione ecologica, l’Europa vorrebbe mandare al ferro vecchio i motori endotermici, alias i motori impropriamente detti «a scoppio». Si tratta di insensatezza? Eccome! A questo riguardo noi vedremmo, sempre che non ci sia dell’altro dietro, l’esistenza di un aspetto patologico nella politica visionaria di Bruxelles. Ci spieghiamo iniziando dal Green Deal europeo. Esso altro non è che un pacchetto di programmi operativi che mirano a indirizzare l&#8217;UE sulla via di una transizione verde, col proposito finale di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. “La transizione verso la neutralità climatica offrirà opportunità significative, ad esempio un potenziale di crescita economica, di nuovi modelli di business e mercati, di nuovi posti di lavoro e sviluppo tecnologico”. Queste le conclusioni del Consiglio europeo del 12 dicembre 2019. L’idea in sé potrebbe essere buona; sulla serietà delle intenzioni… beh, con i venti di mala politica che soffiano a Bruxelles, è tutto da vedere; e infine, per quanto riguarda i tempi di attuazione, allo stato, potremmo definirli più che mai utopici. “Quando l’uomo tenta di immaginare il Paradiso in terra, il risultato immediato è un molto rispettabile inferno”. È quanto affermava il drammaturgo francese Paul Claudel. E non c’è nulla di più vero! Se infatti, per come programmato, si dovesse abbandonare la produzione dei motori endotermici entro un decennio, altro che nuovi posti di lavoro e crescita economica… Le fiamme dell’inferno di Claudel divamperebbero su tutto il sistema produttivo e occupazionale europeo. Andiamo sul pratico: solo l’Europa sta agognando al Paradiso in terra (neutralità climatica), a tappe forzate e senza un briciolo di realpolitik. Tutto il resto del mondo fa orecchie da mercante e continuerà tranquillamente a scorrazzare con motori a combustione interna (benzina, diesel et similia) e a utilizzare a più non posso combustibili fossili d’ogni sorta. Va da sé che questo stato di cose renderà irrilevante il vantaggio ambientale che l’Europa penserebbe di raggiungere con la corsa green. A conferma di quanto detto, citiamo l’annuncio del primo ministro Modi sul raggiungimento della neutralità carbonica dell’India: essa è prevista per l’anno 2070… salvo proroghe. Nientedimeno! Ma v’è di più: imponendo da qui a pochi anni solo l’uso dell’elettrico, si metterebbero in forse decine e decine di migliaia di posti di lavoro e finiremmo col dipendere totalmente dalla Cina: essa detiene quasi il totale monopolio della produzione delle batterie al litio e dei giacimenti delle terre rare (Rare earth metals), elementi indispensabili nelle moderne industrie automobilistiche e high-tech. Infine, sussiste pur sempre per le tanto invocate auto elettriche il problema ad oggi non risolto dell’inquinamento, dovuto principalmente allo smaltimento delle batterie. Dopo quanto anzi esposto, mettendo sul piatto della bilancia il pro e il contro del passaggio tra un decennio all’elettrico puro, viene fuori un risultato scontato che definiremmo con un apoftegma: «Tanto fumo e poco arrosto». La tecnologia tedesca la spunta su quella italiana! Allora? Beh, se è vero che in medio stat virtus, una soluzione equilibrata o quanto meno interlocutoria sarebbe quella di favorire i carburanti sintetici, conosciuti principalmente come e-fuel (abbreviazione per «electrofuel»). Essi costituiscono una valida alternativa vuoi ai carburanti tradizionali, vuoi alla trazione elettrica e non destabilizzerebbero il sistema economico e imprenditoriale dell’Unione. In realtà, con detta opzione, fortemente sostenuta dalla Germania e con buone probabilità di successo, l’industria automobilistica manterrebbe il proprio ciclo produttivo e l’ambiente ci ringrazierebbe. A sostegno di quanto appena dedotto v’è che i carburanti sintetici offrono: salvaguardia ambientale; elevata densità energetica; facilità di magazzinaggio sia in forma liquida che gassosa; e assenza totale di pregiudizio per la carica energetica nel decorso del tempo. Gli elementi a base dell´e-Fuel sono l’idrogeno (H) e l’anidride carbonica (CO2) ed esso può essere miscelato assieme ai tradizionali carburanti o, addirittura, può prendere completamente il loro posto. Ora, ad essere obiettivi, è puranco vero che i carburanti sintetici presentano l’inconveniente dei costi di produzione ancora alti, ma la previsione secondo recenti studi è che, investendo nel settore, l´e-fuel potrebbe arrivare sul mercato all’attuale costo della benzina negli USA; circa 3,67 dollari al gallone. Naturalmente, lo stesso discorso non vale per l’energia tanto cara agli interessi dell’Italia, ovvero il biocarburante, che deriva dai residui organici dell’industria agroalimentare. Detto combustibile, in realtà, è ben lontano dall’emissione zero, obiettivo dell’UE, ma, a dir poco, con l’approvazione dell´e-fuel da parte della Commissione UE, cosa già avvenuta mentre stiamo scrivendo, e col conseguente prolungamento della vita dei motori endotermici oltre la data del 2035, seppure si possa immaginare che il nostro governo non andrà in estasi, la nostra industria motoristica sopravviverà e non tirerà le cuoia! E per di più si eviterà che la Cina invada completamente il mercato europeo con le auto elettriche low cost, anche se l’invasione, purtroppo, è già in atto per come risulta dalle elaborazioni del think tank tedesco Merics, secondo cui, paradossalmente, non è tanto l’industria cinese ad alimentare le esportazioni verso l’Europa, quanto le stesse Case europee e americane. Esse, infatti, attraverso le joint venture, hanno investito in Cina nella produzione dell’auto elettrica a basso costo per poi rivenderla in Occidente con buon margine di lucro. Tuttavia, e ci preme sottolinearlo, in tutta questa deplorevole babilonia di delocalizzazioni e di interessi incrociati, che alla fine nulla hanno a che vedere con la salvaguardia dell’ambiente, i non poco furbi cinesi mantengono l’esclusiva della produzione delle batterie: senza di esse i motori non funzionano… come accade, tout court, per gli orologi con movimento al quarzo! Ciò nonostante, l’Italia sta già facendo più che bene la sua parte: oltre alle varie restrizioni già in atto contro l’inquinamento e ai programmi di sviluppo delle energie rinnovabili, essa rispetta più che mai l’ambiente. Tra i tanti esempi: le trivellazioni in Adriatico rimangono ferme (potremmo soddisfare la metà della domanda interna e, perché no, diventare una nazione produttrice di energia); il giacimento di titanio più grande del mondo nel massiccio di Voltri resta inesplorato per rispettare il sito o meglio il Parco Naturale del Beigua e la biodiversità che lo contraddistingue; il blocco ai veicoli fino ad Euro 4 è già in atto; e così via. Ora, però, che noi si debba vivere da astemi e a digiuno mentre gli altri si ubriacano e gozzovigliano come i Proci non avrebbe senso alcuno e non gioverebbe alla nostra salute economica. Ciò posto, noi ci dichiariamo certamente a favore della transizione energetica in generale e degli obiettivi che si prefiggono il raggiungimento della neutralità climatica, ma, sia chiaro, entro tempi ragionevoli e compatibilmente con l’operato degli altri attori, che con differenti pesi e mansioni calcano la scena politica ed economica di questo mondo diverso e condiviso. E oltre a ciò, sempre mantenendo una visione pragmatica, ovvero privilegiando la pratica e la concretezza rispetto alla teoria, agli schemi immaginari e ai principi ideali. Ma perbacco, tornando a bomba, non si comprende come faccia l’Europa a sonnecchiare indolentemente di fronte alla reale possibilità di percorrere strade, temporaneamente alternative, che permettano lo sviluppo di una mobilità più smart e sostenibile, per poi, solo a tempo debito e senza precipitazione, passare all’elettrico, ma quello nostrano, tanto per intenderci. Sarà che le campane della Basilica del Sacro Cuore di Bruxelles (la quinta chiesa più grande del mondo) riusciranno a svegliare i &#8216;saggi&#8217; dormienti della Commissione Europea o costoro si sveglieranno tra due secoli come accadde, secondo la leggenda cristiana, ai sette fanciulli di Efeso? Che dire? Se neanche il suono delle campane funzionerà, ahinoi, coi tempi che corrono «Qui gatta ci cova…!»</p>
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		<title>REPowerEU: il piano dell’Ue per  trasformare il sistema energetico europeo</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/05/19/repowereu-accelerare-la-trasformazione-energetica-europea-e-la-transizione-verde/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=repowereu-accelerare-la-trasformazione-energetica-europea-e-la-transizione-verde</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2022 06:33:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[energie rinnovabipi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="729" height="480" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/E39ACF39-BA1A-4703-9C23-0FB00675A195.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/E39ACF39-BA1A-4703-9C23-0FB00675A195.jpeg 729w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/E39ACF39-BA1A-4703-9C23-0FB00675A195-300x198.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/E39ACF39-BA1A-4703-9C23-0FB00675A195-585x385.jpeg 585w" sizes="(max-width: 729px) 100vw, 729px" /></p><p><em>Risparmio energetico, diversificazione dell&#8217;approvvigionamento energetico e una più rapida diffusione delle energie rinnovabili per sostituire i combustibili fossili nelle case, nell&#8217;industria e nella generazione di energia elettrica. Questo il piano di Repower Eu presentato dalla Commissione Europea <span lang="IT" data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">per ridurre rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili russi e accelerare la transizione verde</span></em></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La Commissione europea ha presentato oggi il </span><a style="font-weight: 400;" href="https://energy.ec.europa.eu/communication-repowereu-plan-com2022230_it" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://energy.ec.europa.eu/communication-repowereu-plan-com2022230_it&amp;source=gmail&amp;ust=1653032344411000&amp;usg=AOvVaw1yjBgcJnXipL1Hqt7p7bN3"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">piano REPowerEU</span></a><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, la sua risposta alle difficoltà e alle perturbazioni del mercato mondiale dell&#8217;energia causate dall&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina da parte della Russia. La trasformazione del sistema energetico europeo è urgente per due motivi: <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">porre fine alla dipendenza dell&#8217;UE dai combustibili fossili della Russia</strong>, che sono usati come arma economica e politica e costano ai contribuenti europei quasi 100 miliardi di € all&#8217;anno, e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">affrontare la crisi climatica</strong>. Agendo come Unione, l&#8217;Europa può affrancarsi più rapidamente dai combustibili fossili russi. L&#8217;</span><a style="font-weight: 400;" href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_22_2784" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_22_2784&amp;source=gmail&amp;ust=1653032344411000&amp;usg=AOvVaw2D68I1N2FWGKq8OvBpOh1I"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">85% degli europei</span></a><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> ritiene che l&#8217;UE dovrebbe ridurre quanto prima la sua dipendenza dal gas e dal petrolio russi per sostenere l&#8217;Ucraina. Le misure contenute nel piano REPowerEU possono aiutare a realizzare questa ambizione attraverso <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il risparmio energetico, la diversificazione dell&#8217;approvvigionamento energetico e una più rapida diffusione delle energie rinnovabili</strong> per sostituire i combustibili fossili nelle case, nell&#8217;industria e nella generazione di energia elettrica.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La trasformazione verde <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">rafforzerà la crescita economica, la sicurezza e l&#8217;azione per il clima</strong> a beneficio dell&#8217;Europa e dei nostri partner. Il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), fulcro del piano REPowerEU, sostiene la pianificazione e il finanziamento coordinati delle infrastrutture transfrontaliere e nazionali e i progetti e le riforme nel settore dell&#8217;energia. La Commissione propone di apportare </span><a href="https://ec.europa.eu/info/files/proposal-regulation-european-parliament-and-council-amending-regulation-eu-2021-241-regards-repowereu-chapters-recovery-and-resilience-plans-and-amending-regulation-2021-1060-2021-2115-2003-87-ec-2015-1814_it" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ec.europa.eu/info/files/proposal-regulation-european-parliament-and-council-amending-regulation-eu-2021-241-regards-repowereu-chapters-recovery-and-resilience-plans-and-amending-regulation-2021-1060-2021-2115-2003-87-ec-2015-1814_it&amp;source=gmail&amp;ust=1653032344411000&amp;usg=AOvVaw3OJDY00_onFRJTJbWW8LDO"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">modifiche</span></a><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> mirate al </span><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32021R0241" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri%3DCELEX%253A32021R0241&amp;source=gmail&amp;ust=1653032344411000&amp;usg=AOvVaw1kGWNjOS_5g7Fe_EZeREdM"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">regolamento RRF</span></a><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> per integrare specifici capitoli REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza degli Stati membri (PRR) attualmente esistenti, in aggiunta alle numerose riforme e investimenti già presenti in tali piani. Le raccomandazioni specifiche per paese del semestre europeo 2022 daranno un contributo a questo processo.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Risparmiare energia</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il risparmio energetico è il modo più rapido ed economico di far fronte all&#8217;attuale crisi energetica e far diminuire le bollette. La Commissione propone di rafforzare le misure di efficienza energetica a lungo termine, tra cui un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">aumento dal 9% al 13% dell&#8217;obiettivo vincolante di efficienza energetica</strong> fissato nell&#8217;ambito del pacchetto legislativo &#8220;Pronti per il 55%&#8221; (Fit for 55) connesso al Green Deal europeo. Risparmiare energia adesso ci aiuterà a prepararci alle possibili sfide del prossimo inverno. Per questo motivo la Commissione ha pubblicato oggi una </span><a href="https://energy.ec.europa.eu/communication-eu-save-energy-com2022240_it" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://energy.ec.europa.eu/communication-eu-save-energy-com2022240_it&amp;source=gmail&amp;ust=1653032344411000&amp;usg=AOvVaw1_Gb7ZLj1lwKybj-HFxfms"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">comunicazione sul risparmio energetico</span></a><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> che illustra in dettaglio i <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">cambiamenti nei comportamenti</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">che potrebbero ridurre del 5% la domanda di gas e petrolio</strong> a breve termine e incoraggia gli Stati membri ad avviare campagne di comunicazione ad hoc rivolte alle famiglie e all&#8217;industria. Gli Stati membri sono inoltre invitati ad applicare <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">misure fiscali per favorire il risparmio energetico</strong>, come aliquote IVA ridotte sui sistemi di riscaldamento efficienti, l&#8217;isolamento degli edifici e gli apparecchi e i prodotti efficienti sotto il profilo energetico. La Commissione definisce inoltre <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">misure di emergenza</strong> in caso di grave interruzione dell&#8217;approvvigionamento e pubblicherà orientamenti sui criteri di priorità per i clienti, oltre ad agevolare l&#8217;elaborazione di un piano di riduzione della domanda coordinato a livello dell&#8217;UE.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Diversificare l&#8217;approvvigionamento e sostenere i nostri partner internazionali</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;UE <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">collabora</strong> da diversi mesi <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">con partner internazionali per diversificare l&#8217;approvvigionamento</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ed è riuscita a garantire livelli record di importazioni di GNL e maggiori forniture di gas via gasdotti</strong>. La </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_22_2387" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_22_2387&amp;source=gmail&amp;ust=1653032344411000&amp;usg=AOvVaw1PRVs7AyZEN81Rf6fzQQ_x"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">piattaforma dell&#8217;UE per l&#8217;energia</span></a><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, di recente creazione e sostenuta dalle task force regionali, consentirà acquisti comuni volontari di gas, GNL e idrogeno aggregando la domanda, ottimizzando l&#8217;uso delle infrastrutture e coordinando i contatti con i fornitori. Per la tappa successiva, riproducendo l&#8217;ambizione del programma di acquisto comune dei vaccini, la Commissione valuterà la possibilità di sviluppare un &#8220;<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">meccanismo di acquisto congiunto</strong>&#8221; che negozi e concluda contratti di acquisto di gas per conto degli Stati membri aderenti. La Commissione prenderà inoltre in considerazione misure legislative che impongano agli Stati membri di diversificare nel tempo l&#8217;approvvigionamento di gas. La piattaforma consentirà inoltre l&#8217;acquisto congiunto di idrogeno rinnovabile.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La </span><a href="https://energy.ec.europa.eu/joint-communication-eu-external-energy-engagement-join202223_it" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://energy.ec.europa.eu/joint-communication-eu-external-energy-engagement-join202223_it&amp;source=gmail&amp;ust=1653032344411000&amp;usg=AOvVaw2WMze0Q3oeVLguS-nSDw5y"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">strategia esterna dell&#8217;UE per l&#8217;energia</span></strong></a><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> adottata oggi faciliterà la diversificazione energetica e la creazione di partenariati a lungo termine con i fornitori, compresa la cooperazione in materia di idrogeno o di altre tecnologie verdi. In linea con il Global Gateway, la strategia dà priorità all&#8217;impegno dell&#8217;UE a favore della <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">transizione energetica verde e giusta a livello mondiale</strong>, aumentando il risparmio energetico e l&#8217;efficienza energetica per ridurre la pressione sui prezzi, promuovendo lo sviluppo delle rinnovabili e dell&#8217;idrogeno e intensificando la diplomazia energetica. Nel Mediterraneo e nel Mare del Nord saranno sviluppati importanti corridoi per l&#8217;idrogeno. Di fronte all&#8217;aggressione della Russia, l&#8217;UE <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sosterrà l&#8217;Ucraina, la Moldova, i Balcani occidentali e i paesi del partenariato orientale, insieme ai partner più vulnerabili</strong>. Continueremo a collaborare con l&#8217;Ucraina per garantire la sicurezza dell&#8217;approvvigionamento e il funzionamento del settore energetico, preparando nel contempo la strada agli scambi futuri di energia elettrica e idrogeno e ricostruendo il sistema energetico nel quadro dell&#8217;iniziativa <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">REPowerUkraine</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Accelerare la diffusione delle energie rinnovabili</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una massiccia <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">espansione e accelerazione delle energie rinnovabili</strong> nella generazione di energia elettrica, nell&#8217;industria, nell&#8217;edilizia e nei trasporti ci consentirà di conseguire l&#8217;indipendenza più in fretta, darà impulso alla transizione verde e abbasserà i prezzi nel tempo. La Commissione propone di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">aumentare dal 40% al 45% l&#8217;obiettivo principale per il 2030 per le rinnovabili</strong> nell&#8217;ambito del pacchetto &#8220;Pronti per il 55%&#8221;. Questa maggiore ambizione generale getterà le basi per altre iniziative, tra cui:</span></p>
<ul style="font-weight: 400;">
<li><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">una </span><a href="https://energy.ec.europa.eu/communication-eu-solar-strategy-com2022149_it" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://energy.ec.europa.eu/communication-eu-solar-strategy-com2022149_it&amp;source=gmail&amp;ust=1653032344411000&amp;usg=AOvVaw2XJybP1hdY6j5s2NALkQC4"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">strategia dell&#8217;UE per l&#8217;energia solare</span></strong></a><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">volta a raddoppiare la capacità solare fotovoltaica</strong> entro il 2025 e installare 600 GW entro il 2030;</span></li>
<li><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">un&#8217;<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">iniziativa per i pannelli solari sui tetti</strong> con l&#8217;introduzione graduale di un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">obbligo giuridico</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">di installare pannelli solari</strong> sui nuovi edifici pubblici, commerciali e residenziali;</span></li>
<li><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">raddoppio del tasso di diffusione delle pompe di calore</strong> unito a misure per integrare l&#8217;energia geotermica e termosolare nei sistemi di teleriscaldamento e di riscaldamento collettivo;</span></li>
<li><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">una </span><a href="https://energy.ec.europa.eu/recommendation-speeding-permit-granting-and-ppas-com20223219_it" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://energy.ec.europa.eu/recommendation-speeding-permit-granting-and-ppas-com20223219_it&amp;source=gmail&amp;ust=1653032344412000&amp;usg=AOvVaw1CT5CIalj04OEkfR5uPd2s"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">raccomandazione</span></a><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> della Commissione per <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">affrontare la lentezza e la complessità delle procedure di autorizzazione per i grandi progetti in materia di rinnovabili</strong> e una </span><a href="https://energy.ec.europa.eu/proposal-amend-directive-res-promotion-and-epbd-com2022222_it" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://energy.ec.europa.eu/proposal-amend-directive-res-promotion-and-epbd-com2022222_it&amp;source=gmail&amp;ust=1653032344412000&amp;usg=AOvVaw0MOqQTfr9TVJ80gMMxUUjM"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">modifica mirata della direttiva sulle energie rinnovabili</span></a><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> affinché queste ultime siano riconosciute come interesse pubblico prevalente. Gli Stati membri dovrebbero istituire <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">zone di riferimento specifiche per le rinnovabili</strong> con <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">procedure di autorizzazione abbreviate e semplificate</strong> in presenza di minori rischi ambientali. Per agevolare la rapida individuazione di tali zone, la Commissione mette a disposizione serie di dati sulle zone sensibili dal punto di vista ambientale nell&#8217;ambito del suo </span><a href="https://joint-research-centre.ec.europa.eu/energy-and-industry-geography-lab_en" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://joint-research-centre.ec.europa.eu/energy-and-industry-geography-lab_en&amp;source=gmail&amp;ust=1653032344412000&amp;usg=AOvVaw12qpNdhxyyd8GWd3PHUTnJ"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">strumento di mappatura digitale</span></a><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> dei dati geografici relativi all&#8217;energia, all&#8217;industria e alle infrastrutture;</span></li>
<li><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">definizione di un obiettivo di 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile prodotto internamente</strong> e 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile importato entro il 2030 per sostituire gas naturale, carbone e petrolio nei trasporti e nei settori industriali difficili da decarbonizzare. Per stimolare il mercato dell&#8217;idrogeno i colegislatori dovrebbero concordare obiettivi secondari più ambiziosi per settori specifici. Sono inoltre in pubblicazione <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">due atti delegati della Commissione sulla definizione e la produzione di idrogeno rinnovabile</strong> per garantire che quest&#8217;ultima porti alla decarbonizzazione netta. Per accelerare i progetti connessi all&#8217;idrogeno, sono stati stanziati finanziamenti supplementari pari a 200 milioni di € a favore della ricerca e la Commissione si impegna a completare la valutazione dei primi importanti progetti di comune interesse europeo entro l&#8217;estate;</span></li>
<li><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">un </span><a href="https://energy.ec.europa.eu/implementing-repowereu-plan-swd_en" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://energy.ec.europa.eu/implementing-repowereu-plan-swd_en&amp;source=gmail&amp;ust=1653032344412000&amp;usg=AOvVaw17ftQ169mBmXCBUkwChois"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">piano di azione per il biometano</span></strong></a><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, che definisce strumenti tra cui un nuovo partenariato industriale per il biometano e incentivi finanziari per portare la produzione a 35 miliardi di metri cubi entro il 2030, anche attraverso la politica agricola comune.</span></li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ridurre il consumo di combustibili fossili nell&#8217;industria e nei trasporti</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La sostituzione del carbone, del petrolio e del gas naturale nei processi industriali ridurrà le emissioni di gas a effetto serra e rafforzerà la sicurezza e la competitività. Il risparmio energetico, l&#8217;efficienza, la sostituzione dei combustibili, l&#8217;elettrificazione e una maggiore diffusione dell&#8217;idrogeno rinnovabile, del biogas e del biometano ad opera dell&#8217;<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">industria potrebbero far risparmiare fino a 35 miliardi di metri cubi di gas naturale entro il 2030</strong> in aggiunta a quanto previsto dalle proposte del pacchetto &#8220;Pronti per il 55%&#8221;.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La Commissione proporrà contratti per differenza sul carbonio per sostenere l&#8217;adozione dell&#8217;idrogeno verde da parte dell&#8217;industria e finanziamenti specifici per REPowerEU nell&#8217;ambito del Fondo per l&#8217;innovazione, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">utilizzando i proventi dello scambio di quote di emissioni</strong> per favorire ulteriormente la fine della dipendenza dai combustibili fossili russi. La Commissione fornisce inoltre <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">orientamenti in materia di energie rinnovabili e di accordi di compravendita di energia elettrica</strong> e metterà a punto uno strumento di consulenza tecnica con la Banca europea per gli investimenti. Per mantenere e riconquistare la leadership tecnologica e industriale in settori quali l&#8217;energia solare e l&#8217;idrogeno, e sostenere la forza lavoro, la Commissione propone di istituire un&#8217;alleanza industriale per il solare nell&#8217;UE e un partenariato su vasta scala per le competenze. La Commissione intensificherà inoltre i lavori sull&#8217;approvvigionamento di materie prime critiche e preparerà una proposta legislativa al riguardo.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Per <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">migliorare il risparmio energetico e l&#8217;efficienza nel settore dei trasporti</strong> e accelerare la transizione verso veicoli a emissioni zero la Commissione presenterà un pacchetto per l&#8217;inverdimento del trasporto merci, e prenderà in considerazione un&#8217;iniziativa legislativa per aumentare la quota di veicoli a emissioni zero nei parchi auto pubblici e aziendali al di sopra di una determinata dimensione. La comunicazione sul risparmio energetico comprende anche molte raccomandazioni rivolte alle città, alle regioni e alle autorità nazionali che possono contribuire efficacemente alla sostituzione dei combustibili fossili nel settore dei trasporti.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Investimenti intelligenti</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Per centrare gli obiettivi di REPowerEU servono <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">210 miliardi di € di investimenti supplementari</strong> entro il 2027, in un&#8217;ottica di indipendenza e sicurezza future. Inoltre tagliare le importazioni di combustibili fossili dalla Russia può farci <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">risparmiare quasi 100 miliardi di € l&#8217;anno.</strong> Questi investimenti devono essere sostenuti dal settore pubblico e privato a livello nazionale, transfrontaliero e dell&#8217;UE.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">A sostegno di REPowerEU <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sono già disponibili 225 miliardi di € sotto forma di prestiti nell&#8217;ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">(RRF)</strong>. Oggi la Commissione ha adottato atti giuridici e orientamenti a uso degli Stati membri sulla modifica e l&#8217;integrazione dei piani per la ripresa e la resilienza nel contesto di REPowerEU. La Commissione propone inoltre di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">aumentare la dotazione finanziaria dell&#8217;RRF</strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">20 miliardi di € sotto forma di sovvenzioni,</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">provenienti dalla vendita di quote di emissioni del sistema ETS</strong> attualmente detenute nella riserva stabilizzatrice del mercato. L&#8217;asta dovrebbe svolgersi in modo da non perturbare il mercato. Oltre a ridurre le emissioni e l&#8217;uso dei combustibili fossili, infatti, l&#8217;ETS serve anche a raccogliere i fondi necessari per raggiungere l&#8217;indipendenza energetica.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;attuale quadro finanziario pluriennale prevede già che la politica di coesione sostenga progetti di decarbonizzazione e transizione verde con investimenti fino a 100 miliardi di € nelle energie rinnovabili, nell&#8217;idrogeno e nelle infrastrutture. Attraverso trasferimenti volontari all&#8217;RRF potrebbero essere messi a disposizione altri <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">26,9 miliardi di € dai fondi di coesione</strong> e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">7,5 miliardi di € dalla politica agricola comune</strong>. La Commissione raddoppierà i finanziamenti destinati all&#8217;invito a presentare proposte su larga scala del Fondo per l&#8217;innovazione in calendario per l&#8217;autunno 2022, portandoli a circa 3 miliardi di €.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le reti transeuropee nel settore dell&#8217;energia (TEN-E) hanno contribuito a creare nell&#8217;UE un&#8217;infrastruttura del gas resiliente e interconnessa. Per integrare i progetti inclusi nell&#8217;elenco dei progetti di interesse comune (PIC) e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">compensare appieno la futura perdita di importazioni di gas russo</strong> sono necessarie <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">infrastrutture supplementari per il gas di portata limitata</strong>, che secondo le stime richiederanno circa 10 miliardi di € di investimenti. È possibile soddisfare le esigenze di sostituzione del prossimo decennio senza restare vincolati ai combustibili fossili, creare attivi non recuperabili o pregiudicare le nostre ambizioni climatiche. Per adattare la rete elettrica alle esigenze future sarà fondamentale anche imprimere un&#8217;accelerazione ai PIC nel settore dell&#8217;energia: il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">meccanismo per collegare l&#8217;Europa</strong> fornirà sostegno in tal senso e la Commissione ha pubblicato oggi un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">nuovo invito a presentare proposte</strong> con un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">budget di 800 milioni di €</strong>, cui ne seguirà un altro all&#8217;inizio del 2023.</span></p>
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