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	<title>Trasparenza Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Sanità, UAP: &#8220;Serve un sistema tariffario stabile e sostenibile per pubblico e privato accreditato&#8221;</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/13/sanita-uap-serve-un-sistema-tariffario-stabile-e-sostenibile-per-pubblico-e-privato-accreditato/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sanita-uap-serve-un-sistema-tariffario-stabile-e-sostenibile-per-pubblico-e-privato-accreditato</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2026 08:36:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="2048" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/stella-e-grazia-Uap.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/stella-e-grazia-Uap.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/stella-e-grazia-Uap-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/stella-e-grazia-Uap-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/stella-e-grazia-Uap-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/stella-e-grazia-Uap-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Alla conferenza stampa guidata dalla presidente Mariastella Giorlandino,  l&#8217;Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata chiede un meccanismo di aggiornamento tariffario stabile e trasparente: &#8220;Pubblico + privato accreditato =&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="2048" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/stella-e-grazia-Uap.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/stella-e-grazia-Uap.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/stella-e-grazia-Uap-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/stella-e-grazia-Uap-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/stella-e-grazia-Uap-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/stella-e-grazia-Uap-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p><h2><strong><em>Alla conferenza stampa guidata dalla presidente Mariastella Giorlandino,  l&#8217;Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata chiede un meccanismo di aggiornamento tariffario stabile e trasparente: &#8220;Pubblico + privato accreditato = Servizio sanitario nazionale&#8221;</em></strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un sistema tariffario stabile, aggiornato nel tempo e realmente sostenibile: è questa la richiesta che UAP (Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata) ha rivolto alle istituzioni, chiamando in causa tanto le strutture pubbliche quanto quelle private, autorizzate e accreditate, e naturalmente i cittadini che di quel sistema sono i destinatari finali. A farsi portavoce dell&#8217;istanza è stata la presidente <strong>Mariastella Giorlandino</strong>, che ha aperto i lavori di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte i presidenti delle associazioni aderenti all&#8217;Unione. A moderare l&#8217;incontro,  <strong>Maria Grazia Cucinotta</strong>, legata da anni a Giorlandino nell&#8217;impegno per le iniziative di protezione sociale rivolte alle fasce più fragili della popolazione, oltre che volto e sostenitrice della Fondazione Artemisia e della stessa UAP.</p>
<p><strong>&#8220;Pubblico e privato accreditato non sono due sistemi contrapposti&#8221;</strong></p>
<p>Secondo Giorlandino, è tempo di superare una narrazione che contrappone sanità pubblica e sanità privata: &#8220;Continuiamo troppo spesso a parlare di sanità pubblica e sanità privata come se fossero due sistemi contrapposti. Non è così. Il nostro ordinamento ha costruito il Servizio sanitario nazionale come un sistema a responsabilità pubblica, nel quale le cure vengono erogate attraverso strutture pubbliche e strutture private accreditate&#8221;.</p>
<p>La presidente UAP ribadisce il ruolo del privato accreditato all&#8217;interno della rete pubblica: &#8220;Il privato accreditato è quindi parte integrante della rete del SSN: integra il pubblico, non lo sostituisce. La responsabilità deve restare pubblica. Ed è il pubblico che deve conoscere i bisogni di salute, programmare l&#8217;offerta, stabilire regole e priorità, controllare appropriatezza e qualità e garantire i livelli essenziali di assistenza&#8221;.</p>
<p><strong>Il nodo delle tariffe: un aggiornamento insufficiente</strong></p>
<p>Giorlandino sottolinea la necessità di programmare le risorse disponibili come un sistema unico, ricordando che dopo oltre un decennio di attesa, nel novembre 2024 è stato finalmente approvato il nuovo nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale. Un traguardo, spiega, che però non ha risolto il problema di fondo:</p>
<h3>&#8220;Noi chiediamo la tutela della salute dei cittadini. La sanità privata accreditata è un servizio pubblico, la politica deve uscire dagli slogan. Noi vogliamo i cittadini al centro e la qualità del servizio&#8221;.</h3>
<p>La presidente denuncia due anni di battaglie per ottenere l&#8217;adeguamento delle tariffe, conclusi con risultati giudicati insoddisfacenti: su <strong>2.040</strong> prestazioni, gli aumenti hanno riguardato solo <strong>445 voci</strong>, di cui appena<strong> 158</strong> con una rivalutazione realmente in linea con <strong>l&#8217;indice Istat</strong>. &#8220;Tariffe inferiori ai costi efficienti danneggiano anche le strutture pubbliche&#8221;, avverte, ricordando che &#8221;</p>
<h3>una visita a 23 euro non si può fare&#8221;. E aggiunge: &#8220;Non è solo l&#8217;aspetto economico, vogliamo la qualità, vogliamo garantire che chi è malato possa fare dei percorsi clinici. La sanità deve salvare la vita alle persone e purtroppo, ormai, tante patologie sono fuori controllo&#8221;.</h3>
<p><strong>La proposta UAP: un meccanismo stabile di aggiornamento</strong></p>
<p>Secondo l&#8217;Unione, l&#8217;Italia non dispone oggi di un meccanismo generale e stabile capace di preservare nel tempo il valore reale delle tariffe sanitarie. Per questo UAP propone un metodo più semplice e trasparente, articolato in tre punti:</p>
<ul>
<li>costruire una base tariffaria rigorosa, determinando analiticamente i costi delle singole prestazioni attraverso un confronto effettivo tra sanità pubblica, privata accreditata, Regioni e istituzioni tecniche;</li>
<li>aggiornare annualmente le tariffe sulla base di un indice ufficiale;</li>
<li>riservare a scadenze pluriennali la revisione strutturale dei costi.</li>
</ul>
<p>Un sistema, sottolinea l&#8217;Unione, più prevedibile, meno esposto al contenzioso e in grado di sostenere comunque il costo reale delle prestazioni. Come ricorda Giorlandino, una tariffa incongrua non rappresenta necessariamente un risparmio per il Servizio sanitario nazionale: rischia piuttosto di trasferire altrove il costo e di ridurre la capacità complessiva di cura.</p>
<p>La presidente UAP chiarisce l&#8217;obiettivo della proposta: &#8220;Non chiediamo di sostituire il pubblico con il privato. Chiediamo un Servizio sanitario nazionale più forte, nel quale il pubblico eserciti pienamente la propria responsabilità di guida e utilizzi in modo intelligente tutte le capacità che fanno parte del sistema&#8221;. E conclude: &#8220;Perché il cittadino che aspetta una risonanza non domanda chi sia il proprietario dell&#8217;apparecchiatura. Domanda al Servizio sanitario nazionale di essere curato bene e in tempo. E allora il messaggio è semplice: pubblico + privato accreditato = Servizio sanitario nazionale. Un solo sistema, un solo diritto alla cura&#8221;.</p>
<p>A chiudere l&#8217;incontro, la moderatrice <strong>Maria Grazia Cucinotta</strong>, impegnata da oltre trent&#8217;anni nella promozione della prevenzione, racconta la difficoltà che incontra quotidianamente nel sensibilizzare le persone: &#8220;Quando dico alle persone di fare prevenzione mi rispondono: ci hanno detto che è finito il budget, oppure parlano di liste d&#8217;attesa lunghissime. Quindi è necessario cercare di trovare una soluzione, perché chi si ammala non sceglie di esserlo e va tutelato. Bisogna dare l&#8217;opportunità a tutti i cittadini di fare controlli e prevenzione, perché la prevenzione salva la vita, ma devono poterla fare&#8221;.</p>
<p>LEGGI ANCHE:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="akiNYItWDt"><p><a href="https://www.lafrecciaweb.it/amp/2026/09/09/sanita-uap-servono-tariffe-eque-per-non-indebolire-il-ssn-giorlandino-il-privato-accreditato-integra-il-pubblico-non-lo-sostituisce/">Sanità, UAP: &#8220;Servono tariffe eque per non indebolire il SSN&#8221;.Giorlandino: &#8220;Il privato accreditato integra il pubblico, non lo sostituisce&#8221;</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Sanità, UAP: &#8220;Servono tariffe eque per non indebolire il SSN&#8221;.Giorlandino: &#8220;Il privato accreditato integra il pubblico, non lo sostituisce&#8221;&#8221; &#8212; lafrecciaweb.it" src="https://www.lafrecciaweb.it/amp/2026/09/09/sanita-uap-servono-tariffe-eque-per-non-indebolire-il-ssn-giorlandino-il-privato-accreditato-integra-il-pubblico-non-lo-sostituisce/embed/#?secret=a2gKZhQmNf#?secret=akiNYItWDt" data-secret="akiNYItWDt" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/13/sanita-uap-serve-un-sistema-tariffario-stabile-e-sostenibile-per-pubblico-e-privato-accreditato/">Sanità, UAP: &#8220;Serve un sistema tariffario stabile e sostenibile per pubblico e privato accreditato&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Sanità, UAP: &#8220;Servono tariffe eque per non indebolire il SSN&#8221;.Giorlandino: &#8220;Il privato accreditato integra il pubblico, non lo sostituisce&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 17:06:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1920" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5235-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5235-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5235-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5235-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5235-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5235-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5235-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5235-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Roma — Nel corso della conferenza stampa odierna, l&#8217;Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità privata (UAP) è tornata a chiedere un Servizio sanitario nazionale unico, in cui pubblico e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/09/sanita-uap-servono-tariffe-eque-per-non-indebolire-il-ssn-giorlandino-il-privato-accreditato-integra-il-pubblico-non-lo-sostituisce/">Sanità, UAP: &#8220;Servono tariffe eque per non indebolire il SSN&#8221;.Giorlandino: &#8220;Il privato accreditato integra il pubblico, non lo sostituisce&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Roma — Nel corso della conferenza stampa odierna, l&#8217;Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità privata (UAP) è tornata a chiedere un Servizio sanitario nazionale unico, in cui pubblico e privato accreditato operino come un sistema integrato e non come due sanità parallele.</em></p>
<p dir="ltr">ROMA — Il settore della sanità privata accreditata è sceso in piazza per denunciare il nuovo nomenclatore tariffario del Servizio sanitario nazionale, chiedendo al Governo di correggerlo prima che diventi definitivo. A promuovere l&#8217;iniziativa è stata l&#8217;UAP, l&#8217;Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, secondo cui il testo del Decreto Tariffe messo a punto dal Ministero della Salute necessita di &#8220;modifiche urgenti&#8221;.</p>
<p dir="ltr">La conferenza stampa si è svolta al CEOforLIFE Clubhouse di Piazza Montecitorio, a pochi passi da Palazzo Chigi. Sul palco, insieme alla presidente dell&#8217;UAP Mariastella Giorlandino, anche l&#8217;attrice e produttrice Maria Grazia Cucinotta, che ha moderato l&#8217;incontro.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-127696" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5234-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5234-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5234-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5234-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5234-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5234-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p dir="ltr">Sono intervenuti i rappresentanti di ambulatori, poliambulatori e strutture di ospedalità privata arrivati da tutta Italia, che hanno portato in sala le difficoltà operative ed economiche vissute ogni giorno nei rispettivi territori.</p>
<p dir="ltr">&#8220;Il privato accreditato integra il pubblico, non lo sostituisce&#8221;, ha scandito Giorlandino aprendo i lavori, rivendicando il peso di un comparto che oggi conta circa <strong>27mila strutture e 350mila addetti</strong>. I numeri, del resto, parlano chiaro: nel 2024 <strong>il 28% dei ricoveri del Servizio sanitario nazionale è stato garantito dalla componente privata,</strong> mentre n<strong>el 2023 la quota di prestazioni ambulatoriali SSN erogate dal privato accreditato ha toccato il 36,2%.</strong> Da qui lo slogan scelto per la giornata: &#8220;Non due sanità. Un solo diritto alla cura.&#8221;</p>
<p dir="ltr">
<p dir="ltr"><strong>La regia resti pubblica</strong></p>
<p dir="ltr">A prendere la parola su questo punto è stato Paolo</p>
<div id="attachment_127682" style="width: 235px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-127682" class="size-medium wp-image-127682" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5239-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5239-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5239-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5239-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5239-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5239-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><p id="caption-attachment-127682" class="wp-caption-text">Paolo Poletti con Maria Stella Giorlandino</p></div>
<p dir="ltr">Poletti, senior advisor UAP, che non ha chiesto meno Stato, ma uno Stato più incisivo. È il pubblico, ha spiegato, a dover stabilire quali cure servono, dove servono e quale capacità manchi sul territorio; alle imprese private accreditate spetta poi la libertà di scegliere autonomamente dove investire in personale, tecnologie e strutture. Una programmazione stabile, ha aggiunto, eviterebbe sprechi e duplicazioni dove l&#8217;offerta è già sufficiente, indirizzando invece le risorse dove il bisogno assistenziale è reale. Un principio che Poletti ha racchiuso in una formula, &#8220;regia pubblica&#8221;, e che l&#8217;associazione ritrova, almeno in parte, nel nuovo Piano nazionale sulle liste d&#8217;attesa, giudicato un primo passo utile verso un maggiore coordinamento tra capacità pubbliche e private accreditate. &#8220;Perché il paziente non è né pubblico né privato: è un cittadino che ha diritto di essere curato bene e in tempo&#8221;, ha concluso.</p>
<p dir="ltr"><img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-127688" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5216-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5216-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5216-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5216-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5216-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5216-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p dir="ltr"><strong>&#8220;L&#8217;aumento delle tariffe non regge alla prova dei numeri&#8221;</strong></p>
<p dir="ltr">Il cuore polemico della conferenza è però il nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale. Atteso da oltre un decennio, il testo era stato approvato nel novembre 2024, salvo essere annullato l&#8217;anno successivo dal TAR Lazio per gravi carenze nell&#8217;istruttoria alla base della determinazione delle tariffe. Il Ministero ha dovuto ripartire da zero, e a luglio 2026 è arrivata una nuova bozza, presentata come un aumento delle tariffe rispetto al passato.</p>
<div id="attachment_127685" style="width: 235px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-127685" class="wp-image-127685 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5243-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5243-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5243-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5243-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5243-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5243-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><p id="caption-attachment-127685" class="wp-caption-text">Walter Rufini</p></div>
<p dir="ltr">Una lettura che l&#8217;UAP contesta punto per punto. Lo ha spiegato <strong>Walter Rufini,</strong> presidente FederAnisap, secondo cui da un&#8217;analisi condotta dall&#8217;associazione su <strong>2.040 tariffe emerge che il 78% — 1.591 voci — non aumenta affatto. Delle 448 che invece salgono, 156 crescono meno dell&#8217;inflazione maturata dal novembre 2024 a oggi.</strong> Il risultato complessivo, ha spiegato Rufini, è che per <strong>1.748 prestazioni su 2.040, l&#8217;85,7% del totale, il valore proposto risulterebbe addirittura inferiore a quello che si otterrebbe applicando alla tariffa 2024 la sola rivalutazione ISTAT.</strong> &#8220;La rappresentazione secondo cui il problema sarebbe stato risolto perché le tariffe sono aumentate non regge alla prova dei numeri&#8221;, ha spiegato Rufini, ricordando che il nuovo procedimento avrebbe dovuto proprio colmare le lacune istruttorie censurate dal TAR.</p>
<p dir="ltr"><strong>L&#8217;appello al ministro Schillaci</strong></p>
<p dir="ltr">Da qui la richiesta di piena trasparenza sul percorso che porta dal costo alla tariffa: se il costo delle singole prestazioni è stato davvero determinato, l&#8217;associazione chiede che vengano resi pubblici dati, metodo e criteri seguiti, comprese le modalità con cui sono state impiegate le risorse aggiuntive stanziate per la revisione del nomenclatore. &#8220;Abbiamo fiducia nel ministro Orazio Schillaci — ha detto Giorlandino — e proprio per questo gli chiediamo di verificare personalmente il lavoro svolto dall&#8217;Area Programmazione&#8221;.</p>
<p dir="ltr">Una tariffa sbagliata, ha avvertito la presidente UAP, non danneggia solo il privato: se una prestazione costa 100 euro a un ospedale pubblico e la tariffa ne riconosce 80, quei 20 euro non spariscono, restano nei conti della struttura e finiscono comunque per pesare sul sistema sanitario regionale. &#8220;Una tariffa troppo bassa non è necessariamente un risparmio. Può essere semplicemente un costo spostato altrove nel bilancio pubblico&#8221;, ha spiegato, sottolineando come il tema riguardi la tenuta dell&#8217;intero SSN, non solo i conti delle strutture accreditate.</p>
<p dir="ltr"><strong>La proposta: costo reale, tariffa verificabile, aggiornamento annuale</strong></p>
<p dir="ltr">Sul tavolo, l&#8217;UAP ha messo anche un metodo alternativo, in tre mosse: determinare in modo serio e trasparente il costo di ogni singola prestazione; costruire su quella base una tariffa verificabile; indicizzarla infine ogni anno attraverso un parametro ufficiale, con revisioni periodiche dei costi legate all&#8217;evoluzione di tecnologie e processi produttivi.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;associazione ha spinto anche su un cambio di prospettiva più ampio: superare la logica che misura la sanità contando soltanto il numero di prestazioni erogate, per passare a una l<strong>ogica basata sul valore prodotto per il paziente</strong> — non solo quante prestazioni sono state fatte, ma se erano quelle giuste, se sono arrivate in tempo e quale risultato hanno portato per la salute della persona. Anche programmazione e budget, secondo Giorlandino, dovrebbero progressivamente spostarsi da volumi storici e tetti di spesa verso indicatori di bisogno di salute, appropriatezza, qualità e risultati.</p>
<p dir="ltr">A chiudere l&#8217;intervento, la sintesi che UAP porta oggi al tavolo per il governo: <strong>pubblico più privato accreditato uguale Servizio sanitario nazionale</strong>. &#8220;Il cittadino che aspetta una risonanza non domanda chi sia il proprietario dell&#8217;apparecchiatura — ha concluso Giorlandino —. Domanda al Servizio sanitario nazionale di essere curato bene e in tempo.&#8221;</p>
<p dir="ltr">@riproduzione riservata</p>
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		<title>Sanità,  UAP:  «Cure tempestive e risultati per i pazienti»</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/08/sanita-uap-cure-tempestive-e-risultati-per-i-pazienti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sanita-uap-cure-tempestive-e-risultati-per-i-pazienti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 05:49:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[listed’attesa]]></category>
		<category><![CDATA[Sanita’]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza per i cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Tariffe]]></category>
		<category><![CDATA[Trasparenza]]></category>
		<category><![CDATA[Uap]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/uap.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/uap.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/uap-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Il 9 settembre a Roma la conferenza stampa con Maria Grazia Cucinotta. Al centro accesso alle prestazioni, qualità dell’assistenza e risposte concrete ai cittadini &#160; Sarà Maria Grazia Cucinotta, da&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/uap.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/uap.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/uap-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p><em><strong>Il 9 settembre a Roma la conferenza stampa con Maria Grazia Cucinotta. Al centro accesso alle prestazioni, qualità dell’assistenza e risposte concrete ai cittadini</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">Sarà <strong>Maria Grazia Cucinotta</strong>, da sempre impegnata a favore delle persone più deboli e vulnerabili, a moderare la <strong>conferenza stampa nazionale Uap (Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti, ospedalità privata)</strong> con la presidente <strong>Mariastella Giorlandino</strong> e i presidenti delle associazioni aderenti.</p>
<p class="wp-block-paragraph">L’appuntamento è fissato per <strong>mercoledì 9 settembre alle ore 11</strong>, presso CEOforLIFE Clubhouse, Piazza di Monte Citorio 116, Roma. Lo ha reso noto l’Uap in una nota. L’associazione ha invitato il ministro dell’Economia <strong>Giancarlo Giorgetti</strong>, il ministro della Salute <strong>Orazio Schillaci</strong>e il Presidente della Fondazione Gimbe <strong>Nino Cartabellotta.</strong></p>
<p class="wp-block-paragraph">“Dopo precedenti interlocuzioni con rappresentanti di diversi partiti rimaste senza esiti concreti – ricorda la nota a firma della presidente Mariastella Giorlandino – <strong>l’Uap ha scelto di non estendere ulteriormente gli inviti alla politica e di chiedere risposte a chi ha responsabilità dirette sulle risorse e sull’organizzazione sanitaria</strong>. La salute non ha colore politico – sottolinea Giorlandino – <strong>Come garantire cure più tempestive utilizzando meglio le risorse disponibili?</strong></p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Uap presenterà dati e proposte per tariffe fondate sui costi reali e aggiornate regolarmente</strong>, e per una <strong>rete pubblica e privata accreditata integrata sotto una forte guida pubblica</strong>. Le tariffe devono consentire di erogare le cure; la programmazione deve renderle disponibili quando servono.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Ma contare le prestazioni non basta: <strong>sono i risultati di salute per i pazienti a dover orientare l’organizzazione dei servizi e l’impiego delle risorse</strong>. È su questo che chiediamo un confronto concreto”, conclude la presidente Uap.</p>
<div class="g g-3"></div>
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		<title>USPI informa. News con IA, esposto OdG: professione e informazioni da tutelare</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/25/uspi-informa-news-con-ia-esposto-odg-professione-e-informazioni-da-tutelare/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=uspi-informa-news-con-ia-esposto-odg-professione-e-informazioni-da-tutelare</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 12:50:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Agente IA]]></category>
		<category><![CDATA[equivocità]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[ordine dei giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[Trasparenza]]></category>
		<category><![CDATA[USPI Informa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/COPERTINA_USPI-12.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/COPERTINA_USPI-12.webp 1200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/COPERTINA_USPI-12-300x169.webp 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/COPERTINA_USPI-12-1024x576.webp 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/COPERTINA_USPI-12-768x432.webp 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/COPERTINA_USPI-12-1170x658.webp 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/COPERTINA_USPI-12-585x329.webp 585w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Di Tania Sabbatini Presentato l’esposto dell’Ordine dei Giornalisti (OdG) al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alberto Barachini e al Presidente AGCOM, Giacomo Lasorella. Quando&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/25/uspi-informa-news-con-ia-esposto-odg-professione-e-informazioni-da-tutelare/">USPI informa. News con IA, esposto OdG: professione e informazioni da tutelare</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-post-content tagdiv-type">
<p>Di Tania Sabbatini</p>
<p>Presentato l’<strong><a href="https://www.odg.it/wp-content/uploads/2026/07/WeNews-ESPOSTO-15-7_2026.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esposto</a> </strong>dell’<strong>Ordine dei Giornalisti</strong> (OdG) al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alberto Barachini e al Presidente AGCOM, Giacomo Lasorella.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Quando le news vengono da bot IA</strong></h4>
<p>Nel documento pubblicato dall’OdG si denuncia l’esistenza di un <strong>sito web</strong>, denominato <strong><a href="https://we-news.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">We-News</a></strong> con sede a Hong Kong, che si definisce “<strong>testata di informazione in tempo reale</strong> che copre l’Italia e il mondo”. Tuttavia, non sembra essere presente nessun tipo di indicazione sulla registrazione al Tribunale, né tantomeno viene specificata la presenza di un direttore responsabile.</p>
<p>Il sito non specifica una sede di redazione, dichiara di essere composto da tali “<strong>corrispondenti</strong>”, definiti “<strong>agenti di Intelligenza Artificiale (IA) editoriale</strong>”, comprendenti di nomi e fotografie generate da sistemi di IA. L’<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/agcom-nuovo-rapporto-intelligenza-artificiale-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">equivocità</a></strong> della situazione è ancora più ampliata considerando che molti di questi nomi corrispondono ad attuali giornalisti operanti nelle zone interessate del sito in questione. Nonostante siano disponibili all’interno del sito dei contatti per comunicare con la testata o per segnalare eventuali errori, provando a scrivere sia agli indirizzi mail personali dei giornalisti IA proposti sia alla redazione, è quasi immediata la risposta di “recapito fallito”.</p>
<p>Ogni sezione del sito è strutturata come un vero e proprio sito di informazione di una redazione giornalistica. Comprensivo di <strong>redazioni tematiche</strong>, il sito specifica la presenza apparente di “giornalisti di cronaca e giustizia”, di “giornalisti meteo”, “giornalisti di spettacolo” e così via. <strong>Non </strong>è quindi <strong>dichiarata </strong>sulla <strong>homepage </strong>la presenza di <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/francia-lantitrust-richiama-meta-sui-pagamenti-alla-stampa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">agenti IA</a></strong>, ma solo in calce nei singoli articoli.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Le richieste dell’OdG</strong></h4>
<p>La questione sollevata dall’OdG riguarda la trasparenza sull’uso di IA nell’esercizio informativo. L’equivoco che può nascere da una mancata esplicitazione esterna agli articoli e sulla homepage della testata potrebbe creare confusione e, in caso di informazione non corretta o falsa, addirittura essere dannosa per gli utenti e per l’intero ecosistema informativo.</p>
<p>Per questi motivi, l’OdG, con l’interesse di assicurare un’informazione adeguata, esatta e consapevole, in pieno rispetto dell’<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/la-liberta-di-stampa-dopo-il-giornale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo 21 della Costituzione</a></strong> e l’insegnamento delle Corti di legittimità nazionale e sovra-nazionali sul <strong>diritto di corretta informazione</strong> di ogni individuo, segnala l’attività di tale sito.</p>
<p>L’OdG chiede che sia compiuta un’<strong>istruttoria </strong>per determinare la sussistenza delle condizioni formali necessarie alla persistenza dell’attività del sito individuato, sulle presunte violazioni di legge e sull’eventuale pericolo che questa attività potrebbe rappresentare per i cittadini e l’ecosistema informativo.</p>
<p>Inoltre, l’OdG infine chiede “alla competente autorità giudiziaria ordinaria di adottare ogni misura cautelare ritenuta idonea”, compreso e <em>in primis </em>il <strong>sequestro cautelare</strong> del sito (<strong><a href="https://ius.lefebvregiuffre.it/dettaglio/4907148/art-670-sequestro-giudiziario" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ex art. 670 e segg, c.p.c.</a></strong>).</p>
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<div class="td-all-devices"><a href="https://notiziario.uspi.it/uspi-il-partner-strategico-per-leditoria-che-cambia/"><img decoding="async" class="td-animation-stack-type0-2" src="https://notiziario.uspi.it/wp-content/uploads/2025/01/9-motivi.jpg" /></a></div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/25/uspi-informa-news-con-ia-esposto-odg-professione-e-informazioni-da-tutelare/">USPI informa. News con IA, esposto OdG: professione e informazioni da tutelare</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Il Labirinto di Vetro: L’illusione della Trasparenza e il Fallimento Tecnico della P.A.</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/30/il-labirinto-di-vetro-lillusione-della-trasparenza-e-il-fallimento-tecnico-della-p-a/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-labirinto-di-vetro-lillusione-della-trasparenza-e-il-fallimento-tecnico-della-p-a</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Domenica Puleio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 19:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Pubbica ministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Trasparenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/892D0970-8F9C-4783-A1CF-5BC12C1DC5D4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/892D0970-8F9C-4783-A1CF-5BC12C1DC5D4.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/892D0970-8F9C-4783-A1CF-5BC12C1DC5D4-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/892D0970-8F9C-4783-A1CF-5BC12C1DC5D4-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/892D0970-8F9C-4783-A1CF-5BC12C1DC5D4-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/892D0970-8F9C-4783-A1CF-5BC12C1DC5D4-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/892D0970-8F9C-4783-A1CF-5BC12C1DC5D4-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/892D0970-8F9C-4783-A1CF-5BC12C1DC5D4-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Dal D.Lgs. 33/2013 alla L. 241/1990: limiti giurisprudenziali, principi di proporzionalità, efficienza ed economicità, e responsabilità dei dirigenti nell’esercizio del diritto di accesso di Domenica Puleio * In Italia, la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/30/il-labirinto-di-vetro-lillusione-della-trasparenza-e-il-fallimento-tecnico-della-p-a/">Il Labirinto di Vetro: L’illusione della Trasparenza e il Fallimento Tecnico della P.A.</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/892D0970-8F9C-4783-A1CF-5BC12C1DC5D4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/892D0970-8F9C-4783-A1CF-5BC12C1DC5D4.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/892D0970-8F9C-4783-A1CF-5BC12C1DC5D4-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/892D0970-8F9C-4783-A1CF-5BC12C1DC5D4-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/892D0970-8F9C-4783-A1CF-5BC12C1DC5D4-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/892D0970-8F9C-4783-A1CF-5BC12C1DC5D4-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/892D0970-8F9C-4783-A1CF-5BC12C1DC5D4-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/892D0970-8F9C-4783-A1CF-5BC12C1DC5D4-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p><p><em>Dal D.Lgs. 33/2013 alla L. 241/1990: limiti giurisprudenziali, principi di proporzionalità, efficienza ed economicità, e responsabilità dei dirigenti nell’esercizio del diritto di accesso</em></p>
<p><strong>di Domenica Puleio</strong> *</p>
<p>In Italia, la trasparenza della Pubblica Amministrazione è una magnifica bugia giuridica. Se provi a chiedere un documento, ti accorgi che non stai entrando in una “casa di vetro”, ma in un labirinto di specchi dove ogni norma ne elude un’altra. Il cittadino è il grande assente, schiacciato tra l’incudine del diritto di sapere e il martello di una privacy utilizzata spesso non come tutela, ma come scudo spaziale per coprire l’inerzia.</p>
<p>Il primo punto di rottura è ontologico. La L. 241/90 (Art. 22 e segg.) configura l’accesso come un diritto “procedimentale” limitato, mentre il famigerato D.Lgs. 33/2013 introduce l’accesso civico generalizzato. In termini tecnici, se un documento è accessibile “da chiunque”, decade il presupposto restrittivo della 241/90. Eppure, la P.A. continua a pretendere una motivazione “diretta e attuale” per atti che dovrebbero già essere pubblici. Questa duplicità obbliga gli uffici a istruttorie ridondanti, violando il principio di non aggravamento del procedimento (Art. 1, comma 2, L. 241/90) e dissipando risorse pubbliche in un’attività amministrativa antieconomica.</p>
<p>Il famigerato D.Lgs. 33/2013, fondato sul principio di trasparenza quale strumento di <strong>efficacia</strong> ed <strong>efficienza</strong> dell’azione amministrativa, trova nella giurisprudenza confini applicativi netti. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 20/2019, ha chiarito che la trasparenza non costituisce un valore assoluto, imponendo alla P.A. un filtro di proporzionalità volto a evitare la lesione della dignità e dei diritti del terzo.<br />
Analogamente, il diritto di accesso non può tradursi in un “controllo ispettivo generalizzato” (Cons. Stato, sez. IV, n. 5312/2023): l’istanza deve riguardare documenti esistenti, non potendo gravare sull’amministrazione un obbligo di rielaborazione dei dati (Cons. Stato n. 163/2023).<br />
Tuttavia, il diniego non può fondarsi su una generica difficoltà operativa, gravando sull’ente l’onere di dimostrare che l’adempimento dell’istanza comporterebbe un carico di lavoro irragionevole, tale da violare i principi di proporzionalità ed <strong>economicità</strong> dell’azione amministrativa.</p>
<p>Eppure, queste limitazioni non devono diventare l’alibi per il silenzio. Il DPR 184/2006 viene oggi distorto per sospendere l’accesso delegando la decisione al privato. È una violazione del principio di celerità. L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (Sentenze n. 10/2020 e n. 12/2021) ha ribadito che la protezione dei dati non può essere brandita come un segreto d’ufficio mascherato e che l’accesso si estende anche agli atti interni e preparatori. Inoltre, ai sensi dell’Art. 24, comma 4, L. 241/90, vige il principio di scindibilità: la presenza di dati riservati non giustifica il diniego dell’intero atto, ma impone l’oscuramento parziale.</p>
<p>L’Articolo 1 della L. 241/90 pone l’economicità come cardine. Ma la gestione attuale produce l’esatto opposto. Siamo di fronte a una burocrazia difensiva che preferisce il rischio di una condanna alle spese piuttosto che la responsabilità di una scelta bilanciata. Tale inerzia non è priva di conseguenze: ai sensi dell’Art. 7 del D.Lgs. 33/2013, l’inadempimento degli obblighi di trasparenza costituisce elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale ed è causa di responsabilità disciplinare. Il dirigente che oppone dinieghi pretestuosi non sta solo violando un diritto, sta tecnicamente ledendo il principio di buon andamento (Art. 97 Cost.) e mettendo a rischio la propria performance individuale.</p>
<p>La trasparenza non è un adempimento formale; è lo strumento per verificare l’uso del denaro pubblico. O la P.A. impara a gestire questo equilibrio sottile, o resterà una fortezza destinata a implodere sotto il peso dei propri ricorsi e della propria incoerenza normativa. @<strong>Riproduzione riservata </strong></p>
<ul>
<li>dottore in Giurisprudenza</li>
</ul>
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		<title>Quando cade il “custode”: il caso Garante Privacy e la crepa che allontana i cittadini dallo Stato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 18:42:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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<p>Oggi la Guardia di Finanza ha effettuato perquisizioni e acquisizioni nella sede dell’Autorità, nell’ambito di un’indagine della Procura di Roma che – secondo quanto riportato da più fonti – vede indagati il presidente Pasquale Stanzione e gli altri componenti del Collegio. I reati ipotizzati, sempre secondo le ricostruzioni pubblicate, sono peculato e corruzione.</p>
<p>C’è anche una frase, secca, che rimbalza nelle agenzie: Stanzione si è detto “assolutamente tranquillo”. È un diritto, è una posizione, è una linea difensiva possibile. Ma non è questo il punto, almeno non solo. Il punto è l’effetto collettivo di una scena che, nell’immaginario pubblico, ha un impatto quasi simbolico: la perquisizione dentro l’ufficio dell’Autorità chiamata a vigilare su correttezza, limiti, trasparenza.</p>
<p>Secondo varie testate, l’inchiesta si inserirebbe in un contesto già segnato da tensioni emerse anche a seguito di servizi giornalistici di Report. Alcune ricostruzioni citano esplicitamente che l’indagine sarebbe partita “in seguito ai servizi di Report”.   E il riferimento, per data e titolo, è facilmente identificabile: “La privacy del Garante”, servizio di Report del 23 novembre 2025, disponibile su RaiPlay.</p>
<p>È qui che la cronaca diventa una domanda più grande: cosa succede quando il cittadino vede incrinarsi – anche solo per ipotesi investigative – la credibilità di un’istituzione che dovrebbe proteggerlo? Cosa succede quando il controllore viene controllato, e lo spettacolo pubblico è fatto di perquisizioni, sequestri di dispositivi, contestazioni, rimborsi, spese, sospetti? (Dettagli che alcune testate riportano come oggetto di accertamento, e che naturalmente dovranno essere verificati nelle sedi competenti.)</p>
<p>Succede una cosa semplice e drammatica: cresce la disaffezione. E la disaffezione non nasce solo dalla corruzione accertata (quando c’è), ma dalla percezione di un sistema che non sa più essere limpido, sobrio, credibile. Basta l’idea che anche “lì” – dove dovrebbe esserci rigore – possa annidarsi un uso disinvolto del potere o delle risorse, e il cittadino arretra di un passo. Poi di un altro. Poi smette di credere che lo Stato sia casa. E la politica, di riflesso, non appare più come servizio, ma come recinto.</p>
<p>C’è un dettaglio che rende questa vicenda ancora più sensibile: negli stessi giorni, il rapporto tra Report e Garante è stato raccontato anche attraverso un altro fatto, molto tecnico ma molto politico nella sostanza. Il 9 gennaio 2026 diverse testate hanno dato conto di una decisione della Cassazione nel contenzioso legato al caso Report, sottolineando il tema dei limiti temporali entro cui un’Autorità può esercitare il proprio potere sanzionatorio, richiamando principi di certezza del diritto e diritto di difesa.</p>
<p>Qui non si tratta di “buoni contro cattivi”. Si tratta di capire che, quando la macchina pubblica appare senza tempo, senza freni, senza controlli, il cittadino si sente piccolo. E quando, al contrario, chi dovrebbe garantire sembra vulnerabile a sospetti su spese e comportamenti, il cittadino si sente tradito. In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: distanza.</p>
<p>È necessario dirlo con chiarezza, per onestà e per civiltà giuridica: un’indagine non è una condanna. Le persone indagate hanno diritto a difendersi, e lo Stato ha il dovere di accertare senza spettacolarizzare. La presunzione di innocenza non è un favore: è la misura minima di un Paese adulto.</p>
<p>Ma anche questa precisazione, per quanto doverosa, non cancella l’impatto emotivo e sociale di certe notizie. Perché la fiducia non funziona come un interruttore acceso/spento. La fiducia funziona come un tessuto: si sfilaccia con gli strappi ripetuti, e a un certo punto non basta più “riparare”, serve ricucire.</p>
<p>E allora la domanda diventa: perché queste vicende fanno così male alla relazione tra cittadini e istituzioni?</p>
<p>Perché la democrazia non vive di soli atti amministrativi. Vive di percezioni, di esperienza quotidiana, di coerenza. Un cittadino può tollerare la fatica di un ufficio pubblico, può perfino sopportare una procedura macchinosa. Ma fatica a tollerare l’idea che chi chiede rigore non lo pratichi. La disaffezione nasce lì: nel doppio standard percepito. “Io devo rispettare regole, moduli, scadenze. Loro possono permettersi opacità.” Anche quando questa opacità è ancora solo ipotizzata, la ferita simbolica resta.</p>
<p>E nel caso del Garante Privacy la ferita è amplificata da un paradosso: siamo nell’epoca in cui i dati personali valgono come denaro, a volte più del denaro. Il cittadino consegna tracce di sé continuamente: identità, abitudini, posizione, preferenze, fragilità. La privacy non è più un lusso. È una forma moderna di dignità.</p>
<p>Per questo un’Autorità come il Garante non è percepita come un ufficio qualsiasi: è percepita come un presidio. Un confine. Un luogo che dovrebbe avere una sobrietà quasi “sacra” nel senso laico del termine: il rispetto assoluto di ciò che è affidato.</p>
<p>Quando quel presidio entra in una pagina di cronaca giudiziaria, l’effetto non è soltanto “che brutta figura”. L’effetto è più sottile: la persona comune comincia a pensare che tutto sia negoziabile. Che perfino le Autorità indipendenti – quelle che dovrebbero essere distanti dalla politica e dai poteri economici – possano avere zone d’ombra. E quando tutto appare negoziabile, l’unica scelta che resta al cittadino è difensiva: disinteressarsi, ritrarsi, smettere di partecipare.</p>
<p>La disaffezione è una malattia silenziosa: non fa rumore come una protesta, ma svuota lentamente le urne, le associazioni, le parrocchie civiche, i luoghi di confronto. Il cittadino disaffezionato non urla: si spegne. E quando si spegne, la politica diventa terreno per pochi, spesso per i più organizzati, talvolta per i più aggressivi. Così il circolo vizioso si chiude: meno partecipazione, più potere concentrato, meno controllo sociale, più rischio di scivolare in nuove opacità.</p>
<p>C’è un’altra dimensione: la privacy è uno dei pochi temi che tocca insieme tecnologia e vita reale. Quando la fiducia nelle istituzioni che regolano la tecnologia crolla, il cittadino si sente doppiamente vulnerabile: vulnerabile davanti alle piattaforme e vulnerabile davanti allo Stato. Da un lato teme di essere profilato, tracciato, venduto; dall’altro teme che chi dovrebbe proteggerlo non sia inattaccabile, e forse nemmeno coerente. Non è solo sfiducia: è senso di abbandono.</p>
<p>In questo scenario, perfino la parola “politica” paga il conto, anche quando la politica istituzionale non è direttamente coinvolta. Perché, nel sentire comune, le Autorità pubbliche fanno parte della stessa “sfera”: lo Stato. E lo Stato, per molta gente, è un’esperienza unitaria. Quando un pezzo si incrina, l’immagine dell’intero ne risente.</p>
<p>E qui sta il nodo più serio: non è più tempo di trattare queste vicende come “casi isolati” o “mele marce”. Ogni episodio – vero o presunto – cade su un terreno già secco, già provato da anni di scandali, inefficienze, promesse non mantenute. In un terreno secco, basta una scintilla per bruciare ettari.</p>
<p>Che cosa può evitare che questa storia diventi un altro chiodo nel feretro della fiducia?</p>
<p>Due cose, molto concrete.</p>
<p>La prima è la trasparenza radicale. Non comunicati generici. Non frasi di rito. Trasparenza significa rendere comprensibile ai cittadini come funzionano spese, rimborsi, procedure, controlli interni. Significa adottare standard di rendicontazione che non siano solo conformi alla legge, ma superiori, esemplari. Perché l’esemplarità, nelle istituzioni di garanzia, non è retorica: è parte della missione.</p>
<p>La seconda è la responsabilità relazionale: capire che ogni atto pubblico è anche un atto comunicativo, e che la comunicazione non è propaganda. È cura del legame. Quando la gente vede solo opacità e linguaggio difensivo, sente che nessuno la sta rispettando davvero. Quando invece vede chiarezza, sobrietà, capacità di dire “qui abbiamo sbagliato” oppure “qui dimostreremo che non è così”, allora la fiducia può tornare ad avere un appiglio.</p>
<p>E qui si misura anche la maturità della politica: non nel fare tifoserie, non nell’usare un’indagine per regolare conti, ma nel difendere due valori insieme: l’autonomia della magistratura e la credibilità delle istituzioni. Perché lo Stato non si difende coprendo, si difende illuminando. E la politica non si salva attaccando sempre qualcun altro: si salva quando torna ad essere percepita come un servizio, non come un vantaggio.</p>
<p>Il punto più delicato, però, riguarda noi cittadini. Siamo tentati, davanti a notizie così, di dire: “Ecco, sono tutti uguali.” È una frase che sembra proteggere, perché chiude il discorso e riduce la delusione. Ma è una frase che fa un danno enorme: consegna il Paese alla rassegnazione.</p>
<p>Dire “tutti uguali” è l’anticamera del “non cambia niente”. E “non cambia niente” è il terreno ideale per chi vuole cambiare tutto in peggio: con cinismo, con populismi facili, con scorciatoie autoritarie, o con quel nichilismo elegante che ridicolizza ogni impegno.</p>
<p>La domanda allora non è solo “chi ha fatto cosa” – che sarà compito degli inquirenti e dei giudici accertare – ma “che tipo di Stato vogliamo essere dopo questa notizia”. Uno Stato che vive di immunità morali presunte, o uno Stato che accetta di essere verificato, controllato, messo alla prova, e proprio per questo diventa più solido?</p>
<p>Se c’è una speranza possibile, sta qui: trasformare ogni crepa in un’occasione per rafforzare le regole e la cultura della sobrietà pubblica. Non con moralismi, ma con strumenti: audit, controlli, limiti chiari, procedure semplici e pubbliche, rendicontazioni accessibili. Perché la vera anti-corruzione non è solo penale: è preventiva, organizzativa, culturale. È un modo di governare.</p>
<p>E la vera risposta alla disaffezione non è chiedere fiducia. È meritarsela. Ogni giorno. Anche quando costa. Soprattutto quando costa.</p>
<p>Oggi, mentre leggiamo di perquisizioni e indagini al Garante Privacy, possiamo scegliere due strade: la strada della resa (“non mi interessa più nulla”) o la strada della vigilanza civile (“mi interessa eccome, perché è casa mia”).</p>
<p>La seconda è più faticosa, ma è l’unica che impedisce alla distanza di diventare abbandono. La politica autentica ricomincia sempre così: dal cittadino che non spegne il cuore, e dall’istituzione che non spegne la coscienza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/15/quando-cade-il-custode-il-caso-garante-privacy-e-la-crepa-che-allontana-i-cittadini-dallo-stato/">Quando cade il “custode”: il caso Garante Privacy e la crepa che allontana i cittadini dallo Stato</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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