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	<title>Violenza genere Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>VIOLENZA DI GENERE, UN ADOLESCENTE SU DUE HA SUBITO CONTATTI FISICI INDESIDERATI DA COETANEI: I DATI SHOCK DI FONDAZIONE LIBELLULA</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/26/violenza-di-genere-un-adolescente-su-due-ha-subito-contatti-fisici-indesiderati-da-coetanei-i-dati-shock-di-fondazione-libellula/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=violenza-di-genere-un-adolescente-su-due-ha-subito-contatti-fisici-indesiderati-da-coetanei-i-dati-shock-di-fondazione-libellula</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2023 03:53:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/B1D8B80A-9D67-4B09-A42A-61378DF0A43C-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/B1D8B80A-9D67-4B09-A42A-61378DF0A43C-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/B1D8B80A-9D67-4B09-A42A-61378DF0A43C-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/B1D8B80A-9D67-4B09-A42A-61378DF0A43C-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/B1D8B80A-9D67-4B09-A42A-61378DF0A43C-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/B1D8B80A-9D67-4B09-A42A-61378DF0A43C-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/B1D8B80A-9D67-4B09-A42A-61378DF0A43C-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/B1D8B80A-9D67-4B09-A42A-61378DF0A43C-1920x1080.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/B1D8B80A-9D67-4B09-A42A-61378DF0A43C-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/B1D8B80A-9D67-4B09-A42A-61378DF0A43C-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Sono allarmanti i dati emersi dalla survey “Teen Community” condotta da Fondazione Libellula per indagare la percezione della violenza di genere tra i giovani di età compresa tra 14 e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong><em><span data-originalfontsize="13pt" data-originalcomputedfontsize="17.333334">Sono allarmanti i dati emersi dalla survey “Teen Community” condotta da Fondazione Libellula per indagare la percezione della violenza di genere tra i giovani di età compresa tra 14 e 19 anni e presentata in un luogo emblematico quale la Casa dei Diritti a Milano. Basti pensare che il 48% ha subito contatti fisici indesiderati da parte di coetanei, mentre il 43% ha ricevuto richieste sessuali e attenzioni non desiderate. Queste situazioni sembrano riguardare di più le ragazze, che hanno una maggiore percezione delle forme di violenza e che sono anche più disposte a parlarne. “I dati sottolineano l&#8217;importanza di intervenire tempestivamente per sensibilizzare i giovani sulle complesse dinamiche della violenza di genere, promuovendo valori fondamentali come rispetto, consenso ed equità”, ha commentato Debora Moretti, Fondatrice e Presidente di Fondazione Libellula Impresa Sociale.</span></em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em> </em></strong>Diversi studi scientifici dimostrano che avere esperienze dirette o indirette di violenza può interferire sul proprio benessere psichico e sulle relazioni, soprattutto se questo accade in una fase delicata come quella dell’adolescenza. Queste esperienze, associate a sentimenti di paura, insicurezza, scarsa autostima e rifiuto, si traducono infatti spesso in difficoltà relazionali e comportamentali. Nasce dunque l’urgenza di educare le nuove generazioni a una cultura del consenso e del rispetto, come strumenti per prevenire e contrastare la violenza di genere. La survey “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Teen Community</em>” realizzata da Fondazione Libellula e presentata in un luogo emblematico quale la Casa dei Diritti a Milano, che ha coinvolto quasi 400 ragazze e ragazzi di età compresa tra i 14 e i 19 anni in tutta Italia, ha cercato di indagare la percezione che in adolescenza si ha circa la violenza contro le donne e le complesse dinamiche tra i generi. I dati emersi dal sondaggio certamente non sono rassicuranti, a partire dalle esperienze dirette di violenza: <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il 48% degli intervistati ha dichiarato di aver subito spesso o a volte contatti fisici indesiderati da parte di coetanei</strong>. Allo stesso tempo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il 43% afferma di aver ricevuto spesso o a volte richieste sessuali e attenzioni non desiderate</strong>: si tratta di situazioni di cui sono<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> vittime perlopiù le ragazze </strong>(<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">55%</strong>), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">rispetto ai ragazzi </strong>(<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">25%</strong>). “I dati sottolineano l’urgenza di intervenire per sensibilizzare le nuove generazioni sulle complesse dinamiche della violenza di genere. Il fatto che le ragazze siano in prevalenza vittime di episodi di molestie ci fa ben capire quanto questo problema sia radicato nella nostra cultura e quanto quindi sia necessario promuovere una riflessione attiva tra i giovani, responsabilizzando in primo luogo scuole e famiglie”, ha commentato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Debora Moretti, Fondatrice e Presidente di <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fondazione Libellula Impresa Sociale</em></strong>.</p>
<div id="attachment_78946" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-78946" class="wp-image-78946 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/0B3E7CD6-3229-4098-B076-D2E0A3CFE659-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/0B3E7CD6-3229-4098-B076-D2E0A3CFE659-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/0B3E7CD6-3229-4098-B076-D2E0A3CFE659-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/0B3E7CD6-3229-4098-B076-D2E0A3CFE659-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p id="caption-attachment-78946" class="wp-caption-text">Debora Moretti</p></div>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Sono le ragazze ad avere una maggiore percezione delle forme di violenza e ad essere più aperte a parlarne. Differenza di percezione che si traduce in numeri preoccupanti: per esempio, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">solo il 33% dei ragazzi tra i 18 e i 19 anni ritiene inaccettabile che un ragazzo diventi violento in seguito a tradimento, contro il 79% delle ragazze</strong>, o ancora, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">solo il 29% degli adolescenti non è d’accordo sul fatto che il controllo non è sinonimo d’amore (contro il 48% delle ragazze)</strong>. In generale, dunque, le dinamiche alla base di una relazione affettiva sana sembrano non essere sempre chiare: gelosia, possesso, aggressività e invasione vengono considerate come espressione d’interesse e attenzione da parte del partner. Infatti sono ritenute <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">poco o per niente forme di violenza il controllare di nascosto il cellulare o i profili altrui </strong>(<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">39%</strong>), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">impedire al partner di accettare amicizie online </strong>(<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">33%</strong>),<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> chiedere al partner con chi e dove è quando è fuori </strong>(<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">33%</strong>),<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> dire al partner quali vestiti può o non può indossare </strong>(<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">26%</strong>). Ugualmente i concetti di responsabilità individuale e di consenso sembrano non essere chiari: <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">solo il 53% delle persone intervistate ritiene infatti che baciare qualcuno senza il suo consenso sia decisamente una forma di violenza, mentre per il 15% lo è per nulla o poco. </strong>Spesso questi comportamenti sono normalizzati e radicati come tali nella nostra cultura, che contribuisce quindi all’ideale dell’amore romantico basato su una pulsione alla fusione, all’annullamento dei confini tra partner e al possesso come indice della passione e dell’intensità della relazione, contribuendo alla definizione di ruoli ben codificati e alla creazione di rapporti di potere. “Normalizzare questi atteggiamenti non potrà che perpetuare e quasi autorizzare episodi di violenza di genere: ricordiamoci che i giovani di oggi saranno gli adulti di domani! Non a caso dalla survey «<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">LUI</em>», realizzata qualche mese fa, emergeva il dato allarmante secondo cui un uomo su due ritiene che la violenza sulle donne sia un problema che non lo riguardi. È evidente dunque la necessità di un cambiamento strutturale che ci insegni il rispetto dell’altro, della propria individualità e dei propri spazi, a prescindere dal genere”, continua <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Debora Moretti</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Ma allora quanto impattano gli stereotipi di genere che le nuove generazioni hanno ereditato dalla società? Sembrerebbe molto, a giudicare dai risultati del sondaggio: le ragazze infatti tendono a parlare di più delle esperienze di violenza vissute direttamente o indirettamente con familiari, amici o comunque persone adulte. Invece i ragazzi sembrano essere più propensi a non avere una rete di confronto emotivo, gestendo spesso da soli queste situazioni, probabilmente perché esternare le proprie emozioni è ritenuto “non da uomo”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">&#8220;«Il vero cambiamento, quello duraturo, avviene un passo alla volta»: le parole di Ruth Bader Ginsburg giurista magistrata e giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, paladina dei diritti delle donne, sono uno sprone ad agire con perseveranza e lungimiranza. E grazie anche a questa ricerca riusciremo ad agire con più efficacia e consapevolezza nel contrastare la violenza sulle donne di tutte le età, con un impegno capillare e condiviso di educazione al rispetto per prevenire i maltrattamenti e gli abusi anche in adolescenza”, ha commentato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">la Presidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti civili Diana De Marchi</strong> durante la presentazione.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Parole cui fanno eco quelle di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Elena Lattuada, Delegata del Sindaco di Milano alle Pari Opportunità</strong>: “È sempre fondamentale parlare di violenza sul corpo delle donne, per non dimenticare e rendere giustizia. Importante, in questo caso, conoscere il punto di vista degli e delle adolescenti, così come l’aver presentato l’indagine in un luogo simbolico di Milano, come la Casa dei Diritti”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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