Home Editoria USPI INFORMA: IA generativa e pubblicità: come cambia il concetto di responsabilità

USPI INFORMA: IA generativa e pubblicità: come cambia il concetto di responsabilità

Redazione

L’Intelligenza Artificiale (IA) generativa sta trasformando il settore pubblicitario non solo perché accelera la produzione di contenuti, ma perché modifica il sistema delle responsabilità.

I casi di pubblicità ingannevoli costruite con volti, voci e immagini di personaggi famosi mostrano come l’IA possa simulare autorevolezza e fiducia, rendendo più difficile distinguere i contenuti autentici da quelli manipolati.

Filiera sempre più frammentata

Oggi non conta soltanto chi crea un messaggio, ma anche chi lo rende possibile, lo approva, lo diffonde e lo monetizza.

Per questo, la pubblicità basata sull’IA non segue più una catena lineare. Il brand definisce strategia e obiettivi, l’agenzia costruisce prompt e contenuti, i provider AI forniscono i modelli tecnologici e le piattaforme pubblicitarie amplificano la diffusione attraverso targeting e sponsorizzazioni.

In questo ecosistema, chi crea il contenuto non coincide con chi lo controlla o con chi ne risponde legalmente. La principale criticità è la frammentazione della responsabilità lungo tutta la filiera.

Deepfake, diritto d’autore e privacy

L’utilizzo di deepfake, false interviste e contenuti che imitano persone note espone aziende e agenzie a molteplici rischi: violazione del diritto all’immagine, sfruttamento della notorietà, pubblicità ingannevole e possibili illeciti in materia di privacy.

Entra in gioco anche il diritto d’autore, soprattutto quando l’IA genera immagini o contenuti imitando artisti o creativi riconoscibili. Inoltre, il trattamento di immagini, voci e dati biometrici solleva questioni legate al GDPR, mentre l’AI Act europeo impone obblighi di trasparenza per i contenuti sintetici e manipolati.

Chi risponde davvero dei contenuti generati dall’IA

Nonostante l’automazione, la responsabilità continua a ricadere soprattutto sui soggetti che pubblicano e diffondono i contenuti. Infatti, le clausole contrattuali di esonero spesso non bastano, soprattutto in presenza di negligenza o controlli insufficienti.

Per ridurre i rischi, le aziende devono documentare il processo creativo, verificare gli output generati, adottare policy interne sull’uso dell’IA e valutare attentamente privacy, diritti d’autore e conformità normativa.

Articolo di D.C.G.

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