Roma, 15 ott. (Adnkronos Salute) – Un altro risultato tangibile dei lavori odierni di Welfair arriva dalla plenaria delle Società scientifiche dove sono state poste le basi per la realizzazione di una guida nazionale alla prevenzione, uno strumento oggi assente in Italia che “rappresenta una delle sfide centrali per la sostenibilità futura del Ssn”. Infatti, come spiegato da Dario Leosco, presidente della Società italiana di geriatria e gerontologia (Sigg), “in Italia una persona su tre dopo i 45 anni convive con più patologie croniche mentre l’allungamento della vita comporta un aumento degli anni trascorsi in condizioni di salute precarie con conseguenze per i cittadini e per la spesa sanitaria. Decisiva può essere la costruzione di una guida nazionale alla prevenzione, oggi assente, capace di orientare medici e cittadini attraverso percorsi personalizzati per età, genere, condizioni di salute e fattori di rischio. Da qui, oggi, parte un percorso che insieme ci porterà a redigerla. L’obiettivo è mettere a disposizione uno strumento condiviso per programmare interventi ed esami preventivi lungo tutto l’arco della vita, dall’infanzia alla quarta età, promuovendo al tempo stesso una maggiore integrazione della prevenzione tra le prestazioni fondamentali del Ssn”.L’iniziativa – informa una nota – nasce dalla necessità di affrontare le conseguenze dell’invecchiamento della popolazione e della crescente diffusione delle patologie croniche attraverso un cambio di approccio che sposti progressivamente l’attenzione dalla cura della malattia alla tutela della salute lungo tutto l’arco della vita. L’obiettivo è costruire uno strumento condiviso dalle società scientifiche, capace di orientare medici di medicina generale e cittadini nella programmazione degli interventi preventivi attraverso percorsi personalizzati in base all’età, al genere, alle condizioni di salute e ai fattori di rischio individuali. Secondo quanto emerso stamane – si legge – la prevenzione deve cominciare già in età pediatrica intervenendo sui fattori di rischio che possono compromettere la salute negli anni successivi, dall’obesità allo stress cronico, e rafforzando le coperture vaccinali. Con l’avanzare dell’età, l’attenzione deve estendersi alla prevenzione delle patologie croniche, della disabilità e della fragilità fisica e cognitiva, considerando anche il ruolo dell’isolamento sociale come fattore di rischio per il declino cognitivo e le malattie cardiovascolari.Il progetto – conclude la nota – punta inoltre a riconoscere la prevenzione come un investimento strategico per la sostenibilità del sistema sanitario, capace di ridurre nel tempo l’incidenza delle malattie croniche, le ospedalizzazioni e le condizioni di disabilità, con benefici sia per la qualità della vita dei cittadini sia per la tenuta economica del Ssn. Da qui anche l’appello ai decisori pubblici affinché la prevenzione venga progressivamente integrata tra le prestazioni fondamentali del Servizio sanitario nazionale, accanto a diagnosi, cura e riabilitazione.
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