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Antonello Folco Biagini consigliere scientifico della Marina Militare

Roberto Sciarrone

A Palazzo Marina la consegna dei diplomi ai nuovi Consiglieri Scientifici della Marina Militare

Si è svolta martedì 20 ottobre 2026, presso la biblioteca di Palazzo Marina in Roma, la cerimonia di consegna dei diplomi dei Consiglieri Scientifici della Marina Militare. Tra gli illustri insigniti il Professore Emerito Antonello Folco Biagini che ha ricevuto il diploma dal Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Italiana Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto.

I Consiglieri Scientifici della Marina Militare (che costituiscono nel loro insieme il Consiglio Scientifico della Marina Militare) sono personalità ed esperti di altissimo profilo provenienti dal mondo universitario, della ricerca, delle istituzioni, del giornalismo e dell’industria. I Consiglieri Scientifici della Marina Militare vengono nominati dal Capo di Stato Maggiore della Marina a titolo onorifico e collaborano con la Forza Armata fornendo pareri, competenze specialistiche e contributi strategici.

Prof. Biagini cosa significa per lei questo prestigioso riconoscimento dopo una carriera vissuta tra ricerca storica e impegno istituzionale in ambito accademico? Un riconoscimento che mi onora e che riconosce il valore di una attività di ricerca e di studio di molti decenni. Quando ho iniziato la mia attività di ricerca nei primi anni Settanta del secolo scorso con la guida del mio Maestro, prof. Angelo Tamborra, ho incentrato il mio interesse sulle interconnessioni tra politica internazionale e politica militare. Una connessione ovvia ma non scontata perché all’epoca la politica internazionale si studiava essenzialmente attraverso i documenti diplomatici. Alcune fortunate circostanze – il servizio di leva effettuato presso l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito e numerose esperienze internazionali – mi hanno consentito di portare alla luce una documentazione, quella dei militari impegnati a vario titolo nell’ambito internazionale (determinazione di confini, Missioni militari, ecc.) al punto che da alcuni autorevoli studiosi e Maestri con i quali ho avuto l’onore e il privilegio di confrontarmi venne definita come una “diplomazia parallela”. Mi riferisco ai proff. Raimondo Luraghi, Renzo de Felice, Fulvio D’Amoja, Ennio Dinolfo, Piero Pastorelli, Luigi de Rosa. Ovviamente tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la lungimiranza dei Capi degli Uffici storici militari che hanno consentito la consultazione del patrimonio archivistico di cui erano e sono depositari. Superati alcuni pregiudizi ideologici di quegli anni la possibilità di consultare i documenti mi ha consentito di indirizzare molte ricerche di studenti e dottorandi incontrati in questi decenni nell’attività di docenza e di organizzazione culturale che ha trovato nell’Università lo sbocco naturale anche grazie ai ruoli istituzionali che mi sono stati affidati nel corso degli anni.

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