Roma, 1 dic. (Adnkronos Salute) – “Nel mio secondo libro ‘Comunque mamma. Storia di una ferita ancora aperta’, racconto la mia battaglia per diventare mamma, che purtroppo non mi ha visto vincitrice. Non ho potuto adottare un bambino perché in Italia e nel mondo se hai la sclerosi multipla non puoi farlo. E’ una cosa vergognosa contro la quale sto lottando. E’ una tematica ancora poco conosciuta”. Così Antonella Ferrari, madrina nazionale di Aism – Associazione italiana sclerosi multipla, partecipando alla Charity Dinner dell’associazione al Teatro Alcione a Milano.La diagnosi è arrivata “con vent’anni di ritardo”, dopo un percorso di fragilità e dolore, racconta. “Per anni ho consultato centinaia di medici alla ricerca di una diagnosi, nel frattempo peggioravo e soffrivo. Quando è arrivata la diagnosi mi sono sentita sollevata perché ho iniziato a combattere ad armi pari con la malattia e da quel momento non le ho più permesso di diventare la protagonista. Perché la protagonista – sottolinea Ferrari – sono io”.
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