Roma, 15 lug. (Adnkronos Salute) – “Se il Parlamento indebolisce il ruolo di enti sussidiari che lo Stato ha affidato agli Ordini professionali si apre una frattura istituzionale che non reca giovamento a nessuno, men che meno alla salute dei cittadini che ogni giorno tuteliamo”. Così la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), in una nota, commenta l’emendamento approvato ieri in Commissione Affari sociali della Camera che, pur non disponendo un reintegro automatico dei professionisti radiati, apre una finestra temporale per presentare istanza di reiscrizione, subordinandola a precisi requisiti procedurali e, nei casi di condanna penale, all’ottenimento della riabilitazione. Il testo approvato – continua la nota – fa riferimento ai “fatti non dolosi connessi alla pandemia”, lasciando intravedere una sorta di “sanatoria” per gli infermieri che, per le loro posizioni apertamente antiscientifiche e contrarie alla deontologia, furono oggetto di sanzioni disciplinari, fino ad arrivare alla estromissione dalla comunità professionale. “Non si trattò di decisioni prese con leggerezza – precisa la Fnopi – in molti casi rappresentano ferite ancora aperte. Se lo abbiamo fatto, è per onorare il nostro ruolo di garanzia presso la collettività”, sottolinea la Federazione. “Il codice deontologico degli infermieri – ricorda – fonda l’esercizio della professione sull’adesione alle migliori evidenze scientifiche, sul continuo aggiornamento professionale, sul rispetto degli standard etici della ricerca e sulla tutela della salute pubblica”. La Fnopi chiede dunque che “il Parlamento tenga conto del ruolo che la legge assegna agli Ordini, anche in termini di autonomia decisionale nella tenuta dell’Albo, e che voglia riconsiderare una scelta che rischia di riaprire ferite dolorose, peraltro anche oggetto di procedimenti giudiziari”.
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