. Il riconoscimento, intitolato alla celebre cantastorie siciliana simbolo della cultura popolare dell’Isola, premia il docente come «Licatese eccellente nel mondo».
LICATA (Agrigento) – Il professor Francesco Pira,sociologo, saggista e docente dell’Università degli Studi di Messina, è il destinatario del Premio Rosa Balistreri International 2026, assegnato dal Centro Studi Cultura Siciliana e Mediterranea con il Comune di Licata. Il riconoscimento gli viene attribuito come «Licatese eccellente nel mondo», per «l’alto valore scientifico e l’instancabile impegno nella sociologia della comunicazione e della cultura».
La scelta assume un significato particolare per la città che ha dato i natali sia a Pira sia a Rosa Balistreri, alla quale il premio è intitolato. Nata a Licata nel 1927, Balistreri ha attraversato una delle pagine più dure della storia sociale siciliana trasformando la propria esperienza in canto e racconto. La sua voce, lontana dai canoni della canzone tradizionale, ha portato all’attenzione del pubblico nazionale la lingua, le storie e le contraddizioni della Sicilia popolare.
La sua fu una vita segnata dalla povertà, dalla fatica e da vicende personali dolorose.

Da Licata si trasferì a Palermo, dove visse anni difficili e dove maturò una parte decisiva della propria esperienza umana e artistica. La città divenne anche il luogo nel quale la sua voce cominciò a trovare una dimensione più ampia, intrecciandosi con l’ambiente culturale e musicale siciliano. Il canto sarebbe diventato per Balistreri non soltanto una professione, ma il modo attraverso il quale dare forma alla propria esperienza e alle storie di una Sicilia segnata dalla miseria, dalle disuguaglianze, dalla condizione femminile e dalle ingiustizie.
Balistreri fu un’interprete ma soprattutto una cantastorie nel senso più pieno del termine, fece della musica uno strumento per raccontare la vita degli ultimi, la condizione femminile, la povertà, la violenza e le ingiustizie. La sua vicenda personale entrò nelle sue canzoni in modo autentico e contribuì a costruire quella figura artistica che ancora oggi identifica una parte importante della cultura siciliana.
Negli anni la sua voce arrivò ben oltre l’Isola, sui palcoscenici italiani, portando con sé il dialetto, i canti della tradizione e una Sicilia raccontata senza edulcorazioni. In quella voce c’erano la terra d’origine, ma anche il dolore di una vita difficile e la capacità di trasformare l’esperienza individuale in una storia collettiva.
Rosa Balistreri morì a Palermo il 20 settembre 1990, a 63 anni, dopo una vita attraversata da sofferenze e riconoscimenti, lasciando un’eredità artistica che non si è esaurita con la sua scomparsa. La sua figura rappresenta una delle espressioni più intense della cultura popolare siciliana e il suo repertorio mantiene ancora oggi una forte presenza nella cultura dell’Isola.
È proprio nel nome di questa donna, partita da Licata e arrivata a imporsi nel panorama culturale italiano, che la città assegna oggi il riconoscimento a un altro suo concittadino approdato a una dimensione internazionale, questa volta attraverso la ricerca, l’università e lo studio della comunicazione.

Francesco Pira è professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università degli Studi di Messina e ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale alla prima fascia. Presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne insegna Teorie e tecniche del giornalismo digitale, Social media e comunicazione d’impresa e Giornalismo sportivo nel corso di laurea triennale, oltre a Giornalismo digitale nel corso di laurea magistrale. Il direttore del Dipartimento, professor Giuseppe Ucciardello, lo ha inoltre nominato Delegato alla Comunicazione.
Alla docenza affianca una consistente attività scientifica e pubblicistica. È autore di oltre ottanta pubblicazioni tra monografie, saggi, contributi in volume e articoli scientifici in italiano, inglese e spagnolo. È inoltre condirettore della rivista Addiction & Social Media Communication.
La sua attività accademica si è sviluppata anche fuori dall’Italia, con incarichi di visiting professor e docente Erasmus e con la partecipazione a organismi e gruppi di ricerca internazionali. È membro del Comitato Accademico dell’Observatorio Euromediterráneo de Democracia y Espacio Público dell’Università Rey Juan Carlos di Madrid.
Tra gli incarichi più recenti figura la nomina a membro dello Steering Committee della 12ª Conferenza Mondiale sui Media e la Comunicazione di Massa, MEDCOM 2027, prevista a Bangkok il 5 e 6 aprile 2027. Nel 2025 è entrato inoltre nel gruppo di ricerca del Centro de Investigación Social Aplicada dell’Università di Malaga, impegnato nello studio della famiglia digitale in Europa e nel Mediterraneo.
I suoi studi si sono concentrati in particolare sulla comunicazione digitale, la media education, le fake news e la responsabilità dell’informazione. È consigliere nazionale dell’UCSI, l’Unione Cattolica Stampa Italiana, e interviene abitualmente nel dibattito pubblico sui fenomeni legati alla comunicazione contemporanea. Da oltre un anno è ospite fisso della trasmissione nazionale Fatti di Nera, in onda sul canale 122 del digitale terrestre.
Nel 2008, per la sua attività di ricerca e saggistica, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Il Premio Rosa Balistreri International 2026 aggiunge ora un nuovo riconoscimento a questo percorso. E lo fa a Licata, la città dalla quale Rosa Balistreri partì con la sua voce e nella quale Francesco Pira è nato prima di costruire la propria esperienza accademica oltre i confini della Sicilia.
Licata oltre Licata, dunque. Una formula che racconta bene il senso del riconoscimento. Una città dell’Agrigentino che continua a proiettare nel mondo le figure che ha generato, attraverso la musica e la cultura con Rosa Balistreri, attraverso la ricerca e la comunicazione con Francesco Pira.
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