Home In Evidenza Cefalù allo specchio. I colori di Giuseppe Forte

Cefalù allo specchio. I colori di Giuseppe Forte

Maria Sole Stancampiano

Alla Galleria letteraria di via Mandralisca in mostra i dipinti di Giuseppe Forte. L’opera dell’artista cefaludese restituisce l’anima più intima della città, trasformando luoghi e persone in un racconto visivo di luce, memoria e identità siciliana. Le radici di un pittore figlio della grande tradizione artistica del Novecento

C’è una Cefalù a colori che si specchia nei colori di Cefalù. Un luogo dell’anima “dove si risiede ancora prima di essere nati”, direbbe Borges.

Sono paesaggi urbani, la magnifica cattedrale normanna, dal 2015 patrimonio Unesco dell’umanità, vicoli acciottolati, il vecchio molo dei pescatori, scorci di pietra e di mare, la Rocca che abbraccia la città. Il gioco dei rimandi e della memoria affiora, pennellata dopo pennellata, nei dipinti di Giuseppe Forte, artista nato a Cefalú nel 1947, paesaggista e ritrattista capace di trasformare scorci, volti e atmosfere in racconto.

Fino al 19 settembre, le sue opere sono in mostra alla Galleria letteraria in via Mandralisca a Cefalú. Un’occasione unica per incontrare una pittura profondamente legata ai luoghi. Giuseppe Forte appartiene a quella generazione di artisti per i quali il rapporto con il territorio non è semplice ispirazione, ma radice espressiva. E il territorio, nel caso di Cefalù, è molto più di uno sfondo. Adagiata lungo la costa tirrenica, a 70 chilometri da Palermo, e protetta dall’imponente promontorio che ne definisce il profilo, la cittadina normanna occupa da sempre una posizione privilegiata nel cuore del Mediterraneo. Il mare, le vie di comunicazione, gli scambi di uomini e culture, hanno modellato un’identità complessa e stratificata. Qui la nobiltà normanna, l’arte bizantina, il quartiere ebraico della Giudecca convivono con tradizioni marinare arcaiche. Nelle feste religiose, nei riti ormai residuali legati alla pesca, nella vita di ogni giorno, sopravvive ancora oggi un patrimonio antropologico che racconta il legame indissolubile tra la comunità e il suo paesaggio.  E’ l’anima di Cefalù. La stessa anima che riaffiora nelle opere di Forte: una Cefalù non soltanto osservata, ma vissuta e custodita nella memoria.

Una formazione a tutto tondo, quella di Giuseppe Forte. Prima all’Istituto Statale d’Arte di Cefalù, poi, all’Accademia di Belle Arti di Palermo dove ha incontrato maestri del calibro del pittore e scenografo Gino Morici, di Totò Bonanno, Michele Dixit, Pippo Spinoccia, Ubaldo Mirabelli. Taluni di loro erano stati testimoni della grande tradizione artistica della Palermo della Belle Époque e la tramandavano agli allievi.

Su queste basi Giuseppe Forte ha sviluppato un percorso lungo e articolato, attraversando tecniche e soggetti diversi: dall’olio alla china, dall’acrilico all’acquerello, dai paesaggi cittadini e campestri ai ritratti, dall’arte sacra all’eros dei nudi, fino alle immagini legate alla tradizione popolare siciliana.

Nei paesaggi esposti alla Galleria letteraria di via Mandralisca, la Cefalù di Giuseppe Forte non è semplice descrizione. Le case, le strade, i cortili, il mare, il promontorio della Rocca diventano presenze vive, attraversate da una luce che sembra appartenere tanto alla realtà quanto al ricordo. Il tratto, ora gentile ora più incisivo, restituisce il carattere di una città antica e, insieme, quotidiana, sospesa tra bellezza mediterranea e intimità domestica.

Vicino alla Galleria letteraria, sempre in via Mandralisca, c’è la piccola bottega di Giuseppe Forte, affollata di tele, libri, pennelli, colori di ogni tipo. Qui si possono esplorare altri filoni della sua arte. Ritratti e nudi rivelano una componente essenziale della sua opera: l’attenzione all’uomo. Forte osserva i volti e le figure senza compiacimento, cercando nella fisionomia il segno di un vissuto. Ogni immagine sembra custodire una storia, un’emozione trattenuta, una relazione profonda con il tempo.

La mostra alla Galleria letteraria di Cefalù permette di rileggere l’opera di un artista che ha fatto della propria città e dei suoi concittadini un laboratorio poetico e visivo. Un modo per osservare Cefalú attraverso lo sguardo di chi l’ha conosciuta, amata e raccontata per decenni attraverso il colore, il segno e la memoria.

© Riproduzione riservata. Foto di Maria Sole Stancampiano

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