Roma, 1 ott. (Adnkronos Salute) – “È un’iniziativa meritoria perché mette al centro la prevenzione. Investire oggi nella prevenzione significa dare un contributo concreto anche alla sostenibilità economica del nostro Servizio sanitario nazionale. Utilizzare i treni e la grande capacità di comunicazione di un’iniziativa come FrecciaRosa permette di raggiungere molte persone e di sensibilizzarle sull’importanza di aderire ai programmi di screening”. Lo ha detto Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute intervenuto alla presentazione – oggi a Roma – di FrecciaRosa, il progetto dedicato alla sensibilizzazione e alla promozione della salute a bordo di Frecce, Intercity e Regionale di Trenitalia, promosso da Gruppo Fs e Fondazione IncontraDonna con il supporto dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom).”Prendiamo come esempio il tumore della mammella. Oggi circa l’88% delle donne supera la malattia a cinque anni dalla diagnosi. Quando il tumore viene individuato precocemente, la possibilità di guarigione arriva a circa il 98%” ha ricordato Gemmato. “Abbiamo quindi strumenti che ci consentono di curare sempre meglio le persone e, allo stesso tempo, di contribuire alla sostenibilità del nostro sistema sanitario. FrecciaRosa va proprio in questa direzione. Complimenti alle associazioni e a Ferrovie dello Stato per aver promosso questa iniziativa”.”Per quanto riguarda il nuovo prontuario farmaceutico, i tempi sono quelli dettati dalla legge di Bilancio, che prevede che entro l’inizio dell’anno prossimo debba essere licenziato. Siamo a ottobre, quindi mancano ancora alcuni mesi alla sua attuazione”. Gemmato ha poi assicurato che “non ci sarà nessuna cifra da pagare per i cittadini italiani” e che si tratterà di “una razionalizzare all’interno della spesa farmaceutica sul tema delle performance” dei principi attivi, “quindi anche di farmaci desueti, che non è più il caso di fornire nel servizio di assistenza sanitaria nazionale pubblica”.”Faccio notare che i Lea (Livelli essenziali di assistenza) non venivano rinnovati da 10 anni e diamo la possibilità, per esempio, di accedere a ulteriori nuovi screening neonatali, tra cui quello per la Sma (atrofia muscolare spinale). Andiamo così a omogeneizzare sul territorio la resa di un’importante indagine diagnostica ponendoci come primi in Europa e primi al mondo per screening neonatali, un fattore molto importante nell’approccio di cura delle malattie rare”. Tra le novità dei nuovi Lea in ambito oncologico, anche lo screening per le mutazioni genetiche Brca 1 e 2 che aumentano significativamente il rischio di sviluppare un tumore al seno. “Investiamo in prevenzione, ricordiamo che aderendo agli screening predittivi, nei 5 anni, i numeri ci raccontano che si sfiora il 90% di successo. Quindi si è arrivati a cronicizzare la patologia e, nei casi più gravi, abbiamo un’alternativa terapeutica seria”.Per quanto riguarda l’applicazione omogenea dei Lea da parte delle Regioni ” stiamo cercando in maniera proattiva, il ministro Schillaci in testa, di omogeneizzarla sul territorio, superando quelle criticità e quelle sperequazioni storiche tra le Regioni del Nord e il Sud”.
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