Beni Culturali, Csel: in Italia 7.425 biblioteche, solo 30% ha avviato digitalizzazione 5.710 sono a titolarità pubblica, il 64,5% è concentrato in sette regioni

Roma, 28 nov. (Adnkronos/Labitalia) – “I dati diffusi dall’Istat lo scorso giugno indicano che in Italia sono presenti 7.425 biblioteche, 5.710 delle quali a titolarità pubblica. Quasi il 90% di queste (5.121) è gestito dalle Amministrazioni comunali, il 2,8% è di proprietà statale, il 2,1% regionale e l’1,5% è appannaggio di istituti ed enti di ricerca. Mediamente, abbiamo 3 biblioteche ogni 100 chilometri quadrati e una ogni 8mila abitanti”. Emerge da un dossier elaborato per Adnkronos dal Csel, Centro Studi Enti Locali.Le biblioteche non sono però distribuite in modo omogeneo nel paese. “Il 64,5% è concentrato in sette regioni: Lombardia (1.398), Piemonte (721), Emilia-Romagna (627), Veneto (617), Lazio (530), Toscana (468) e Sardegna (431). Anche in questo caso, così come in quello dei musei, i numeri analizzati dall’Istituto nazionale di statistica hanno messo l’accento su un tasso di digitalizzazione, almeno prepandemia, decisamente modesto”, osserva il Csel. “Se la quasi totalità delle biblioteche è organizzata per offrire un servizio di prestito locale (l’83,3%), sono poche – si legge nel report – le strutture che riescono a garantire all’utenza prestiti e consultazioni di documenti tramite piattaforme o dispositivi digitali (il 40,7%). Al 31 dicembre 2019 solo il 30% delle biblioteche ha avviato un processo di digitalizzazione del proprio patrimonio librario. Del resto, la quota di biblioteche organizzate per fornire in remoto un servizio inter-bibliotecario di riproduzioni di documenti (il 32,5%) e il numero di transazioni totali effettivamente fornite in remoto in un anno (circa 350 mila) dimostrano una bassa propensione delle biblioteche a utilizzare reti e sistemi territoriali o nazionali per effettuare, sia come ‘richiedente’ che come ‘prestante’, servizi a distanza”. Anche in questo caso, però, l’effetto Covid sembra essersi fatto sentire. MediaLibraryOnLine, la prima rete italiana di biblioteche pubbliche, accademiche e scolastiche per il prestito digitale (con oltre 5.500 in 19 regioni italiane e 9 paesi stranieri) ha, ad esempio, evidenziato come i propri utenti abbiano subito un incremento dell’89% rispetto al 2019 e come, parallelamente, il numero di prestiti e consultazioni degli ebook presenti nel proprio catalogo siano più che raddoppiati (+102,56%), così come le visite (+107,68% di accessi).”Il numero di biblioteche digitali si sta moltiplicando e sono sempre di più anche le realtà, a gestione comunale, che si stanno affacciando sul web. Come sempre, a fare da freno a questa spinta propulsiva verso il digitale, c’è il tema della scarsa formazione digitale dei bibliotecari. Una indagine Isob sul fabbisogno formativo delle biblioteche pubbliche italiane, realizzata in collaborazione con Csbno e altri sistemi bibliotecari, ha messo in evidenza come gli addetti si valutino, mediamente, molto poco preparati quando si tratta di Ict”, spiega il Csel. L’autovalutazione sulle proprie competenze tecnico-informatiche (con una scala da 1 a 5, dove 1 è un livello di conoscenza nulla e 5 ottimale) non superava nel migliore dei casi (Comunicazione sui social media) il punteggio di 2.84.

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