Farmaci: arrivano linee guida contro abuso negli anziani e ‘tagliando’ terapie A stilarle la Società italiana di gerontologia e geriatria, un anziano su 4 a rischio reazioni avverse

Roma, 2 dic. (Adnkronos Salute) – In Italia un anziano su 4 è a rischio di reazioni avverse da farmaci, 1 su 10 li prende in modo inappropriato o per un tempo più lungo del necessario. Terapie a cui non è stato fatto un periodico ‘aggiustamento’ con gravi rischi per la salute. I dati provengono dal recente rapporto OsMed (Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali), e la strada da intraprendere è un ‘tagliando’ annuale delle cure per farle diventare personalizzate. Lo sottolineano le prime Linee Guida italiane per la corretta gestione della politerapia e delle malattie complesse, sviluppate dalla Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), in collaborazione con altre cinque società scientifiche. “La politerapia, ovvero l’assunzione di 5 o più farmaci, che nel nostro Paese riguarda il 75% degli over 60 o le terapie prolungate nel tempo senza indicazione – afferma Francesco Landi, presidente Sigg – possono comportare pericoli e un grave spreco di risorse. Si stima che almeno 2 milioni di anziani sperimenti il rischio di eventi avversi gravi per colpa delle interazioni fra farmaci prescritti. Ma un farmaco – avverte Landi – non è per sempre e non sempre lo stesso medicinale è necessario in tutte le fasce d’età. Spesso invece tali prescrizioni rimangono come un obbligo rituale, per cui un farmaco si continua a prendere per anni, ben oltre quanto sia necessario per una sorta di ‘inerzia terapeutica’. Inoltre, in molti casi – conclude il vertice Sigg – ogni specialista aggiunge la propria terapia senza verificare eventuali interazioni con le altre o prescrivendo farmaci non necessari”.Le raccomandazioni contenute nel documento sono focalizzate sulla sospensione di farmaci di comune utilizzo per le malattie croniche, alcuni molto diffusi e abusati come gastroprotettori e statine. Ogni anno si potrebbe togliere come minimo un farmaco dal carico terapeutico complessivo a tutto vantaggio della qualità di vita del paziente, come hanno dimostrato numerose esperienze cliniche condotte su pazienti in Rsa, reparti ospedalieri o assistiti del medico di medicina generale. “Ecco perché – sottolinea Graziano Onder, responsabile scientifico delle Linee Guida e direttore del dipartimento Malattie cardiovascolari endocrinometaboliche e invecchiamento dell’Istituto superiore di sanità – la prima raccomandazione delle nuove Linee Guida prevede di definire un piano di cura con l’obiettivo di prescrivere solo farmaci compatibili, necessari e realmente efficaci nel controllo dei sintomi e delle complicanze”. Non solo. “Il documento si focalizza sulla necessità di una periodica revisione della terapia, con eventuale riduzione o sospensione di farmaci, alcuni molto diffusi e abusati. Almeno una volta l’anno, e ogni volta che vi siano variazioni delle condizioni cliniche – sottolinea Onder – il regime farmacologico andrebbe rivalutato complessivamente, puntando alla deprescrizione, condividendo con il paziente il nuovo schema terapeutico, e cercando di semplificare e ottimizzare il più possibile la terapia”.

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