Scienza: Bracco, ‘Italia combatta stereotipi e investa su potenziale donne’ L’imprenditrice, ‘impegnarsi contro discriminazioni e condizionamenti in ogni settore e a ogni livello della società’

Milano, 11 feb. (Adnkronos Salute) – “Nessun Paese può fare a meno del contributo delle donne. Per questo in ogni campo si deve investire sul potenziale femminile, impegnandosi nella lotta contro ogni tipo di condizionamento e di discriminazione. Tutti devono anche impegnarsi nella lotta contro gli stereotipi, soprattutto in Italia dove le resistenze culturali sono più radicate: nella società, nelle aziende e nelle stesse famiglie. La parità di opportunità e di diritti va realizzata infatti contestualmente in diversi ambiti: dall’istruzione alla formazione, dall’occupazione al supporto all’imprenditorialità, dal credito alle donne al bilanciamento tra impegni familiari e lavorativi, possibilmente con l’ausilio anche di politiche sulla diversity nelle imprese e programmi di welfare aziendale”. A lanciare l’appello è Diana Bracco, imprenditrice che ricopre e ha ricoperto negli anni diverse cariche ai vertici del mondo dell’industria e si è fatta ‘paladina’ dell’empowerment femminile.Ancora oggi, avverte, per ogni donna che riesce a realizzarsi tante mollano, schiacciate dalle difficoltà. Le sue parole aprono il convegno ‘Le Donne: un motore di progresso’, organizzato oggi, in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, dalla Commissione Donne Radiologo Sirm in collaborazione con Fondazione Bracco. Per l’occasione si è scelto anche di presentare una ricerca condotta nell’ambito della Radiologia, che racconta proprio del percorso accidentato che spesso i camici rosa devono affrontare per emergere.”La partecipazione femminile al mondo della scienza e delle professioni tecniche, come dimostrano anche i dati dell’indagine, è ancora pesantemente ostacolata da bias e stereotipi di genere”, osserva Bracco. Anche se “donne e scienza sono un binomio vincente”.È necessario, per la presidente della Fondazione Bracco, “valorizzare esperienze di donne nelle loro attività scientifico-tecnologiche, aiutare le giovani a intraprendere la propria carriera lavorativa e scientifica, sostenendo la loro crescita, affinché non sia perso alcun talento in ambito scientifico-tecnologico”. Una “battaglia che anche a me sta molto a cuore – conclude – e che quest’anno ho portato avanti non soltanto come presidente di Fondazione Bracco ma anche come Ambassador per il Women empowerment del B20, la task force che ha raccomandato con forza a tutti i Governi del G20 di riportare un numero crescente di donne nel mercato del lavoro, abbattere le barriere culturali nell’accesso alla formazione Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, ndr) per le ragazze, raggiungere la parità di genere nelle posizioni che contano”.

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