Salute: Raffaeli (Isal), ‘dolore cronico non va sopportato ma curato ogni giorno’ ‘Colpisce 13 milioni di italiani, ci sono cure ma serve più informazione anche tra i medici’

Roma, 3 mar. (Adnkronos Salute) – “Il dolore non va sopportato ma curato perché oggi, a quel dolore, possiamo rispondere con cure efficaci all’80%. I medici devono sapere che ci sono centri specialistici dove il dolore è diagnosticato curato e preso in carico. Quando il dolore è la condizione maggiore di malattia non va sottovalutato perché ti rinchiude dentro una disabilità funzionale che sottrae relazione e porta depressione, ti trasforma”. Così William Raffaeli, medico, esperto in Terapia del dolore, già presidente di Federdolore e presidente della Fondazione Isal, Istituto di Formazione e Ricerca in Scienze Algologiche, intervenendo al webinar “Dolore cronico. Perché non rassegnarsi”, il digital talk della serie “Scelte di Salute” promosso da Sandoz e trasmesso in diretta streaming sui canali web di Adnkronos.“Il dolore cronico – ha spiegato Raffaeli – persiste per oltre 3 mesi e non scompare da solo se non si cura. Purtroppo più di 13 milioni di persone vivono con un dolore che ogni giorno sentono e che appartiene a molte patologie come: artrite, artrosi, mal di schiena, fibromialgie, fuoco di Sant’Antonio. Colpisce tutta la popolazione con una prevalenza che aumenta con l’età. Il dolore cronico persiste: se non lo curi tutti i giorni, come ogni malattia cronica,si riduce l’autonomia e si genera sofferenza”.Sul versante delle cure, l’impiego degli antinfiammatori, indicato da quasi il 30% degli intervistati di un recente sondaggio di Emg Different, secondo Raffaeli è dovuto a decenni di comunicazione “sull’uso dei Fans per il dolore”. Nessuno, “si permetterebbe di prendere un antipertensivo senza aver parlato con il medico. Così con il dolore – ha continuato il presidente di Isal – bisogna riconoscerlo e fidarsi di un percorso sanitario che ha, al primo livello, il medico di medicina generale che indirizza a specialisti di secondo livello, nei centri di terapia del dolore ospedalieri e di terzo livello, nei centri specialistici”.Se l’antinfiammatorio non risolve, c’è l’oppioide “straordinario farmaco lenitivo di sofferenze, ma misconosciuto e genera paura, mentre non si sa che spesso è molto più utile dell’antinfiammatorio. Bisogna smontare questa correlazione”, ha aggiunto l’esperto. Commentando il fatto che solo un terzo del campione conosce l’esistenza della legge sul dolore, Raffaeli ha osservato: “Drammaticamente abbiamo una legge poco conosciuta dai cittadini, ma questo è il male minore non serve una legge per essere curato, ma abbiamo una legge che obbliga i presidi sanitari di prendere incarico il dolore, cosa disattesa dalle stesse strutture sanitarie per medici poco informati o che sottostimano il dolore” conclude.

💬
LA FRECCIA WEB SU WHATSAPP

Resta dentro le notizie che contano

Segui il canale WhatsApp di La Freccia Web per ricevere aggiornamenti, articoli e approfondimenti direttamente sul tuo telefono.

Segui il canale WhatsApp

Related posts

Caldo, Ordine medici Roma: “7 ambulatori delle Asl senza aria condizionata, monta la protesta” Magi (Fnomceo Roma), ‘ambienti invivibili per operatori sanitari e pazienti, tra cui anziani e malati cronici’

Salute: malattia venosa cronica e malattia emorroidaria, esperti: “patologie spesso sottovalutate ma con un impatto significativo sulla qualità di vita” Servier, ‘disponibile una nuova formulazione con frazione flavonoica purificata micronizzata per il trattamento di insufficienza venosa degli arti inferiori, fragilità capillare e crisi emorroidaria acuta’

Malattia venosa cronica, esperti: “Non è solo un problema degli arti inferiori” Servier, ‘disponibile una nuova formulazione con frazione flavonoica purificata micronizzata per il trattamento di insufficienza venosa degli arti inferiori, fragilità capillare e crisi emorroidaria acuta’