Wwf: dalla natura un aiuto contro la crisi climatica

(Adnkronos) – Soluzioni basate sulla natura (Nature Based Solutions- Nbs), come il restauro degli habitat degradati, possono aiutare ad adattarsi e a mitigare il cambiamento climatico. Lo spiega il Wwf nel suo ultimo rapporto ‘Dalla natura un grande aiuto per arginare la crisi climatica’, realizzato in vista di Earth Hour, l’Ora della Terra, l’iniziativa globale del Wwf che attraverso il gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, invita il mondo a mobilitarsi per un futuro più sicuro, giusto e sostenibile, e che quest’anno si terrà il 26 marzo alle 20.30 di ogni Paese.Le Soluzioni Basate sulla Natura sono un concetto studiato e coniato da poco più di dieci anni. Il Wwf definisce le Nbs per il clima (Nbs4c) come “interventi di conservazione, gestione e/o ripristino degli ecosistemi, progettati con l’intento di generare benefici in termini di adattamento e/o mitigazione del clima, ma che contestualmente producono anche benefici per lo sviluppo umano e la biodiversità”. L’analisi del rapporto costi/benefici rivela inoltre come le Nbs4c siano convenienti anche da un punto di vista economico se confrontate con altre tipologie di interventi che non incorporano i servizi erogati dalla natura. Un recente studio dell’Istituto per la Politica Ambientale Europea (Ieep) commissionato dal Wwf, evidenzia come il restauro degli habitat degradati possa garantire l’assorbimento di milioni di tonnellate di carbonio. “Un aiuto indispensabile per riassorbire parte della CO2 emessa in passato, a patto che contemporaneamente si azzerino le emissioni dei gas serra che stanno sconvolgendo il sistema climatico”, avverte il Wwf. Gli habitat in grado di stoccare le maggiori quantità di carbonio sono: foreste, zone umide, estuari e lagune costiere. In Europa questi habitat sono rappresentati da ambienti come le antiche faggete, la taiga siberiana, le aree umide e le torbiere boscose. Le aree umide, e in modo particolare quelle dove sono presenti le torbiere, a livello globale, contengono circa il 30% di tutto il carbonio organico del suolo, nonostante occupino meno del 10% della superficie terrestre. In maniera analoga, le foreste vetuste hanno una grande importanza, poiché stoccano una quantità di carbonio per ettaro maggiore rispetto alle foreste giovani. Secondo il Wwf, “il ripristino degli habitat di interesse comunitario, ovvero quelli inclusi nell’Allegato I della Direttiva comunitaria Habitat, potrebbe portare all’assorbimento di circa 84 milioni di tonnellate di carbonio o di circa 300 milioni di tonnellate di CO2 per anno, l’equivalente delle emissioni annue di gas serra di un Paese come la Spagna. Non si tratta solo di restauro e ripristino ovviamente, ma anche protezione”. I fondali marini, ad esempio, costituiscono di gran lunga la fonte più significativa di carbonio organico e, attraverso le Aree Marine Protette, è possibile mantenere a lungo termine gli stock di carbonio in ambiente marino.

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