Acto Onlus: “E’ il momento della riscossa per tumori ginecologici” Cerana: “Da ovaio a endometrio svolta epocale sul fronte terapie ma ancora tanto da fare per una corretta informazione”

Milano, 5 ott. (Adnkronos Salute) – “Finalmente possiamo dire che per i tumori ginecologici è arrivato il momento della riscossa. Dopo tanti anni in cui queste neoplasie non hanno dato tregua alle pazienti, lasciandole spesso senza speranza, oggi assistiamo a una svolta epocale sul fronte terapeutico”, anche se “resta ancora tanta strada da fare per una corretta informazione” e per smontare false credenze. Lo spiega all’Adnkronos Salute Nicoletta Cerana, presidente dell’associazione pazienti Acto Onlus, intervenuta oggi a Milano alla presentazione di dostarlimab di Gsk, la prima immunoterapia ‘su misura’ contro il cancro endometriale che l’Agenzia italiana del farmaco Aifa ha appena autorizzato in seconda linea per le pazienti con una forma particolare di malattia che interessa circa un terzo delle malate. “Oggi una donna con tumore all’endometrio in stato avanzato può vivere più a lungo – commenta Cerana – Non deve più pensare di avere i giorni contati, e insieme a lei può ricominciare a sperare tutta la sua famiglia”. Perché anche se “ogni storia è diversa dall’altra, molto spesso la malattia è uguale per tutte” e “una diagnosi di cancro ginecologico è un dramma che si abbatte sull’intero nucleo familiare. Non a caso qualcuno ha detto che se sta bene la donna, sta bene la società”. Acto è nata nel 2010 ed “è da allora, da tanti anni – evidenzia la presidente – che ci occupiamo di tumori ginecologici”. Ecco perché “pensiamo che quella a cui stiamo assistendo sia una rivoluzione epocale: per il cancro dell’ovaio, contro il quale le terapie innovative hanno dato risultati straordinari producendo una riduzione di mortalità del 9%, e ora per il tumore all’endometrio con trattamenti come questo nuovo farmaco che riempie un vuoto”. Un’altra lacuna da colmare riguarda la conoscenza dei tumori ginecologici, nemici dei quali “noi donne purtroppo sappiamo ancora ben poco. Per esempio – osserva Cerana – molto spesso si crede che il tumore dell’utero si possa prevenire con il Pap test: non è così, il Pap test serve per la prevenzione del cancro al collo dell’utero”, quello della cervice uterina, “non del cancro all’endometrio che è una neoplasia del corpo dell’utero. Per questo – conclude la presidente di Acto – ritengo che la nostra associazione abbia ancora tanta strada da fare per informare sulle malattie, sulle terapie e aiutare le donne ad affrontare meglio questi tumori”.

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