Lavoro, Fast-Confsal: “Aggressioni a conducenti e personale ferroviario emergenza sociale” Serbassi, ‘Problema e rischio sottovalutato, serve intervento ministero dell’Interno’

Roma, 24 nov. (Adnkronos) – “Bisogna porre la lente di ingrandimento su quello che è diventato un problema sociale”. È l’appello che arriva da Bologna durante la fiera “Ambiente Lavoro” da Confsal-Confederazione Generale Sindacato Autonomo dei Lavoratori: “Chiediamo che questo problema venga considerato di sicurezza sul lavoro – spiega Pietro Serbassi, Segretario Generale Fast-Confsal – come prevede la legge, modificando i documenti di valutazione dei rischi (Dvr) con responsabilità anche del datore di lavoro. Serve anche una partecipazione dei ministeri interessati non solo quello dei trasporti, ma anche del ministero dell’Interno con cui è stato firmato lo scorso anno un protocollo rimasto ad oggi lettera morta. Serve riattivarlo con un osservatorio per provare a mitigare gli effetti di quella che è ormai un’emergenza sociale non solo di ordine pubblico ma anche per la salute psicologica di chi lavora che non può essere insultato o picchiato sistematicamente”, osserva Serbassi.I numeri, in particolare dopo la pandemia, sono preoccupanti. La campagna di Confsal ‘Tra.In-S. – Trasporto in sicurezza’ per il biennio 2022-2023, si batte per una maggiore sensibilizzazione al problema che vada oltre il solo sciopero di protesta. “I numeri sono in forte aumento – continua Serbassi – si parla di 11 mila casi negli ultimi anni, e nell’ultimo anno e mezzo oltre un’aggressione al giorno. Basta chiedere il biglietto a volte per innescare un’aggressione. La nostra campagna ‘Tra.In-S.’ è partita l’anno scorso, abbiamo fatto sei eventi contro i disturbi scheletrici chiusi il 9 novembre. Ora ne partiranno altri 6 sulle aggressioni a conducenti e personale ferroviario e su temi attinenti alla sicurezza sul lavoro”, conclude.

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