Sanità: esperti, ‘no sottofinanziamento, Ssn è investimento non spesa’ Oggi a Roma incontro Osservatorio Innovazione di Motore Sanità

Roma, 6 dic. (Adnkronos Salute) – “Bisogna far capire a tutte le Istituzioni, in primis a quelle governative passate, presenti e future, che il finanziamento del Servizio sanitario nazionale (Ssn) è un investimento e non solamente una spesa”. Questo in sintesi, l’appello arrivato dagli esperti riuniti, oggi a Roma, all’incontro dal titolo “Pensiero n° 1, evitare il sottofinanziamento del Servizio sanitario nazionale. La nuova legge di bilancio”, promosso dall’Osservatorio Innovazione di Motore Sanità. Un incontro che ha l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto tra tutti gli attori di sistema per passare in rassegna le principali criticità ma anche le proposte strategiche, operare un confronto chiaro tra le spese sanitarie italiane e quelle europee e capire che cosa è già stato fatto degli investimenti sanitari del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e che cosa rimane da fare.”È necessario far comprendere” alle Istituzioni “che bisogna determinare una quota che sia sufficiente ad assicurare il futuro del Ssn stesso – ha detto Claudio Zanon, Direttore scientifico Motore Sanità – soprattutto per quanto riguarda l’accesso all’innovazione, che deve essere omogenea in tutto il Paese, e l’equità di accesso ai servizi. Un esempio classico è quello della cosiddetta ‘silver economy’: la maggior parte dei risparmi e dei possedimenti immobiliari in Italia è in mano a persone over 65enni i quali, se non hanno la sicurezza di un Ssn che offra risposte adeguate alle loro necessità, invece di spendere in cultura, ristoranti, turismo e così via, mette da parte i soldi in caso i medesimi abbiano, nel futuro o nel presente, problemi di salute. Tutto questo – ha sottolineato Zanon – riduce in maniera significativa la crescita del Pil”.”Con oggi è stato sviluppato il primo dei 10 argomenti alla base del rilancio della nostra sanità, presentati dall’Osservatorio Innovazione”, ha precisato Walter Locatelli della Direzione scientifica di Motore Sanità. “Credo che anche dal punto di vista della sostenibilità economica, la riflessione sulle risorse umane e professionali del Ssn sia fondamentale. Anche con loro si potranno definire i migliori percorsi, liberando i tanti lacci e lacciuoli per efficientare anche in questo periodo di transizione il loro apporto professionale e, di conseguenza, le risorse necessarie che in ogni caso sono sottostimate”.D’accordo con queste posizioni Enrico Rossi, presidente dell’Osservatorio Innovazione: “È uscita l’analisi della Corte dei Conti che solitamente non è tenera con gli eccessi della spesa pubblica. E dice apertamente che, dopo la parentesi del triennio Covid, l’attuale legge di Bilancio 2023 per i prossimi anni avvia una fase di rientro nel rapporto tra spesa e Pil, che ricolloca il nostro Paese al di sotto della media dei principali partner europei. Con l’aggravante di una quota elevata di popolazione anziana, quindi più bisognosa di cure. Secondo il metodo dell’Osservatorio Innovazione noi mettiamo a confronto tutti i soggetti interessati affinché si trovino le soluzioni sia relative al Fondo, sia al fabbisogno di personale. Soprattutto se si considera il fatto che, nei prossimi anni, gli investimenti importanti legati al Pnrr che riguardano il territorio avranno bisogno, per non restare scatole vuote, di personale per funzionare”.”Ogni euro speso bene in sanità è foriero di un risparmio molto più ampio”, ha rilancia Marco Osnato, presidente della VI Commissione (Finanze). “Bisogna investire in prevenzione, appropriatezza, telemedicina e riduzione della spesa farmaceutica”, è il monito. “Questo porterà risparmi, ma soprattutto efficienza ed efficacia nelle cure al paziente”, conclude.

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