Lo psichiatra: “Con emergenze in sequenza anziani e adolescenti più fragili” Di Giannantonio (Sip), ‘nemici da combattere la solitudine e la povertà delle relazioni’

Roma, 7 dic. (Adnkronos Salute) – Crisi economica, effetti dei cambiamenti climatici, guerra, tensioni internazionali, paure atomiche, e sul fronte salute un’influenza record arrivata dopo quasi 3 anni di Covid. Il recente passato è costellato di una sequenza di emergenze che pesano anche sulla salute psicologica delle persone, “in particolare quelle più vulnerabili come gli adolescenti e gli anziani che, con il susseguirsi di eventi negativi, vedono indebolita la loro capacità di resilienza”. Lo spiega all’Adnkronos Salute lo psichiatra Massimo Di Giannantonio, past president Società italiana di psichiatria (Sip), commentando le tante ansie che si susseguono negli ultimi anni. “E’ importante, ovviamente – sottolinea – avere la consapevolezza sulle proporzioni, ovvero la qualità e la quantità di situazioni negative che una popolazione deve affrontare. Il paradigma sono le comunità colpite dalla guerra, che subiscono una serie di stimoli – frustrazioni, danni, minacce, traumi – imparagonabili con altre situazioni legate ad emergenze circoscritte. Il tema è la resilienza, cioè la capacità di adattarsi positivamente alle difficoltà ambientali, in cui la quantità delle pressioni negative ha un peso”. Attualmente, “anche se la nostra situazione non è di guerra – premette Di Giannantonio – la sequenza di eventi negativi che partono dalla crisi economica di qualche anno fa, passando per il Covid e le conseguenze della guerra in Ucraina, ha certamente un impatto che indebolisce, che rende più vulnerabile, dal punto di vista della sofferenza psicopatologica, la popolazione generale, andando a colpire con maggiori conseguenze negative i fragili”.Con questa definizione, precisa lo psichiatra, “comprendiamo in particolare gli adolescenti, perché portano sulle spalle il peso di anni di pandemia e un orizzonte del futuro incerto e pieno di insidie. E anche le persone anziane che hanno un carico di sofferenze insieme a una minore capacità di reazione”, aggiunge Di Giannantonio evidenziando che la soluzione è nelle relazioni sociali: “I nemici numero uno da combattere sono la solitudine, la povertà delle relazioni intersociali e affettive dentro i luoghi dell’esistenza. Sia per gli adolescenti sia per gli anziani la ricetta è stimolare, comporre, aumentare il dialogo, la relazione affettiva, il conforto reciproco. L’essere umano è principalmente sociale. Più aumenta la socialità – assicura lo specialista – più si costruiscono anticorpi efficaci alla sofferenza psicopatologica”.

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