Sanità: domani a Roma imprese dispositivi medici in piazza contro payback ‘Conseguenze drammatiche per settore, a rischio 112mila posti di lavoro e interruzione forniture ospedali’

Roma, 9 gen. (Adnkronos Salute) – Domani a Roma manifestazione delle aziende del settore dei dispositivi medici contro il payback. “Il presidente di Confindustria dispositivi medici, Massimiliano Boggetti, ha scritto al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ricordando il rischio in cui incorrono le imprese del biomedicale a cui, attraverso la norma del payback viene chiesto di versare 2,2 miliardi di euro entro gennaio con conseguenze drammatiche per la tenuta del settore e mettendo a rischio 112mila posti di lavoro”, riferisce in una nota Confindustria dispositivi medici. La manifestazione a Roma è in programma in piazza Santi Apostoli a partire dalle 10. “Il payback mette a rischio oltre 112mila posti di lavoro perché chiedere alle imprese 2,2 miliardi di euro entro gennaio significa farle chiudere con conseguenze drammatiche per l’occupazione, i territori e la qualità della salute del Paese”, denuncia Boggetti in una nota. “Il fallimento di molte imprese genererà un’interruzione delle forniture agli ospedali. Il rischio è che gli le strutture sanitarie restino sfornite di dispositivi medici indispensabili, oltre a venire a mancare quel supporto tecnico che permette a molte delle tecnologie installate negli ospedali di funzionare correttamente. Ma non solo: imponendo tetti di spesa così bassi la qualità dei dispositivi medici si abbasserà, l’innovazione tecnologica non entrerà più nelle strutture sanitarie e i medici si troveranno costretti a lavorare senza avere strumenti all’avanguardia, fondamentali per poter esercitare al meglio la professione. Oggi che è in arrivo una nuova ondata Covid e gli ospedali dovranno far fronte a una probabile emergenza – osserva Boggetti – l’effetto sarà ancora più devastante”. “Domani scenderemo in piazza a Roma – conclude – anche per i cittadini e i pazienti perché il payback è una norma ingiusta anche per loro, che potrebbero non trovare più le risposte di salute che oggi offre il Servizio sanitario nazionale: chi potrà permetterselo continuerà a curarsi privatamente a spese proprie, chi non potrà subirà in prima persona i danni derivanti da questa legge nemica della sanità pubblica. Il payback non è uno strumento di controllo della spesa, è uno strumento nemico del Ssn”, ammonisce.

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