Sanità: medici emergenza, ‘senza tutele adeguate non saremo disposti a lavorare’ Fimeuc, ‘gli operatori devono poter lavorare in modo sicuro per dare qualità ai servizi ma oggi in tutta Italia non è cosi’

Roma, 12 gen. (Adnkronos Salute) – “E’ importante che i governi e le istituzioni sanitarie prendano provvedimenti per garantire la sicurezza dei medici e migliorare le loro condizioni di lavoro, riconoscendo il contributo fondamentale che danno alla società. In mancanza di tutele adeguate, non ci saranno più medici disposti a lavorare in condizioni di rischio e, di conseguenza, non ci sarà più un sistema sanitario efficace”. Così in una nota la Fimeuc, la Federazione italiana medicina di emergenza-urgenza e delle catastrofi, interviene in merito al fenomeno delle aggressioni agli operatori sanitari, con diversi episodi registrati nelle ultime settimane. “I sanitari devono poter lavorare in modo sicuro per dare qualità ai servizi. Oggi in tutta Italia non è cosi e il sistema sanitario pubblico non riesce a garantire la sicurezza delle cure e del soccorso sanitario”, rimarca l’associazione. “I medici, in particolare quelli che lavorano nei servizi territoriali (guardia medica) nei reparti di pronto soccorso e nelle unità di cura intensiva, sono esposti a un alto rischio di aggressioni da parte degli utenti – osserva la Fimeuc – I giovani medici sono particolarmente vulnerabili in questo contesto, poiché spesso si trovano a lavorare senza supporto e supervisione adeguati, esponendosi a rischi per la propria incolumità e talvolta anche per la propria vita. La precarietà della sicurezza dei medici è legata alle difficoltà del sistema sanitario pubblico, che soffre di e sovraffollamento e di grave carenza di personale. La precarietà della situazione dei medici rappresenta una minaccia per la salute e il benessere dei professionisti stessi e rappresenta un rischio per la qualità delle cure fornite agli utenti”.

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