Sanità: igienisti, ‘rischio Armageddon, aumentare e ottimizzare risorse’ Siliquini (Siti), ‘senza correttivi a breve, medio e lungo termine l’Apocalisse del sistema è una certezza’

Milano, 26 gen. (Adnkronos Salute) – Il timore di un ‘Armageddon’ per il Servizio sanitario nazionale “è più di una semplice possibilità”. L”Apocalisse’ del Ssn è un rischio “sempre più vicino” per la Società italiana d’igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti) che, ribadendo la propria disponibilità quale “interlocutore per instaurare una collaborazione con il Governo”, esorta ad aumentare e ottimizzare le risorse per la sanità.”A invarianza di azioni, un’Apocalisse del sistema è quasi una certezza – avverte Roberta Siliquini, presidente della Siti – E’ necessario quindi mettere in atto al più presto correttivi di breve, ma anche di medio-lungo termine: servono risorse e programmazione che tengano conto non solo del desolante stato dell’arte, ma anche dei bisogni di salute futuri che non potranno che aumentare, dato l’invecchiamento costante della popolazione e il mancato investimento nella prevenzione. Diversamente – ammonisce – lo scotto che pagheremo sarà troppo alto per poter essere sottaciuto. Assisteremo a un ridimensionamento di quei valori che sono alla base del nostro Ssn: universalismo, equità, territorialità e globalità”.”Carenza di professionisti sanitari, strutture e tecnologie spesso obsolete, piattaforme informatiche che non colloquiano tra loro, scarsa attenzione al territorio e alla prevenzione, limitati investimenti: sono solo alcuni dei problemi che affliggono i nostri servizi – analizza Siliquini – rendendo spesso vana la qualità eccellente e la dedizione di chi lavora all’interno del servizio pubblico. Di conseguenza, sempre più cittadini lo abbandonano, sottoscrivendo un’assicurazione sanitaria e rivolgendosi a cliniche e ospedali privati”. Un trend testimoniato dall’aumento della spesa out of pocket che nel 2021, secondo i dati della Ragioneria di Stato, ha superato i 37 miliardi di euro, ricorda la Siti. “Questo sistema, però – evidenziano gli igienisti – non garantisce equità nell’accesso alle cure, essendo riservato solo a chi può permettersi di sostenere tali spese”. In Italia “gli investimenti sulla sanità sono tra i più bassi nei Paesi Ocse – rimarca la Siti – Dopo il picco della spesa emergenziale degli anni 2020 e 2021, a causa della pandemia da Covid-19, assistiamo a un ridimensionamento della crescita della spesa sanitaria fino a un suo contenimento che, secondo le stime, proseguirà fino al 2024 (previsto un 6,3% del Pil). Il personale sanitario attivo nel Ssn ha, almeno nel 50% dei casi, più di 55 anni: la percentuale più alta d’Europa, superiore di oltre 16 punti alla media Ocse, secondo dati degli Ordikni dei medici. L’aumento delle borse di specializzazione porterà negli anni a venire a una riduzione dell’età media del personale medico, ma in maniera diseguale. Bisogna infatti considerare che molte borse non sono state assegnate, soprattutto per quelle specializzazioni che espongono maggiormente i medici a carichi di lavoro eccessivi e al rischio di contenziosi legali”.Gli igienisti richiamano dunque l’attenzione sulle “inconfutabili problematiche che insidiano la tenuta del Ssn”, e si propongono come “interlocutori per instaurare una collaborazione con il Governo al fine di definire un incremento e un’ottimizzazione delle risorse destinate alla sanità. Ciò richiede una governance forte, un uso efficiente delle risorse stesse e una migliore programmazione dei servizi. E’ importante che tutte le parti interessate siano coinvolte – conclude la Siti – al fine di garantire che il Ssn rimanga in vita e sia in grado di fornire servizi sanitari di qualità a tutti i cittadini”.

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