Audiologo Di Lisi: “Musica Sanremo arrivata a non udenti con impianti cocleari” “Per i bambini rappresentano un miracolo, con questi strumenti oggi chi nasce sordo può diventare normo-udente”

Roma, 13 feb. (Adnkronos Salute) – Gli impianti acustici di ultima generazione e l’uso della musica per fini riabilitativi offrono un grande supporto agli adulti, ma soprattutto ai più piccoli. Ne è convinto Diego Di Lisi, chirurgo audiologo e responsabile della Ss Audiologia e Impianti cocleari dell’Ospedale Martini di Torino, che in merito all’evento ‘Sanremo Accessibile’, iniziativa organizzata al Centro di produzione Rai di Torino per permettere ai partecipanti ipoudenti (anche bambini) di ascoltare la serata finale del Festival grazie a tecnologie innovative messe a punto da MED-EL, azienda austriaca leader mondiale nelle soluzioni per l’udito, non ha dubbi: “La musica riveste un ruolo importante nel facilitare le crescita nell’apprendimento da parte dei bambini ipoudenti”. Sottolinea l’esperto: “Abbiamo dati clinici che ci dimostrano come la musica classica, e in particolare quella di Mozart, che ha la caratteristica di richiamare la composizione dei frattali (cioè sullo stesso tema viene incrementata con armoniche successive), contribuisca in maniera importantissima allo sviluppo neurologico del cervello”. E sugli impianti cocleari di ultima generazione, Di Lisi spiega che “sono miracolosi per i nostri bambini, perché sostituiscono la funzione cocleare in maniera perfetta. Questo consente di stimolare le fibre del nervo acustico, in maniera tale che oggi un bambino che nasce sordo può diventare un bambino normo-udente. Chiaramente ciò significa una rivoluzione rispetto al passato, quando i bambini che nascevano sordi solo con molta fatica riuscivano ad apprendere il linguaggio, grazie a sedute logopediche lunghe e faticose, e con i dispositivi acustici di quel tempo”. Oggi invece “l’impianto cocleare, donando l’udito a questi bambini, consente loro anche di apprezzare la musica. Si tratta di uno dei traguardi più importanti, direi miracolosi – precisa lo specialista – ottenuti dall’impianto. Immaginiamo un bambino sordo che sia in grado di suonare uno strumento musicale, o di apprezzare l’emozione che suscita la musica. Nel percorso di crescita, di percezione, di apprendimento del linguaggio, la possibilità per questi bimbi di apprezzare la musica è un completamento di quello che oggi possiamo considerare un risultato eccezionale”.

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