Roma, 24 apr. (Adnkronos Salute) – Dopo la morte della psichiatra Barbara Capovani, uccisa a Pisa da un suo ex paziente, servono “vere tutele per i sanitari e subito depenalizzazione atto medico”. Così le due società scientifiche della medicina interna, Fadoi e Simi, insieme alla Società scientifica della medicina di emergenza-urgenza (Simeu), in una nota esprimono “il dolore e la rabbia per l’ennesima vittima delle aggressioni a medici e infermieri” e “si uniscono al dolore dei familiari e dei colleghi di Barbara Capovani”.”Facciamo un lavoro a rischio, senza tutele né garanzie. Siamo esposti ormai quotidianamente, quasi fosse una terrificante normalità, a episodi di violenza e a proteste ingiustificate, con un rischio maggiore di essere bersagliati per malasanità piuttosto che protetti dalla giustizia. Una situazione paradossale che ormai tutte le professioni sanitarie denunciano da anni e che non può più essere tollerata”, stigmatizzano Fadoi, Simi e Simeu.”Ci troviamo in totale accordo con quanto dichiarato dal presidente della Fnomceo, Filippo Anelli – scrivono – e con tutte le federazioni e le associazioni che in queste ore stanno nuovamente denunciando come la situazione sia insostenibile. Per questo chiediamo ancora una volta garanzie vere per gli operatori sanitari e una depenalizzazione dell’atto medico. E in questo senso, come società scientifiche, desideriamo lanciare questo appello affinché si adottino da subito questi provvedimenti confidando nell’adesione delle altre società scientifiche cui chiediamo di aderire a questa battaglia per comporre finalmente un forte e compatto fronte comune per tutelare tutti gli operatori sanitari da questa violenza che sembra ormai imperante”.
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