2 giugno, Ordine dei medici: “Si ricordi diritto alla salute su cui si fonda la Repubblica” Anelli (Fnomceo), ‘un anno fa uomini e donne Ssn sfilavano ai Fori imperiali’

Roma, 1 giu. (Adnkronos Salute)() – In occasione della festa della Repubblica “l’auspicio è che, ancora una volta, il 2 giugno ricordi a tutti noi i diritti su cui si fonda la Repubblica, e in maniera particolare il diritto alla salute, che siamo impegnati a rendere esigibile da parte di tutti i cittadini”. Così il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli, alla vigilia della ricorrenza di domani. “E’ doveroso, innanzitutto – dice Anelli in un video messaggio al ‘Tg Sanità’ della Fnomceo – salutare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che rappresenta tutti gli italiani che, in questo momento, celebrano la Repubblica italiana e lo Stato italiano, che si fonda proprio sulla Costituzione; il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e Guido Crosetto, come ministro della Difesa, che rappresenta le forze armate e tutti quei reparti che sfilano sui Fori imperiali, per ricordare appunto la festa della Repubblica. Un anno fa – ricorda il presidente dei medici – eravamo noi lì, in quella sfilata; eravamo noi: i professionisti, i professionisti della salute, ed eravamo stati invitati proprio come segno tangibile di coloro che durante il Covid avevano in tutte le maniere tutelato la salute dei cittadini, anche a costo della propria vita. Per questo ringraziamo, ancora una volta, il presidente della Repubblica, per quella grande opportunità”. “In quella circostanza – sottolinea Anelli – non è stato invitato il Servizio sanitario nazionale, i suoi direttori generali, i suoi direttori sanitari: sono stati invitati gli uomini, le donne del Ssn, cioè i professionisti, coloro che realmente, attraverso le proprie competenze, attraverso la generosità dell’impegno, la passione, hanno reso possibile quel miracolo italiano di essere riusciti, per primi, a dover affrontare la terribile pandemia di un virus che in quel momento era altamente letale. Oggi – conclude – grazie allo sviluppo dei vaccini e grazie all’impegno di tutti i ricercatori, abbiamo un virus molto più attenuato e più trattabile con i presidi farmacologici che la scienza ci mette a disposizione”. Da qui l’auspicio a ribadire la centralità del diritto alla salute.

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