Butti, ‘nuove tecnologie devono contribuire alla produttività e alla crescita’

Milano, 8 giu. (Adnkronos) – “Le nuove tecnologie devono contribuire alla produttività, alla crescita e anche alla modernizzazione del paese. Ma ciò sarà possibile se saremo in grado di accettare con coraggio, la sfida della digitalizzazione, maturando in fretta una capacità di adattamento alle trasformazioni in atto nella società e nell’economia”. Ad affermarlo è Alessio Butti, il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’innovazione in un intervento al Forum Legal Next 2023 in corso alla Green House Deloitte.Fondamentale, aggiunge Butti, “sarà il rapporto dei professionisti con la pubblica amministrazione e quest’ultima, tradizionalmente tacciata di rallentare piuttosto che accelerare lo sviluppo di un sistema di qualità delle proprie prestazioni e dei cittadini; in linea con gli ambiziosi obiettivi che abbiamo della transizione digitale, è oggi al centro di un processo evolutivo che va basato sulla conoscenza e sulla competenza, ma anche e soprattutto sui tempi certi e rapidi, in pratica gli stessi tempi dei professionisti. Sotto tale profilo, gli obiettivi di carattere generale, penso a interventi normativi in tema di aggregazioni tra i professionisti, ad una normativa fiscale che aiuti il lavoro autonomo. Obiettivi specifici: come esigenza di un’efficiente regolamentazione delle attività digitali, sia come erogazioni di specifiche prestazioni digitali. Penso ad esempio al tema della semplificazione dei controlli sulle imprese”. Come Dipartimento, rileva, “siamo direttamente coinvolti in questa sfida e abbiamo già assicurato un impegno concreto per dare un contributo decisivo alla realizzazione del fascicolo informatico d’impresa che è uno strumento che consentirà non soltanto agli imprenditori ma anche ai professionisti di ottimizzare le proprie attività secondo un nuovo e più fruttuoso rapporto con le amministrazioni. E non ultimo, è in rampa di lancio la riforma in senso più moderno e semplificato del codice dell’amministrazione digitale. Una riforma che, a mio avviso, non è più rinviabile, alla quale già da tempo stiamo lavorando. Il secondo spunto, molto legato alla professione legale, riguarda la digitalizzazione degli appalti prevista dal nuovo codice dei contratti pubblici”.E qui l’articolo diciannove, rileva, “si intitola “Principi e diritti digitali” e disciplina espressamente le attività, i procedimenti amministrativi connessi all’ intero ciclo di vita dei contratti pubblici. È superfluo sottolineare che la digitalizzazione degli appalti pubblici è uno degli obiettivi più rilevanti del Piano nazionale di ripresa e di resilienza, finalizzato a digitalizzare le procedure di gara per tutti gli appalti pubblici e le concessioni e definire i requisiti di interoperabilità e interconnessi Vita è una sfida questa importantissima, si prospetta una riorganizzazione del modo di affidare le commesse, ma l’obiettivo più ambizioso al quale i nostri uffici gli uffici del Dipartimento si stanno gia’ dedicando è di elaborare un modello che possa consentire di regolare meglio, forse anche un po’ limitare la discrezionalità amministrativa di cui dispongono le commissioni di gara”.Tema, sottolinea, “un po’ urticante. Si tratta di una rivoluzione per i cittadini e per i professionisti alla quale, come protagonisti attivi della definizione delle regole del gioco, garantiremo il nostro massimo impegno”.

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