Medicina, Bonanni (UniFi): “Per virus sinciziale ogni anno 16mila bimbi in ospedale” ‘Il 20% finisce in Terapia intensiva, nuovo monoclonale consentirebbe di prevenire malattia’

Roma, 22 giu. (Adnkronos Salute) – “È molto importante prevedere un cambio di denominazione del Piano nazionale di prevenzione vaccinale verso un Piano nazionale di immunizzazione perché sarà necessario includere gli anticorpi monoclonali contro il virus respiratorio sinciziale come misura di prevenzione universale, per offrire protezione ai bambini durante la loro prima stagione Rsv”. Così all’Adnkronos Salute Paolo Bonanni, professore ordinario di Igiene generale e applicata, Università degli Studi di Firenze; Coordinatore del Board del Calendario Vaccinale per la Vita, a margine dell’evento “Un cambio di paradigma nella prevenzione del virus respiratorio sinciziale (Rsv) nella prima infanzia”, promosso oggi alla Camera. Il virus respiratorio sinciziale “causa molto danni, a livello mondiale è la seconda causa di morte nei bambini piccoli – spiega Bonanni – In Italia ogni anno registriamo circa 16mila ospedalizzazioni di piccoli pazienti per questa malattia, stiamo parlando del 4% di tutta la coorte di nuovi nati. Non solo. Ogni anno un 20% di bambini che necessitano di un ricovero in ospedale per questo virus finiscono in Terapia intensiva”. Si tratta di una malattia “molto grave, che può provocare conseguenze a lungo termine, come l’asma, nel 50% dei bambini che vengono ospedalizzati, ma anche condurre a morte. Sicuramente il nuovo anticorpo monoclonale consentirebbe di prevenire una malattia estremamente importante”, conclude.

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