Migranti, Ichino: “Serve rete gemellaggi tra Italia e Africa-Medio Oriente”

Roma, 22 ago. (Labitalia) – “Il sistema economico italiano non può sopportare la perdita di 300.000 persone ogni anno. Esso ha dunque urgente bisogno, per un verso, di una politica efficace volta a riequilibrare, almeno nell’arco del prossimo ventennio, il numero delle nascite rispetto a quello dei decessi; per altro verso, di una politica efficace di attrazione dei flussi migratori utili per compensare subito la crisi demografica in atto”. Così, con Adnkronos/Labitalia, il giuslavorista Pietro Ichino, commenta l’editoriale di oggi di Goffredo Buccini sul ‘Corriere della Sera’, che interviene su immigrazione e lavoro. Ma, avverte il giuslavorista, “nessuna politica migratoria efficace è possibile senza l’attivazione di una fitta rete di gemellaggi tra entità pubbliche e private italiane (quali le scuole, le università, gli ospedali, i teatri, i servizi pubblici, le imprese di tutti i settori) e le entità omologhe esistenti nei Paesi africani e del medio-oriente. Soltanto l’attivazione di questa rete può consentire, per un verso, l’attivazione di flussi migratori virtuosi; per altro verso il reimpiego utile nei Paesi di origine di persone giunte in Italia per caso, che oggi invece vengono per la maggior parte condannate alla irregolarità”.

💬
LA FRECCIA WEB SU WHATSAPP

Resta dentro le notizie che contano

Segui il canale WhatsApp di La Freccia Web per ricevere aggiornamenti, articoli e approfondimenti direttamente sul tuo telefono.

Segui il canale WhatsApp

Related posts

Malattie rare, Girelli (Pd): “Ascoltare clinici e pazienti Egpa per fare norme realistiche” ‘Superare organizzazione 21 modelli territoriali, accorciando distanza tra città e aree interne’

Malattie rare, Vaglio (UniFi): “Egpa malattia con molteplici manifestazioni d’organo” ‘Sensibilizzare comunità scientifica per evitare ritardo diagnostico che porta a danni cronici’

Malattie rare, De Grazia (Gsk): “Portare innovazione equa e accessibile ai pazienti Egpa” ‘Continuare a investire e a stimolare la multidisciplinarietà per la gestione della patologia’