Equo compenso, ingegneri: “Ci sia richiamo nel correttivo a Codice contratti” Confermata la posizione del Consiglio nazionale ingegneri, ribadita nella sua relazione dal presidente Angelo Domenico Perrini

Catania, 29 set. (Adnkronos/Labitalia) – Giornata di conclusioni oggi al 67° Congresso degli Ingegneri in corso a Catania. Tra i temi che alimenteranno il dibattito finale c’è quello dell’equo compenso. Confermata la posizione del Consiglio nazionale ingegneri, ribadita nella sua relazione dal presidente Angelo Domenico Perrini, che ha escluso ritorni al passato pur manifestando disponibilità a migliorare la norma, il Cni ha inteso precisare un aspetto importante, quello relativo al rapporto tra equo compenso e il Codice dei contratti.“Riteniamo – spiega Sandro Catta, consigliere del Cni – che la norma sull’equo compenso, pur successiva al Codice dei contratti, sia perfettamente in linea con esso. Infatti il Codice privilegia gli affidamenti con offerta economicamente più vantaggiosa che si basino più su aspetti qualitativi che economici, arrivando a sostenere che questi ultimi possano anche non essere considerati tra i criteri di premialità”. “Tuttavia – avverte – notiamo che alcuni interlocutori si appigliano alla posterità della norma sull’equo compenso, come si evince ad esempio dal comunicato Anac dell’8 agosto 2023, convinti del valore della legge 49/23. Per questo motivo suggeriamo l’introduzione di un espresso richiamo all’equo compenso nel correttivo al Codice che il Governo ed il Parlamento hanno preannunciato”. Nella tarda mattinata è previsto il dibattito sul documento programmatico.

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