Pochi medici famiglia? Fimmg ‘Spot, lezioni a scuola e meno modelli Usa’ La proposta ‘serie tv basate su sistema americano dove mancano cure primarie esaltano altri specialisti’

Roma, 2 ott. (Adnkronos Salute) – Far conoscere la professione del medico di famiglia, attraverso spot, lezioni a scuola e una narrazione del modello italiano di cure sul territorio per superare il ‘fascino’ di altre specializzazioni suggerite da serie tv americane. Tutto questo per rendere questa professione più attrattiva per i giovani dottori e combattere così, alla radice, la carenza di professionisti delle cure primarie che rischia di lasciare senza assistenza di base milioni di italiani. A prospettarlo all’Adnkronos Salute Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) che oggi apre l’81.esimo congresso a Villasimius (Ca). “Sarebbe molto utile, in particolare, prevedere, da parte del ministero della Salute – continua – spot di Pubblicità Progresso da diffondere durante il periodo di pubblicazione dei bandi per le borse di studio di formazione in medicina generale”. Ma anche “fare incontri con gli studenti degli ultimi anni delle superiori. Serve cominciare un dialogo con i ragazzi interessati alla medicina e che difficilmente, se gli si chiede, si dicono orientati a fare il medico di famiglia”. I giovani “a domanda rispondono di voler fare i chirurghi, gli oncologi, i medici di emergenza. Il nostro obiettivo è andare a spiegare le cure primarie, la loro importanza e il loro appeal. Dobbiamo sfatare il pregiudizio sul medico di famiglia come figura di serie B”. Un’immagine su cui influiscono anche “le serie tv medical che spesso arrivano dagli Stati Uniti dove non esiste la medicina del territorio come la intendiamo noi. C’ è bisogno di ricreare un modello culturale italiano, evidenziando il valore di una medicina basata su un rapporto di continuità e fiducia”, aggiunge. (segue)

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