Patuelli (Abi): “Urgente una riforma per contenere il debito pubblico”

Milano, 25 ott.(Adnkronos) – “In Italia, negli anni, ci sono stati molti ‘cultori’ del debito pubblico, convinti che si trattasse di un pozzo dal quale ricavare risorse economiche da distribuire; ma il debito pubblico non è un pozzo senza fondo, purtroppo lo si deve pagare. Dunque il contenimento della spesa pubblica e del debito pubblico sono la prima riforma da fare”. Così il presidente dell’Abi Antonio Patuelli in un incontro con il presidente di Assilea Carlo Mescieri al Salone del Leasing in corso a Milano.”Noi -spiega Patuelli- abbiamo avuto alle spalle 20 anni di euro con dieci anni di tassi vicini allo zero; purtroppo, specie in questi dieci anni, è stata persa l’occasione di ridurre il debito pubblico quando costava poco ed era più facile ridurlo. Ora siamo in una condizione in cui non solo l’Italia, ma anche molti altri Paesi europei durante la pandemia lo hanno aumentato. L’Italia partiva da un debito più alto, di conseguenza oggi si trova con un debito pubblico accresciuto e con costi accresciuti per mantenerlo perché nel frattempo sono intervenuti inflazione ed aumento dei tassi”. E allora, oltre al contenimento della spesa pubblica e del debito pubblico, servono anche altre riforme, sempre per cercare di ridurre il debito pubblico: “Sono le privatizzazioni di tutto ciò che non è essenziale per la tutela civile economica e sociale dei diritti dei cittadini -avverte il presidente dell’Abi-. E non per favorire la spesa pubblica, ma per ridurre il debito pubblico. Perché le privatizzazioni, senza la riduzione del debito pubblico, è come chi si mangia il capitale per pagare gli interessi, non vanno in una direzione di risoluzione”.

💬
LA FRECCIA WEB SU WHATSAPP

Resta dentro le notizie che contano

Segui il canale WhatsApp di La Freccia Web per ricevere aggiornamenti, articoli e approfondimenti direttamente sul tuo telefono.

Segui il canale WhatsApp

Related posts

Malattie rare, Girelli (Pd): “Ascoltare clinici e pazienti Egpa per fare norme realistiche” ‘Superare organizzazione 21 modelli territoriali, accorciando distanza tra città e aree interne’

Malattie rare, Vaglio (UniFi): “Egpa malattia con molteplici manifestazioni d’organo” ‘Sensibilizzare comunità scientifica per evitare ritardo diagnostico che porta a danni cronici’

Malattie rare, De Grazia (Gsk): “Portare innovazione equa e accessibile ai pazienti Egpa” ‘Continuare a investire e a stimolare la multidisciplinarietà per la gestione della patologia’