Sanità, Bianchi (Sin): “10% italiani ha malattia renale cronica, 90% pazienti con anemia”

Roma, 26 ott. (Adnkronos Salute) – “La malattia renale cronica è la più frequente condizione cronico degenerativa nel nostro Paese: si stima interessi un italiano su 10. L’anemia, una conseguenza” della patologia renale “coinvolge il 90% dei pazienti e influisce pesantemente sulla loro qualità di vita. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, chi ne soffre, non sa di averla. Perché silenziosa, non mostra sintomi fino a quando non raggiunge livelli importanti di danno renale. E spesso, quando si giunge alla diagnosi, si deve ricorrere alla dialisi, al trapianto renale: terapie di forte impatto sulla qualità di vita del paziente, della famiglia, ma anche sul sistema sanitario nazionale, che destina oltre 3 miliardi di euro per curare 100mila persone di cui 50mila in dialisi e 50 mila in terapia”. Così Stefano Bianchi, presidente della Società italiana di nefrologia (Sin), intervenendo all’evento dedicato all’anemia da malattia renale cronica, una condizione invalidante, organizzato oggi al ministero della Salute a Roma con il contributo di Gsk.“E’ fondamentale – aggiunge Bianchi – identificare le popolazioni a rischio di insufficienza renale, come diabetici, obesi e chi soffre di patologie cardiovascolari. In questi soggetti che corrono il rischio di sviluppare la malattia renale bisogna sempre eseguire degli esami di controllo, ripetere i test, molto semplici, nel tempo se negativi, così da intervenire in modo tempestivo con terapie farmacologiche che oggi hanno una forte capacità di migliorare la prognosi dei pazienti”“Dobbiamo – suggerisce il presidente Sin – volgere lo sguardo alla diagnosi precoce per poter curare questa malattia in maniera adeguata e non farla progredire verso gli stadi più gravi. Allora è importante capire subito se si ha un problema renale o meno. Fare la diagnosi di malattia renale e evidenziarne la presenza è una delle cose più facili nella vita. Bastano due banali esami – un test del sangue che permette di dosare la creatinina, e quindi stimare la filtrazione glomerulare, e un comune esame delle urine, che comprenda il dosaggio dell’albumina urinaria – che possono rilevare possibili patologie renali. Si tratta di esami poco costosi – conclude – che si fanno ovunque e che nell’arco di due ore possono segnalare un problema renale”. 

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