Medicina, ‘Cadaver lab’ centro Neuromed fa scuola per formazione neurochirurghi

Roma, 7 nov. (Adnkronos Salute) – Un modello per la formazione dei neurochirurghi, messo a punto al Centro di Medicina necroscopica dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Is) potrebbe diventare punto di riferimento a livello mondiale. Ne parla un articolo scientifico sulle sfide affrontate per la realizzazione del ‘cadaver lab’ appena pubblicato su ‘Frontiers in Surgery’. La formazione in neurochirurgia – spiega una nota – rappresenta una sfida complessa e delicata, che richiede anni di applicazione verso una combinazione di conoscenze teoriche approfondite e abilità tecniche sofisticate. In questo ambito, l’esperienza pratica che i neurochirurghi possono ottenere attraverso la dissezione su preparati anatomici da cadavere è insostituibile, in quanto consente di sviluppare e perfezionare le loro competenze e abilità in un contesto estremamente realistico, migliorando così la sicurezza e l’efficacia delle procedure neurochirurgiche quando eseguite su pazienti.Il Centro di Medicina necroscopica Neuromed di Pozzilli è uno dei pochi esempi in Italia in cui queste procedure sono state implementate con un percorso descritto nel lavoro scientifico pubblicato e che va dalla costituzione allo sviluppo di programmi di formazione avanzata per i futuri neurochirurghi. Il Centro utilizza preparati cadaverici umani, fornendo un ambiente di apprendimento unico che consente la riproduzione fedele di procedure chirurgiche complesse. Questo strumento di formazione si rivela cruciale per sviluppare e raffinare la conoscenza anatomica, la manualità, le abilità tecniche e i procedimenti chirurgici prima di eseguirli su pazienti. “Nella pubblicazione – afferma Arianna Fava, prima firmataria del lavoro – abbiamo descritto in dettaglio l’esperienza maturata qui a Pozzilli nella creazione e nell’attuazione di programmi di formazione, delineando sei livelli di competenza. Ciascun livello include esercizi e procedure specifiche: dalla dissezione dei tessuti molli e suture microchirurgiche, fino agli approcci transcranici, di base e avanzati, e alle tecniche endoscopiche. Il nostro obiettivo era di fornire una roadmap chiara e strutturata per la formazione in neurochirurgia, garantendo l’acquisizione uniforme delle competenze necessarie in tutto il mondo”. Investire nella creazione di laboratori microchirurgici come quello del Neuromed è un passo fondamentale affinché le nuove generazioni di neurochirurghi siano preparate per curare al meglio i pazienti. “Non è solo una questione tecnica, di attrezzature o di ambienti adatti – sottolinea Fava – E’ necessario anche promuovere una cultura che veda la donazione di corpi a scopo di ricerca e formazione. Allo stesso tempo è necessario incentivare la collaborazione tra università e laboratori per introdurre programmi standardizzati di formazione operativa. Con il nostro lavoro scientifico – conclude – abbiamo offerto la nostra esperienza in quella che è stata una vera e propria sfida”.

💬
LA FRECCIA WEB SU WHATSAPP

Resta dentro le notizie che contano

Segui il canale WhatsApp di La Freccia Web per ricevere aggiornamenti, articoli e approfondimenti direttamente sul tuo telefono.

Segui il canale WhatsApp

Related posts

Asl Roma 4, presentato nuovo Pdta per neuropatia diabetica dolorosa Cure di eccellenza con un percorso condiviso e organizzato, presa in carico altamente strutturata e un linguaggio comune tra gli specialisti

Alimentazione, ‘siamo sazi ma non lo sappiamo’, un test per capire quando fermarsi L’esperto, ‘l’attenzione a segnali di fame e sazientà rende il rapporto con il cibo più consapevole e il percorso alimentare più sostenibile’

Ricerca, colon irritabile: studio Lum rivela il possibile ruolo dei trigliceridi Oltre all’interazione intestino-cervello, alla base della patologia ci sarebbe una componete metabolica